Non so se qualche settimana fa avete letto dei lamenti sui mancati incassi relativi agli ingressi nell’Area C (ex Ecopass) a Milano: le nuove stime per il 2012 si attestano a 25 milioni contro i 31-35 previsti.
Ci ho pensato un po’ su, ho riletto i dati forniti immagino dal Comune, ho anche aggiunto i mancati introiti per gli ingressi abusivi (tralasciando che basta che uno su quindici di essi paghi la relativa multa per rientrare in quella cifra) e il risultato è stato molto semplice: c’è meno gente che entra in centro, ci sono troppi permessi per entrare senza pagare, o una combinazione di entrambe le cose.
Bene: per la prima ipotesi, considerando che la tassa è per la congestion charge, non vedo perché bisognerebbe piangere perché un provvedimento è funzionato. Per la seconda ipotesi, invece? Beh, mi sarebbe piaciuto vedere nell’articolo anche una tabellina con il numero di autoveicoli paganti e non paganti, magari mese per mese. Però chissà: magari nella copia cartacea c’era un’infografica che non è stata riportata nella versione web, e io sono il solito malpensante.
Resta il solito problema: riempire un articolo di numeri non solo fa scappare il lettore medio che si atterrisce, ma spesso può servire a nascondere cosa succede. Parliamone.
Quizzino della domenica: Vecchi compagni di classe
Tre amici si ritrovano per il trentennale della loro maturità, e chiacchierano tra loro. Il primo dice “Ciascuno di noi ha un figlio, ma a nessuno di loro piace Douglas Adams come a noi! Peccato, perché quest’anno la somma delle loro età è proprio 42 anni” Il secondo replica “In effetti sì, anche se i vostri due hanno la stessa età, che è diversa da quella del mio.” Il terzo commenta “Come passa il tempo! Dieci anni fa la somma delle età dei nostri figli era solo 16 anni…” Quali sono le età (espresse come numeri interi) dei figli dei tre amici?
(un aiutino lo trovate sul mio sito, alla pagina http://xmau.com/quizzini/p044.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì.)
π day, versione approssimata
Se non vi siete ricordati di festeggiare il π day il 14 marzo, o se pensate che l’usanza americana di scrivere prima il mese e poi il giorno sia barbara, nema problema! Oggi è il 22/7, e 22 diviso 7 fa 3,(142857). Oggi è dunque il Giorno Approssimato di Pi Greco.
E poi diciamocelo pure: 22/7 è un’approssimazione migliore di 3,14. Teniamocela buona!
Minuzie
Sono andato a fare il pieno di benzina. Al distributore Eni c’era una discreta coda, un po’ meno dal mio lato perché arrivo da una traversa. Uscito, ho notato che il distributore TotalErg subito dopo aveva lo stesso prezzo (anzi, un millesimo di euro in meno al litro) ma era sconsolatamente vuoto. Eni si è fatta una pubblicità molto mirata.
Rientrando a casa, davanti a me c’era una Corvette argento, targata AA110BK. Ma la targa era albanese. Devo dire che guidava in maniera molto tranquilla.
_L’universo e la tazza da tè_ (libro)
Questo libro (K.C. Cole, L’universo e la tazza da tè – Verità e bellezza della matematica [The Universe and the Teacup], Longanesi 1999 [1998], pag. 265, € 15.49, ISBN 978-88-304-1541-6) è ormai dello scorso millennio, e per di più fuori produzione: destino abbastanza comune a buona parte dei libri, d’altro canto, il che mostra che ne scriviamo troppi.
Però in questo caso devo dire che è un po’ un peccato, perché il libro è onesto, ed evidentemente pensato da uno che matematico non è per un lettore che matematico non è. L’autrice è in effetti una giornalista scientifica, e il libro raccoglie vari saggi aventi come comune denominatore la matematica, o meglio l’esistenza della matematica. Ripeto: non si parla effettivamente di matematica, e non c’è traccia del rigore che uno si aspetterebbe da un’opera matematica; e questo probabilmente spiega la quantità di voti bassi che ho trovato nelle recensioni di amazon.com. Io dissento con quei voti: andrebbero bene per un libro di divulgazione matematica, ma qua stiamo parlando di un libro a un livello diverso, oserei dire di apprezzamento della matematica. Dal mio punto di vista è come lamentarsi che un libro che racconta l’aspetto delle creazioni dei grandi cuochi non abbia al suo interno le ricette…
Il libro è diviso in quattro parti: Dove la mente incontra la matematica, L’interpretazione del mondo fisico, L’interpretazione del mondo sociale, La matematica e la verità. I vari capitoli sono di qualità variabile: a me personalmente sono piaciuti molto quelli intitolati “amplificazione esponenziale” e “scala e misura di uomini e donne”, mentre “il segnale nel pagliaio” non è per nulla riuscito, nel senso che se uno non sa già di cosa si parla non riesce a capire nulla. Anche “l’onere della prova”, pur spiegando direi bene la differenza tra scienziati e giudici, mi pare un po’ perso in un qualche meandro, mentre “la matematica dell’altruismo” ha un titolo pessimo ma un contenuto interessante.
