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Statistiche del sito per agosto 2026

Mi piacerebbe sapere quale crawler è passato tra il 28 e il 29 agosto, con rispettivamente 23.954 e 22.660 visite; e chi ha fatto probabilmente una sola visita il 17 agosto ma ha scaricato 917,24 MB di dati, rispetto a una media tra i 200 e i 400. Inutile dire che le statistiche sono sballate. I dati riassuntivi:

Visitatori unici 147.931 (+57454)
Numero di visite 207.350 (+13912)
Pagine accedute 406.358 (+64269)
Hits 594.587 (+42244)
Banda usata 10,60 GB (+0,51 GB)

Giorno con meno visite domenica 30 (3211), massimo “serio” sabato 8 (9459), media 6688. La Top 5:

  1. Consegna con Voc: 1951 visite
  2. Codice bianco all’Ikea: 760 visite
  3. Immerdificazione e le nuove competenze necessarie: 674 visite
  4. Carte d’identità e scadenza nascosta: 638 visite
  5. Tasse sulle tasse: 613visite

Otto altri post sopra le 500 visite. Romanaccio ne ha avute 673.

Query Google: abbiamo 1915 (+110) clic da mobile, 494 (-129) da desktop e 53 (+24) da tablet. Le prime 10 query, con tra parentesi le impressions:

94 (294) insulti romani
87 (875) codice bianco ikea
62 (848) voc corriere
49 (298) voc spedizioni
39 (688) consegna con voc
37 (116) insulti romaneschi
36 (393) insulti in romano
36 (42) notiziole di mau
33 (465) corriere voc
26 (270) 0278655540

ia 2026, IA e informatica

Le tre leggi inverse dell’IA

Nel mondo dell’IA commentare a settembre un post di gennaio è quasi fare archeologia: ma credo che sia ancora utile meditare su quanto scrisse Susam Pal. Le tre leggi inverse dell’IA sono chiaramente basate sulle tre leggi della robotica di Isaac Asimov. I miei ventun lettori se le ricordano sicuramente, ma per chi passasse di qua per caso le ricapitolo. Prima legge: Un robot non può recare danno a un essere umano né può permettere che, a causa del suo mancato intervento, un essere umano riceva danno. Seconda legge: Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, purché tali ordini non vadano in contrasto alla Prima Legge. Terza legge: Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché la salvaguardia di essa non contrasti con la Prima o con la Seconda Legge. Le tre leggi nascono in un contesto letterario, e il loro vero significato pratico − come poi l’OuLiPo teorizzò in seguito − è quello di dare una serie di vincoli per scrivere racconti dove si cerca di testare i limiti di quelle leggi. Qui abbiamo invece “leggi” che servono a noi umani per ricordarci con che cosa abbiamo a che fare.

Le tre leggi, secondo Pal, sono queste:

  • non antropomorfismo: Gli umani non devono antropomorfizzare i sistemi IA.
  • non deferenza: Gli umani non devono fidarsi ciecamente dell’output dei sistemi IA.
  • non abdicazione di responsabilità: Gli umani devono restare pienamente responsabili delle conseguenze derivanti dall’uso dei sistemi IA.

Quello che possiamo vedere oggi è che nessuna delle tre leggi è fatta rispettare. I chatbot nascono apposta per sembrare il più possibile umani nella loro interazione, il che rende davvero difficile non applicare l’antropomorfismo, soprattutto se non si è esperti nell’interazione. Se le loro risposte fossero un po’ più meccaniche, probabilmente riusciremo anche a imparare a fidarci di meno delle loro risposte. Quella purtroppo è una caratteristica molto umana: spesso sentiamo uno che “parla bene” e accettiamo acriticamente quello che dice. Non è insomma che le AI abbiano l’esclusiva di questa fiducia, ma questo non significa che possiamo fare finta di nulla. Infine dobbiamo ricordarci che le IA sono software, per quanto sofisticato, e quindi non possono essere “colpevoli” di nulla. La responsabilità non può in questo caso tanto essere dei programmatori, a meno di errori marchiani, quanto delle aziende. Inutile dire che questo è forse il punto più difficile da fare accettare: OpenAI, Anthropic e compagnia bella vogliono pararsi le spalle con la scrittina in grigio corpo 4 “le IA possono commettere errori”. Ma un conto è se un’IA mi dice che ho scritto I quesiti di Pyramus (sarebbe anche un bel libro, anche se non credo che riuscirei a trovare materiale sufficiente. Ma Gemini è esperta nel tirare fuori associazioni statistiche senza alcun rapporto con la realtà, vedi la seconda legge); un altro conto è se conversando con un’IA una persona debole viene spinta al suicidio.

