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religione

E scisma fu

Personalmente non trovo nulla di così strano nel fatto che la Fraternità San Pio X abbia ordinato i “suoi” quattro vescovi, che sono pertanto stati automaticamente scomunicati. Quello che mi fa al più ridere è che i lefebvriani abbiano detto “La Fraternità deplora sinceramente che, a causa delle circostanze eccezionali, queste consacrazioni abbiano dovuto essere conferite senza l’autorizzazione del Santo Padre. Deplora in particolare che al Superiore generale della Fraternità non sia stata concessa la possibilità di incontrare personalmente Sua Santità il papa Leone XIV, al fine di esporGli con filialità i gravi motivi che rendevano necessaria questa cerimonia”. Loro sono intimamente convinti che il Concilio Vaticano II gli è tutto sbagliato, gli è tutto da rifare, e nulla farà cambiare loro idea. Ma già Ratzinger, che a quel concilio c’era, non era poi così d’accordo con loro, pur avendo fatto tante concessioni. Lasciamo pure perdere Bergoglio; ma non riesco a capire come i lefebvriani non siano riusciti a capire che Leone XIV è sì un conservatore, ma non ha nessuna intenzione di accettare che qualcuno nella chiesa cattolica romana voglia fare di testa sua, e soprattutto dire che il papa sta sbagliando. 

Quello che però trovo ipocrita nella Fraternità è non essere coerenti fino in fondo e formalizzare lo scisma, trovando un modo per eleggere un nuovo (loro) papa. O meglio, lo capisco perfettamente. Uno scisma formale è l’equivalente della scissione di un partito politico: non è affatto detto che gli elettori, pardon i fedeli, continuino a seguirti. Ma appunto, posso dire che è pura ipocrisia? Chissà se a questo punto il Vaticano avrà a sua volta il coraggio di definire questa consacrazione l’inizio di uno scisma. Con i primi vescovi lefebvriani non l’hanno fatto, e il risultato è questo: le cose non cambieranno certo verso l’unità.

(Ah, non penso che un movimento restaurazionista come la Fraternità potrà mai avere una vera massa critica, nonostante tutte le narrazioni di frotte di giovani che vi si avvicinano)

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Come completare un album di figurine

Vi ricordate quando da bambini cercavate di completare la raccolta di figurine, e continuavate a trovare dei doppioni? Avete mai pensato che ci fosse sotto qualche complotto, come tra le due guerre per la figurina del Feroce Saladino nel concorso abbinato alla trasmissione radiofonica I quattro moschettieri? Non è detto in effetti che sia necessariamente così. Il punto è che, pur assumendo che le figurine siano distribuite in modo assolutamente casuale, è ovvio che in una collezione da 100 pezzi se ne abbiamo solo 10 è probabile che la prossima che troviamo ci manchi, ma se ne abbiamo già 90 troveremo il solito doppione (o triplone, o quadruplone…). Fin qui l’analisi qualitativa. Ma se volessimo avere un’idea quantitativa?

Io sono pigro, e quindi vi mando a leggere quanto scritto nel 2012 da Roberto Zanasi qui e qui. Se siete ancora più pigri di me, vi svelo la risposta: se le figurine sono N, il valore atteso del numero di figurine da comprare è dell’ordine di N ln(N), dove ln() è il logaritmo naturale. Quindi con un album di 100 figurine dobbiamo comprarne in media 460. Ma c’è un ma! Adam Kucharski racconta che in un articolo del 1960 di Donald Newman e Lawrence Shepp si dimostra che se si è in tanti amici tutti disposti a scambiarsi tra loro i doppioni il numero medio di figurine da comprare per ciascuno scende all’ordine di N ln(ln(N)), nel nostro caso circa 153. Un compito sicuramente più fattibile… se non si litiga prima!

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Il Metaculus Democracy Threat Index

Se guardate i social network, trovate tanta gente che dice che la nazione X sta scivolando verso un regime autoritario. Spesso per X si intendono gli USA. Ma vi siete mai chiesti se c’è un modo per stimare esattamente quanto scivolamento ci sia? Scott Alexander (ma anche Claude…) è piuttosto scettico al riguardo. Però ha trovato un sito che al momento sembra avere un approccio interessante: il Metaculus Democracy Threat Index, appunto. Metaculus, come Alexander spiega, è un sito di previsioni: l’idea è insomma simile a quella delle società di scommesse, che calcolano le percentuali di vittoria rispetto a cosa la gente scommette. In questo caso ci sono però due differenze: innanzitutto non si giocano soldi, ma soprattutto le domande (al momento 153, un bel numero biblico) sono fatte in modo da non richiedere una risposta binaria sì/no, ma dare una percentuale di previsione. Questo permette di avere una grana più fine nel misurare il rischio.

