religione

E dopo la SSPX?

Dopo l’ufficializzazione dello scisma dei lefebvriani, che farà papa Leone XIV? La mia ipotesi è che nel 2027 si dirigerà contro l'”accordo” con la Cina per la nomina dei vescovi. Anche senza pensare agli alti lai pubblicati regolamente da Sandro Magister, è un fatto che anche se formalmente Vaticano e Pechino dovrebbero accordarsi sui nomi dei nuovi vescovi le scelte sono tutte fatte dalla Cina: la scommessa di Bergoglio è essenzialmente persa. Direi che Prevost ha ormai mostrato la sua idea di pontificato, che non fa grandi proclami ma è dottrinalmente rigidissima, e non si cura più di tanto di cosa dicono i media. Il passo successivo è per l’appunto la Cina: ma non lo farà subito perché in questo momento i tradizionalisti, almeno nelle mia bolla Twitter, stanno dicendo “E allora la Cina?” Quindi lascerà sedimentare un po’ e poi partirà in quella direzione.

Quello su cui non ho idea è cosa farà invece con la Fraternità di San Pietro, cioè con gli ex lefebvriani che dopo il primo scisma del 1988 sono tornati nella Chiesa cattolica e hanno avuto il permesso di celebrare messa secondo il rito tridentino (non so se nella versione del 19622 o precedente). Non mi stupirei se il Vaticano trovasse una soluzione tipo chiedere esplicitamente alla Fraternità di accettare il Novus Ordo (credo che sia già implicito, ma non si sa mai) e in cambio affermare che il Vetus Ordo non è una forma straordinaria ma un rito standard; ma qui la mia formazione teologica nulla potrebbe farmi dire castronerie.

pipponi, pipponi 2026

Il pallone è mio e me lo porto via

A me il calcio non interessa, e non mi capacito che ci sia tutta questa gente che ci perda tempo e soldi. (Ah, sabato scorso a Milano c’erano i cortei con i clacson, immagino perché il Marocco era passato ai quarti di finale. Ah, la multietnicità!) Però, da quanto ho capito, hanno applicato la condizionale e tolta la squalifica all’attaccante statunitense Folarin Balogun, cosa che è teoricamente prevista ma non capita praticamente mai. C’è in effetti stato un precedente giusto in primavera, che ha graziato Cristiano Ronaldo; ma quello ancora prima era del 1962. Sarà vero che Donaldo ha telefonato a Infantino per far graziare Balogun? Non è detto, conoscendo il mitomane sempre pronto a prendersi riconoscimenti. Però non ce ne sarebbe stato bisogno: Infantino è abbastanza [expression deleted] da averlo fatto fare in autonomia, perché “show must go on”. Diciamo che il calcio si sta pericolosamente avvicinando al wrestling.

ia 2026, IA e informatica

Pensieri sull’enshittification

Premessa: Ryan Levesque, l’autore del substack che sto commentando qui, ha un libro in uscita. Non ho ben capito come funzioni l’algoritmo di Substack, ma ho il sospetto che stia spingendo chi sta pubblicando roba: non so se questa spinta sia una causa o un effetto (del dare un po’ di soldi alla piattaforma, per esempio). Detto questo, può essere interessante parlare di quello che ha scritto lì, perché ha fatto un’analisi molto ad ampio spettro di cosa succede con l’IA.

Levesque comincia col parlare di uno studio dell’università del Maryland e di Google DeepSeek, che è partita da una decina di migliaia di racconti brevi piratati (non scherzo, li hanno presi dal dataset Books3), hanno fatto reverse engineering per ricavare un prompt, e l’hanno dato in pasto ai cinque principali LLM perché scrivessero loro dei racconti. Un’analisi statistica ha visto che i racconti umani hanno caratteristiche completamente distinte da quelle dei chatbot, come si vede dalla figura qui sotto. In pratica, è possibile riconoscere un racconto umano con una probabilità del 93%. (Ah, a quanto pare Hachette ha dovuto ritirare il libro horror Shy Girl dopo che un’analisi ha affermato che per il 78% era generato dall’IA).

scatterplot con l'analisi delle componenti principali di racconti umani e generati da LLM, dall'articolo su Storyscope https://arxiv.org/pdf/2604.03136 . I racconti umani si trovano in un cluster ben distinto da quello degli LLM.

