Archivi autore: .mau.

Informazioni su .mau.

matematto non praticante

beppegrillo(tm) e l’articolo 67

I quotidiani odierni hanno raccontato di come Beppe Grillo oggi abbia tuonato contro l’articolo 67 della Costituzione, quello che afferma che i parlamentari non hanno vincolo di mandato. Vabbè, dando un’occhiata su Facebook ho visto che Giovanni Stinco ha riportato questo post, non più vecchio di due anni e mezzo fa, in cui il Vate di Sant’Ilario affermava esattamente l’opposto; ma in fin dei conti solo gli imbecilli e i morti non cambiano mai idea, soprattutto quando si scoprono in prima persona le conseguenze di tale idea. Su Friendfeed (sì, frequento troppi socialcosi) Braciola ha riportato un’interessante voce di Wikipedia dove si scopre che questa norma è nata con la Rivoluzione Francese e nel seguito è stata ripresa più o meno ovunque… tranne che negli stati comunisti :-)
Ma detto tutto questo, occorre dire che l’abolizione del vincolo di mandato avrebbe anche un senso… visto che abbiamo il Porcellum. Pensateci un attimo: con l’attuale legge elettorale italiana tu, o elettore, non stai votando una persona ma un partito. Quindi perché quella persona può agire diversamente dalle direttive del Partito? (e poi chiedetevi perché a mio parere il Porcellum sia la più immonda schifezza escogitata in questi sessantacinque anni di Repubblica Italiana)

Quizzino della domenica: niente parallele

Scrivete un’espressione che valga 1 usando quattro fiammiferi, tutti orientati in direzioni diverse. La figura qui sotto andrebbe quasi bene, ma ci sono due fiammiferi nella stessa direzione, e non vale ruotarne uno di 180 gradi. Allo stesso modo, potrei ottenere 1 scrivendo 1×1, ma anche in questo caso ci sono due fiammiferi paralleli.
un numero 1 scritto con quattro fiammiferi
(un aiutino lo trovate sul mio sito, alla pagina http://xmau.com/quizzini/p086.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì. Problema tratto da Julio Mira, Mathematical Teasers.)

_I computer di Star Trek_ (libro)

[copertina] Non sono un grandissimo esperto di Star Trek, però insomma qualchecosina la so anche, pur confessando che dopo TNG mi sono perso abbastanza. Mi sono preso così a suo tempo questo vecchio libro (Lois H. Gresh e Robert Weinberg, I computer di Star Trek, Longanesi 2001 [1999], pag. 244, € 13,43, ISBN 9788830417700, trad. Libero Sosio), e in questi giorni me lo sono letto con la malcelata speranza di vedere cosa era successo in questi dieci anni. L’idea alla base del libro è spiegare quali cose sono presumibilmente fattibili e quali no nell’universo di Star Trek, e cosa potremmo effettivamente aspettarci nel futuro prossimo.
Diciamo che il risultato finale è stato piuttosto deludente. Da un lato gli autori hanno continuato a rimarcare il fatto che nei telefilm sono state continuamente fatte scelte “televisive” e quindi chiaramente irreali; e fin qui lo sapevamo già tutti, grazie. Essendo gli autori due informatici, la prima parte – quella che studia il funzionamento dei computer di bordo, partendo dalle conoscenze “ufficiali” trekkiane – è abbastanza interessante, anche se spesso i due tendono al ricorrere alle argomentazioni per auctoritatem che come immaginate non sono il massimo. Andando avanti nel testo però ci si allontana sempre più da una plausibilità scientifica, e quindi gran parte del divertimento si perde. E la parte finale, con quello che “supera già Star Trek”? Beh, gli autori non potevano certo sapere della possibilità di teletrasporto di un fotone, e quello non glielo possiamo computare come errore. Però le “magliette intelligenti” che erano già in betatest nel 1999 eppure non sono mai apparse nei negozi mi fanno solo venire in mente una teoria del gomblotto, scusatemi.
(Ah, e non mi aspettavo che Libero Sosio scrivesse “millimetri di centimetro”. Anche tralasciando la svista millimetri / millesimi, “thousandths of inch” sarebbero stati “centesimi di millimetro”)

La nostra scuola

Domenica, sotto il nevischio, mi sono preso Jacopo e siamo andati alla scuola elementare Locatelli, dove era collocato il mio seggio elettorale. Per le votazioni non si entra dal portone principale in mezzo all’isolato, ma da un portone laterale quasi all’angolo con largo Desio: presumo che la scelta sia dettata dall’avere sul portone laterale una rampa per disabili.
Saliamo gli scalini (col nevischio io di una rampa mi fido poco) e arriviamo alla porta. È una portafinestra con maniglione antipanico all’interno; ma io sono all’esterno. E cosa c’è all’esterno? Un pezzo di scotch, di quello marrone per chiudere i pacchi, legato in modo tale da tenere bloccato lo scrocco e ripiegato per poter essere tirato e appunto aprire la porta..
Non so se in realtà non esistesse proprio la maniglia all’esterno e quindi questo accrocchio era nato perché in questi due giorni occorreva aprire e chiudere molto spesso quella porta: ma la cosa mi pare alquanto improbabile. Fortuna che Jacopo, anche se non è scemo, è comunque abbastanza piccolo da non accorgersi di queste cose e soprattutto non sa che tra due anni e mezzo con ogni probabilità sarà in quella scuola: altrimenti il numero dei suoi “pecché?” a cui avrei dovuto rispondere arrampicandomi sugli specchi sarebbe stato enorme.

