Le primarie del PD

Comincio subito a dire che non riesco a capire la logica di scegliere il segretario di un partito (che ha le sue sezioni, e quindi i militanti) con una votazione tra tutti quelli che vogliono sganciare du’ euro. Ma contento il PD, contenti tutti.

Da osservatore molto esterno, a parte l’interesse pressoché nullo per la tenzone, non riesco esattamente a comprendere la differenza tra un candidato che ha fatto tutta la sua onesta carriera da apparatnik e una candidata che non l’ha fatta ma è comunque appoggiata dall’apparato (Franceschini in primis, ma non solo). Però evidentemente non sono addentro a queste cose.

12 pensieri su “Le primarie del PD

  1. nicola

    Quello di estendere la votazione a tutti i possibili finanziatori ha senso, almeno per tirar su un po’ di soldi, e capisco che non sia condivisibile. Ma non è questo aspetto il vero problema. Il vero problema è che il PD non abbia qualcuno di veramente appetibile da proporre. I votanti andranno ai seggi con poco o nullo entusiasmo, credo. Che forse prima si dovrebbe scegliere una linea politica e poi come coniugarla con un leader? Non so. Ho tante idee, ma confuse.

  2. mestessoit

    Anche io sono distante da tutto questo, ma la votazione da parte di tutti un suo senso ce l’ha: alla fine il partito mica lo votano solo gli iscritti, giusto?

    Per quanto riguarda i candidati, la Schlein la conosco molto poco, a parte che proviene da una famiglia molto bene introdotta nella alta società romana non so molto altro, e non posso giudicare qualcosa che non conosco, su Bonaccini beh, la sua principale (e probabilmente unica) abiltà è quella di navigare le mille correnti del PD con abilità. Al di fuori di questo non risolverà nessun problema del PD, che andrà sempre peggio. Al 99% il vincitore è lui…

  3. Mauro ( un altro )

    Secondo me è giusto che il segretario lo votino solo gli iscritti;
    altrimenti si rischia di scontentarli ed avere un partito in balia di chi ha qualche euro da spendere, che non è detto che poi lo voterà
    ed allontanare quelli che si potrebbero/vorrebbero impegnare nel partito stesso.
    Poi ci si lamenta che la gente si allontana dalla politica …

  4. .mau. Autore articolo

    Sui votanti la penso come Mauro. Del resto nessuno mi toglie dalla testa il dubbio che quando Vendola vinse le primarie di coalizione in Puglia ottenne tanti voti dalla destra che aveva studiato il paradosso del gelataio e pensato che sarebbe stato più semplice vincere.

    Per i soldi, un milione di votanti (stima molto per eccesso) fanno due milioni di euro. Mi chiedo quale sia il giro delle feste dell’Unità, ma mi sa sia di quell’ordine di grandezza se non di più.

    1. Leo M. A. Rotundo

      Se ti aspetti un milione di votanti devi stampare almeno due milioni di schede, oltre agli elenchi dei votanti, verbali di scrutinio ecc. Tenere aperte di domenica 5500 sedi elettorali di cui molte non sono sedi PD avrà certamente un suo costo. AI 20.000 volontari dovrai offrire in un’intera giornata di lavoro almeno un panino ed una bottiglia d’acqua minerale. Se ricordo bene I 2 euro si pagavano pure nelle primarie del 2012, dunque non mi sembra questa una richiesta immotivata.

  5. CarloM

    L’impostazione delle primarie (iscritti+votanti) è uno degli aspetti fondativi del PD e credo sia stato e sia tuttora una peculiarità importante di questo partito. Il rischio di “…avere un partito in balia di chi ha qualche euro…” credo sia minimo e comunque penso che il principio di tale approccio (partito aperto alla società e non solo agli iscritti) valga la pena di correrlo 8con i dovuti accorgimenti del caso).
    Io sono stato iscritto al PD per tanti anni (e prima ai DS, PDS, PCI) ma da vari anni ho lasciato la tessera e, a volte, ho votato altri partiti. Oggi sono incerto se andare a votare perché lo sento ancora distante dal mio modo di pensare ma ho deciso di partecipare a queste primarie per due motivi:
    1) se non ora/così, quando hai modo di influire sulla scelta della guida di un partito? 2) dare il segnale che c’è sempre una buona parte della popolazione che comunque sostiene le idee fondative del PD.
    Sono un ingenuo? molto probabilmente sì…

