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matematto non praticante

Il percorso del cavallo con meno angoli ottusi

il percorso più imbizzarrito Don Knuth si diverte sempre con la matematica. La sua conferenza di fine anno parla dei percorsi del cavallo: come un cavallo possa toccare tutte le caselle di una scacchiera. Tra le varie soluzioni presentate, John D. Cook ha selezionato quella con il minor numero di angoli ottusi, che dovrebbero essere solo quattro (con i pallini così piccoli i miei occhi si incrociano). Avrei gradito vedere quella con il maggior numero di angoli ottusi, visto che così pare di avere un cavallo imbizzarrito, ma non ho voglia di guardare tutto il video.

Io, le bilance e le pile

Un mesetto fa ero a casa con Cecilia ammalata, e le volevo preparare del riso a pranzo. Peso l’acqua, tutto bene: metto il riso e la bilancia non si accende più. Vabbè, mi dico, saranno finite le pile: ne prendo altre due, la bilancia si accende per un istante e si spegne. tolgo e metto le pile: nulla. Recupero una bilancetta di precisione di scorta, peso il riso e le do da mangiare. Più tardi, prima di comprare una nuova bilancia, rimetto le pile iniziali: la bilancia si accende come se non fosse successo nulla, e ha continuato a funzionare.
Ringalluzzito dal successo, il 31 dicembre provo a vedere cosa succede con la vecchia bilancia pesapersone ereditata dai suoceri che era bloccata da mesi. Tolgoo le pile, le testo (sono cariche), le rimetto: la situazione è che adesso ogni tanto funziona e ogni tanto no. (per i curiosi: peso 85 chili e mezzo).
Qualcuno mi sa spiegare che sta succedendo? Non sono così imbecille da non sapere da che lato si mettono le pile, e dovrei essere abbastanza esperto da inserirle in modo che non si muovano…

2026 aritmetico

A differenza del 2025, quest’anno non dà molte soddisfazioni aritmetiche. Come ha scritto Ganesh Kumar:

Proprietà del numero 2026:

numero di Fibonacci: No
numero di Lucas: No
numero di Tribonacci: No
numero di Tetranacci: No
numero di Pell: No
numero altamente composto: No
numero altamente composto superiore: No
numero di Bell: No
numero di Catalan: No
numero fattoriale: No
numero Regular number: No
numero perfetto: No
numero palindromo: No (nota mia: lo sarebbe in base 45, essendo $101_{45}$: ma chi usa la base 45?) EDIT: no, in effetti è anche A4A in base 14. Meglio che niente.
numero poligonale (s < 11)?: No (anche qui sarebbe un 2025-agono, ma non ha molto senso) numero tetraedrico: No
numero piramidale quadrato: No
numero cubico: No
numero oblungo: No

Mai una gioia, insomma.

Per il resto, ecco cosa ho trovato in giro:

Un countdown di Fabrizio Calderan:
$$2026 = (((( 10 \times 9) – (8 \times 7)) \times 6 \times 5) – 4 – 3) \times ( 2 / 1 ) + 0$$

Un altro countdown, di Paul Giulan:
$$2026 = 10 + 9 \times 8 \times (7 + 6 + 5 + 4 + 3 + 2 + 1 + 0) $$

Infine un post che sono riuscito a perdermi, quindi non posso citare l’autore:
$$2026 = \sqrt{2^{22}} – 22$$.

Buon anno!

PosteItaliane e le sue allucinazioni

primo messaggiosecondo messaggio Premessa: c’è stato un periodo in cui un pacco stava per arrivare era possibile attivare il servizio ScegliTu per farlo consegnare in un posto diverso da casa propria, ma a quanto pare ciò non è più possibile. Un paio di settimane fa era persino apparsa la possibilità di mandare per default i pacchi a un locker: l’avevo subito attivata, anche se mi pareva strano che il locker fosse quello di Amazon, ma comunque il problema non si è posto perché ieri il pacco è regolarmente arrivato a casa mia.
Beh, “regolarmente” è una parola grossa. Come vedete dalle schermate, mi sono arrivate due mail. La prima diceva che non era stato possibile consegnare il pacco perché nessuno aveva risposto; la seconda, tre minuti dopo, che il pacco era stato consegnato. Il tutto datato due ore dopo la consegna effettiva, avvenuta mentre Anna e io eravamo a fare spese; Jacopo è sceso e l’ha preso. Garantisco che il codice del pacco, che ho pecettato per sicurezza, era lo stesso, anche perché era l’unico pacco che mi ero fatto spedire…

