Le Scienze riporta un articolo della rivista madre Scientific American sul risultato trovato dal fisico Stephan Schlamminger. Noi di solito pensiamo alla costante di gravità \( g \), quella che vale circa 9,81 m/s2, che è l’accelerazione di un corpo attratto dalla Terra. Ma la formula di Newton, che vale per l’attrazione reciproca di due corpi, usa un’altra costante. La formula è
$$ F = G \frac{m_1 m_2}{r^2} $$
dove \(m_1 \) e \(m_2 \) sono le masse dei due corpi, \(r \) la loro distanza e \( G \) è appunto la costante di gravitazione universale. Il problema è che questa costante è molto piccola – il valore ufficialmente stabilito è \( G = (6{,}67430\pm 0{,}00015) \times 10^{-11}\ \text{m}^3 / (\text{kg s}^2) \) – ed è molto difficile da calcolare. Non per nulla abbiamo solo quattro cifre significative sicure, contro le 9-10 delle altre costanti. Bene: Schlamminger ci ha messo dieci anni, ha migliorato lo strumento usato (una bilancia a torsione) ed è arrivato al risultato \( G = (6{,}67387\pm 0{,}00038) \times 10^{-11}\ \text{m}^3 / (\text{kg s}^2) \). L’errore possibile è più del doppio di quello della stima finora usata, ma quello che è strano è che la stima è più bassa di quanto ci si aspettasse. Occhei, il valore massimo della forchetta per la stima di Schlamminger corrisponde a quello minimo ufficiale, ma in genere le cose non funzionano così.
Che succederà ora? O si troverà un errore sistematico nelle misure di Schlamminger, un po’ come capitò con i neutrini superluminari che tanto piacquero a Mariastella Gelmini, oppure aspetteremo altri dieci anni per concepire un nuovo esperimento che dia un risultato accettato. Chissà chi vincerà! I curiosi possono leggere l’articolo di Schlamminger qui.






Ludwig Bolzmann è stato un grande fisico teorico, uno dei maggiori sostenitori dell’atomismo (in un periodo in cui non c’era la possibilità non dico di “vedere” gli atomi – in realtà non lo si può fare – ma nemmeno di pensare a un esperimento fisico a favore della loro esistenza. Questi articoli, selezionati dalla versione tedesca che contiene tutti i discorsi divulgativi di Bolzmann, è specchio di un periodo di grandi mutamenti nella fisica, mutamenti che avranno il culmine appunto nella definizione del modello classico dell’atomo. Ho trovato positiva la visione più filosofica che fisica dei suoi discorsi, ma quelli davvero interessanti per me sono solo stati tre: “Sullo sviluppo dei metodi della fisica teorica in tempi recenti”, la prima parte di “Sui princìpi e le equazioni fondamentali della meccanica” e “Sulla meccanica statistica”. Provavilmwente la forma della traduzione di Anna Cercignani, che risente del periodo in cui è stata scritta, ha contribuito a questa sensazione di pesantezza.