In definitiva il testo resta comunque interessante e valido, nonostante sia un po’ datato. Al solito scorrevole la traduzione di Libero Sosio, a parte un “La teoria DI tutto” a pagina 215.
irresponsabilità
Ci sono troppe cose da fare perché io riesca ad appassionarmi della querelle tra Il Fatto Quotidiano e il Presidente della Repubblica, quindi non sono andato a sfrucugliare fino in fondo. Però mi sembra che ci sia un problema di fondo.
Cominciamo dall’inizio: se le famigerate intercettazioni dove si sente la voce di Napolitano sono irrilevanti, queste dovrebbero non solo essere state distrutte ma non si sarebbe nemmeno dovuto sapere nulla della loro esistenza: questo sia se sono con Giorgio Napolitano che se sono con Maurizio Codogno oppure Silvio Berlusconi. Da questo punto di vista essere PresRep non deve contare nulla.
Ma passiamo al punto più generale: si può intercettare il Presidente della Repubblica? La Costituzione (articolo 90) scrive
Il Presidente della Repubblica non è responsabile degli atti compiuti nell’esercizio delle sue funzioni, tranne che per alto tradimento o per attentato alla Costituzione.
In tali casi è messo in stato di accusa dal Parlamento in seduta comune, a maggioranza assoluta dei suoi membri.
Credo concordino quasi tutti sul fatto che l’irresponsabilità del PresRep è una norma a sua garanzia, perché non rimanga ostaggio di chissà chi. Spero molti concordino anche che se l’ex ministro Mancino telefoni a Napolitano lo stia facendo non (solo) perché Nappy è un suo amico di lunga data ma anche perché è il Presidente della Repubblica, quindi sta implicitamente esercitando le sue funzioni: ogni riferimento a presunte nipoti di ex capi di stato è casuale. Mi resta però un dubbio: intercettare (pur senza andare a giudizio, anche perché comunque non sarebbero i giudici palermitani a poterlo fare) è equiparabile ad accusare? Io così sui due piedi direi di no, ma non essendo giurista né costituzionalista non ci metterei la mano sul fuoco. Voi invece che ne pensate?
Sanità milanese
I Dragomanni
Se andate a leggere su Wikipedia chi è un dragomanno, scoprirete che «negli antichi stati crociati fondati in Palestina era il funzionario addetto alle relazioni tra il signore franco da un lato e i Musulmani e le altre popolazioni indigene che si trovavano sotto la sua giurisdizione». Ma soprattutto scoprirete che l’origine del nome è dall’arabo targiumān, “interprete”.
Oggi però i Dragomanni sono un progetto nato alla fine del 2011 a opera di Daniele A. Gewurz insieme a un gruppo di colleghi traduttori, che intendono «curare, rivedere e pubblicare in forma di ebook traduzioni di testi fuori diritti, oppure di testi contemporanei i cui diritti per la lingua italiana sono stati ceduti al traduttore.» Una non-casa editrice, dove chi partecipa ha massima libertà di scelta su cosa tradurre e quanto farsi pagare l’ebook (senza DRM, tanto loro sanno bene che slucchettare un libro è banale) ma con una cura alla grafica – minimalista – e a tutto quello che in una traduzione normalmente non si vede. Non so se ci avete mai pensato, ma un traduttore letterario deve essere invisibile, e barcamenarsi ricordando la banale considerazione che due lingue non sono mai perfettamente sovrapponibili e quindi quello che suona bene nella prima può essere una schifezza nell’altra. Il traduttore non esiste, pensate a quante recensioni di libri stranieri avete letto senza che si parli di chi l’ha tradotto: qui per (ovvia) scelta il nome del traduttore in copertina ha lo stesso font e la stessa dimensione di quello dell’autore.
Il catalogo dei Dragomanni contiene al momento tre opere, che sono appunto contornate dal testo del traduttore che accompagna il lettore e spiega le sue scelte. Ho letto Il riparatore di reputazioni, ne parlerò sabato tra le recensioni: però posso anticiparvi che il mio amico Daniele ha fatto un lavorone non solo di traduzione ma in tutto il resto. (Si vede che è un matematico.)
Provate a dare un’occhiata: potete iniziare con L’uomo senza collo scritto da Melinda Nadj Abonji e tradotto da Roberta Gado, pubblicato gratuitamente in collaborazione con la casa editrice Voland, per cui Gado ha tradotto, sempre di Nadj Abonji, il romanzo Come l’aria.