Zpordle

una partita di zpordleLa valutazione p-adica di un numero naturale positivo $n$, definita per un numero primo $p$, è il più grande esponente $v$ tale che $p^v | n$. Se per esempio prendiamo 24, la sua valutazione 2-adica è 3 (24/8 = 3, mentre 24/16 non è intero quindi la valutazione non può essere 4 o di più), quella 3-adica è 1, le altre sono 0. Il valore assoluto p-adico è l’inverso di p elevato alla valutazione p-adica, e la distanza p-adica tra due numeri è il valore assoluto della loro differenza. Detto così mi sa che sia incomprensibile: forse è più semplice se dico che dati due numeri $a$ e $b$, se la loro differenza 2-adica è 1/8 allora la loro differenza deve essere un multiplo di 8 ma non di 16. Ah, per convenzione il valore assoluto p-adico di 0 è 0.

Ordunque: Zpordle (link) è un Worlde con la differenza p-adica. Ci sono dieci numeri primi (eventualmente ripetuti) in ordine crescente, e bisogna indovinare un numero da 1 a 1000. Dopo ciascun tentativo viene indicata la distanza p-adica tra l’ipotesi e il numero reale. Nella partita che ho fatto ieri, il primo tentativo con 500 ha dato norma 1. (“norm” è il valore assoluto p-adico, che assomiglia a una norma ma non lo è davvero: ma gli americani lo chiamano così…) Questo significa che il numero non è pari, altrimenti la differenza con 500 lo sarebbe stata. Il secondo tentativo è stato più fortunato: norma 1/8 vuol dire che la differenza con 257 è un multiplo di 8 ma non di 16, quindi il numero è della forma $8k + 9$. Il terzo è stato ancora più fortunato: sappiamo infatti ora che il numero è della forma $32k + 9$. Quarto e quinto tentativo mi dicono che il numero è della forma $3k + 2$; a questo punto ammetto di avere preso un foglio Google per fare i conti. Sesto e settimo tentativo hanno eliminato i multipli di cinque e quelli della forma $5k + 4$; l’ottavo mi ha confermato che il numero era della forma $5k + 1$. L’unica possibilità era 41, e infatti al nono tentativo ce l’ho fatta. Col senno di poi ho fatto parecchi errori: il primo è cominciare con 500 e non con 512, ma il peggiore è stato il quarto tentativo, dove avrei subito dovuto provare 41, perché sicuramente 18 non poteva essere possibile.

Ok, non credo che Zpordle spodesterà la tombola in attesa del Capodanno, ma magari potete provare a fare una partita per ripassare un po’ l’aritmetica modulare!

Il postino non suona nemmeno una volta

Oggi è l’ultimo giorno in cui le poste danesi consegneranno le lettere ai cittadini. Visto il deficit di bilancio, PostNord ha auto l’autorizzazione a terminate il servizio postale universale, il cui volume si era ridotto a un decimo nell’ultimo quarto di secolo: continuerà a consegnare pacchi – quelli sì usati dall’80% dei danesi. Perché la data di fine servizio sia il 30 e non il 31, non mi è dato di saperlo: magari lì san Silvestro è un giorno festivo.
In realtà il servizio postale deve essere fornito per legge, così il governo darà dei fondi alla società privata Dao che già oggi gestiva un servizio parallelo. La scocciatura sarà che non si potrà più imbucare una lettera in una casella postale, anche perché molte di esse sono state vendute all’asta, con i ricavi dati in beneficenza.
Succederà anche da noi qualcosa di simile? Considerando che questa primavera una lettera che ho spedito da Milano a Torino ci ha messo due settimane ad arrivare e che il numero di dicembre di una rivista a cui sono abbonato si è perso, mi verrebbe quasi da dire che stanno cercando di applicare una classica soluzione all’italiana: fare in modo che sia l’utenza ad abbandonare la speranza di usare il servizio. In effetti non ho un pensiero chiaro al riguardo: per uno che come me vive in una grande città e non è ancora così vecchio le poste sono fondamentalmente un ricordo del passato, ma ho ben presente come nel paesino di montagna dove viveva mia mamma l’impiegata postale che faceva anche da postina ha ancora il suo bel senso. (E la mia rivista la voglio ricevere!) Vedriemo che succederà…

Applicare le strutture musicali all’IA?

