Gli LLM non sanno leggere gli spartiti
Dopo aver letto delle capacità di OpenAI Astra nel creare musica, mi è venuta voglia di riscrivere in Lilypond i tre corali che avevo composto a suo tempo, solo che non ho più i sorgenti MusiXTeX ma solo il PDF. Che problema può esserci, penso? Lo faccio fare a Gemini. Prompt: «Se ti allego il PDF di un corale, me lo sai scrivere in Lilypond?» Risposta: «Sì, certamente! Puoi allegare il PDF o le immagini delle pagine del corale.» Mando il tutto, e mi restituisce del codice Lilypond con il commento «Poiché il documento inviato presenta la sola linea melodica accompagnata dal testo, ho trascritto la melodia con le relative battute, indicazioni di tempo, ritornelli per le quattro strofe e il testo allineato alle note.» e chiedendomi se voglio che lui mi componga il corale, visto che c’è solo la linea melodica.
Al mio commento «Però il PDF è a quattro voci, due per rigo musicale!» la risposta è stata «Hai perfettamente ragione, e l’errore nell’analisi del PDF è tutto mio.» Poi mi dice che potrebbe però leggermente sbagliare l’altezza delle note e non separare bene la parte di contralto da quella di tenore. Risultato: quello che vedete qui a fianco. Ora, a parte che quelle note non hanno nulla a che fare quanto avevo composto al tempo, il mio PDF aveva tre righe di spartiti ed era in sol maggiore, non do maggiore; e per quanto io non abbia mai studiato seriamente armonia non avrei mai scritto una parte di soprano con quella tessitura, che nessuno mi avrebbe cantato. Per la cronaca, ho poi provato a chiedere la stessa cosa ad altri modelli; quelli cinesi e Claude mi hanno risposto picche, ChatGPT mi ha detto che le note vengono praticamente tutte perse nell’OCR, ha continuato dicendo “faccio una prova con la prima riga” ed è uscita una schifezza simile, stavolta in re maggiore. Grok è partito in quarta, ha pensato per quattro minuti, e ha anch’esso sbagliato del tutto.
Potrei provare con un OMR (come un OCR, ma per la musica), in effetti: il guaio è che Gemini mi aveva proposto Audiveris senza dirmi che il sito audiveris.com che ritorna da una ricerca Google è uno scam (grazie ad AdNauseam non ci sono andato). Diciamo che il bieco lavoro manuale ha ancora molto da darci.



Il sottotitolo del libro è “critica matematica della ragione politica”. E bisogna dire che un po’ di matematica nel libretto ce n’è, come quando Odifreddi fa notare che la separazione dei poteri è un assioma, non un teorema, oppure la dimostrazione dei teoremi di Arrow sull’impossibilità di una scelta “naturale” quando abbiamo almeno tre alternative e quella del teorema di Balinski e Young sull’impossibilità di una ripartizione dei seggi che sia proporzionale e monotonica. Il livello della matematica presente è quello giusto, così come la spezzettazione del testo in tanti brevi capitoletti, uno per concetto legato a quella che potremmo definire educazione civica.