L’immagine qui sopra è presa da questa presentazione di Paul Rowlandson (h/t Ed Southall); i dati sono quelli di ore di sole e temperatura media misurate a Heathrow ogni mese a partire dal 1941 fino al 2022
Come potete vedere nelle slide il cui link ho messo qui sopra, la risposta è sbagliata perché in generale non possiamo estrapolare un risultato con sicurezza, soprattutto quando cerchiamo un dato molto diversi da quelli di base. Come Rowlandson spiega, nessuno ci può assicurare che quella che con i dati storici sembra (più o meno…) una crescita lineare continui a esserlo, e non diventi sublineare oppure addirittura fermarsi a un asintoto. Questo senza neppure considerare gli errori che si possono avere in ogni caso anche con l’interpolazione, perché c’è sempre la possibilità di un outlier.
Ma allora non si può mai usare l’estrapolazione? Come spesso capita, la risposta è “dipende”. Come ho accennato all’inizio, estrapolare per dati vicini a quelli che abbiamo a disposizione; inoltre se siamo in grado di stimare un modello abbastanza preciso possiamo costruire una funzione di stima più adatta di una semplice retta (o nel nostro caso di un parallelogramma) e quindi avere una stima accettabile per un intervallo più ampio. Come sempre, ciò che conta è non applicare pedissequamente le formule imparate magari a memoria e capire invece cosa si sta facendo. La matematica non è un oracolo!
Poi naturalmente mi sarei più divertito se nella figura Laura avesse chiesto il dato con 500 ore di sole. Ho fatto rapido controllo e mentre in linea teorica un giugno potrebbe avere 450 ore di sole, non c’è abbastanza tempo per averne 500…
@matematica



I libri sul rapporto aureo, nel bene e nel male, sono solitamente pieni di fattoidi tendenti al new age, anche quando l’autore vuole spiegare perché quelle associazioni sono tirate per i capelli e non hanno nessun fondamento reale. Ben venga quindi questo libro, dove Dunlap si limita a considerazioni puramente matematiche sul rapporto aureo (e sui numeri di Fibonacci e di Lucas, che sono strettamente collegati ad esso). È un po’ buffo che Dunlap usi il “vecchio” simbolo τ per il numero, dopo che già da un paio di decenni Martin Gardner aveva sdoganato il ϕ (più per Fibonacci che per Fidia, secondo me), ma non è un problema. Peccato per qualche refuso che rende più complicata la lettura, come quando un ottaedro è diventato un tetraedro.
Nel 1999 il MIT pubblicò la
Io non uso praticamente LinkedIn. Scelta mia. Però ogni settimana o giù di lì il signor LinkedIn mi invita a seguire il segretario generale ONU, cosa della quale non mi può importare di meno. Non che io segua altri politici, del resto. E allora perché dovrei seguire lui?