Scuola Makiguchi Tsunesaburo

La notizia inutile di questa mattina è che la dirigente di una scuola elementare romana, la Carlo Pisacane, avrebbe chiesto di cambiarne il nome in Makiguchi Tsunesaburo, con allegati fiumi di lamentazioni da parte soprattutto della destra romana e italiana.
Diciamocelo subito: chi di noi si ricorda chi sia stato Carlo Pisacane? Io avevo già rimosso tutto dai miei neuroni, era rimasta giusto l’etichetta “risorgimentale”. Per chi non ha voglia di cercare in giro: “Erano trecento, erano giovani e forti”. Ma il signor Makiguchi – essendo giapponese, si scrive prima il cognome e poi il nome – è così sconosciuto che mentre sto scrivendo wikipedia in lingua italiana non riporta nulla e persino quella inglese ha una voce che da un anno e mezzo riporta l’avviso “senza fonti verificabili”. Per la cronaca, comunque, più che un educatore sembra essere stato il fondatore di un movimento buddista, con la parte scolastica che seguiva semplicemente il pensiero iniziale. Non credo però che la scuola, pur avendo punte dell’80% di alunni stranieri, abbia una quantità tale di figli di seguaci del Sōka Gakkai da dire “beh, almeno si sentiranno a casa”. Insomma, i casi sono due: o la dirigente in questione è una fanatica buddista, oppure è tutta una storia per fare pubblicità, in buona o cattiva fede, alla scuola stessa. Se devo essere sincero, non mi pare comunque una gran cosa.

L’umanità di Ignazietto

Dopo il weekend di rimpallamenti vari tra il ministro della difesa e l’alto commissario ONU, Ignazio La Russa ha rilanciato, affermando di ritenere «più umana l’azione che stanno svolgendo meritoriamente i nostri marinai nel riaccompagnare come vuole la legge del mare nel porto più vicino i migranti che vengono intercettati in acque extraterritoriali piuttosto che sottoporli a un lungo viaggio, una lunga permanenza nei Cie per poi espellerli».
A prima vista la frase sembra sensata: poi magari uno ci pensa un po’ su e vede le assunzioni implicite che sono state fatte. Innanzitutto che nei CIE si sta ancora peggio che nei barconi, il che non fa molto onore al nostro esecutivo; e in secondo luogo che per definizione se uno arriva da clandestino in Italia non abbia nessuna possibilità di richiedere asilo politico, e quindi rimanerci. Sbaglio o nessuno dei grandi media italici ha fatto queste banali constatazioni?

Forse Dio non c’è, ma non lo si può dire

A quanto pare, anche l’ultimo tentativo di campagna pubblicitaria dell’UAAR sulle fiancate degli autobus è saltato. La frase, “La buona notizia è che anche Zeus non esiste. Quella cattiva, è che solo di Zeus puoi dirlo”, sembra che andasse bene; ma la “firma” no. Per la cronaca, il messaggio era siglato “uaar.it – Liberi di non credere in Dio”.
A me la frase scelta per la campagna (e che ricordo non è la traduzione di quella apparsa nel Regno Unito) non è che piaccia, però è preoccupante che qualcuno – chiunque sia stato – possa obiettare sul testo “Liberi di non credere in Dio”. La logica conseguenza è infatto che questa libertà non esiste, o a essere molto buoni deve essere tenuta assolutamente nascosta. D’accordo, come cattolico potrei citare Giovanni 8, 31-32 («Se rimanete fedeli alla mia parola, sarete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi») ai quali un ateo potrebbe ribattere con Amos 4,10 («Essi odiano chi ammonisce alla porta e hanno in abominio chi parla secondo verità.»); molto più banalmente trovo che non bisogna aver paura di quello che uno afferma, ma solo di quello che uno ti costringe ad affermare.

necrologi alla sabauda

Venerdì, qualche ora prima di Susanna Agnelli, era morto anche il padre dell’attuale presidente della Fiat Montezemolo. Come d’abitudine, sabato il giornale aziendale aveva la sua spataffiata di necrologi. La parte più interessante era però notare come chi conta davvero non firma mai le pubbliche condoglianze con il cognome, ma solo col nome. È anche vero che per loro è più facile: se scrivi “John e Lavinia”, “Allegra, Anna, Andrea, Emma e Baya” oppure “Marco e Afef” è difficile non capire chi siano…
(Un eccezione è stata quella di Marchionne: si vede che non si fidava troppo ad essere semplicemente “Sergio”, nonostante Pininfarina sia ormai morto)

gioco della domenica: HeXo

Il gioco di questa settimana a prima vista può assomigliare a una variante del Tetris, ma è completamente diverso. Non tanto per il fatto che lo schema è a base esagonale e non quadrata, ma perché lo schema è inizialmente riempito, e le tessere si eliminano – anzi per la precisione si rimpiazzano – prendendo un gruppo connesso di un colore e sovrapponendolo su un gruppo di un altro colore. Detto così sembra facile, ma visto che si deve per forza prendere tutto il gruppo connesso e le tessere sostituite sono rimpiazzate da altre in colori casuali va spesso a finire che si formano delle aree troppo grandi da poter essere spostate altrove.
Il gioco è a tempo, ma almeno fino all’ottavo livello non è impossibile.
(via Passion for Puzzles)

