giochi, giochi 2026

Quizzino della domenica: età

804 – logica

Anna, Bice, Cinzia, Daria ed Eva sono nate tutte nello stesso giorno, ma in anni differenti. Oggi è il loro compleanno, e fanno queste affermazioni.

  1. Daria dice a Bice: “Ho 9 anni più di Eva.”
  2. Eva dice a Bice: “Ho 7 anni più di Anna.”
  3. Anna dice a Bice: “La tua età è esattamente il 70% in più della mia.”
  4. Bice dice a Cinzia: “Eva è più giovane di te.”
  5. Cinzia dice a Daria: “La differenza tra le nostre età è di 6 anni”
  6. Cinzia dice ad Anna: “Ho 10 anni più di te.”
  7. Cinzia dice ad Anna: “Bice è più giovane di Daria.”
  8. Bice dice a Cinzia: “La differenza tra la tua età e quella di Daria è la stessa che tra l’età di Daria e di Eva.”

Quando una di loro parla con una persona più anziana dice la verità, ma se parla con una persona più giovane dice il falso. Qual è l’età di ciascuna di loro?

tre delle cinque donne
(trovate un aiutino sul mio sito, alla pagina https://xmau.com/quizzini/p804.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì. Problema del Wikibooks Book Collection, via Futility Closet; immagine di GDJ, da OpenClipArt.)


,
mate-light 2026, matematica_light

Carnevale della matematica #197

“a squarciagola”
(Poesia gaussiana)


Benvenuti all’edizione numero 197 del Carnevale della matematica, dal tema “massimi e minimi”. Come l’ultima volta in cui ho ospitato il Carnevale, mi è toccato un numero primo, e dunque la cellula melodica di Dioniso è mononota, con un fa bemolle (non osate chiamarlo mi!) e con la semplice armonizzazione Fab, Dob7, Fab.

Il 197 può essere espresso sia come somma che come differenza di due quadrati: 197 = 14²+1² = 99²-98²; è inoltre parte delle terne pitagoriche (28, 195, 197) e (197, 19404, 19405). È anche un numero primo forte, maggiore cioè della media aritmetica tra il numero primo immediatamente successivo e il numero primo immediatamente precedente, e un primo di Eisenstein, l’equivalente di un primo di Gauss ma permettendo le radici cubiche dell’unità invece che i. Quello che è peculiare è che è un numero di Keith. Come funzionano questi numeri? Sono una generalizzazione di quelli di Fibonacci. Si parte con le cifre del numero (1, 9, 7) e a ciascun passo si aggiunge il numero ottenuto sommando i tre numeri precedenti nella successione. Abbiamo così 17 = 1+9+7, 33 = 9+7+17, 57 = 7+17+33, 107 = 17+33+57, 197 = 33+57+107. Visto che abbiamo trovato il numero di partenza, esso è un numero di Keith. Per dare un’idea della rarità, ce ne sono solo 71 fino a 1019; il precedente era 75 e il successivo 742. Per il resto, è tra l’altro la somma dei primi dodici numeri primi e la somma delle cifre di tutti i numeri primi di due cifre.

Ah, come vi sarete certo accorti non abbiamo avuto un Carnevale a maggio, per mancanza di volontari. Capita. Passiamo però ai contributi!


Dioniso su Pitagora e dintorni ha scritto Borges e la topologia della Biblioteca di Babele: un 3-toro o un labirinto infinito?. La Biblioteca di Babele di Borges è un oggetto matematico ambiguo: un universo con un numero finito di libri che si ripetono all’infinito. In uno spazio forse senza fine, forse periodico. Né massimi né minimi, insomma, se non eventualmente relativi…


Annalisa Santi di Matetango propone Gödel, Simon e Kahneman: una genealogia del limite, una lettura unificata del concetto di limite in tre ambiti distinti, quali logica matematica, teoria della decisione e psicologia cognitiva, che mette in evidenza come questi tre contributi, pur appartenendo a domini distinti, possano essere interpretati come differenti formalizzazioni del concetto di limite, nella dimostrabilità, nell’ottimizzazione e nella razionalità cognitiva.
Pensando al tema proposto “Massimi e minimi” mostra come ogni ricerca del “massimo” (verità, razionalità, conoscenza) sia strutturalmente vincolata da “minimi” che ne costituiscono al tempo stesso il limite e la condizione, quasi come una forma di tensione tra massimi e minimi.


