Una notte la Sirius Cybernetics Corporation piazzò un tratto di binario lungo esattamente un chilometro su un percorso ferroviario di un pianeta vicino a Betelgeuse, bloccandolo strettamente ai due estremi. Purtroppo i tecnici non hanno tenuto conto che in quel pianeta le temperature durante il giorno sono molto alte, e il metallo del binario si allungò di due metri, alzando così le rotaie da terra. Riuscite a stimare di quanto si è alzato il binario nel suo punto più alto? È sufficiente dare una cifra significativa, come per esempio “5 millimetri” oppure “7 centimetri”.
(un aiutino lo trovate sul mio sito, alla pagina http://xmau.com/mate/problemi/p018.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì)
_Alice in Puzzle-Land_ (libro)
La Dover ha da poco ristampato, come sua abitudine a prezzo abbordabile, uno dei tanti libri di Raymond Smullyan, matematico noto per essere uno dei principali esponenti della corrente “esperti di problemi di logica”. In questa sua opera (Raymond Smullyan, Alice in Puzzle-Land : A Carrollian Tale for Children Under Eighty, Dover 2011 (1982), pag. 192, $12.95, ISBN 978-0-486-48200-2), come dice il nome stesso, Smullyan si ispira ai libri di Lewis Carroll con protagonista Alice: i problemi hanno pertanto come personaggi il Cappellaio Matto, la Lepre Marzolina, lo Jabberwocky, il Cavaliere Bianco, Humpty Dumpty e via discorrendo. Smullyan è delizioso e molto carrolliano nel testo: ma lo dice anche nel sottotitolo, “una storia carrolliana per bambini fino a ottant’anni”. Insomma è un piacere leggerlo anche senza darsi la pena di risolvere i problemi: questo va benone per uno come me che dopo un po’ si ingarbuglia nelle definizioni. Per esempio, la “logica attraverso lo specchio”, con la differenza tra quello che si crede esser vero e quello che è vero, dopo un po’ fa venire il mal di testa… A differenza dei classici libri smullyaniani che si occupano principalmente di quizzini logici, ci sono anche un paio di capitoli di “problemi per cui non serve l’algebra”, semplici problemi aritmetici che possono per l’appunto essere risolti con un po’ di attenzione e di conti ma senza dover scrivere un sistema di equazioni. Lettura insomma piacevole.
strani tempismi
-10%
Wile E. Coyote
In pausa pranzo stavo tranquillamente pedalando per andare a fare le commissioni, quando sento un TAC! TRATATTAC! sotto di me. Mi fermo e guardo. Uno dei catarifrangenti sui raggi delle ruote si era staccato da un lato – non ho ben capito come, nel senso che non è mica rotto. L’ho rimesso a posto, e sento un tictictictic. Mi fermo e guardo. Staccandosi da un lato a mo’ di molla, il catarifrangente ha tagliato di netto il filo del contachilometri.
Ecco, mi sono sentito come un aspirante acquirente dalla ACME: fortuna che non sono esperto e la reazione a catena con il lucchetto della catena che si impiglia nelle ruote e mi fa cascare non mi è capitata :-)
E questo da dove spunta?
Stavo aprendo twitter, quando al posto della usuale finestra mi è arrivata una pagina da un’improbabile URL http:// channel-survey-center.com / ?sov=123541 & id=20. La pagina mostrava solo un messaggio dall’ancor più improbabile testo
Lei è stato scelto a caso per partecipare al nostro 30 seconda indagine nazionale. Risposta ora per avere la possibilità di rivendicare un iPad 2 o iPhone 4S.
e l’unica possibilità possibile era cliccare su OK (oppure eliminare il tab :-) ) Il sorgente della pagina mostra un questionario:
Sei stato scelto nella regione di Rome per partecipare al nostro sondaggio annuale per visitatori. Richiederà solo 30 secondi del tuo tempo e migliorare l'esperienza dell'utente. Al termine avrai l'opportunità di vincere un
Macbook Air®, iPhone 4S®, o un iPad 2®.