beppegrillo(tm) aveva ragione

A sentire le affermazioni di alcuni tra i neoeletti parlamentari M5S, dalla senatrice che vuole tagliare il numero di deputati e senatori ma non sa esattamente quanti sono al deputato che se ne esce bello bello dicendo che a detta dell’articolo 94 non è affatto necessario che un governo ottenga la fiducia delle camere, mi tocca rivalutare il pensiero del Vate di Sant’Ilario. Grillo aveva perfettamente ragione quando impediva agli esponenti del partito di partecipare a talk show e simili: questo non perché la tv avrebbe stritolato i poveretti, ma perché i poveretti in questione non sanno affatto di che cosa stanno parlando.
A essere ottimisti, tra qualche mese magari avranno imparato l’abc della Costituzione: intanto però ce li troviamo a governarci, e non è che la cosa mi piaccia.

Assemblea di Wikimedia Italia

Mi han detto che hanno coperto il dito medio alzato di Cattelan, ma piazza Affari ha sempre un certo qual fascino perverso. Se siete a Milano, insomma, e siete affezionati a Wikipedia, potete sempre venire all’assemblea dell’associazione Wikimedia Italia, che si terrà sabato 2 marzo presso la sala stampa Telecom Italia, appunto in piazza Affari 2. L’assemblea vera e propria, che da un certo punto di vista è la parte più noiosa per chi socio non è, si terrà dalle 14 alle 18: dalle 10 alle 13 ci saranno invece le presentazioni dei progetti promossi o aiutati da Wikimedia Italia, cosa che potrebbe essere più interessante anche per capire come non esista solo Wikipedia.
L’unica avvertenza è che dovete sbrigarvi ad indicare la vostra adesione! Per motivi organizzativi è infatti necessaria un’iscrizione (gratuita) entro la mezzanotte di oggi, andando su EventBrite. Se ci sarete, come bonus-malus potrete vedere il mio bel faccino dal vivo!

Costituzionalisti, dove siete?

Oggi Emanuele Menietti sul Post ha fatto notare come una non-sfiducia M5S a un governo di minoranza PD abbia un qualche problema di attuazione pratica. Il regolamento del Senato, infatti, non prevede la possibilità di astensione: gli astenuti sono considerati voti contrari. In pratica la “non-sfiducia” prevede che chi vuole astenersi esca dall’aula durante la votazione, riducendo così il numero di votanti e abbassando il numero di voti necessari per raggiungere la maggioranza (che è relativa e non assoluta). Peccato che i parlamentari del centrodestra potrebbero andarsene dall’aula anche loro, e far mancare il numero legale…
In realtà una soluzione ci sarebbe, sfruttando l’indubitabile inventiva italiana. Se non ricordo male la fiducia si dà con appello nominale in ordine alfabetico e voto esplicito. I rappresentanti pentastellati se ne stanno vicino alle porte e contano: per ogni pidiellino che non vota uno di loro vota contro (o si astiene, che tanto come ho detto è la stessa cosa) e alla fine i conti tornano :-)
Più che altro, però, mi stavo chiedendo cosa dice esattamente la Costituzione al riguardo. I primi tre commi dell’articolo 94 recitano:

(1) Il Governo deve avere la fiducia delle due Camere.
(2) Ciascuna Camera accorda o revoca la fiducia mediante mozione motivata e votata per appello nominale.
(3) Entro dieci giorni dalla sua formazione il Governo si presenta alle Camere per ottenerne la fiducia.

Da qua evinco che il governo è in carica dalla sua formazione, e che si deve presentare alle Camere. Se al Senato si continua a non avere il numero legale, l’obbligo di presentazione è stato comunque assolto; ed è vero che non avrebbe la fiducia delle due Camere, ma non è nemmeno stato sfiduciato. Un governo di Schrödinger, oserei quasi dire. Non vi pare uno scenario interessante?

i “pirati della musica”

Ho letto su DotTech che l’azienda britannica Musicmetric ha stilato la classifica delle venti nazioni che usano maggiormente i torrent per scaricare musica. Le tabelle excel si possono scaricare dal sito Musicmetric, per i curiosi.
Secondo quei dati, l’Italia sarebbe al terzo posto per download: insomma, non siamo solo esperti di YouPorn. Epperò c’è qualcosa che non mi torna. Davvero il brano più scaricato in Italia sarebbe “Inedito” della Pausini? Siamo messi così male?