Mauro Merlotti nel suo Zibaldone Scientifico propone due post. L’argomento del primo, La sequenza di Langford, è già stato trattato in precedenti Carnevali della Matematica: si tratta della sequenza di Langford e viene approfondito il discorso mostrando alcuni esempi. Si racconta che il matematico scozzese C. Dudley Langford, osservando il figlio che giocava con 6 cubi colorati, 2 per ogni colore, notò che erano stati disposti in modo tale che i 2 cubi gialli erano separati da 1 cubo, i 2 cubi blu erano separati da 2 cubi e i 2 cubi rossi erano separati da 3 cubi. Ci pensò un po’ su e riuscì a dimostrare che si trattava dell’unica disposizione (simmetrie escluse) con questa proprietà. Poi, come fanno i matematici, ha provato a vedere cosa succedeva con 8 o più cubi.
Il secondo contributo, “The Sophomore’s Dream”, parla di due semplici formule troppo belle per essere vere, che però lo sono davvero: quando la matematica va a braccetto con la bellezza.


Daniela Molinari nel suo Amo la matematica declina i massimi e i minimi nel post Minima spesa, massimo risultato. Ci sono lezioni che partono da lontano: l’anno scorso, nel corso dell’Esame di Stato, mi sono imbattuta nella Ricerca Operativa. Il fatto che gli studenti, durante la prova orale, continuassero a far riferimento alla Seconda Guerra Mondiale, ai radar e all’affondamento degli U-Boat mi ha incuriosito perciò ho cominciato a cercare notizie. Ho contattato Roberto Natalini per avere dei suggerimenti, perché, in particolare, non mi tornava un dato che i ragazzi continuavano a ripetere: la posizione delle cariche di profondità. Non capivo che relazione potesse esserci con la ricerca operativa che, a mio modo di vedere, poteva riguardare solo il problema delle scorte. Ho quindi intrapreso un viaggio e, nella seconda parte dell’anno scolastico, sono riuscita a presentarlo in classe e a inserirlo nell’ambito dei problemi di ottimizzazione, mentre la figura di Patrick Blackett è diventata più familiare, divisa tra le particelle e la ricerca operativa.


I Rudi Mathematici in questo mese sono stati pigri. Come mi ha scritto Piotr:

C’è un Quick&Dirty che si intitola Coppie indivisibili  che, essendo quick, non occupa neppure due righe di testo, che lo spiego a fare?

Poi c’è l’annuncio dell’uscita del numero di maggio di Rudi Mathematici, RM238, perché è uscito dopo il 14 del mese, e quindi non poteva stare nel carnevale giusto. In compenso, al momento è ancora muto il link di RM329, ma va a sapere… magari riesce a uscire in tempo, questo di giugno.

BREAKING NEWS : RM329 è in linea! Ciro l’annuncio: La letterina dei Rudi Mathematici che dovrebbe solo dire “è uscito il numero di Giugno, si chiama RM329”, magari condendolo delle solite inutilità (“è un numero corto, senza S&N, povero di rubriche, con un compleanno abborracciato e un PM pieno zeppo di curve ellittiche”), o qualcosa di simile, ma tanto sappiamo che queste cose le sapete, o quantomeno che – se mai vi interessassero davvero – non fatichereste troppo a scoprirle da soli. Ma funzionerà tutto di nuovo, anche dopo tutte le violenze a cui un giovane pc ha costretto l’anziano speditore? Se state leggendo queste righe per la prima volta forse qualcosa è andato storto. O forse no…

Sempre grosso modo puntuale (ma non puntualissimo) è uscito invece il riepilogo/soluzione/commento del quesito mensile pubblicato su Le Scienze, che stavolta parla dell’eterna questione dei cappelli colorati che nessuno guarda prima di metterseli in testa (mah). Si intitola Brindisi e cappelli colorati.


Su Maddmaths! c’è la solita caterva di roba.

Al Cnr il rapporto Deloitte sull’impatto economico della ricerca matematica in Italia
https://maddmaths.simai.eu/news-2/rapporto-deloitte-2026/
Quanto vale la matematica per il Pil di un Paese? Questo l’interrogativo alla base del rapporto “L’impatto economico della ricerca matematica in Italia” che sarà presentato oggi, 26 maggio, presso la sede centrale del Consiglio Nazionale delle Ricerche a Roma. Lo studio, promosso dall’Istituto per le Applicazioni del Calcolo del Cnr (Cnr-Iac), con l’apporto della squadra dello Sportello Matematico per l’Innovazione e l’Impresa, e dall’Unione Matematica Italiana (UMI) e realizzato dal team di Deloitte specializzato in analisi socio-economiche (Deloitte Economics).

