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matematto non praticante

Ancora un record per le cifre di pi greco

Quelli di StorageReview hanno colpito ancora. Dopo che a maggio 2025 il Linus Media Group e KIOXIA avevano calcolato 300 trillions (cioè 300.000 miliardi) di cifre decimali di pi greco, lo scorso dicembre StorageReview si è ripresa il record, calcolando 314.000 miliardi di cifre in 110 giorni. Il tutto con un singolo Dell PowerEdge R7725. Ok, le due CPU hanno un totale di 384 core, il raffreddamento è a liquido e non ad aria, un tera e mezzo di RAM e 41 SSD da 61.44TB ciascuno…

Ovviamente il record è assolutamente inutile di per sé, a parte per la medaglietta, ma StorageReview ci ha tenuto a notare tutta la parte collaterale: un sistema che ha macinato dati per 110 giorni consecutivi senza fermarsi (ok, per far girare y-cruncher sono passati da Windows Server a Ubuntu 24.04.2 LTS, mica stupidi) con un consumo totale di energia di quasi un ordine di grandezza minore di quello di KIOXIA: circa 4300 kWh, per un costo di meno di 1000 dollari che non sono nulla rispetto all’hardware :-) Insomma, pi greco è solo una scusa.

Una considerazione finale: non credo di avere nemmeno visto notizia del penultimo record. Direi che la gara a chi trova più cifre è ormai passata di moda.

Il miglior mio uso degli LLM

In questi giorni mi sono trovato per due volte di fila questa battuta: «A priest, an imam, and a rabbit walk into a blood donation center.
The nurse asks the rabbit: “What’s your blood type?” “I’m probably a type O,” says the rabbit.» Ammetto di non averla capita. Cosa avvrei fatto una volta? Avrei aperto una casella di ricerca e scritto qualcosa tipo “priest imam rabbit joke”. Purtroppo sono anni che i motori di ricerca fanno sempre più schifo, e non mi basta nemmeno scegliere una stringa di ricerca particolare, come facevo in passato. Adesso ho aperto Gemini 3 e ho chiesto “could you explain this joke?” In pratica uso l’LLM come motore di ricerca (oltre che per le immagini dei post che scrivo su MaddMaths!, visto che non so disegnare).

Uno può chiedersi “ma non hai paura che si inventi la risposta?” Beh, no. In fin dei conti ho ancora la capacità di verificare la risposta, quindi se per me non ha senso posso buttarla via. E non è che la cosa cambierebbe con una ricerca standard: almeno con lo stato attuale dei risultati forniti devo comunque verificare anche lì che quanto trovo non sia farlocco. Questo non sarebbe davvero un problema: non sono legato a una tecnologia, e se Google ha deciso di passare all’immerdificazione del suo motore di ricerca per aumentare gli utili, come racconta Paolo Attivissimo e gli altri motori sono comunque meno ricchi di risultati posso tranquillamente passare a qualcosa di diverso. Il vero problema è un altro. Guardate qui:

nuove domande su stackoverflow

Questo è il numero di domande fatte ogni mese su stackoverflow. L’ha postato sull’ex Twitter Sam Rose, insieme alla query che ha usato per ricavare il grafico. Qualche anno fa, il mio motto era “when everything else fails, ask Stackoverflow”. Evidementente è un pezzo che tutti facciano come me e usano un LLM per avere le risposte alle proprie domande. Solo che a questo punto Stackoverflow chiuderà a breve: e dove riusciranno gli LLM a trovare le informazioni necessarie per rispondere alle domande? In pratica, proprio perché sono diventati così bravi a rispondere alle domande attuali rischiamo di non avere più la possibilità di far loro “imparare” le risposte alle domande future, perché nessuno aggiungerà più informazioni nei soliti luoghi di raccolta. Mi chiedo se sono l’unico ad avere questa preoccupazione.