  6. Mauro ( un altro )

    Da come la vedo io,
    o mi voglio impegnare per scegliere “la guida”, ma anche il successivo comportamento del partito ( NON è il mio caso ) quindi divento iscritto/attivista
    o scelgo il partito in base a quello che propone ( NON in campagna elettorale che sono “promesse da marinaio” ).
    Se vedo che tutti i partiti sono un blob in base a come tira il vento al momento senza un progetto a lungo termine da perseguire .
    Non serve un piano quinquennale, ma comunque azioni concrete per uno o più scopi coordinati e coerenti, entrambi dichiarati prima e perseguiti appena possibile.
    Nel senso appena se ne ha l’opportunità, ovvero i voti, perché se erano infattibili dall’inizio, indipendentemente dai voti …
    In quest’ottica, influenze “esterne” non credo aiutino, neanche in buona fede.
    Si rischia di spostare “peso” ( voti ) su progetti senza “risorse” ( gli attivisti/iscritti )

  7. Camillo

    In questo periodo abbiamo (un po’ in tutta Europa) un problema di scollamento anche fra gli iscritti ai partiti e il resto del mondo, non solo fra i partiti e gli iscritti. L’influenza moderatrice di una popolazione più ampia alle primarie per me è molto utile (almeno i teoria).

    Abbiamo l’esempio negativo del Regno Unito: entrambi i partiti hanno scelto leader che avevano grande seguito fra gli attivisti ma sono tossici con grandi fette dell’elettorato, i laburisti una sola volta (Corbyn), gli altri ripetutamente!

  8. Mauro ( un altro )

    Personalmente preferisco salire sul ring e sapere che le prenderò,
    piuttosto che andare ad un dibattito e prendere calci nei denti perché non la penso nel modo “giusto” ( iperbole, mi è successo solo sul ring ;-) ).
    Se i partiti non vanno bene, se ne creano altri, si prova a cambiarli dall’interno, si ignorano, ma non li si vota sperando che cambino solo perché ti lasciano scegliere un/a front-[wo]man …
    Senza contare il pericolo che sia il “nemico” a sceglierlo per destabilizzare ulteriormente.
    Non servono neanche hacker russi ;-)

  9. Bubbo Bubboni

    Ho letto che gli iscritti hanno già votato e che ci sono stati anche i cammellati da respingere tramite gli appositi garanti che hanno cancellato le tessere dell’ultimo minuto (mah, vivono proprio in un mondo tutto loro).
    Però non capito se gli iscritti avevano solo l’ambito privilegio di votare prima degli altri oppure se il loro voto alla fine conta di più. Comunque per due euro non vado neanche io. Se aggiungessero anche un caffé (lungo) e un cioccolatino (buono)… forse mi sentirei più neoliberista!

  10. Leo M. A. Rotundo

    Un partito è mantenuto in vita dal consenso ossia dagli elettori, dunque ha un senso farli votare e sentire la loro opinione. Nell’elettorato del PD vi è probabilmente uno zoccolo duro che svolge un suo ruolo nella vita del partito, da sempre il PD è il partito che riceve i maggiori contributi dal meccanismo del 2%, anche per questo motivo non credo che saranno i 2 euro a fare una qualche selezione. In questo momento inoltre il voto degli elettori servirebbe a sparigliare il gioco delle correnti, la famosa frattura che ci sarebbe nel gruppo dirigente del PD fra ex Margherita ed ex DS a mio avviso si riflette poco o nulla nell’elettorato.

  11. Mauro

    La cosa ha senso non politicamente, non logicamente, non umanamente… ma la ha per le faide interne. E Franceschini non può per tanti motivi essere amico di Bonaccini (e questo indipendentemente da cosa io e te possiamo pensare sia di Franceschini che di Bonaccini).

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