[Disclaimer: Ho ricevuto il libro grazie al programma Early Reviewer di LibraryThing]
Avevo già letto il primo racconto della collezione: non era un capolavoro, ma aveva delle potenzialità. Dato che il libro conteneva altri tre racconti nel mondo della macchina del tempo cinese, speravo in bene, ma sono stato deluso. Watson, almeno per quanto mi riguarda, è spesso troppo oscuro, e quando non lo è riempie il testo di pessimi giochi di parole – e io amo i giochi di parole! I racconti in breve:
▪ 1st Trip: Brave New World, by Oscar Wilde: senza infamia e senza lode, 3/5
▪ 2nd Trip: The Kidnap of Fibonacci: C’è qualcosa di strano nel testo di cui non sono riuscito a capire il senso. 3/5
▪ 3rd Trip: The Emperor’s New Wallpaper: Il più lungo, quasi un romanzo breve, ma impossibile da capire: troppi salti logici. L’unica parte divertente è quando fuggono dall’antica Cina per finire in Barsoom. 2/5
▪ 4th Trip: Sherlock Holmes and the Butterfly Effect: un po’ meglio, ma comunque pieno di giochi di parole che non mi dicono nulla. 3/5
▪ Hot Gates: l’idea dello scioglimento è bella, ma non mi è piaciuta la sua prosa. 2/5
▪ Monkey Business: Ambientazione interessante: purtroppo temo di aver perso – ma la colpa è mia – molte citazioni scespiriane, a parte quella italiana ovvia :-) 4/5
▪ When the Aliens Stop to Bottle: strano, cupo, e secondo me lasciato a mezzo. 3/5
▪ Heinrich Himmler in the Barcelona Hallucination Cell: idea carina: ci ho perso un po’ a capire di cosa stava parlando: Watson sicuramente è un esperto di quel periodo storico. Termina però in tono minore. 2/5
▪ Clickbeetle: Non ci ho capito un’acca. 1/5
▪ Journey to the Anomaly: Interessante il tratteggio delle specie aliene, ma come sempre troppi giochi di parole e un finale moscio. 3/5
▪ The Birth of Venus: Direi il migliore racconto della raccolta. 4/5
(Ian Watson, The Chinese Time Machine, NewCon Press 2023, pag. 308, € 5.53, paperback ISBN 9781914953477)
Voto: 2/5
Il mio amico Marco Fisk segnala 
Possiamo dunque immaginare che l’ex senatore Simone Pollon,
La misteriosa Tadako Okada ha scritto un nuovo libro. Stavolta la fanno da padrona le intelligenze artificiali, in un pianeta ormai quasi totalmente distrutto dove la gente preferisce vivere nei mondi simulati, in cui quasi ogni persona ha un Chip-id che lo identifica tranne pochi gruppi – i NoChi – che rifiutano gli ausilii elettronici. Linux Kimura è un consulente della polizia in grado di gestire e se necessario resettare le IA, ma che si troverà coinvolto in un complotto molto più grande di quanto potesse anche solo immaginare. Il libro si legge di un fiato, con colpi di scena quasi a ogni pagina; dopo un po’ si rimane così avvinti dalla storia che non si può non fare il tifo per un’improbabile relazione tra i due protagonisti, nonostante tutto congiuri contro di loro. Consigliato a tutti, e chissà se avremo mai il mondo virtuale ∃!, Esiste-ed-è-unico.
Ricordate che