Quindi? Dato che tanto nessuno spingerà verso l’esecuzione di queste leggi, l’unica nostra possibilità è imparare ad applicare almeno le prime due per conto nostro, e fare attenzione alle conseguenze dell’abdicazione di responsabilità.

relax

Il vero problema matematico che le IA dovrebbero risolvere

Siamo seri. A nessuno interessa davvero che le IA abbiano trovato un controesempio alle equazioni di Navier-Stokes. E comunque si sa che hanno preso una nuova linea di attacco ideata dai matematici e ci hanno messo su una potenza di calcolo assurda. Ci sono le voci per cui stanno lavorando sulla congettura di Hodge, ma non si sa nemmeno cosa significhi esattamente «alcune classi di coomologia di de Rhan sono algebriche, vale a dire somme di duali di Poincaré delle classi di omologia delle sottovarietà.»

Però c’è un problema che nel caso fosse risolto mostrerebbe una volta per tutte che le IA sono più intelligenti degli umani. Un problema il cui enunciato è comprensibile a un bambino di seconda elementare, ma che da un secolo impegna le migliori menti matematiche, e anche quelle che migliori non sono. Un problema sul quale perfino Terence Tao ha alzato bandiera bianca. Sto ovviamente parlando della congettura di Collatz: partendo da un qualunque intero positivo, dimezzandolo se è pari oppure triplicandolo e poi aggiungendo uno se è dispari, e continuando a fare la stessa operazione, prima o poi si arriva a 1, e quindi al ciclo 1-4-2-1.

Avere finalmente una risposta a questo dilemma costringerebbe frotte di matematici a trovarsi un altro passatempo per i tempi morti, ma soprattutto sarebbe il sigillo sulla capacità delle IA di ottenere risultati davvero creativi, dato che nessuno degli approcci tentati finora ha portato da nessuna parte; quindi il sorpasso sarebbe omologato. Applicare risorse a questo problema servirebbe poi a distogliere l’attenzione delle IA dall’attaccare siti; un ottimo modo per rallentare il loro sviluppo, come richiesto da tanti. Chi mi segue nel lanciare una petizione?

rec 2026, recensioni

A Day in the Life (ebook)

[Disclaimer: Ho ricevuto il libro grazie al programma Early Reviewer di LibraryThing]
Un NPC è un Non-Player Character, cioè un personaggio in un gioco di ruolo che non è controllato da un giocatore umano. L’idea dietro questa collezione di racconti è vedere cosa fanno davvero questi personaggi, magari interagendo con il SISTEMA o arrabbiandosi perché sono visti dai veri giocatori come semplici punti di racconlta informazioni che non si preoccupano del loro sentimenti. Il libro non è partito bene due dei primi tre rcconti non li ho proprio capiti. Poi però si riprende bene ed è interessante: vale insomma la pena di leggerlo. Menzione particolare per Barry the [Bush], probabilmente il migliore dei racconti. Commenti minimali:
▪ J.R. Wright, An Easy Day: Non l’ho capito. Sembra l’inizio di una storia più lunga, ma così non sta in piedi. 2/5
▪ Aztoroid Destroyer, Mistress of the Red Pour: È questo che mi aspettavo, un NPC con emozioni! 5/5
▪ David Nielsen, The Mare and Maiden: ??? Sono arrivato in fondo senza capirci nulla. N/A
▪ Pope Pug, The Garden for a Ghost: triste ma carino. 5/5
▪ Eura Abrams, Red’s Path Unlocked: fantastico. È tutto sbagliato, e questo è il bello della storia. 5/5
▪ Abruptly Mystic, Outstanding: è carino che un NPC veda i suoi limiti, ma mi pare manchi qualcosa. . 3/5
▪ Kim Smuga-Otto, My Boyfriend’s the Hero: non sono così sicuro che parli di NPC, e probabilmente è un capitolo di un libro; ma è comunque divertente. 4/5
▪ T. T. Reynolds, Exclamation Point: parte lentamente, ma acquista spessore man mano si va avanti. 4/5
▪ Kyle Burkett, Barry the [Bush]: un nuovo livello per gli NPC! 5/5
▪ IJ, Respawn and Chill: cerca di fare di tutto, ma senza una vera trama. 2/5

