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matematto non praticante

Cloudflare vs AGCOM

La storia del litigio tra Cloudflare e AGCOM la potete leggere sul Post, ma secondo me mancano alcuni particolari. Partiamo dall’ineffabile software Piracy Shield, o meglio dalla legge 93/20213 che ha incaricato l’ICE de noantri, cioè l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, di bloccare con le buone o le cattive tutti i siti e gli indirizzi IP che permettono la visione illecita delle partite. AGCOM si è fregata le mani e ha dato mandato alla startup SP Tech per la parte tecnica e allo Studio Previti (!) per quella legale di mettere in campo un sistema di blocco, appunto il Piracy Shield. In pratica, se qualcuno ritiene che un sito stia violando il diritto d’autore manda una richiesta attraverso Piracy Shield e entro 30 minuti il sito deve essere bloccato, ovviamente senza nessun controllo sull’effettiva validità della richiesta (come per esempio capitò a fine 2024).

Come lo si fa? Se a dover essere bloccato è l’indirizzo IP, i provider cancellano semplicemente le rotte verso quell’indirizzo, oppure le fanno puntare a una pagina dove è indicato il blocco. Il tuo sitarello è per caso hosted dallo stesso provider, e quindi usa il medesimo IP del sito bloccato? Spiaceah, sei bloccato anche tu, così impari a sceglierti il fornitore di spazio web. Nel caso più comune di un nome di sito da bloccare, quello che i provider fanno è modificare il DNS, cioè il traduttore da nomi a indirizzi IP. in modo che quando il tuo browser cerca di arrivare al sito viene invece indirizzato alla solita pagina di blocco. Ed è qui che entra in scena Cloudflare.

Innanzitutto il DNS è un protocollo aperto: chiunque può decidere di offrire un servizio DNS. Quello che fa Cloudflare è fondamentalmente avere una rete che duplica i siti web, in modo che siano il più vicino possibile a chi chiede di aprire una pagina; per fare questo ha ovviamente bisogno di mandare l’utente al sito più vicino, e per farlo usa il proprio DNS (agli indirizzi 1.1.1.1 oppure 1.1.0.0). Ma questo DNS è aperto a tutti: Cloudflare non ha mai bloccato i siti indicati da Privacy Shield, e quindi è un segreto di Pulcinella sapere come bypassare il blocco. AGCOM ha così deciso di multare per 14 milioni Cloudflare, che non l’ha presa affatto bene, come si vede da questo tweet del suo CEO. Le sue minacce? Togliere i soldi che messo per la sicurezza dei dati nelle prossime olimpiadi (non lo farà, i controlli servono anche a loro); togliere i suoi servizi gratuiti di sicurezza per gli utenti italiani (sai quanto gliene importa ad AGCOM); cancellare i suoi piani di avere uffici italiani (e qui magari il governo si sveglia); infine togliere i suoi server italiani (e qui le pressioni ad AGCOM arriveranno dai provider che dovranno pagare di più per dare un servizio più lento)

LA situazione è interessante: Matthew Prince dichiara che il suo fatturato annuo in Italia è di 8 milioni di euro, contro i due miliardi di quello globale. La mossa più logica sarebbe stata di chiudere immediatamente il servizio in Italia e poi mettersi a fischiettare. Leggendo però la frase iniziale “The scheme, which even the EU has called concerning” – ho controllato, qui dice solo “Those cases have raised discussions on the safeguards in place” – e gli accenni a come JD Vance è bravo quando si tratta di internet, direi che la sua mossa nasce per cercare di scardinare direttamente tutte le regolamentazioni europee partendo da quella che oggettivamente è la più debole: su questo concordo con Franz Russo. (Fa solo ridere che tutto questo dibattito si stia svolgendo sul sociale di Musk)

Riuscirà Cloudflare nel suo intento? Io preparerei un bel po’ di popcorn. Sicuramente il massimo esponente della comunicazione di Fratelli d’Italia ha perso un’ottima occasione per scoprire la differenza tra un provider e un proxy server, ma sono ragionevolmente certo che in Parlamento e al governo è in buona compagnia. Al limite mi meraviglio che AGCOM non abbia chiesto ai provider italiani di bloccare gli indirizzi 1.1.1.1 e 1.1.0.0; è vero che in questo caso basterebbe usare DNS over HTTPS, ma la cosa diventa più complicata.

Un’ultima considerazione: anche qua ci si potrebbe chiedere perché non abbiamo un’infrastruttura di proxy server europea (abbiamo proxy server europei, OVH è il primo nome che mi viene in mente, ma sono appunto meno importanti). Ma questa è una domanda troppo complicata.

