E chi sarebbero questi?
Queste telefonate sono state fatte domenica e adesso al numero del mio tablet. Sono chiaramente automatiche, basta vedere che hanno solo due archi di numerazione. Una a quanto pare è già stata segnata come spam da qualcuno, mentre le altre sono poco usate.
C’è solo un piccolo particolare: io non so nemmeno quale sia il numero del mio tablet. Mi spiego: io ho il servizio OneNumber, che permette di avere due sim fisiche che apparentemente rispondono allo stesso numero. Però non è in realtà possibile avere due sim con lo stesso numero, quindi alla seconda è assegnato un numero fittizio a me sconosciuto e ci pensa il software a smistare chiamate e SMS al secondo numero. Ma come avrete capito è possibile in linea di principio fare una chiamata all’altro numero, perché comunque è riconosciuto in rete.
È ovvio che questi spammatori fanno numeri a caso, sperando che qualcuno risponda. Quello che non mi torna è che li facciano a distanza così breve. Se un numero suona a vuoto può essere un M2M, e quindi non risponderà mai nessuno, oppure il numero di qualcuno che non sta sempre attaccato al telefono, e allora non ha senso chiamare a un minuto di distanza ma conviene aspettare almeno una mezz’oretta. Misteri.



È notizia di questi giorni (settembre 2026) che l’ONU ha approvato una risoluzione – che non ha nessun valore pratico, a dire il vero – per far sostituire la proiezione cartografica di Mercatore con quella denominata “Equal Earth”, che mantiene la proporzione tra le superfici dei continenti. Per la cronaca, la risoluzione è passata con 164 sì, sei astenuti e un voto contrario, quello degli USA che hanno affermato che la risoluzione era “superflua”. Ma qual è il problema che impedisce di avere una mappa perfetta? Gilberto Bini in questo agile libretto ce lo spiega da un punto di vista matematico, scomodando il grande Gauss: la Terra è intrinsecamente diversa da un piano, a differenza per esempio di un cilindro che è sì curvo ma non troppo. Bini fa una storia della cartografia e spiega perché certi tipi di mappe siano più utili in certi casi anche se in altri diventano scomode: è vero che per esempio la mappa di Mercatore dà un vantaggio visivo all’Occidente, e questa è la ragione per cui ha resistito così a lungo: ma per i navigatori del Seicento e del Settecento aveva il grande vantaggio di permettere loro di seguire la rotta nel modo più semplice possibile. La matematica della cartografia insomma non è solo politica ma anche pratica: leggere questo libro permette di capire che le mappe non sono solo esercizi di stile.