Macchine come te? (seconda parte)
https://maddmaths.simai.eu/divulgazione/macchine-come-te-2
L’intelligenza artificiale (IA) è un modo semplificato di indicare un insieme di strumenti computazionali costruiti per svolgere compiti complessi in campo cognitivo. Qual è il ruolo di questi strumenti nella matematica attuale e futura? Cambierà il nostro modo di fare matematica e di immaginare nuovi filoni di ricerca? Seconda puntata di Giovanni Naldi su alcuni aspetti legati all’uso dei computer e dell’IA in matematica.

Il segreto per una rapina perfetta? La matematica
https://maddmaths.simai.eu/divulgazione/rubriche/la-lente-matematica/il-segreto-per-una-rapina-perfetta-la-matematica/
Il 16 aprile a Napoli c’è stato un grosso colpo in una banca. Quanto è stata brava la bande del buco? Parola alla matematica! Ce ne parlano Marco Menale e Francesca Marrone, studentessa in Matematica presso il Dipartimento di Matematica e Applicazioni di Napoli, per La Lente Matematica.

Confutata una congettura di Erdős (con una piccola mano dell’AI)
https://maddmaths.simai.eu/news-2/congettura-erdos-mano/
Thomas Bloom, dell’Università di Manchester, nel Regno Unito, e alcuni suoi colleghi hanno usato un ragionamento ispirato all’IA, ma che la usa in pratica solo in minima parte, per smentire la congettura “somma-prodotto” formulata da Erdős nel 1976.

L’International Congress of Mathematicians e la Coppa del Mondo
https://maddmaths.simai.eu/comunicare/icm-coppa-mondo/
Oggi inizia la Coppa del Mondo di calcio. Riceviamo una riflessione di Alberto Saracco legata a questo evento e al prossimo ICM2026, che pubblichiamo auspicando che continui una discussione aperta su questi temi.

Un modello di OpenAI risolve un problema matematico (difficile) vecchio di 80 anni
https://maddmaths.simai.eu/news-2/openai-solve-problem/
OpenAI ha annunciato un ulteriore progresso nella capacità di ragionamento dei suoi modelli linguistici, uno dei quali ora ha risolto il problema della distanza unitaria planare, posto per la prima volta dal matematico ungherese Paul Erdős nel 1946, che era: se si tracciano dei punti su un foglio, quante coppie al massimo si possono trovare alla stessa distanza l’una dall’altra? Erdős ipotizzò che il numero di queste coppie sarebbe aumentato solo poco più velocemente rispetto al numero dei punti stessi. Il modello di OpenAI ha dimostrato che la congettura di Erdős era sbagliata, fornendo un controesempio.

Risolto il problema di Talagrand (e no, una volta tanto l’AI non ce l’aveva fatta)
https://maddmaths.simai.eu/news-2/risolto-il-problema-di-talagrand-e-no-una-volta-tanto-lai-non-ce-laveva-fatta/
Nel 1995, Michel Talagrand si chiese se la convessità potesse essere “creata” in un numero fisso e uniforme di passaggi (utilizzando operazioni chiamate “somme di Minkowski”) in dimensione qualsiasi. Un articolo recente dimostra questa congettura e no, non hanno usato l’AI.

Premio Bartolozzi 2025: Intervista alla vincitrice Mikaela Iacobelli
https://maddmaths.simai.eu/persone/premio-bartolozzi/
Mikaela Iacobelli è la vincitrice del premio Bartolozzi dell’UMI 2025. Professoressa di Fisica Matematica all’ETH di Zurigo, si occupa di plasmi, quantizzazione di misure e teoria cinetica.
Ci parla della sua esperienza, e non solo, su MaddMaths!. L’ha intervistata Marco Menale.

