Per la cronaca, questo problema l’ho trovato su un libro inglese. Come probabilmente sapete, la temperatura può essere vista come la misura di come le molecole di un liquido si muovono. Tenuto conto di questo, secondo voi affonda più velocemente un sasso buttato nell’acqua a 40 gradi Fahrenheit oppure a 30?
(un aiutino lo trovate qui; la risposta verrà postata mercoledì, a partire da quel link)
_Strano ma vero_ (libro)
Avete presente la rubrica “Forse non tutti sanno che…” della Settimana Enigmistica? Ecco. L’idea alla base di questo libro (Bill Sones e Rich Sones, Strano ma vero [Can a Guy Get Pregnant?], Vallardi 2009 [2006], pag. 185, € 12,50, ISBN 978-88-7887-201-1, trad. Lisa Scarpa) e della trasmissione da cui esso è tratto è esattamente quella: domande piuttosto improbabili a cui viene data risposta chiedendo informazioni a vari esperti interpellati al riguardo o compulsando testi, tutti citati nell’ampia bibliografia. Sulla qualità delle domande non mi pronuncio: su quella delle risposte posso dire che è molto variabile, variando dall’interessante al francamente ridicolo. Ma in fin dei conti non è sempre detto che le domande siano ben poste, e probabilmente bisogna tenere conto che non si parla di un testo scientifico ma di un programma di intrattenimento. Insomma cogliete fior da fiore, e accontentatevi. Per le qualità collaterali dell’edizione italiana, faccio un plauso ai disegni di Niccolò Barbiero che secondo me sono molto azzeccati e impreziosiscono il libro. Più dubbiosa è la traduzione, non tanto per il lessico spesso colloquiale usato – non avendo sottomano il testo originale non posso verificare qual era lo stile di scrittura originario – quanto per la struttura delle frasi che è spesso ancora troppo anglocentrica.
non che tu sia messo così bene
[NOTA: questo post contiene termini non adatti ai minorenni]
Stasera mi è arrivato un “invito” da LinkedIn con questo testo:
maurizio,
Oddio sembri uno zombie|, telecozz dipendente ergum morto vivente …
-Fabio D.E.
(per la cronaca, questo è il suo profilo; otto giorni fa ha anche cambiato numero di telefono, stranamente indicandone uno italiano)
Io ho parecchi fan, e la cosa non avrebbe certo meritato che io perdessi tempo a segnalarvela… se non fosse che il 7 gennaio mi aveva spedito – sempre via LinkedIn – un’altra “richiesta di amicizia” del seguente tenore:
Sei “quadro” ? ..ergo.. appeso al muro con chiodi a mani e piedi, proprio come un cristo in croce, magari con tanto di cornice. Hai scritto “quadro” in telecozz, per scriverlo in prima parola lo reputi addirittura importante, al resto del MONDO VERO cosa CAZZO puo’ interessare, idiota?
Fabio D.E.
Bisogna dire che in queste tre settimane il tono si è sicuramente addolcito, e andando avanti così verso aprile-maggio verrà a baciarmi sulla bocca: certo però che se non ti chiami Wowbagger the Infinitely Prolonged forse dovresti tenerti una lista di chi hai già insultato, per evitare spiacevoli doppioni…
Aggiornamento: (12 marzo) stavolta ha provato a scrivermi direttamente sull’email aziendale.
maglione missing
In questi giorni sto portando io i bimbi al nido. Stamattina arriviamo, e inizio a spogliare Jacopo visto che ormai Cecilia vuole fare tutto da sola. Finisco, tolgo le scarpe a entrambi, e mi accorgo che Cecilia è senza il maglione. Peccato che nel loro armadietto non ci sia: lei ci aveva messo il cappello, io avevo aggiunto cappotto e sciarpa, poi c’era la roba di Jacopo e basta.