AA.VV., A Day in the Life : An NPC LitRPG Anthology, Riverfolk Books 2026, pag. 225, € 13.34, ISBN 9781959531128 – come Affiliato Amazon, se acquistate il libro dal link Bezos mi dà qualche centesimo dei suoi utili
Voto: 3/5

minimalia

Negozianti liguri

Lo scorso weekend eravamo a Chiavari. Anna compra in un negozio una borsa e una collana, costo totale 259 euro. La negoziante: “vabbè, facciamo 255”.

curiosità 2026, curiosita'

Me lo aggiungo nel curriculum!

Immagino che molti dei miei ventun lettori siano abbastanza “diversamente giovani” da ricordarsi il meme dei punti esclamativi con inframmezzati degli 1 (!!!!11!!), nato ai primi tempi del Movimento 5 Stelle. C’è però sicuramente qualcuno che non lo aveva visto oppure non se lo ricordava, e così quando in un thread nel mio socialino di nicchia qualcuno aveva chiesto del significato della variante “!!undici!”. Essendo noi frequentatori di quel socialino delle brave persone, un altro utente ha fatto una ricerca con Google per fornire un link adatto, scoprendo che AI Overview… citava  un mio post. Come ho scritto nel titolo, direi che posso metterlo nel mio curriculum, no?

La cosa strana è che quel post non si trova qui nel mio blog principale ma in uno di quelli secondari: è la copia di quello che avevo scritto in un altro blog ancora – non si butta mai via niente di quello che si scrive, al limite come in questo caso si lascia il refuso – e il link indicato è quello che appare da giugno, mentre prima l’URL era diverso: quello però è forse più logico, perché immagino la ricerca sia stata fatta sul momento. Resta comunque lo stupore.

curiosità 2026, curiosita'

E chi sarebbero questi?

Queste telefonate sono state fatte domenica e adesso al numero del mio tablet. Sono chiaramente automatiche, basta vedere che hanno solo due archi di numerazione. Una a quanto pare è già stata segnata come spam da qualcuno, mentre le altre sono poco usate.

C’è solo un piccolo particolare: io non so nemmeno quale sia il numero del mio tablet. Mi spiego: io ho il servizio OneNumber, che permette di avere due sim fisiche che apparentemente rispondono allo stesso numero. Però non è in realtà possibile avere due sim con lo stesso numero, quindi alla seconda è assegnato un numero fittizio a me sconosciuto e ci pensa il software a smistare chiamate e SMS al secondo numero. Ma come avrete capito è possibile in linea di principio fare una chiamata all’altro numero, perché comunque è riconosciuto in rete.

È ovvio che questi spammatori fanno numeri a caso, sperando che qualcuno risponda. Quello che non mi torna è che li facciano a distanza così breve. Se un numero suona a vuoto può essere un M2M, e quindi non risponderà mai nessuno, oppure il numero di qualcuno che non sta sempre attaccato al telefono, e allora non ha senso chiamare a un minuto di distanza ma conviene aspettare almeno una mezz’oretta. Misteri.

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