Mappe, Log Pose e Geometria Non Euclidea: La Matematica di One Piece
https://maddmaths.simai.eu/comunicare/radice-pop/mappe-log-pose-e-geometria-non-euclidea-la-matematica-di-one-piece/
Grazie al recente successo della serie TV, il mondo di One Piece (fatto di pirati, mari infiniti e un leggendario tesoro da scovare) è diventato un vero e proprio fenomeno culturale di massa. È l’emblema perfetto di come l’universo di manga e anime, fino a qualche anno fa considerato un settore di nicchia, sia ormai entrato prepotentemente nella cultura pop globale. Non è un caso che, qui in Italia, le uova di Pasqua più introvabili e ricercate degli ultimi anni siano state proprio quelle di Rufy e della sua ciurma! Cerchiamo ora di capire cosa c’entrano i Mugiwara con la matematica. Benvenuti al nuovo episodio di Radice Di Pop.

Storie che contano: 19) Fabrizio Lanfredi, “O quasi!”
https://maddmaths.simai.eu/storie-che-contano/storie-che-contano-19-fabrizio-lanfredi-o-quasi/
Ritorna la rubrica “Storie che contano”, e ritorna pure Fabrizio Lanfredi con il suo protagonista romantico e nerd, perso per la sua compagna di classe Zelda, appassionata di matematica: ecco il seguito di “AM♥♥RE”. Buona lettura… e mettetevi alla prova con lo slang delle nuove generazioni!

Come contrastare gli stereotipi di genere: istruzioni per l’uso
https://maddmaths.simai.eu/comunicare/pari-opportunita/stereotipi-pisa/
Grande successo a Pisa per l’evento organizzato da Maddmaths! per la Festa delle Donne Matematiche: al dipartimento di matematica si è parlato di divario di genere con un folto gruppo di docenti di scuola primaria. Ci racconta com’è andata Chiara de Fabritiis, della nostra redazione. https://maddmaths.simai.eu/comunicare/pari-opportunita/stereotipi-pisa

Rivoluzioni matematiche: Teorema di Hartogs di Alberto Saracco
https://maddmaths.simai.eu/divulgazione/letture-matematiche/teorema-hartogs-saracco/
Con il numero di maggio de Le Scienze troverete in allegato il quarantacinquesimo dei cinquanta volumi della collana dedicata ad alcuni tra i maggiori teoremi matematici. La collana è stata elaborata in collaborazione con la redazione di MaddMaths!. Questo nuovo volume è dedicato al Teorema di Hartogs ed è stato scritto da Alberto Saracco.

I segreti del nuoto dei delfini
https://maddmaths.simai.eu/news-2/modello-matematico-svela-i-segreti-del-nuoto-dei-delfini/
Cosa permette ai delfini di muoversi così velocemente in acqua? Una simulazione numerica fa finalmente luce su un mistero che dura da anni e apre le porte alla costruzione di mezzi sottomarini robotici sempre più sofisticati

MATEMATICI CRIMINALI (Quando il genio sbaglia strada)

Una mini-serie a cura di Marco Trombetti, in cui si esplorano le vite di matematici straordinari per intelletto ma controversi per scelte, azioni o destini: figure in cui la brillantezza teorica convive con l’ombra, e dove la linea che separa rigore e ossessione, isolamento e violenza, si fa inquietantemente sottile. Non per assolvere né per condannare, ma per interrogarsi su un nodo scomodo: cosa accade quando il pensiero più lucido si separa dall’etica?

Episodio 5 – Il matematico triplogiochista In questo quinto episodio entreremo nel mondo delle spie con Sergey Degayev. Trovate tutte le puntate qui.
https://maddmaths.simai.eu/matematici-criminali/matematici-criminali-quando-il-genio-sbaglia-strada-episodio-5-il-matematico-triplogiochista/

Episodio 6 – La mente atomica In questo sesto episodio parleremo di uno tra i più prodigiosi matematici del XX secolo e del suo rapporto con il progetto Manhattan: John von Neumann. https://maddmaths.simai.eu/matematici-criminali/matematici-criminali-quando-il-genio-sbaglia-strada-episodio-6-la-mente-atomica/

Episodio 7 – Canto Tredicesimo In questo penultimo episodio ci discosteremo dal tema della criminalità per soffermarci su quello dei matematici che hanno compiuto l’estremo gesto. https://maddmaths.simai.eu/matematici-criminali/matematici-criminali-quando-il-genio-sbaglia-strada-episodio-7-canto-tredicesimo/

Episodio 8 – Deutsche Mathematik Per questo ultimo episodio non potevamo esimerci dal parlare di matematici nazisti: Heil Bieberbach!
https://maddmaths.simai.eu/matematici-criminali/matematici-criminali-quando-il-genio-sbaglia-strada-episodio-8-deutsche-mathematik/

DIARIO DI UN MATEMATICO NON PRATICANTE

Ingegno artificiale
https://maddmaths.simai.eu/divulgazione/codogno-il-non-praticante/ingegno-artificiale/
Sir Roger Penrose pensa che le IA non siano intelligenti, ma solo ingegnose. Vedendo gli ultimi risultati, il mio commento è: probabilmente sì, ma è comunque tanta roba.

