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matematto non praticante

A ciascuno i suoi politici

risultati elettoraliGiovedì i laburisti hanno perso un’elezione suppletiva vicino a Manchester, finendo dietro non solo all’idraulica candidata per i Verdi ma anche all’influencer di Reform UK. Bene: che ha detto il rappresentante dei Tories? Che Starmer “ha ucciso il Labour“. Il tutto dal 2% di voti ottenuti dal suo partito.

ps: Mi chiedevo se nel distretto elettorale si tenga ancora la Transylvanian Convention…

Itanglese (libro)

copertina Questo libro è diviso in due parti. La prima è una lunghissima introduzione, che racconta di come i linguisti italiani si sono confrontati con l’aumento degli anglicismi nell’italiano. A parte i più puri dei puristi che ovviamente sono sempre stati contrari a questa invasione, ho scoperto come molti linguisti non erano inizialmente troppo preoccupati ma abbiano poi cambiato idea con gli anni. Nella seconda parte troviamo invece un insieme di espressioni, delle quali viene tracciato l’ingresso nella nostra lingua – spesso molto precedente a quanto possiamo immaginare. Seguono vari esempi reali di uso e il giudizio di alcuni linguisti, con le possibili rese in italiano. Alcuni esempi mi hanno lasciato freddo: chi direbbe “giallino” per post-it? In altri casi però sono stato costretto a riconoscere che l’uso del termine albionico mostra semplicemente la nostra pigrizia. Non mi riferisco alla possibilità di calchi, come “pausa caffè” che viene già spesso usato anziché “coffee break”, ma a termini come “abstract” che si possono tranquillamente rendere come “sinossi”. Leggetelo, e meditate…

Maurizio Trifone, Itanglese : Storie di parole da abstract a wine bar, Carocci 2025, pag. 256, € 21, ISBN 9788829029181 – come Affiliato Amazon, se acquistate il libro dal link Bezos mi dà qualche centesimo dei suoi utili
Voto: 5/5

Inutilità: https://isthisprime.com/now/

Christian Lawson-Perfect ha creato il sito https://isthisprime.com in modo che chiunque possa sapere se un numero è primo oppure no. Se per esempio si apre la pagina https://isthisprime.com/42 vedrete scritto “42 is not prime”, mentre con https://isthisprime.com/314159 scoprirete che 314159 è primo.

Essendo un matematico e avendo anche il senso dell’umorismo di un matematico, adesso ha aggiunto https://isthisprime.com/now. Se lo lanciate, vedrete scritta l’ora attuale e il numero di secondi dall'”epoch” (mezzanotte UTC del primo gennaio 1970, la data convenzionale da cui si definisce data e ora in Unix). Se il numero di secondi è primo, la pagina cambia colore e oscilla un po’. Sempre per la storia del senso dell’umorismo di un matematico, si può avere una notifica ogni volta che ci si trova davanti a un numero primo…

Uno spremiagrumi e una cancellazione selettiva

Quest’autunno abbiamo comprato un nuovo spremiagrumi (manuale). Funziona sicuramente molto meglio del vecchio (sempre manuale), ma c’è una cosa che non capisco. Sul bordo c’erano indicate le varie misure in cup e millilitri: non incise nella plastica ma disegnate a inchiostro. Per evitare di rovinarle, l’ho sempre lavato a mano. Ora le misure in cup sono praticamente scomparse, mentre quelle in millilitri sembrano nuove. Come mai questa differenza?

Quella raccomandata non s’ha da consegnare

Devo inviare a Torino a mio fratello un documento firmato fisicamente (nel 2026, vabbè) per sbloccare i pochi soldi che mia mamma aveva nel conto Mediolanum. Memore di quando lo scorso maggio spedii una lettera semplice che arrivò dopo due settimane, il 24 gennaio vado in posta e mando una raccomandata (semplice). Pago sei euro.

Una decina di giorni dopo scrivo a mio fratello per sapere se è arrivata la raccomandata. No, mi dice. Recupero il codice, vado sul sito delle poste e leggo che il 28 gennaio è arrivata a Torino… e poi boh.

Il 12 febbraio compilo un reclamo.

Il 24 febbraio ricontrollo sul sito: situazione esattamente identica. A questo punto telefono all’assistenza clienti, e dopo la solita attesa – almeno non ho dovuto interagire con un’IA – mi risponde il POSTE CMP – Napoli. Dico il codice all’addetta che risponde “eh sì, non è stata recapitata.” (mavalà?) Continua poi: “Vedo anche che il 12 febbraio ha fatto un reclamo scritto” (mavalà?) “che è ancora in lavorazione: il 23 febbraio è stata aggiunta una nota per cercare altra documentazione”.

Io non ho più parole.

Giovanni Suzzani, il web e l’IA

Io abito dalle parti di Viale Suzzani, che nelle targhe stradali milanesi è indicato come “statista”. Una decina d’anni fa, quando scattai la foto che poi caricai su Wikimedia Commons, feci qualche ricerca e non scoprii praticamente nulla, se non che non fu uno statista ma un sindacalista. Questo weekend mi punse vaghezza di vedere se con l’aiuto dell’intelligenza artificiale avrei potuto trovare qualcosa in più. Risultati? Sconfortanti.