Quizzino della domenica: Indovina il numero

782 – logica

Conoscete sicuramente il gioco “indovina un numero (naturale) facendo solo domande con risposta sì oppure no”: la strategia ottimale consiste nel dividere a metà l’intervallo possibile. Così, se il numero è compreso tra 1 e 1024, la prima domanda sarà “Il numero è tra 1 e 512?” Se la risposta è affermativa, la seconda domanda sarà “Il numero è tra 1 e 256?”, altrimenti sarà “Il numero è tra 513 e 768?”. Supponiamo ora che il nostro interlocutore abbia il diritto – ma non l’obbligo! – di mentire al più una sola volta. Riuscite a scoprire un numero compreso tra 1 e 216 in al più 21 tentativi?

punto interrogativo
(trovate un aiutino sul mio sito, alla pagina https://xmau.com/quizzini/p782.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì. Problema tratto dal test di ingresso PRIMES del 2014; immagine di GDJ, da OpenClipArt.)

La prima dose è gratis

Insomma, Elonio ha casualmente lasciato tutti gli utenti dell’ex Twitter liberi di usare Grok per modificare le immagini (cosa che tra l’altro fa anche bene). Tutti si sono messi a fargli disegnare persone in bikini, e ora ha (sempre casualmente) rimesso la possibilità di modificare immagini solo a chi paga. È vero che pare che usare Grok direttamente dovrebbe ancora permettere di fare la stessa cosa, ma non so quanti passeranno a sito e app e quanti invece si decideranno a sganciargli dei soldi…

Le matematiche (libro)

copertinaHo letto questo libro, anche se datato, (ma la matematica non diventa obsoleta!) perché ero curioso di vedere come i sovietici vedevano la matematica di base. A parte trovarmi subito all’inizio i risultati di Popov che mi hanno subito ricordato una barzelletta di quando ero giovane, e un’ovvia attenzione alla scuola russa anche con nomi che non ho mai sentito nominare, quello che mi ha colpito è stata l’attenzione ai problemi reali per cui sono stati ideati i metodi risolutivi. Questa in effetti è una cosa che non troviamo praticamente mai nei nostri testi: non so quanto sia utile in pratica, però fà almeno l’idea che la matematica non è avulsa dal mondo reale. Nulla da eccepire sulla traduzione di Giovanni Venturini.

A. D. Aleksandrov, A. N. Kolmogorov, M. A. Lavrentev (ed.), Le matematiche: Analisi, algebra e geometria analitica [Matematika], Bollati Boringhieri 1974 [Matemaika], pag. 457, € 22, ISBN 9788833903118, trad. Giovanni Venturini – come Affiliato Amazon, se acquistate il libro dal link Bezos mi dà qualche centesimo dei suoi utili
Voto: 3/5

(Ri)chiudere i supermercati la domenica?

Intervistato dal Sole-24 Ore, il presidente di Ancc-Coop propone di tornare a chiudere i supermercati la domenica. Più precisamente, «Le principali imprese del sistema Coop ora vedono con favore la chiusura la domenica e vogliamo vedere se è possibile aprire dei tavoli di confronto con Federdistribuzione e l’Associazione della distribuzione moderna (Adm), se si può arrivare a una visione condivisa». Motivo? consumi fiacchi e costi maggiori (il lavoro festivo è pagato il 30% in più, anche se i loro dipendenti “non vogliono avere l’impegno del lavoro la domenica”. Del resto, secondo le loro stime, “circa un italiano su tre non fa la spesa la domenica”.

Ora, l’ultimo argomento non mi pare molto solido, considerando che significa che due italiani su tre la spesa la domenica la fanno: e anche il primo è piuttosto incoerente, anche se almeno in linea di principio è possibile che siano in pochi a voler lavorare la domenica nonostante le sacrosante maggiorazioni di stipendio. E sempre in linea di principio non vedo nulla di male a tornare a santificare le feste :-) Peccato però che una proposta del genere mostri tutta la debolezza del sistema Coop. Non sono certo obbligati per legge a tenere aperto la domenica, e se lo fanno è evidentemente perché hanno fatto i loro conti e temono di perdere quote di mercato che andrebbero da qualche altra parte, magari non solo la domenica. Proporlo così pubblicamente, con la scusa che così potrebbero fare più promozioni, secondo me diventerà un boomerang.