Sono sicuro che stamattina le ho messo il maglione. È vero che per esempio avevo messo le scarpe a Jacopo rovesce (e dopo avergliele tolte gliele stavo rimettendo di nuovo rovesce), ma è anche vero che ricordo perfettamente che Cecilia non ha voluto che mia mamma le infilasse il maglione, e poi si è anche arrabbiata perché non le avevo abbottonato il bottone più in alto. Ho guardato in giro, anche in un paio d’altri armadietti: nulla. Naturalmente aveva il cappotto sopra, quindi non può esserselo tolta mentre era nel passeggino: la quarta dimensione è da escludere, almeno spero; insomma, dove diavolo sarà quel maglione?
Wikipedia e il metodo scientifico
È buffo vedere un articolo postato tre giorni fa che cita esplicitamente come suo “innesco” un articolo del New Yorker di cinque anni e mezzo fa. Ma uno può anche scrivere a partire dalla Divina Commedia, a ben pensarci: quindi non è che la cosa sia davvero così strana. Poi è utile rileggere quell’articolo, ricordarsi del caso Essjay e scoprire che il budget di Wikipedia è passato in cinque anni da 750.000 a 20 milioni di dollari, il che non mi stupisce ricordandomi della lentezza tragica dell’accesso all’enciclopedia libera a quei tempi: server e banda costano. Ma torniamo all’articolo di Appunti Digitali, articolo immagino innescato proprio dalla storia di Essjay.
Alessio Di Domizio mette subito in chiaro che vuole discutere «sul modo in cui, indirettamente e non certo dichiaratamente, Wikipedia stia insinuando un metodo di approccio alla conoscenza in qualche modo alternativo a quello scientifico». Le sue argomentazioni si possono riassumere cosi: dire che tutti possono correggere gli errori per ottenere un’enciclopedia più obiettiva, indipendentemente dai titoli e dalle conoscenze, è pericoloso perché non porta affatto a una conoscenza obiettiva. Questo va contro il metodo scientifico, che a dire di Di Domizio «richiede il consenso attorno ad un concetto fondamentale: la verità circa un determinato oggetto è storicamente determinata, nel senso che è legata a condizioni specifiche e comunque ad un preciso stadio dellavanzamento della conoscenza come codificata. È perciò sempre e comunque relativa.» Infine, «Proprio nel difendere lanonimato Wikipedia getta le basi per un metodo che si propone come alternativo a quello scientifico. Assume anzi una posizione politica chiara e riconoscibile quando antepone lintelligenza della massa alla competenza della comunità scientifica.»
Leggendo il testo, la prima cosa che posso dire è che c’è un’incomprensione di base di cosa sia Wikipedia. Wikipedia è un’enciclopedia, non un trattato scientifico. Forse l’Encyclopédie di Diderot aveva velleità di essere “scientifica” nel significato di Di Domizio – significato su cui avrei comunque da ridire: la scienza non parla di “verità”, ma di “modello più adatto” legato alle condizioni specifiche bla bla bla. Ma d’altra parte la definizione settecentesca di scienza era diversa da quella odierna, e non credo proprio che Diderot, D’Alembert e soci pensassero al metodo scientifico. Quello che Wikipedia vuole essere è un compendio di informazioni, una fonte secondaria tanto che le “ricerche originali” sono bandite: anzi, l’edizione in lingua inglese comincia persino a storcere il naso rispetto alle fonti secondarie, vale a dire il riportare direttamente quanto scritto da qualcuno, e tende a prediligere le fonti terziarie, cioè qualcosa che è già un compendio di suo. Intendiamoci: non sempre funziona così, e anche se l’ostracismo sulle fonti primarie è generalmente osservato può sempre capitare che qualcosa sfugga. Ma sicuramente tacciare Wikipedia di andare da un’altra parte rispetto al metodo scientifico è come tacciare una barca perché va da un’altra parte rispetto alle autostrade.