Gemini lo fa morire trent’anni dopo, dice che ha lavorato con Filippo Corridoni (ma lì è colpa del libro sulle vie di Milano che lo afferma erroneamente). Ho poi provato a chiedergli quando era stata intitolata la strada: aggiungendo al prompt «Se non lo sai, di’ pure “non ho trovato informazioni”» mi ha risposto « Non ho trovato informazioni specifiche sull’anno esatto in cui è stata deliberata l’intitolazione della via a Giovanni Suzzani.» (buono a sapersi per il futuro), senza la frase ha tirato fuori una supercazzola dicendo che sarà stato tra la fine degli anni 1940 e gli anni 1950.

Claude e Mistral hanno subito gettato la spugna: Claude mi ha dato qualche fonte per cercare l’informazione offline.

ChatGPT è stato un disastro. È riuscito a dire «Tuttavia, alcune fonti locali citano che la dedica della via a Giovanni Suzzani è avvenuta nel 2006, in occasione del decennale della sua scomparsa. 👉 Giovanni Suzzani era un sindacalista italiano (nato nel 1875, morto nel 1910) impegnato nelle organizzazioni dei lavoratori e nel movimento sindacale. Quindi, la data di intitolazione di Viale Giovanni Suzzani è legata a 2006, come commemorazione del decennale della sua morte.» e soprattutto a usare come fonte per l’affermazione dell’intitolazione nel 2006 questo post, dove la parola “Suzzani” non è nemmeno presente… (e decidere che Gino Bramieri e Giovanni Suzzani siano confondibili mi pare piuttosto improbabile)

Ma in futuro le cose cambieranno: già che c’ero ho scritto una minivoce su Wikipedia con le poche informazioni che ho trovato, e più prima che poi i chatbot se la processeranno.

Altro che modifica impercettibile

Un mesetto fa la pagina web di X (ok, lo controllo ancora, devo sapere cosa dice la gggente) ha avuto una modifica impercettibile. L’etichetta “seguiti” al suo interno era sdoppiata: si poteva scegliere tra “cronologico” e “popolari”. Non solo quest’ultimo era la scelta di default, ma misteriosamente veniva resettato così dopo poco tempo. Adesso pare che il sistema sia tornato come prima. Tutto bene? No.

Su Mastodon MacFranc segnala questo articolo di Nature, in cui uno studio mostra come la modifica sia stata tutto tranne che impercettibile. Nello studio, condotto nel 2023 e durato sette settimane, si è verificato cosa succedeva passando da un feed cronologico a uno algoritmico, e si è scoperto che nel secondo caso Elonio dava più spazio ai commentatori conservatori: questo ce lo potevamo aspettare. Finito l’esperimento, anche se tornavano al feed cronologico gli utenti continuavano però a seguire questi commentatori! Anche questo l’avrei potuto immaginare, pensandoci su: se leggi qualcuno che non ti fa venire il cimurro ma trovi almeno in parte decente puoi decidere di continuare a leggerlo, se non ti passa davanti sicuramente non lo leggerai.

Insomma, la mia ipotesi è che questo passaggio sia stato fatto apposta per orientare ancora di più la base degli utenti…

Addizione pitagorica

Sappiamo tutti che l’ipotenusa di un triangolo rettangolo di cateti 3 e 4 è lunga 5. Cosa succede se invece che scrivere \( \sqrt (3^2 + 4^2) = 5 \) decidessimo la formula 3 ⊕ 4 = 5? Avremmo definito una nuova operazione, che possiamo chiamare addizione pitagorica. Che proprietà ha questa operazione? Innanzitutto è commutativa, come la normale addizione: \( a \oplus b = b \oplus a \). È anche associativa: \( ( a \oplus b ) \oplus c = a \oplus (b \oplus c) \), e quindi possiamo scrivere \( a \oplus b \oplus c \) senza parentesi, il che tra l’altro ci dà la lunghezza della diagonale maggiore di un parallelepipedo. E ovviamente – non ve lo devo mica dimostrare, vero? – abbiamo che \( a \oplus b \lt a + b \), a meno che uno tra i due operandi sia nullo.

Ma ci sono anche altri usi dell’addizione pitagorica, tanto che molti linguaggi di programmazione la implementano come la funzione hypot (ipotenusa, senza grande fantasia). Per esempio, se dobbiamo convertire un numero in coordinate cartesiane \(a, b\) nell’equivalente in coordinate polari \(r, \theta \) applichiamo le formule \( r = x \oplus y; \theta = \textrm{atan2}(y,x) \). Un altro uso è quello per calcolare il valore efficace, detto anche media quadratica, di due valori, che è dato dalla loro somma pitagorica scalata di un fattore \( \tfrac{1}{\sqrt 2} \); più in generale la media quadratica di \( n \) valori ha come fattore di scala \( \tfrac{1}{\sqrt n} \).

Una curiosità è che nella maggior parte dei casi pratici di operazioni fatte al computer la radice quadrata serve solo per calcolare l’addizione pitagorica. Soprattutto con i primi calcolatori, quindi, si è cercato di trovare un algoritmo meno complesso computazionalmente, e già che si era lì di trovarlo “robusto”. Se i due operandi sono molto grandi, infatti, il calcolo naïf può portare a un overflow. Nel 1983 hanno così descritto un metodo iterativo che sostituisce man mano ai due numeri di partenza altri due numeri con la stessa somma pitagorica ma col secondo che diventa sempre più piccolo: quando arriva praticamente a zero, per definizione il primo numero è il risultato. Oggi ci sono metodi molto più semplici, anche perché possiamo permetterci il lusso di avere tabelle di lookup molto grandi che riducono enormemente il numero di operazioni necessarie; ma volete mettere il divertimento dei due ricercatori?