Le mie previsioni per le elezioni di metà mandato
Continuo nella mia abitudine di sbagliare clamorosamente (beh, no, ormai se lo aspettano tutti) le mie previsioni. Oggi si vota negli USA: dopo avere visto tutti i sondaggi possibili su Twitter sono giunto alla conclusione che i democratici (più gli indipendenti come Sanders) otterranno 50 o al massimo 51 seggi al Senato e potrebbero anche fermarsi a 49; quindi non avranno la maggioranza. No, nemmeno con 51 seggi. È vero che le repubblicana Collins, ammesso venga rieletta, ha votato contro il suo partito il 17% delle volte, ma in compenso il democratico Fetterman ha votato con i repubblicani il 12% delle volte. Per essere certi di prendere il Senato gli servono almeno 52 senatori. La Camera sarà probabilmente democratica, ma con un margine risicato, perché arriveranno tra i 420 e i 425 seggi, sempre con gli indipendenti. Ora basta aspettare e vedere…
Il motivo della mia previsione? È come quando in Italia Berlusconi vinceva le elezioni ma nessuno diceva di votarlo. Negli USA, a parte i MAGA, i repubblicani si vergognano di dire che votano per il partito preso da Trump ma non vorrebbero mai che arrivassero i democratici, quindi falsano i sondaggi, limitandosi ad andare a votare.
Ah: per curiosità ieri sera sono andato su Polymarket per vedere dove vanno i soldi. Secondo loro c’è una probabilità del 75% che i democratici vincano al Senato (53-46, con un indeciso, lo Iowa), del 94% che vincano alla Camera (234-188, con 13 indecisi) e dell’86% che abbiano più governatori (28-22). Il Kansas è dato democratico al 63%, Ohio e Alaska al 72%, il Maine al 73%, il Texas al 75% e il Michigan al 78%; per i repubblicani, il South Carolina è al 69% e il Nebraska al 71%.



Gary Smith si deve essere sicuramente divertito a mostrare come anche autori famosi, come quelli di Freakonomics, hanno usato esempi sbagliati nel loro libro, così come secondo lui se dopo aver detto di avere due figli una persona aggiunge che uno è un maschio nato di martedì la probabilità che anche l’altro sia un maschio non cambiano, nonostante quanto si sente dire (ma qui non lo seguo, anche se è vero che il risultato è strano).