Ah: se nemmeno voi avete capito la battuta iniziale, è perché in realtà è una metabattuta. In genere queste storielle cominciano con “a priest, an imam and a rabbi“. Il coniglio risponde letteralmente “penso di essere di tipo zero”, ma “type O” si pronuncia come “typo”, refuso. Quindi si riferisce a sé stesso, affermando che “rabbit” è probabilmente un refuso per “rabbi”…

Windows 11 e l’AI mentre digiti

windows usa quello che digitate per addestrare l'AI Mr November su twitter ha segnalato una “feature” “casualmente” inserita in Windows 11. Se cercate Digitazione e poi cliccate su “Informazioni di digitazione” trovate la schermata che ho mostrato qui sopra.

Potete dire che lui (ed io) siamo paranoici. Però pensateci su un attimo. Non è possibile che la sedicente intelligenza artificiale lavori localmente: non ci sarebbe abbastanza potenza di calcolo. Quindi i casi sono due: o non c’è nessuna IA in gioco (possibile), oppure in realtà c’è comunque un passaggio di dati. È poi vero che “Microsoft non raccoglie i dati sulla digitazione”: ma in futuro potrebbe cambiare il testo e dire “non associa i dati sulla digitazione al dispositivo” se non peggio, e non ce ne accorgeremmo esattamente come non ci saremmo accorti che era misteriosamente comparsa l’opzione attivata per default. Insomma, toglierla non dà nessun problema, ci sono già vari tipi di correttori attivi e possiamo sopravvivere anche senza l’intelligenza artificiale usata nella migliore delle ipotesi per addestrare i modelli col nostro lavoro.

Quizzino della domenica: 2026 aritmetico

781 – aritmetica

Siete capaci di ottenere i numeri da 0 a 15 usando solo le quattro cifre 2,0,2,6 in questo ordine? Come usuale, si possono usare le quattro operazioni aritmetiche, l’elevazione a potenza, le parentesi, la radice quadrata, il punto decimale (con o senza lo zero davanti: .6 è ammesso) e il fattoriale.


(trovate un aiutino sul mio sito, alla pagina https://xmau.com/quizzini/p781.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì. Problema mio.)

Lost in the Shell (ebook)

copertina Quest’ultimo libro di Andrea Monti recupera e completa i testi più tecnici che ha pubblicato negli anni passati. Monti è un avvocato, e lo si nota dalla dovizia di particolari legali che si trovano nel testo: ma soprattutto da quando lo conosco (eravamo ancora nello scorso millennio…) è sempre stato interessato a leggere lo sviluppo tecnologico da un punto di vista olisitico, guardando non solo l’aspetto mediatico ma anche quello legale. Questo testo è breve, ma densissimo: probabilmente se l’avesse scritto qualcun altro avremmo avuto una lunghezza doppia. Questo significa che la lettura deve essere meditata: mi sono segnato decine di annotazioni mentre procedevo. Ma significa anche che arrivando al fondo si ha una visione molto più completa del tema, anzi dei temi, in questione.
I primi due capitoli mostrano come il concetto di identità si stia sfilacciando negli ultimi decenni, non solo perché tendiamo ad avere una o più personae virtuali che non corrispondono necessariamente alla nostra persona reale ma perché possiamo estrarre dati di svariati tipi dai nostri corpi per mezzo di sensori o interfacce; ciò però non è recepito dai sistemi legali, che continuano a vedere una persona come un ente monolitico. Quello che ho trovato davvero interessante è il modo in cui Monti tratta le intelligenze artificiali (non entriamo nel merito se sono davvero intelligenti oppure no). Monti ha una posizione netta al riguardo: le IA non possono essere considerate persone, nel senso di soggetti con diritti. Alla mia obiezione “le corporation non sono forse persone giuridiche?” la sua risposta è semplice: una corporation può dover rispondere delle conseguenze dei suoi atti, per esempio essendo multata; una IA no. Questo significa che tutta la narrazione attuale ha un problema di fondo, che viene nascosto sotto il tappeto mentre dovrebbe essere chiaro a tutti.
Monti non ha una soluzione pronta per i problemi che solleva, né crede che esista un’unica risposta: come dicevo, ritiene che bisognerebbe davvero porci questo problema. Secondo me, dovremmo tutti essere consci di cosa c’è in gioco: questi temi non sono praticamente mai trattati, e proprio per questo un libro come il suo è prezioso per allargare il nostro punto di vista. Non è obbligatorio essere degli esperti per farsi un’idea: l’importante è avere la possibilità di capire cosa davvero ormai abbiamo tra di noi e ci resterà.

