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Conoscete il mio substack?

Sono due anni e mezzo che ho cominciato a scrivere su Substack un post settimanale (qui trovate l’ultima edizione, col link magico sempre aggiornato; aggiungo che l’edizione di venerdì 10 luglio sarà molto più ricca.) L’idea iniziale era di raccogliere i post che scrivo qui durante la settimana – da sabato a venerdì, per la precisione – ed evitare di continuare a postare su X e LinkedIn, dove tanto nessuno li legge. Però nel tempo ho man mano aggiunto qualcosa. Un tipico post comincia con una vignetta che ho trovato in rete, finisce con la mia vignetta che non fa ridere, ma oltre ai post delle Notiziole ha altre due sezioni. In fondo c’è quello che ho scritto altrove, quando scrivo; in cima c’è una raccolta di post interessanti che ho trovato e che non ho avuto tempo o voglia di commentare qui. Per questi post cerco però di dare un minimo di contesto, in modo che possiate decidere se leggerli o no.

Come tutto quello che scrivo in rete, il mio substack è gratuito: non ho nemmeno messo la possibilità di fare un abbonamento. Potete insomma provare a darci un’occhiata senza alcun obbligo!

mate-light 2026, matematica_light

Il teorema giapponese dei quadrilateri ciclici

Diagramma del teorema giapponese dei quadrilateri ciclici
Diagramma del teorema – immagine da https://en.wikipedia.org/wiki/File:Japanese_theorem_2_correct_version_a.svg

Forse qualcuno di voi si ricorda ancora di avere studiato a scuola la formula di Erone che calcola l’area di un triangolo semplicemente considerando le lunghezze dei suoi lati: $$ A = \sqrt{p(p-a)(p-b)(p-c)},$$ dove $p$ è il semiperimetro e $a, b, c$ la lunghezza dei lati. Non so quanti conoscano la formula di Brahmagupta, che fa lo stesso con un quadrilatero ciclico, che è inscrivibile in una circonferenza: $$ A = \sqrt{(p-a)(p-b)(p-c)(p-d)}.$$ Come avrete sicuramente notato, la formula di Erone è un caso particolare, dove il quarto lato del quadrilatero è lungo 0; d’altra parte ogni triangolo è inscrivibile in una circonferenza, quindi il problema delle ipotesi non si pone. Insomma, un quadrilatero ciclico è abbastanza interessante.

Quello che almeno in occidente non è praticamente nota è un’altra proprietà dei quadrilateri ciclici, che prende il nome di teorema giapponese dei quadrilateri ciclici. Prendete un quadrilatero ciclico $ ABCD $ e disegnate le due diagonali: ottenete così i quattro triangoli (sovrapposti) $ ABD, ABC, BCD, ACD.  $ In ciascuno di questi triangoli si può inscrivere una circonferenza, naturalmente; bene, i quattro centri $ M_1, M_2, M_3, M_4 $ sono sempre i vertici di un rettangolo.

Ma c’è di più: si può dimostrare che se scegliamo una singola diagonale e sommiamo le misure dei due incentri corrispondenti otteniamo sempre lo stesso valore: nel nostro caso, $ r_1 + r_3 = r_2 + r_4$. E ancora questo non vale solo per un quadrilatero ciclico, ma per un qualunque poligono ciclico che venga triangolato, nel senso di essere suddiviso in triangoli che non si sovrappongono e i cui vertici sono vertici del poligono di partenza. Ance in questo caso, qualunque sia il modo in cui il poligono è triangolato la somma degli incentri continua a essere la stessa. Come mai questi teoremi non apparvero nella matematica occidentale? Misteri: probabilmente il motivo è che non era una linea di pensiero che si riteneva interessante, anche se le dimostrazioni non richiedono nulla più che la geometria euclidea.