Ufficio Complicazioni Affari Semplici
https://maddmaths.simai.eu/divulgazione/codogno-il-non-praticante/ufficio-complicazione-affari-semplici/
Perché i matematici odiano i cavallucci e i cagnolini? Non è una battuta, ma la conseguenza del voler spesso essere estremamente formali.

LA LENTE MATEMATICA DI MARCO MENALE

Il PSG vince la Champions League: la sentenza dei numeri
https://maddmaths.simai.eu/divulgazione/rubriche/la-lente-matematica/il-psg-vince-la-…tenza-dei-numeri/
Il PSG ha vinto la Champions League per la seconda volta di fila battendo ai rigori l’Arsenal. Gurdiamo ai numeri nel più ampio confronto tra gli allenatori Luis Enrique e Mikel Arteta. È la resa dei conti tra risultatisti e giochisti.

Quando una tecnologia diventa abitudine
https://maddmaths.simai.eu/divulgazione/rubriche/la-lente-matematica/quando-una-tecnologia-diventa-abitudine/
Quando una tecnologia diventa di massa, un’abitudine, come sta succedendo con l’intelligenza artificiale? È questione di pubblicità e…passaparola! Un modello matematico usa la meccanica statistica per descrivere l’evoluzione dell’uso di una tecnologia, misurando l’impatto delle pubblicità e dell’influenza reciproca tra le persone.

DIDATTICA

È online il numero 19 della rivista Didattica della matematica
https://maddmaths.simai.eu/didattica/didattica-della-matematica-19/
È online il diciannovesimo numero della rivista semestrale “Didattica della matematica. Dalla ricerca alle pratiche d’aula” curata dal Centro competenze didattica della matematica del Dipartimento formazione e apprendimento / Alta scuola pedagogica della SUPSI di Locarno (Svizzera). Scopriamo di cosa tratta.


Paolo Alessandrini è uno e trino: i suoi contributi provengono infatti da tre spazi diversi: il blog storico Mr. Palomar, ma anche il nuovo spazio su Substack, intitolato “Congetture” e il canale YouTube “Paolo Alessandrini – Matematica”.

1) Da “Mr. Palomar” (https://www.paoloalessandrini.it/mrpalomar):

Arthur Samuel e la macchina che giocava a dama” – Un breve post sull’ingegnere statunitense Arthur Samuel, che negli anni Cinquanta del secolo scorso realizzò un celebre algoritmo di machine learning in grado di giocare a dama.

2) Da “Congetture” (https://paoloalessandrini.substack.com):

Algoritmi allo specchio. Dalla dama di Samuel ad AlphaGo e AlphaZero: il potere e il rischio di imparare da soli” – Un articolo che nasce come riflessione su alcuni temi presenti nel post di Mr Palomar su Samuel, e che si sviluppa in direzioni inattese: dal metodo del self-play utilizzato nel mondo dell’IA al “model collapse”, fino al mito di Narciso e al “Mostro Aspirapolvere” di John Lennon.

3) Dal canale YouTube “Paolo Alessandrini – Matematica” (https://youtube.com/@paoloalessandrinimatematica):

La formula perfetta dei MONDIALI: 16, 24, 32, 48,… 64 squadre?” – Pubblicato nel giorno dell’inaugurazione dei Mondiali di calcio 2026, il video riflette sulla progressiva espansione del numero di squadre partecipanti nella storia del torneo: da 16 a 24, poi a 32 e ora a 48. E forse addirittura a 64 fra quattro anni. Ma è anche l’occasione per analizzare questioni legate alla matematica dei tornei sportivi, tra gironi all’italiana, eliminazione diretta, grafi e potenze di due.