Andrea Monti, Lost in the Shell : Mind, Body, Identity and the Technology of Information, Routledge 2025, pag. 175, € 35,08, ISBN 9781041033233 – come Affiliato Amazon, se acquistate il libro dal link Bezos mi dà qualche centesimo dei suoi utili
Voto: 5/5

Il percorso del cavallo con meno angoli ottusi

il percorso più imbizzarrito Don Knuth si diverte sempre con la matematica. La sua conferenza di fine anno parla dei percorsi del cavallo: come un cavallo possa toccare tutte le caselle di una scacchiera. Tra le varie soluzioni presentate, John D. Cook ha selezionato quella con il minor numero di angoli ottusi, che dovrebbero essere solo quattro (con i pallini così piccoli i miei occhi si incrociano). Avrei gradito vedere quella con il maggior numero di angoli ottusi, visto che così pare di avere un cavallo imbizzarrito, ma non ho voglia di guardare tutto il video.

Io, le bilance e le pile

Un mesetto fa ero a casa con Cecilia ammalata, e le volevo preparare del riso a pranzo. Peso l’acqua, tutto bene: metto il riso e la bilancia non si accende più. Vabbè, mi dico, saranno finite le pile: ne prendo altre due, la bilancia si accende per un istante e si spegne. tolgo e metto le pile: nulla. Recupero una bilancetta di precisione di scorta, peso il riso e le do da mangiare. Più tardi, prima di comprare una nuova bilancia, rimetto le pile iniziali: la bilancia si accende come se non fosse successo nulla, e ha continuato a funzionare.
Ringalluzzito dal successo, il 31 dicembre provo a vedere cosa succede con la vecchia bilancia pesapersone ereditata dai suoceri che era bloccata da mesi. Tolgoo le pile, le testo (sono cariche), le rimetto: la situazione è che adesso ogni tanto funziona e ogni tanto no. (per i curiosi: peso 85 chili e mezzo).
Qualcuno mi sa spiegare che sta succedendo? Non sono così imbecille da non sapere da che lato si mettono le pile, e dovrei essere abbastanza esperto da inserirle in modo che non si muovano…

2026 aritmetico

A differenza del 2025, quest’anno non dà molte soddisfazioni aritmetiche. Come ha scritto Ganesh Kumar:

Proprietà del numero 2026:

numero di Fibonacci: No
numero di Lucas: No
numero di Tribonacci: No
numero di Tetranacci: No
numero di Pell: No
numero altamente composto: No
numero altamente composto superiore: No
numero di Bell: No
numero di Catalan: No
numero fattoriale: No
numero Regular number: No
numero perfetto: No
numero palindromo: No (nota mia: lo sarebbe in base 45, essendo $101_{45}$: ma chi usa la base 45?) EDIT: no, in effetti è anche A4A in base 14. Meglio che niente.
numero poligonale (s < 11)?: No (anche qui sarebbe un 2025-agono, ma non ha molto senso) numero tetraedrico: No
numero piramidale quadrato: No
numero cubico: No
numero oblungo: No

Mai una gioia, insomma.

Per il resto, ecco cosa ho trovato in giro:

Un countdown di Fabrizio Calderan:
$$2026 = (((( 10 \times 9) – (8 \times 7)) \times 6 \times 5) – 4 – 3) \times ( 2 / 1 ) + 0$$

Un altro countdown, di Paul Giulan:
$$2026 = 10 + 9 \times 8 \times (7 + 6 + 5 + 4 + 3 + 2 + 1 + 0) $$

Infine un post che sono riuscito a perdermi, quindi non posso citare l’autore:
$$2026 = \sqrt{2^{22}} – 22$$.

Buon anno!