Se vi dicessi che ho capito questo articolo di Jose Crespo, mentirei. E allora perché ve ne parlo? Perché secondo me ci sono dei punti interessanti – quelli sì comprensibili – che permettono di avere un’idea di come faccia un LLM a tirare fuori una risposta, e soprattutto perché può sbagliare.

Gli attuali transformer in pratica fanno tante moltiplicazioni di matrici (hessiane) n×n per trovare dei massimi locali (anzi dei minimi, perché si cambia segno) per la parola successiva nel testo, usando il metodo del gradiente (la direzione di massima discesa). Qual è secondo Crespo la ragione degli errori degli LLM? Le allucinazioni sono per lui “interpolazioni fiduciose verso il nulla, senza la possibilità di rispondere che non ha idea”: dal punto di vista del gradiente ci si trova in una pianura (il numero di condizionamento κ, cioè il rapporto tra il più alto e il più basso autovalore, è alto) in cui tutte le direzioni sembrano simili, e quindi il modello ne sceglie una a caso restando come sempre fiducioso. Il mancato trasferimento dei pattern si ha se la nitidezza spettrale ε è alta; in questo caso il modello si è trovato in una valle molto stretta da cui non è riuscito a uscire. Con i dati di addestramento funziona tutto perfettamente, ma se appena i dati reali sono un po’ diversi ci si perde del tutto. Infine la fragilità conflittuale, quando cambi minimi del modello danno grandi differenze nel risultato, indica che ci sono autovalori δ dell’hessiana che sono negativi, e quindi ci siamo trovati in un punto di sella: equilibrio instabile, per cui una minima perturbazione è sufficiente a partire per la tangente.

Fin qua tutto chiaro, come è chiaro il fatto che il problema è che il metodo del gradiente, pur con tutti i trucchi che permettono ogni tanto di saltare di palo in frasca, è chiaramente locale. Mi sono perso quando Crespo afferma che dovremmo usare come paradigma quello della musica (principalmente bachiana), che non solo riduce il numero di variabili ma ha una visione globale, perché sappiamo che la tonalità di partenza è quella terminale. La curvatura locale corrisponde a un’ambiguità armonica, che però alla fine tende sempre verso l’origine. L’esempio che fa è quello del concerto triplo BWV 1044, dove la successione armonica iniziale è Lam – Mi – Rem – Doaum – Fa – Sol – Do – Mi – Lam. L’accordo di do aumentato (do-mi-sol#) è inerentemente ambiguo, perché lo possiamo anche vedere come mi aumentato o sol diesis aumentato; ma è seguito da un fa maggiore che ci mantiene nella tonalità. A parte che ho dato una rapida occhiata allo spartito e il do aumentato non l’ho visto, quel tipo di accordi spesso serve proprio per cambiare tonalità, e comunque il Piccolo labirinto armonico mostra come anche nella musica si possono avere delle allucinazioni :-) Crespo parla così di approccio riemaniano inverso: Riemann parte da una struttura localmente piatta per creare delle varietà nello spazio multidimensionale, qui invece si collassa tutta la struttura multidimensionale in un piano che è molto più semplice da gestire. Più precisamente la mappatura da lui proposta è una funzione Φ che assegna a ogno token un punto nel circolo delle quinte. Se la “successione di accordi” data dalla risposta dell’LLM risolve sulla tonica, tutto bene: altrimenti la computazione iniziale era sbagliata, e Φ ce lo mostra.

Tutto questo funziona in pratica? Secondo me no, ma se lo facesse sarebbe interessante…

Quizzino della domenica: Stella di Natale

780 – geometria

La stella di Natale che vedete qui disegnata (non in scala) è composta da quattro triangoli rettangoli congruenti, e i suoi lati sono alternativamente lunghi 5 e 1. Qual è la sua area?

la stella di Natale
(trovate un aiutino sul mio sito, alla pagina https://xmau.com/quizzini/p780.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì. Problema tratto da Mind Your Decisions.)