Naturalmente ci sono molti modi in cui il sistema può essere manipolato, e Alexander ne elenca un paio: un gruppo motivato di persone può dare apposta risposte di un certo tipo, e le domande stesse, pur essendo pubbliche, possono non essere davvero neutre. L’esperimento però è interessante: sarebbe bello vedere qualcosa del genere anche da noi in Italia.

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ia 2026, IA e informatica

Bolla o non bolla?

Questa settimana ci sono stati alcuni segnali che potrebbero essere considerati preoccupanti da chi si occupa di finanza, almeno per quanto riguarda l’IA. (Io non ne capisco nulla, riferisco solo). Per prima cosa, pare che l’offerta pubblica per le azioni di OpenAI slitterà al 2027: secondo Gary Marcus è possibile che Altman si sia accorto che la sua speranza di valutare l’azienda mille miliardi di dollari è stata presa come uno scherzo, o più banalmente che stia aspettando di capire cosa succederà con SpaceX, che dopo il boom dell’IPO sta pian piano calando di valore. Anthropic al momento non è pervenuta. Sempre Marcus nota come i modelli cinesi stiano riducendo la distanza, e l’uscita di GLM 5.2 da parte di z.ai sia stata un duro colpo, soprattutto perché usare questi modelli costa di meno. (Ho provato la versione gratuita di GLM: l’output in italiano è molto da migliorare, leggi fa schifo, ma se gli si dice che si scrive in italiano ma si vuole la risposta in inglese i risultati sono indubbiamente buoni)

Ma mi sa che il problema vero sia un altro. Come scrive Alberto Romero, il fatto stesso che ChatGPT 5.6 sia al momento concesso solo a selezionate aziende – selezionate dal governo USA, ovvio – è un cambio di rotta a 180 gradi. Qualcuno è convinto, o è stato convinto, che i modelli di frontiera dei due grandi player americani sono così buoni da essere considerati un patrimonio nazionale da custodire gelosamente. Ma siamo poi così sicuri che sia davvero così? O forse è una mossa estrema per far durare ancora un po’ di più la bolla? Credo che entro l’inizio del 2027 avremo in un modo o nell’altro la risposta: per il momento non possiamo fare altro che aspettare.

milano

Tropicale?

temperatura odiernaLa definizione di “notte tropicale” è quella in cui la temperatura minima non scende sotto i 20 gradi Celsius. Oggi la stazione meteo vicino a casa mia ha segnato una massima di 37,9 (alle 17:15, il che se ci pensate è già qualcosa di inaspettato); sempre meglio dei 41,7 gradi misurati nel Brandeburgo, al confine con la Polonia, d’accordo. Ma il problema è che la temperatura minima, registrata alle 6:13, è stata di 29,2 gradi. Sì, il punto di rugiada è stato intorno ai 20 gradi per tutta la giornata, e quindi c’era qualche possibilità di far evaporare il sudore, ma comunque non sono temperature consone alla mia personale vita.

rec 2026, recensioni

Sovrumano (libro)

copertina Mettiamola così: se volete sapere qualcosa di come fanno le IA a essere più brave di noi, avete sbagliato libro. Qui Cristianini parla della grande gara tra valutatori – chi crea i test per stabilire quanto le IA siano brave – e addestratori – chi appunto addestra le IA per superare i test. Da questo punto di vista il libro diventa utile, perché ci fa scoprire quanti test diversi sono stati sviluppati negli anni e come le IA sono sempre riuscite a ottenere risultati prima paragonabili e poi migliori degli esseri umani in un tempo brevissimo. Lo stile di scrittura è leggero e piacevole, ma come dicevo quello della gara è l’unico motivo per cui potrei consigliarne la lettura.

Nello Cristianini, Sovrumano : Oltre i limiti della nostra intelligenza, Il Mulino 2025, pag. 152, € 15, ISBN 9788815392107 – come Affiliato Amazon, se acquistate il libro dal link Bezos mi dà qualche centesimo dei suoi utili
Voto: 3/5

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