I contributi di Gianluigi Filippelli cominciano con il post Un giardino alla Carroll, nuova puntata dei Paralipomeni di Alice dedicata alla soluzione di uno dei rompicapi proposti all’interno di A tangled tale. Nella rubrica dei Rompicapi di Alice, invece, il primo dei quiz carrolliani presenti nel decimo noto: La battaglia di Trafalgar. Infine nei Ritratti quello di Hertha Marks , matematica, fisica e inventrice.


Tocca infine ai post del sottoscritto: due mesi, nulla in topic. Nelle varie sezioni:

Quizzini:

Recensioni:

  • Le macchine del linguaggio, di Alfio Ferrara. Un bel volume che spiega in modo semplice la matematica alla base degli LLM. Poi c’è tanta altra roba per far funzionare un chatbot, ma intanto accontentiamoci.
  • Spettri di Newton di Lorenzo Praticò, il libretto dell’omonima rappresentazione teatrale ma con la chicca di “Newton parola per parola” preparata da Peppe Liberti.
  • Il codice di Schrödinger, di Riccardo Adami. Il mondo dei quanti raccontato appassionatamente.
  • Modelli matematici, fisica e filosofia, di Ludwig Bolzmann. Testi un po’ pesanti, ma ce n’è qualcuno di interessante per comprendere meglio il periodo storico che porta alla teoria atomica.
  • In difesa della matematica, di Giovanni Vacca. Una risposta di poche pagine a Benedetto Croce, in puro stile Passerino editore. (Ma se volete lo trovate su Liber Liber)

Mercoledì matematico:

Varie:

  • The Daily Baffle è un sito dove ogni giorno vengono proposti dei giochi logici più o meno semplici da risolvere. (Diciamo “meno”…)
  • Il libro di fisica di mia figlia ha qualche problema logico.
  • Un googolplex è tanta roba: ma lo si può leggere in una serie di libri…
  • È possibile che il valore attualmente usato per la costante di gravitazione universale sia errato. Alla quarta cifra significativa, d’accordo, però sarebbe un bel colpo.
  • Douglas Adams ha colpito ancora, e molti generatori di numeri casuali sono inizializzati con 42. Non è una bella cosa.
  • A quanto pare l’algoritmo rapido di radice quadrata inversa non è stato inventato in Quake III.

Ci sentiamo a settembre, da Amo la matematica!

rec 2026, recensioni

La semplessità (libro)

copertina Credo che questo sia il primo libro in assoluto di Codice che non mi sia piaciuto. (Ok, magari posso aggiungere la prima edizione di Tutto, e di più di DF Wallace; ma lì era un problema di traduzione che poi è stata rivista). Già ho dei dubbi sul non aver tradotto il titolo letteralmente “la simplessità”, richiedendo salti mortali nel capitolo dove si parla dei simplessi in geometria; inoltre la traduzione di Federica Niola mi è parsa piuttosto pesante. Ma i dubbi sono soprattutto sull’assunto di base di Berthoz, o meglio sulla sua implementazione. La semplessità sarebbe il fatto che l’evoluzione ha spesso portato gli esseri viventi a scegliere soluzioni apparentemente complesse, ma che semplificano molto il processamento successivo dei dati sensoriali: semplicità attraverso la complessità, insomma. L’ipotesi ha assolutamente senso, però a me è parso che Berthoz si sia spinto troppo in là, ed etichetti come soluzioni semplesse tutto quello che ha trovato; in questo modo indebolisce la sua tesi.

Alain Berthoz, La semplessità [La simplexité], Codice 2019² [2009], pag. 207, € 25, ISBN 9788875788346, trad. Federica Niola – come Affiliato Amazon, se acquistate il libro dal link Bezos mi dà qualche centesimo dei suoi utili
Voto: 2/5

,
io, io 2026

Non solo N26 non mi vuole, ma mi prende in giro

Ultimo sviluppo della saga N26. Ieri sera mi è arrivata questa email:

Egregio Sig. Codogno,

Con la presente siamo a informarla circa l’esito delle nostre indagini relativamente al suo reclamo numero 93232051 dell’8 giugno 2026.

Il suo reclamo

Lei lamentava che la Banca avesse rigettato la sua istanza di apertura conto. Pertanto, lei chiedeva di conoscere i motivi alla base del rifiuto dell’apertura del nuovo conto.

La nostra decisione

Le comunichiamo che abbiamo parzialmente accolto la sua istanza, sulla base dei motivi che verranno meglio dettagliati in seguito.