Gabriella Carlucci fa proseliti

Vengo a sapere via Ecoblog di una mozione presentata al Senato e da 34 esponenti del PdL (tra cui Alicata, di cui ho già avuto occasione di parlare), mozione che mi dicono essere stata approvata.
I trentaquattro premettono che «da anni la Commissione europea, nei suoi documenti, costantemente dia per scontata l’attribuzione della responsabilità del riscaldamento globale in atto da circa un secolo nell’atmosfera terrestre all’emissione dei gas serra antropogenici (e tra questi soprattutto all’anidride carbonica prodotta dall’uso dei combustibili fossili)» e chiedono che «il governo si impegni ad intervenire con urgenza presso la Commissione europea ed anticipatamente presso i Paesi partecipanti al G8 (eventualmente anche a quelli partecipanti al G8 + 5 e al G20)» per fare varie cose, tra cui:
– segnalare come una parte consistente e sempre più crescente di scienziati studiosi del clima non creda che la causa principale del peraltro modesto riscaldamento dell’atmosfera terrestre al suolo finora osservato (compreso fra 0,7 e 0,8 °C) sia da attribuire prioritariamente ed esclusivamente all’anidride carbonica di emissione antropica;
– osservare che, se pure vi fosse a seguito dell’aumento della concentrazione dell’anidride carbonica nell’atmosfera un aumento della temperatura terrestre al suolo, i conseguenti danni all’ambiente, all’economia e all’incolumità degli abitanti del pianeta sarebbero molto inferiori a quelli previsti nel citato Rapporto Stern e addirittura al contrario maggiori potrebbero essere i benefici; (e qua – noto io – si sente lo stile da avvocato)
Il tutto per «ottenere in sede di revisione del Protocollo […] una minor cogenza degli obiettivi quantitativi e temporali, escludendo, quindi a maggior ragione, ogni possibilità di loro inasprimento», insomma continuare a inquinare.
Intendiamoci: alcuni punti della mozione, come quello che fa notare che incentivare i biocarburanti può far rischiare un aumento dei costi delle derrate alimentari e un’ulteriore deforestazione, sono indubbiamente condivisibili. Ma tutto il pippone così tipico di una mozione come questa, giusto condito con una relazione di minoranza al senato americano e la notizia di centinaia di non meglio specificati scienziati che dicono che il riscaldamento globale è tutta una fregnaccia mi fa appunto pensare a una nemmeno troppo simpatica invasione di campo.
Infine segnalo che viene anche suggerito che, «piuttosto che avviare un costosissimo e probabilmente velleitario sforzo di mitigazione del riscaldamento globale in atto, più proficuo potrebbe essere destinare le risorse disponibili, inevitabilmente limitate, all’adattamento a tale riscaldamento e alla promozione di interventi sul territorio finalizzati all’efficienza energetica, all’edilizia ecovirtuosa, all’eliminazione dell’inquinamento ambientale da emissioni nocive e così via;»

Pietro Accame e i sondaggi per le provinciali di Milano

Quando ieri sera sono tornato a casa, Anna mi ha detto che aveva ricevuto una telefonata dallo staff di un candidato del quale non si ricordava il nome, telefonata che aveva chiuso abbastanza in fretta.
Si vede che la telefonata era stata davvero tagliata, tanto che stamattina la signorina dello staff (o magari di qualche società a cui è stato appaltato lo sporco lavoro) l’ha richiamata. Visto che Anna mi vuole tanto bene e sa quanto io aneli di poter scrivere una nuova notiziola, stavolta si è appuntata tutto e me l’ha riferito accuratamente.
La telefonata arriva per conto di tale dottor Accame, candidato non si dice per quale schieramento (è PdL, per la cronaca, ma l’appartenenza è stata rivelata solamente su domanda specifica di Anna). La domanda iniziale richiedeva di dire in trenta secondi qual è il maggior problema della provincia di Milano, cosa che secondo me è semplicemente stupida (la mia risposta sarebbe stata “la sua esistenza”, della provincia e non del dottor Accame); poi non so, visto che all’affermazione di Anna che non avrebbe votato PdL il tutto è terminato (con un’aria scocciata dell’interlocutrice, ma magari era solo una sua impressione oppure la signorina avrebbe dovuto fare una telefonata in più)
Non so quanto le due chiamate siano effettivamente invadenti: le avessi ricevute io avrei forse avuto un’idea più chiara. Però penso che la cosa si possa comunque segnalare.

Alla Fiera del Libro

Se non succede nulla di improvviso, domani sarò a Torino alla Fiera del Libro. Se va molto bene (ma non ci credo) arrivo per vedere l’incontro con IsaZ alle 12:30; altrimenti sarà nel primo pomeriggio. Mi dicono che a Torino ci sia anche un LitCamp, ma io sono un timidone e non so se ci passerò. Sapevàtelo.