Immerdificazione e le nuove competenze necessarie
Qualche tempo fa mi si era rotta una lampadina. Avevo ancora la scatola, e così sono andato su Amazon cercando il modello con il codice prodotto (che è un numero, nulla di trascendentale). Amazon riconosce il codice prodotto ma mi propone un’altra lampadina, di un’altra marca, nemmeno tanto compatibile in realtà: magari sarà prodotta da qualcuno che ha pagato una tangente per finire più in alto nei risultati.
Il guaio è che ormai le ricerche, non solo attraverso Google e amici ma anche nei singoli siti, funzionano tutte così, nel senso che non funzionano. Un classico caso di enshittification: siamo costretti a vederci una quantità di pubblicità che non c’entra nulla con il nostro risultato, tanto che spesso preferisco fare una ricerca chiedendo al chatbot e sperando in bene. Almeno una volta la ricerca di base faceva già schifo, ma lavorandoci un po’ riuscivo a trovare quello che cercavo; adesso appunto una ricerca consiste nel lanciare il sasso all’LLM, valutare il risultato, vedere se si può aggiungere qualche altra informazione per raffinarlo e sperare in bene. Evidentemente non è previsto che uno debba cercare qualcosa per conto suo.

Io sono fermo ai supereroi Marvel degli anni ’60, massimo ’70. Ho qualche idea del casino che ha fatto Marvel in questi decenni, a partire dal multiverso che permette di fare reboot a iosa, e della quantità di supereroi e supercattivi che è stata aggiunta. Aggiungete il fatto che non ho visto i tre film precedenti di questa linea temporale, e potete immaginare quanto io abbia capito della trama di 

La prima enciclica di papa Leone XIV è stata presentata come basata sull’intelligenza artificiale. In realtà non è affatto così: l’IA è sicuramente presente in molti punti, ma il vero scopo dell’enciclica è quello di aggiornare il mondo sullo stato della dottrina sociale nella Chiesa. D’altra parte non è un caso che Prevost abbia scelto come nome quello del suo predecessore che scrisse la Rerum Novarum.