beppegrillo(tm) aveva ragione

A sentire le affermazioni di alcuni tra i neoeletti parlamentari M5S, dalla senatrice che vuole tagliare il numero di deputati e senatori ma non sa esattamente quanti sono al deputato che se ne esce bello bello dicendo che a detta dell’articolo 94 non è affatto necessario che un governo ottenga la fiducia delle camere, mi tocca rivalutare il pensiero del Vate di Sant’Ilario. Grillo aveva perfettamente ragione quando impediva agli esponenti del partito di partecipare a talk show e simili: questo non perché la tv avrebbe stritolato i poveretti, ma perché i poveretti in questione non sanno affatto di che cosa stanno parlando.
A essere ottimisti, tra qualche mese magari avranno imparato l’abc della Costituzione: intanto però ce li troviamo a governarci, e non è che la cosa mi piaccia.

Ultimo aggiornamento: 2013-02-28 19:43

8 pensieri su “beppegrillo(tm) aveva ragione

  1. Ugo

    Non vorrai mica implicitamente sostenere che la maggior parte di quelli che ci hanno governato finora conoscono, non dico la Costituzione, ma quanti avrebbero dovuto essere in aula e l’Articolo 94? :-)

  2. .mau.

    @ugo: no. Sto implicitamente sostenendo che la maggior parte di quelli che ci hanno governato finora erano sufficientemente furbi da non andare a farsi intervistare su quei temi :-)

  3. nonunacosaseria

    il programma del movimento 5 stelle prevede “un esame obbligatorio” di costituzione per ogni rappresentante pubblico. mi sono sempre chiesto la ratio di una puttanata del genere. ora comincio a capire perché.

  4. marcoxa

    Il Governo per essere “esecutivo” deve avere la fiducia. Se no, può fare solo gli affari correnti. (Cosa di cui al governo Monti tutt’ora in carica non gliene fotte un genovesissimo belino – se mi si permette la battuta).
    Quindi, +/- è vero.
    Il Parlamento può invece legiferare tranquillamente (Parte 2, Titolo I dell’ottima nostra costituzione). Ne consegue che se i grillini ci arrivassero pottrebbero avere la moglie piena e la botte ubriaca. Lo stesso dicasi per il PD.
    Baci
    Ntuniott

  5. .mau.

    @marcoxa: il parlamento può fare le leggi, ma queste, oltre che controfirmate dal PresRep, devono essere firmate dal PresConsMin e dai ministri competenti. Sono “affari correnti”? non è detto.

  6. mestesso

    @all: dal Sole 24 Ore di ieri, ho letto un articolo che dice “corso a porte chiuse con autorevoli esperti di Diritto Costituzionale a tutti i neo[parlamentari|senatori] dell’M5S in un centro congressi alle porte della capitale. Bocche cucite da parte degli insegnanti, contrattualmente vincolati a non divulgare temi e contenuti del corso, e degli alunni stessi. Il corso durerà alcuni giorni.”
    (non ho i pdf a portata di mouse, percui non è copincolla e vado a mente, se necessario procuro…)

  7. marcoxa

    Sono affari correnti si, dato che la Costituzione non prevede il diritto di veto per il PdR (che, al massimo può chiedere una seconda deliberazione), figuriamoci per il PdCM o per un Ministro.
    Una volta che una Legge è votata dal Parlamento questa va controfirmata (cosa peraltro non esatta dalla Costituzione) e basta.
    Poi il PdCM può rifiutarsi di “eseguirla”, ma questa è un’altra questione.
    MA

  8. marcoxa

    @mestesso. La notizia del “corso” è nota da qualche giorno. Il problema, se per caso sia sfuggito a qualcuno, è che il corso è organizzato dalla LUISS e da Confindustria. Non esattamente dalla FIOM (un sindacato da abolire secondo i grillini, ma tant’è.)

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