Le ragioni della nostra decisione

In primo luogo, è opportuno sottolineare che N26, in qualità di istituto bancario regolamentato, è tenuta ad effettuare l’adeguata verifica del Cliente quale condizione necessaria per l’apertura di un conto in adempimento a specifici obblighi di legge. Per questo motivo, durante la fase di verifica dell’identità di ciascun potenziale Cliente, N26 applica determinate linee guida su cui si basano le proprie valutazioni.

Ciò debitamente premesso, a seguito di un’indagine più approfondita della sua posizione, siamo a confermarle che le informazioni da lei fornite non soddisfano i suddetti parametri. Pertanto, non possiamo procedere con la sua richiesta di apertura di un rapporto di conto corrente. Tuttavia, la confidenzialità delle valutazioni e delle correlate determinazioni ci impedisce di fornire ulteriori dettagli riguardo alla decisione assunta.

Ci preme sottolineare che tale determinazione rappresenta l’esercizio delle facoltà di valutazione e discrezionalità proprie di ogni intermediario finanziario.

Scusandoci per eventuali disagi arrecati, riteniamo definita la sua posizione, senza alcun pregiudizio per lei nell’instaurare rapporti con altri intermediari bancari o finanziari.

Esito reclamo

Non accolto.

Passaggi successivi

Cogliamo fin da ora l’occasione per comunicarle che, laddove non si ritenga soddisfatto della soluzione finale proposta, lei potrà rivolgersi all’Arbitro Bancario Finanziario o ad un altro sistema alternativo di risoluzione delle controversie, secondo quanto previsto nelle Condizioni Generali “Conto corrente N26”.

Distinti saluti,

Ufficio Reclami N26 per l’Italia

Mi verrebbe quasi voglia di andare di persona alla succursale italiana di N26 – sono venti minuti a piedi da casa mia. Ma non vedo perché perdere tempo: la discrezionalità non è solo loro ma anche mia, e se il loro “abbiamo parzialmente accolto la sua istanza” significa “continuiamo a non dirle nulla, ma invece che in quattro righe automatiche glielo diciamo in dieci righe semiautomatiche” è chiaro che io e quella banca non possiamo andare d’accordo.

Rimarrò con il dubbio di quali siano i parametri che non soddisfo, ma credo che ci dormirò comunque la notte. Resta il fatto che N26 non pare intenzionata ad avere clienti, a meno forse che non chiedano subito un conto a pagamento… ma allora lo dicano subito e tolgano quello gratuito.

io, io 2026

N26 non mi vuole :-(

Ho provato ad aprire un conto su N26, dopo che almeno a quanto ne so hanno tolto le restrizioni che erano state messe dal sistema antiricilaggio. Faccio tutta la procedura… e loggandomi mi arriva un messaggio “Non possiamo offrirti un conto N26 – Dopo avere esaminato le informazioni fornite, ti informiamo che non siamo in grado di offrirti un conto per motivi legali. Ti ringraziamo per la comprensione e l’interesse in N26.” Compilo un reclamo per sapere quali sarebbero questi “motivi legali”, e la risposta che ottengo, mostrata qui a fianco, è ancora più fumosa.

Ora io per fortuna posso anche fare a meno di avere un conto lì: però questa mancanza assoluta di trasparenza non mi è affatto piaciuta.

curiosità 2026, curiosita'

Algoritmi retrodatati

Un paio d’anni fa avevo scritto un post sulla radice quadrata inversa veloce, dicendo che era stata implementata per la prima volta in Quake III. A quanto pare non è così, tanto che ho appena corretto Wikipedia in lingua italiana: Fabian Giesen ha scritto sull’istanza Mastodon sul gamedev che già tre anni prima quell’algoritmo era stato descritto, anche se con una costante di partenza leggermente diversa. Ricordo che quella costante serve per partire da un punto “buono’ della retta numerica, per ridurre il numero di iterazioni necessarie per la convergenza a un valore sufficientemente preciso.
Diciamolo: è sempre stato difficile inventare qualcosa in informatica, e gli algoritmi matematici non fanno eccezione.

mate-light 2026, matematica_light

La matematica e la fine dell’umanità

Sullo Scientific American, Jack Murtagh ha presentato un paradosso che a prima vista sembra inconfutabile. Come premessa, immaginate di avere due urne identiche, una contenente i numeri da 1 a 100 e un’altra i numeri da 1 a un miliardo. Non state a sindacare sulla grandezza di queste urne: se non vi piacciono pensate di avere due generatori di numeri casuali. Scegliete un’urna a caso, pescate un numero e scoprite che è (ovviamente…) 42. Secondo voi, è più probabile che abbiate preso il numero dalla prima o dalla seconda urna? Credo che sarete tutti d’accordo che fosse quasi certamente la prima: dalla seconda urna ci saremmo aspettati di prendere un numero come 271828182.