Quali sono i punti che distinguono gli umani dagli LLM? L’IA spiega troppo i suoi temi, anziché lasciarli scoprire dai lettori; gli umani hanno uno stile di scrittura meno lineare, con salti temporali e flashback; le IA usano metafore corporee per spiegare un’emozione con una frequenza doppia degli umani; gli umani usano riferimenti specifici per testi, luoghi, marchi, anche qui con frequenza doppia rispetto alle IA; infine la narrativa IA ha meno diversità, nel senso di minori sottotrame e scene, e meno dialoghi. Ok, io fallisco in questo ultimo punto, ma sul resto mi sento pienamente umano. Il guaio è che ci stiamo abituando a questo stile di scrittura, l’enshittification appunto, che è più apprezzata dall’emisfero sinistro razionale del cervello rispetto al destro creativo. Arriviamo a credere che nulla di quello che vediamo o leggiamo sia autentico, e andiamo avanti a scrollare testi che ci danno un piacere immediato ma sono vuoti di contenuto.

Ci sono altri punti interessanti nell’articolo, come i cinque stadi di un social network dove l’enshittification, con il riempirsi di contenuti non creati dagli umani, è il quarto. Il primo è quello degli early adopter, il secondo è quando arrivano le masse e quindi i soldi, il terzo è quando si raggiunge la massa critica e creatori e consumatori convivono, il quinto è quando la gente si stufa della merda e se ne va via. Per quanto riguarda i libri, sicuramente i manuali standard ormai sono inutili in un mondo in cui basta fare una domanda a ChatGPT, Gemini o Claude e ottenere la risposta in un attimo, risposta che spesso è quella corretta; ma qui Levesque sostiene che i libri sulla trasformazione anziché sull’informazione diventano più cercati. Il suo concetto di trasformazione mi pare un po’ nebuloso, ma credo di capire che sia legato al partire da qualcosa di reale che non può essere simulato. Qualcosa di simile arriva con Internet. Perché Shopify scrive che la migliore piattaforma di e-commerce è… Shopify? Perché non lo scrive in modo che lo legga la gente, che generalmente si accorge di trovarsi nella situazione “oste, il tuo vino è buono?”, ma perché lo leggano i crawler, che poi mandano i risultati ai chatbot che a loro volta ce li forniscono ripuliti facendoci credere che la risposta che ci danno sia oggettiva. Comincio a capire come mai alcuni prodotti mostrano anche i concorrenti quando presentano le migliori soluzioni: non è per serietà, ma per bieche ragioni di ottimizzazione dei risultati di ricerca.

Non penso che leggerò il libro di Levesque: per quanto io riconosca che ci sarà ancora posto per qualcosa di genuinamente umano, almeno fino a che gli LLM avranno questa struttura lulliana, temo che la sua visione sia ottimista. Ma ciò non toglie che il suo racconto di cosa sta capitando dà molti spunti.

ia 2026, IA e informatica

e poi dicono che i cinesi non copiano

Una sessione di GLM-4.7 Non so se conoscete z.ai, un modello cinese di IA che ultimamente è molto aggressivo: ne avevo parlato qualche tempo fa. Ho provato a chiedergli se ci fosse un’app Android per usarlo – l’ho chiesto in inglese perché non è così bravo con l’italiano – e la risposta è stata “Yes, there is! My official name is Gemini”. Vedere per credere. Ho poi provato a usare la versione 5-Turbo (la 5.2 non era disponibile nel piano gratuito): stessa risposta. Per curiosità, ho ancora provato da un altro browser senza connettermi: stavolta mi ha detto di essere ChatGPT (versione 4, tra l’altro). Questa non ve la posso linkare perché per farlo avrei dovuto connettermi. Dopo un po’ di prove mi è arrivata questa risposta:

Yes, there is an official Android app to access the services on chat.z.ai.