La prima dimostrazione del teorema si trova in un sangaku, cioè una tavoletta di legno lasciata in un tempio giapponese come offerta votiva. Non so a voi, ma io trovo più simpatica l’idea di avere come ex voto la dimostrazione di un teorema di geometria anziché il disegno del santo di turno che ha protetto il malcapitato!

io, io 2026

e chi sei?

Tale Bennette Sebastian mi ha scritto (partendo con “ciao Maurizio”) dicendo che aveva scritto la versione italiana di un gioco simile a Wordle ma più complicato. Io non ricordo di avere mai interagito con lei (o lui, il nome è unisex), e una cosa che mi dà molto fastidio è ricevere mail senza un contesto che mi faccia capire perché la tal persona mi scrive; io lo faccio sempre con chi non conosco.

religione

E dopo la FSSPX?

Dopo l’ufficializzazione dello scisma dei lefebvriani, che farà papa Leone XIV? La mia ipotesi è che nel 2027 si dirigerà contro l'”accordo” con la Cina per la nomina dei vescovi. Anche senza pensare agli alti lai pubblicati regolarmente da Sandro Magister, è un fatto che anche se formalmente Vaticano e Pechino dovrebbero accordarsi sui nomi dei nuovi vescovi le scelte sono tutte fatte dalla Cina: la scommessa di Bergoglio è essenzialmente persa. Direi che Prevost ha ormai mostrato la sua idea di pontificato, che non fa grandi proclami ma è dottrinalmente rigidissima, e non si cura più di tanto di cosa dicono i media. Il passo successivo è per l’appunto la Cina: ma non lo farà subito perché in questo momento i tradizionalisti, almeno nelle mia bolla Twitter, stanno dicendo “E allora la Cina?” Quindi lascerà sedimentare un po’ e poi partirà in quella direzione.

Quello su cui non ho idea è cosa farà invece con la Fraternità di San Pietro, cioè con gli ex lefebvriani che dopo il primo scisma del 1988 sono tornati nella Chiesa cattolica e hanno avuto il permesso di celebrare messa secondo il rito tridentino (non so se nella versione del 1962 o precedente). Non mi stupirei se il Vaticano trovasse una soluzione tipo chiedere esplicitamente alla Fraternità di accettare il Novus Ordo (credo che sia già implicito, ma non si sa mai) e in cambio affermare che il Vetus Ordo non è una forma straordinaria ma un rito standard; ma qui la mia formazione teologica nulla potrebbe farmi dire castronerie.

pipponi, pipponi 2026

Il pallone è mio e me lo porto via

A me il calcio non interessa, e non mi capacito che ci sia tutta questa gente che ci perda tempo e soldi. (Ah, sabato scorso a Milano c’erano i cortei con i clacson, immagino perché il Marocco era passato ai quarti di finale. Ah, la multietnicità!) Però, da quanto ho capito, hanno applicato la condizionale e tolta la squalifica all’attaccante statunitense Folarin Balogun, cosa che è teoricamente prevista ma non capita praticamente mai. C’è in effetti stato un precedente giusto in primavera, che ha graziato Cristiano Ronaldo; ma quello ancora prima era del 1962. Sarà vero che Donaldo ha telefonato a Infantino per far graziare Balogun? Non è detto, conoscendo il mitomane sempre pronto a prendersi riconoscimenti. Però non ce ne sarebbe stato bisogno: Infantino è abbastanza [expression deleted] da averlo fatto fare in autonomia, perché “show must go on”. Diciamo che il calcio si sta pericolosamente avvicinando al wrestling.

ia 2026, IA e informatica

Pensieri sull’enshittification

Premessa: Ryan Levesque, l’autore del substack che sto commentando qui, ha un libro in uscita. Non ho ben capito come funzioni l’algoritmo di Substack, ma ho il sospetto che stia spingendo chi sta pubblicando roba: non so se questa spinta sia una causa o un effetto (del dare un po’ di soldi alla piattaforma, per esempio). Detto questo, può essere interessante parlare di quello che ha scritto lì, perché ha fatto un’analisi molto ad ampio spettro di cosa succede con l’IA.