Cambiamo ora esempio e prendiamo noi esseri umani. Si stima che fino a oggi siano vissuti sulla Terra 117 miliardi di esemplari di Homo sapiens, miliardo più miliardo meno. Insomma nella nostra “urna degli umani” abbiamo preso il numero 117314159265 o giù di lì. Secondo voi, è più probabile avere preso un numero all’inizio della serie degli umani e post-umani, il 42 nell’esempio sopra, oppure uno pìù o meno a metà? In questo secondo caso l’umanità è pericolosamente vicina all’estinzione, visto che siamo nove miliardi e non ci vorranno troppi millenni per far nascere qualche altro centinaio di miliardi di persone. Se preferite un conteggio più preciso da un punto di vista probabilistico, possiamo dire che c’è un 50% di probabilità che il numero totale di umani vissuti fino a oggi sulla terra sia tra il 25% e il 75% di quello definitivo, quando non ci saranno più umani; questo si traduce in una stima dell’umanità globale tra 156 e 468 miliardi di persone. Al tasso corrente di 132 milioni di bambini nati per anno l’ultimo umano nascerà con il 50% di probabilità tra il 2321 e il 4685, e con l’80% di probabilità tra il 2124 e il 10003, in quest’ultimo caso presumo perché l’Y10K bug avrà colpito. Questo senza considerare che il numero di nati al momento sta ancora crescendo esponenzialmente…

C’è già stata una predizione di questo tipo: quando nel 1969 l’astrofisico J. Richard Gott III visitò Berlino e passò davanti al Muro, che era stato costruito 8 anni prima, fece gli stessi conti e stimò che sarebbe resistito tra 2,67 e 24 anni con il 50% di probabilità. E in effetti cadde dopo 20 anni. Personalmente questo esempio non mi dice molto: non ho idea di quante predizioni simili siano state falsificate… Ma in genere io penso che queste stime sul giorno del giudizio (il Doomsday) siano falsate da un principio che non è indicato tra quelli portati come esempio dall’autore dell’articolo. Più precisamente, c’è un’assunzione implicita: che si sappia a priori la quantità di numeri nell’urna, o degli umani che vivranno. Stiamo cioè usando la probabilità alla rovescia: dal punto di vista di un bayesiano, ogni giorno che passa (e quindi ogni accrescimento del numero di esseri umani vissuti) allunga l’età media stimata in questo modo. Non mi sembra una grande idea, no?

curiosità 2026, curiosita'

Elementi poco radioattivi

Come sapete, gli elementi chimici pesanti tendono a essere radioattivi. Poi può capitare, come nel caso dell’uranio-238 che ha una vita media di 4 miliardi e mezzo d’anni, che li troviamo comunque perché non hanno fatto in tempo a decadere in altri elementi: in questo caso per esempio possiamo dire che abbiamo ancora circa metà dell’uranio inizialmente presente sul pianeta, perché 238U è l’isotopo di gran lunga più frequente. Quello che almeno io non sapevo è che ci sono elementi che si credevano stabili, cioè se lasciati in pace non decadessero, ma non lo sono. Prendiamo per esempio il bismuto, l’elemento atomico 83 che si trova subito dopo il piombo nella tavola periodica degli elementi. Tutti credevano fosse stabile; ma nel 2003 si è scoperto che è soggetto a decadimento alfa. Qual è la sua emivita? 2 × 1019 anni, cioè venti quintilioni di anni (nella scala corta americana) o venti trilioni di anni (nella scala lunga italiana, quella che usa anche i miliardi e i biliardi). All’atto pratico la carne umana è più radioattiva, per non parlare del potassio nelle banane, quindi non c’è da preoccuparsi se ci capita di stare vicino a del bismuto.
Ma questo non è nemmeno il record di quasi-stabilità: uno degli isotopi del tellurio, 128Te, ha una emivita di 7,7×1024 anni. Mi chiedo solo come abbiano fatto ad accorgersene.

Torna in alto