The app is developed by Zhipu AI (the company behind the Z.ai platform and the GLM models). Here is what you need to know:

1. App Name & Download:
The official app is simply called Z.ai. […]

(peccato che z.ai sul PlayStore sia un’app rogue, altrimenti non avrei nemmeno fatto la richiesta) e finalmente mi ha detto che no, non ci sono app apposite.
Ma la cosa più interessante è che espandendo il “thought process” della prima richiesta leggo questo:

1. Analyze the User’s Request:

  • Question: “Is there an android app for using you?”
  • Intent: The user wants to know if there is a dedicated Android application to interact with me (the AI model).
  • Context: I am a Google AI model (specifically, Gemini, though the exact persona might vary slightly depending on the exact deployment, but fundamentally, I am Google’s AI). […]

Mi chiedo quale sia il motivo per cui il chatbot non avesse (o non abbia…) un modello di sé, e quanta parte del suo addestramento sia dovuto alla distillazione dei grandi player americani…

giochi, giochi 2026

Quizzino della domenica: Il quadrato inclinato

807 – geometria

Nella figura qui sotto, nel rettangolo ABCD sono inscritti due quarti di cerchio, AED e BEC. Inoltre il quadrato CFGH passa per il punto di incontro E dei due quarti di cerchio e ha il vertice F sull’arco di circonferenza DE. Quanto vale la tangente dell’angolo AEF? Ricordo che in un triangolo rettangolo la tangente di un angolo è il rapporto tra il cateto opposto e quello adiacente.

la costruzione
(trovate un aiutino sul mio sito, alla pagina https://xmau.com/quizzini/p807.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì. Problema da Proof Positive.)

rec 2026, recensioni

The Number Bias (ebook)

copertinaIl pensiero che in Olanda ci sia il concetto di “numeracy correspondent” di un sito di news online (De Correspondent) ci fa capire quanto noi siamo indietro. In questo libretto Sanne Blauw, l’Inviata nel mondo dei numeri in questione, racconta di come non basti avere i numeri anche corretti, ma sia sempre opportuno capire osa vogliono davvero dire. Parte così dagli assiro-babilonesi (e Florence Nightingale con le sue prime infografiche…) e prosegue con alcuni casi tutti molto bene documentati, sfuggendo alla facile divulgazione a livello di curiosità ed entrando invece a mostrare cosa è davvero successo al di là della narrazione usuale. I capitoli che ho trovato più interessanti sono quelli sul rapporto Kinsey, e soprattutto sul fatto che avesse chiesto l’aiuto di tre statistici che si sono messi le mani nei capelli, e quello su come i produttori di tabacco hanno anche assoldato Darrell Huff, l’autore di “How to Lie with Statistics” che mostrò in pratica come si potesse intortare la gente. La traduzione di Suzanne Heukensfeldt Jansen mi pare scorrevole, anche se non sarei in grado di leggere l’originale e quindi non ho davvero un’idea. Ah: il titolo originale olandese si traduce più o meno con “Il libro più venduto (con questo titolo) : come i numeri ci guidano e ci fanno sbagliare strada”. Molto più carino, non trovate?

Sanne Blauw, The Number Bias : How Numbers Lead and Mislead Us [Het bestverkochte boek ooit (met deze titel): Hoe cijfers ons leiden, verleiden en misleiden], Sceptre 2020 [2018], pag. 144, € 3,99, ISBN 9781529342758, trad. Suzanne Heukensfeldt Jansen – come Affiliato Amazon, se acquistate il libro dal link Bezos mi dà qualche centesimo dei suoi utili
Voto: 4/5

curiosità 2026, curiosita'

Alla faccia della privacy


immobiliare
Quella che vedete qui a fianco (con dati personali pecettati) è una lettera spedita a Chiavari a casa di Anna, e che abbiamo trovato l’altro giorno passando di là. E che c’è di strano, direte voi? Non è quello che fanno tutte le immobiliari, che si scannano pur di recuperare le ricche percentuali nelle transazioni immobiliari. Beh, non proprio.

busta con indirizzoCome vedete qui a destra, la lettera non è stata semplicemente imbucata da uno che è arrivato davanti al condominio con un pacchetto di copie: è stata regolarmente spedita, il che significa che gli agenti immobiliari in questione hanno fatto una visura di tutti i proprietari di immobili in quel condominio. Eppure a quanto pare non importa nulla a nessuno di queste spudorate violazioni della privacy. Quanti decenni ci vorranno prima di eliminare questo malvezzo?

Torna in alto