Sempre le linee guida di Wikipedia spiegano che il NPOV (Neutral Point Of View, punto di vista neutrale) non consiste nel dare uguale importanza a tutte le teorie, ma piuttosto nel dar loro uno spazio proporzionale all’accettazione da parte della comunità (non quella wikipediana, ma del mondo in generale). Quindi nel caso della comunità scientifica è ovvio che non si parla affatto di “intelligenza della massa”: quello che può capitare è che la massa non sia capace a spiegare correttamente una teoria, il che è una cosa diversa dal creare una teoria. Non vedo quale sia la “posizione politica” se io prendo un testo di storia dell’arte, materia di cui notoriamente non so una cippa, ci trovo una teoria che leggo supportata dai maggiori critici e la aggiungo a una voce: né vedrei una posizione politica diversa se facessi tutto ciò da anonimo. Altro conto sarebbe se uno modificasse senza dire qual è la sua fonte: ma già oggi una modifica senza spiegazioni e fonti viene (quasi) immediatamente eliminata, per non sapere né leggere né scrivere.
In definitiva, Wikipedia è costretta a basarsi sul metodo scientifico per ottenere il materiale da inserire al suo interno: se qualcuno pensa che “faccia scienza”, forse è meglio chiedersi se abbiamo la stessa definizione di “metodo scientifico” e in caso affermativo se l’ha applicato al proprio ragionamento… cosa certo non obbligatoria :-)
italici spammatori: www.italia730.it
Premessa: per quanto mi riguarda lo spam è UBE + UCE, dove E sta per email, U per unsolicited (cioè spedita senza che io ti abbia chiesto nulla), C per commercial e B per bulk, cioè inviata a molta gente e non solo a me. Che sia commerciale o no, quindi, non è importante. Ho deciso che se qualcuno pensa sia lecito mandarmi messaggi di questo tipo allora non ha il diritto di lamentarsi se io ne parlo: deciderà il lettore chi dei due ha ragione.
Il messaggio di oggi arriva da tal “giuliocesare carminati ” (ma me ne era arrivato uno un mese e mezzo fa da “francesco crisafulli messinasolidaleonlus@hotmail.it” che credo sia il vero nome dell’amichetto… anche se in siti come www.alfemminile.com trovate associato a quel sito una francescA crisafulli. Bisessuale?) e ha come titolo «INFORMAZIONE SOCIALE. Servizi fiscali gratuiti on-line. Ise,Red,730 e Unico 2012 H24». Ora, se voi vi fidate di uno che dice che fa INFORMAZIONE SOCIALE e che cambia nome come voi cambiereste maglietta, sapete dove andare per farvi fare i moduli delle tasse. Ma poi non venitevi a lamentare con me.
sentire i terremoti
Non ho sentito il terremoto di stamattina: stavo pedalando verso l’ufficio e i miei pensieri si concentravano sul non essere investito da nessuno. Non ho nemmeno sentito il terremoto di stanotte, che però aveva epicentro nel veronese… e infatti Anna che è lì per lavoro mi ha detto che lei invece l’aveva sentito bene. Quello che posso dire è che io stanotte mi sono svegliato intorno all’una perché Cecilia si lamentava: mi sono alzato, le ho dato un po’ di camomilla, lei ha continuato a lamentarsi e io ho mentalmente commentato “lamentati pure, che io intanto torno a letto!”.
Mi piacerebbe dire che Cecilia si è svegliata per il terremoto, ma la scossa è stata alle 0:54 e io mi sono alzato all’1:15. Quindi o ci sono voluti venti minuti perché io mi accorgessi di qualcosa – non impossibile, intendiamoci, ma poco probabile – oppure le due cose sono scorrelate.
Ah: gatte non pervenute. Avranno pensato che è comunque meglio un terremoto che i due duenni.
Il perché dei no ai referendum contro il Porcellum
Ieri sono state depositate le motivazioni della Consulta per la decisione di non ammettere i due referendum contro l’attuale legge elettorale. Siamo in Italia, e così a quest’ora la notizia non è già più nella homepage del Corriere, e galleggia a stento in quella di Repubblica. Si sa, la notizia era “referendum sì, referendum no”: il perché è pleonastico.