Levesque comincia col parlare di uno studio dell’università del Maryland e di Google DeepSeek, che è partita da una decina di migliaia di racconti brevi piratati (non scherzo, li hanno presi dal dataset Books3), hanno fatto reverse engineering per ricavare un prompt, e l’hanno dato in pasto ai cinque principali LLM perché scrivessero loro dei racconti. Un’analisi statistica ha visto che i racconti umani hanno caratteristiche completamente distinte da quelle dei chatbot, come si vede dalla figura qui sotto. In pratica, è possibile riconoscere un racconto umano con una probabilità del 93%. (Ah, a quanto pare Hachette ha dovuto ritirare il libro horror Shy Girl dopo che un’analisi ha affermato che per il 78% era generato dall’IA).

scatterplot con l'analisi delle componenti principali di racconti umani e generati da LLM, dall'articolo su Storyscope https://arxiv.org/pdf/2604.03136 . I racconti umani si trovano in un cluster ben distinto da quello degli LLM.

Quali sono i punti che distinguono gli umani dagli LLM? L’IA spiega troppo i suoi temi, anziché lasciarli scoprire dai lettori; gli umani hanno uno stile di scrittura meno lineare, con salti temporali e flashback; le IA usano metafore corporee per spiegare un’emozione con una frequenza doppia degli umani; gli umani usano riferimenti specifici per testi, luoghi, marchi, anche qui con frequenza doppia rispetto alle IA; infine la narrativa IA ha meno diversità, nel senso di minori sottotrame e scene, e meno dialoghi. Ok, io fallisco in questo ultimo punto, ma sul resto mi sento pienamente umano. Il guaio è che ci stiamo abituando a questo stile di scrittura, l’enshittification appunto, che è più apprezzata dall’emisfero sinistro razionale del cervello rispetto al destro creativo. Arriviamo a credere che nulla di quello che vediamo o leggiamo sia autentico, e andiamo avanti a scrollare testi che ci danno un piacere immediato ma sono vuoti di contenuto.

Ci sono altri punti interessanti nell’articolo, come i cinque stadi di un social network dove l’enshittification, con il riempirsi di contenuti non creati dagli umani, è il quarto. Il primo è quello degli early adopter, il secondo è quando arrivano le masse e quindi i soldi, il terzo è quando si raggiunge la massa critica e creatori e consumatori convivono, il quinto è quando la gente si stufa della merda e se ne va via. Per quanto riguarda i libri, sicuramente i manuali standard ormai sono inutili in un mondo in cui basta fare una domanda a ChatGPT, Gemini o Claude e ottenere la risposta in un attimo, risposta che spesso è quella corretta; ma qui Levesque sostiene che i libri sulla trasformazione anziché sull’informazione diventano più cercati. Il suo concetto di trasformazione mi pare un po’ nebuloso, ma credo di capire che sia legato al partire da qualcosa di reale che non può essere simulato. Qualcosa di simile arriva con Internet. Perché Shopify scrive che la migliore piattaforma di e-commerce è… Shopify? Perché non lo scrive in modo che lo legga la gente, che generalmente si accorge di trovarsi nella situazione “oste, il tuo vino è buono?”, ma perché lo leggano i crawler, che poi mandano i risultati ai chatbot che a loro volta ce li forniscono ripuliti facendoci credere che la risposta che ci danno sia oggettiva. Comincio a capire come mai alcuni prodotti mostrano anche i concorrenti quando presentano le migliori soluzioni: non è per serietà, ma per bieche ragioni di ottimizzazione dei risultati di ricerca.

Non penso che leggerò il libro di Levesque: per quanto io riconosca che ci sarà ancora posto per qualcosa di genuinamente umano, almeno fino a che gli LLM avranno questa struttura lulliana, temo che la sua visione sia ottimista. Ma ciò non toglie che il suo racconto di cosa sta capitando dà molti spunti.

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