Statistiche 2025 per le Notiziole

Quest’anno a quanto pare ho scritto un po’ di più

Anno Nr.articoli Media caratteri per articolo Caratteri tot per articolo Media commenti Commenti totali
2025 460 2,141 984,782 3.6 1,653

Per i curiosi, le statistiche del passato:

Anno Nr.articoli Media caratteri per articolo Caratteri tot per articolo Media commenti Commenti totali
2025 460 2,141 984,782 3.6 1,653
2024 427 1,648 703,494 2.1 881
2023 493 1,641 808,616 2.5 1,244
2022 483 1,333 643,773 3.1 1,476
2021 496 1,374 681,463 3.0 1,477
2020 486 1,583 769,022 3.3 1,590
2019 514 1,395 717,012 2.5 1,275
2018 498 1,373 683,422 3.1 1,539
2017 498 1,398 695,784 3.6 1,792
2016 508 1,333 676,806 4.4 2,247
2015 411 1,513 621,552 4.6 1,872
2014 359 1,494 536,143 4.0 1,449
2013 450 1,324 595,623 4.2 1,889
2012 447 1,414 631,800 4.9 2,189
2011 490 1,457 713,904 6.1 3,002
2010 585 1,261 737,166 5.2 3,016
2009 929 1,364 1,266,525 5.8 5,400
2008 1,070 1,498 1,602,358 5.0 5,369
2007 990 1,225 1,212,164 3.3 3,247
2006 745 1,146 853,112 2.3 1,715
2005 606 995 602,640 1.8 1,095
2004 612 1,010 617,928 1.2 730
2003 521 776 404,143 0.3 174
2002 214 725 155,056 0.0 0
2001 40 680 27,175 0.0 0

Ricordo che Wpit Blog Stats era stato scritto da Wolly.

Elonio colpisce ancora

Grazie ad Alan Viezzoli che ha commentato il post, ho scoperto che l’ex Twitter ora per default non fa più vedere i post di chi segui (“following”) in ordine di tempo ma per popolarità. Bisogna quindi cliccare su Following / Seguiti e poi mettere la spunta su “Recenti”.

Dal punto di vista di Elonio la cosa ha perfettamente senso, e del resto Zuckerberg lo fa da una vita: più un post è popolare più interazioni ha (per definizione), quindi aumenta la probabilità che la gente commenti e stia più tempo sulla piattaforma. Ok, non vale per me che guardo un po’ a caso se voglio perdere tempo, ma il concetto è quello…

Anthology 4

Sono finalmente riuscito ad ascoltarlo. C’erano tracce che non avevo mai trovato su bootleg (ma è vero che negli ultimi decenni mi ero fermato). Resta intatto il mio stupore per versioni arrangiate in maniera completamente diversa da quella a cui siamo abituati: sarà anche vero che George Martin (e non dimentichiamo Geoff Emerick) aiutavano, ma la capacità dei Beatles di ottenere un risultato che è molto maggiore della somma delle parti è sempre strabiliante, e credo che conti parecchio nella magia dei loro brani, che altrimenti spesso non sarebbero stati nulla di eccezionale.

Per quanto riguarda i pezzi postumi, in Free as a Bird la traccia vocale di John è stata davvero ripulita bene e tutto il suono è molto più arioso, ma secondo me era già venuto molto bene in originale. Certo, oggi si potrebbe ancora migliorare la voce di John barando come in Now and Then, ma ne vale la pena? Real Love invece è stata una scoperta: sono riusciti a renderlo quasi decente, e come dicevo è tutto merito del missaggio. Per quanto riguarda Now and Then, continua invece a essere una schifezza, nonostante gli sforzi davvero erculei nella produzione.

Nota a margine: ho anche ascoltato la versione 2023 degli album rosso e blu. A parte i brani aggiunti (come This Boy che è sempre stato un mio favorito, tanto che quando su Usenet avevamo fatto il CD di cover Let It r.m.b. avevo mandato la mia versione live) hanno fatto un lavorone sui primi hit. C’è una quantità di particolari che non avevo mai sentito, Please Please Me per esempio è favolosa.

Ah: ho chiesto a Gemini “nel remix di Free as a Bird in Anthology 4 cosa è cambiato?” e ha osato rispondere “È importante fare una piccola precisione: non esiste un album ufficiale chiamato Anthology 4. Probabilmente ti riferisci al remix contenuto nella raccolta “1+” (pubblicata nel 2015) o alla versione inclusa proprio nel nuovo “Album Blu” (2023) di cui stavamo parlando.” (e giù con le spiegazioni del mix 2023). Quando gli ho ribattuto “no, Anthology 4 è parte del remix del 2025 di Anthology e ha una versione rimixata di Free as a Bird nel secondo CD del volume” allora si è ripreso, dicendo “Hai ragione, chiedo scusa per la confusione iniziale: mi stavo riferendo alle pubblicazioni precedenti (2015 e 2023), ma con l’uscita della nuova edizione di Anthology (2025), il panorama è cambiato radicalmente.” (poi ha ricicciato più o meno le stesse cose, ma questo me lo aspettavo…)