Quizzino della domenica: Tabellina… enigmatica

Nella tabellina qui sotto nessuna delle cifre presenti è giusta, ma ogni cifra è sempre stata sostituita con la stessa altra cifra: per esempio a 1 potrebbe corrispondere 7 mentre a 2 corrisponde 5. Sapete scrivere la tabellina corretta?

tabellina

(un aiutino lo trovate sul mio sito, alla pagina http://xmau.com/quizzini/p319.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì. Problema tratto da Varsity Math)

_L’arte della matematica_ (libro)

Anno 1940. André Weil era in prigione per renitenza alla leva. La linea di difesa che si vuole preparare è spiegare che era impegnato in importantissime ricerche matematiche. Come spiegarle a un giudice, visto che André ritiene che spiegare cosa lui fa è come spiegare una sinfonia ai sordi? Ci penserà sua sorella Simone, che nel carteggio riportato in questo libro (Simone Weil e André Weil, L’arte della matematica, Adelphi 2018, pag. 185, € 14, ISBN 9788845932564, trad. e note Maria Concetta Sala, link Amazon) gli risponde allegra “non ho capito un tubo di quello che dici, ma ciò non mi ha impedito di farne un bel riassunto”. (Detto tra noi, non è che neppure io ci abbia capito tanto, se non a grandissime limee). Le lettere tra i due fratelli sono molto carine, anche se piene di citazioni non matematiche incomprensibili per chi non abbia una cultura più che enciclopedica. Il punto positivo è che c’è un enorme apparato di note che permettono al povero lettore di farsi un’idea di quello che i fratelli si stanno scrivendo: quello negativo è che è stato scelto di metterle tutte al fondo del testo anziché a piè di pagina, costringendomi a tenere due segnalibri e continuare a spostarmi da una parte all’altra. L’altra cosa che non mi è piaciuta è la scelta di inserire nel flusso dei testi due minute delle lettere di Simone, il che significa che certe frasi me le sono lette tre volte. Sarebbe stato meglio a mio parere lasciarle in appendice per non perdere il filo del discorso. Insomma, un testo interessante ma che è stato male strutturato.

Notizie vere o false?

Leggo sul Post (che cita il Guardian) che il ministero della Sanità della striscia di Gaza ha tolto dall’elenco delle vittime palestinesi durante le rivolte dei primi di maggio la bambina di otto mesi che era stata inizialmente inserita.

Ricordo che la bambina sicuramente è morta come sono morte altre 60 persone in quella circostanza, e che non sto parlando di cosa sia effettivamente successo. Mi chiedo solo una cosa, anzi due. Il ministro (rectius, il portavoce) non ha detto “non è stata uccisa dai gas lanciati dagli israeliani” ma “non è certo che sia stata uccisa dai gas, o che almeno questi abbiamo aggravato la sindrome cardiaca di cui soffriva sin alla nascita, quindi dobbiamo fare ulteriori analisi”. Domanda uno: cosa hai fatto in queste tre settimane? Domanda due: se devi ancora fare analisi, perché intanto togli la bimba da quell’elenco?

StumbleUpon

Leggo sul Post che dopo sedici anni StumbleUpon chiude. Ero convinto avesse chiuso già otto anni fa o giù di lì… In effetti ho dovuto cercare faticosamente qual era l’email con cui mi ero connesso (l’account era “mau”, quindi più facile).

Credo che sia stato il primo importante sito dove salvare documenti che tanto non si avrebbe mai avuto il tempo di leggere, ben prima che arrivassero Pocket e Instapaper (che però in questi giorni causa GDPR ha una grossa crisi). La cosa strana, se volete, è che sia sopravvissuta…

Per la cronaca, l’ultimo post che avevo salvato era del 2006 🙂

Decimi e centesimi

Io voglio bene al Post. Ci scrivo anche. Ma trovarmi tutto un articolo (copia archivio) in cui al posto di centesimi di secondo si parla di “decimi” – per dire, nell’ultima riga si parla di un 200 metri corso in “20 secondi 62 decimi”… – mi fa venir voglia di battere la testa contro il muro. È più forte di me.

Io e Philip Roth

Non ci crederete, ma l’unico libro di Roth che io abbia mai letto è Cosa bianca nostra, per l’ottima ragione che era nella libreria di casa mia. Il fatto che io l’abbia letto immagino a dieci anni o giù di lì (se il libro è del 1972 i miei genitori non possono averlo preso tanto dopo; e io ero già allora un lettore bulimico) può significare tante cose 😉