Come promesso, invece, due parole su queste motivazioni io le scrivo. Purtroppo non posso darvi il link alla sentenza 13/2012 se non dicendovi di cliccare qui e mettere 2012 nell’anno e 13 nel numero, perché il sito della Corte Costituzionale si aggiudica di gran lunga il titolo di meno internet friendly di tutta Italia: per dire, anche con la ricerca interna l’URL che ottengo è http://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do che ovviamente non dice molto. Vabbè: vediamo.
– La Suprema corte inizia a dire “noi in questa sede non possiamo decidere se la legge attuale è costituzionale o no”, e su questo siamo tutti d’accordo, almeno spero.
– Le due proposte, anche se non lo dicono esplicitamente, tendono entrambe ad abrogare del tutto la legge attuale, la prima direttamente la seconda togliendole il toglibile: e anche qua siamo d’accordo. D’altronde non si vede dove dovrebbe essere scritto esplicitamente, no?
– Occorre che «risulti una coerente normativa residua, immediatamente applicabile, in guisa da garantire, pur nelleventualità di inerzia legislativa, la costante operatività dellorgano», e quello lo si spera bene (anche se paradossalmente vengono citate a supporto due sentenze di ammissibilità di referendum, quelli a cui poi non ha votato nessuno)
– Ora però iniziano i miei dubbi. Per il primo referendum, il punto 5.2 afferma che «La tesi della reviviscenza di disposizioni a séguito di abrogazione referendaria non può essere accolta, perché si fonda su una visione “stratificata” dellordine giuridico, in cui le norme di ciascuno strato, pur quando abrogate, sarebbero da considerarsi quiescenti e sempre pronte a ridiventare vigenti.». A me (e a molti costituzionalisti che sicuramente ne sanno più di me) la cosa continua a parere strana: sarebbe forse concepibile nel caso di referendum per abrogare una legge che affermi nel suo ultimo articolo “ogni disposizione di legge in contrasto con il testo di questa legge è implicitamente abrogata”, ma in questo caso il Porcellum modificava solo parti del Mattarellum. Insomma, io non vedo quali potrebbero essere le «conseguenze imprevedibili per lo stesso legislatore, rappresentativo o referendario, e per le autorità chiamate a interpretare e applicare tali norme, con ricadute negative in termini di certezza del diritto». Né il riferimento alla sentenza 28/2011 parrebbe lecito: lì infatti si scrive che il decreto legislativo oggetto della richiesta di referendum «ha espressamente abrogato alcune preesistenti norme concernenti la disciplina in esame» . Nella legge Calderoli c’è un unico comma abrogato, il sesto dell’articolo 58 del D.Pr. 361/1957, che però non c’era già….
– Diciamo insomma che il punto 5.4, «La volontà di far “rivivere” norme precedentemente abrogate, daltra parte, non può essere attribuita, nemmeno in via presuntiva, al referendum, che ha carattere esclusivamente abrogativo, quale “atto libero e sovrano di legiferazione popolare negativa” (sentenza n. 29 del 1987), e non può “direttamente costruire” una (nuova o vecchia) normativa (sentenze nn. 34 e 33 del 2000)», mi sembra molto tirata per i capelli.
– Paradossalmente, rispetto almeno alla mia idea di due settimane fa, sono pienamente d’accordo con il motivo del rifiuto del secondo referendum. In pratica, cancellando solo i 71 « alinea cioè le frasi iniziali di ognuno dei commi oggetto della richiesta, che dispongono labrogazione o la sostituzione delle norme elettorali prima in vigore», si rischiava di avere delle doppie norme soggette poi a interpretazione. Insomma, non era un triciclo con le ruote sghembe ma un triciclo con due insiemi di ruote che si muovevano in direzioni diverse.
Commento finale? Continuo a pensare che la decisione sia stata molto politica, ma tanto non ci si può fare nulla.