Le tre domande erano:
– Sei maschio o femmina?
– DA DOVE DGT? (scherzo, era “Quanti video guardi in rete ogni settimana?”)
– Che cosa pensi delle pubblicità nel video?
Non mi preoccupa più di tanto l’italiano sgangherato, quanto la stranezza di questa finestra che si è aperta così al posto di quella di twitter (ripeto: al posto di, non come popup o simili. E avevo digitato direttamente twitter.com sul browser, quindi non posso aver sbagliato a cliccare su un favorito). Non ho visto nulla di particolare in rete su questo sito: ne sapete qualcosa? (ah, se volete rispondere voi al survey fate pure)
_Gli asparagi e l’immortalità dell’anima_ (libro)
A dire il vero, la mia edizione di questo libro (Achille Campanile, Gli asparagi e l’immortalità dell’anima, Rizzoli 1999 [1973], pag. 208, € 7.80, ISBN 9788817680431) è la prima edizione rilegata del 1973, che ho comprato nel marzo 1994 in un negozio di remainder: una serie di etichette avevano fatto lievitare il prezzo da 3500 a 22000 lire… e l’etichetta del penultimo prezzo di 16000 lire era comunque marcata Rizzoli, quindi non era stato accresciuto apposta per poi scontarlo. Ma bando alle ciance e passiamo alla recensione vera e propria.
Campanile aveva il suo stile inconfondibile, e anche in questi racconti tardi credo che bastino poche righe per capire che il testo è suo. Dal mio punto di vista, è un autore che io devo leggere a piccole dosi, perché dopo un po’ mi annoio: il formato a storielle autoconcluse da questo punto di vista è perfetto. Le storie mostrano la loro età, ma spesso sono ugualmente deliziose, come quella della vacanza sugli sci oppure del periodo antiquario passato da lui e sua moglie; a volte però la vena di tristezza che Campanile aveva già da trentenne è un po’ troppo forte e non viene nascosta dalla battuta umoristica. Ma come scrivevo Campanile è così: o lo ami o lo odi.
correre ancora
Layos mi ha mostrato questa infografica che illustra i tempi cronometrici per i 100 metri maschili di atletica leggera: sono indicati i record del mondo, i risultati olimpici e – il dato più interessante del lotto – la media dei tempi dei venticinque atleti più veloci in ogni anno. Perché quest’ultimo è il dato più interessante? Beh, semplice: un valor medio smussa eventuali casi particolari, e permette di verificare meglio l’evolversi di una situazione.
Dall’immagine si vedono subito molte cose. Innanzitutto – tralasciando il periodo precedente al 1900 in cui probabilmente i dati a disposizione erano pochi perché l’atletica non era così frequentata – i tempi sono mediamente calati tranne in alcuni casi nemmeno troppo peculiari: le due guerre mondiali, la guerra di Corea (quello sì che è strano, se ci pensate… è come se nel 1950 gli atleti stanutitensi fossero di gran lunga i migliori del mondo, e almeno alcuni di essi fossero stati richiamati nell’esercito), e il passaggio al cronometraggio elettronico. Ci sono due eccezioni alla rovescia: le Olimpiadi in altura a Città del Messico e il 1972, chissà come mai.
Ma merita anche accorgersi che dal 1996 al 2007 questa media è rimasta fondamentalmente costante. Non può essere “merito” dell’agenzia antidoping, che ha iniziato a operare nel 2000 (occhei, in effetti la media 1996-1999 è leggermente inferiore a quella 2000-2007, ma non di molto: potrebbe anche essere un caso). Poi è arrivato Usain Bolt, il triangolino del record del mondo è crollato, ma anche la media dei tempi migliori si è abbassata. Ecco: questo è il limite di un’infografica. È impossibile capire quanto del crollo dei tempi della media dei migliori sia causa di Bolt da solo, e quanto del resto degli atleti. Così ad occhio Bolt da solo potrebbe valere tra un terzo e metà della differenza, e questo cambia davvero la percezione della tabella.
Capite perché io e le infografiche non andiamo mica troppo d’accordo?