Gioco per ferragosto: Duzzle!

Il gioco di oggi, Duzzle!, è stato scritto da Fernando Fiorenzano; lo trovate anche qui, e l’autore mi ha detto di avere una versione Android e una Windows.
Scopo del gioco, come spiegato nella finestra pop-up iniziale, è quello di rimettere in ordine crescente i numeri da 1 a 25 disposti in un quadrato 5×5. Quello che si può fare è spingere una riga o una colonna: un numero uscirà fuori dal quadrato e prenderà il posto lasciato libero dagli altri che si sono mossi. Più facile da vedere che da spiegare. Ci sono cinque livelli diversi, ciascuno con 24+1 schemi (l’ultimo è in realtà illimitato); i primi cinque schemi sono di allenamento, e se uno fa una mossa sbagliata questa viene annullata.

Ci sono alcune curiosità, tipo il fatto che nello schermo non sia indicato il tempo trascorso per giocare ma l’ora attuale (Fernando mi ha spiegato che lo ha fatto perché così non rischia di perderci troppo tempo…) e non ho problemi ad ammettere che le mie capacità logiche si fermano già alla seconda mossa. Però credo che per chi ami questo tipo di sfide a sé stesso il gioco non sia male!

Carnevale della matematica #76

[Carnevale della matematica]

“canta, canta nella luce”
(dalla Poesia gaussiana)

Benvenuti alla settantaseiesima edizione del Carnevale della Matematica! Essendo in agosto, anche se un anagramma di “settantasei” è “intasa testè”, non credo che questo post intaserà i vostri browser, anche se comunque c’è sempre parecchia roba. Iniziando al solito con le proprietà del numero 76, mi è toccato riconoscere che non è poi così interessante. È un numero automorfico (il suo quadrato termina con le stesse cifre del numero di partenza). È inoltre un numero telefonico: se abbiamo sei utenti telefonici A,B,C,D,E,F ed elenchiamo gli insiemi delle possibili chiamate che si possono fare in contemporanea, come (A-B), (A-C E-F), oppure la “non chiamata”, mentre (A-B B-C) è impossibile, troviamo 76 possibili casi. Ho infine scoperto che è un numero di Erdős–Wood. In pratica, esiste una lista di 77 numeri consecutivi, da a a a+76 tale che ciascuno di loro ha un fattore in comune con almeno uno dei due estremi della lista. Peccato che non sappia darvi un esempio: OEIS indica qual è il più piccolo numero iniziale possibile a solo per i precedenti numeri di Erdős–Wood, e quello per 70 è 13151117479433859435440 pari a 2·2·2·2·5·7·23·29·29·41·47·47·13405136047. Fortunatamente ci sono altre proprietà non-matematiche: 76 è il numero chimico dell’osmio, ma soprattutto il nome dei 76ers di Philadelphia. Poi il musical “The Music Man” finisce con la marcia dei 76 tromboni…

http://www.youtube.com/watch?v=eBQWsBiM5YY

Il tema di questo mese è “matematica estiva”, ma come sapete io non mi sono mai troppo preoccupato del seguire o no il tema, quindi presento la rassegna dei contributi di questo mese in ordine sparso. Iniziamo con Paolo Alessandrini che nella sua rassegna dei Premi Turing stavolta parla di Edsger Wybe Dijkstra: «colui che nel 1956 ideò il famoso algoritmo del cammino minimo che fa funzionare i nostri navigatori, ma che è noto anche per avere ideato l’algoritmo del banchiere e quello per analizzare espressioni matematiche in notazione infissa, per avere introdotto nei linguaggi di programmazione degli anni Sessanta i primi costrutti per la ricorsione, per avere proposto il concetto informatico di semaforo e per avere messo in guardia contro l’utilizzo del GOTO: e in quest’ultimo caso non si trattava di una campagna di sensibilizzazione contro la diffusione dell’alcolismo in Veneto :-)».

Spartaco Mencaroni e il suo Coniglio mannaro ci raccontano invece Il mondo ciambella, Come scrive Spartaco, «La matematica estiva? Può condurre a voli pindarici, che poi si traducono in “mondi”, del tutto frutto di fantasia (non si sa mai che qualcuno ci creda…) Però il mondo ciambella funziona, è plausibile, ha il suo equilibrio termodinamico, orografico, climatico. È popolabile, potete ambientarci tutte le storie che volete, inventarvi una storia, una cosmogonia (chi l’ha costruito?), cambiarlo, distruggerlo o farlo spazzare via da una supernova. O anche no, potete solo divertirvi a guardarlo. E scaricare l’infografica, naturalmente: per appenderla in camera». La parte matematica è naturalmente quella che racconta la struttura geometrica del pianeta (ma tanto il carnevale della fisica si è perso, e qui noi accogliamo volentieri i transfughi)

Leonardo Petrillo, per esempio, è uno che non si spaventa dell’estate. Su Scienza e Musica ha infatti scritto La risonanza: come lui stesso dice, «Trattasi di un corposo articolo di carattere fisico-matematico sul fenomeno della risonanza, fenomeno che può dar risposta a domande come: “Perché un bicchiere può rompersi sotto l’effetto di un’onda sonora? Come fanno i suoni prodotti dalle corde di un violino ad essere amplificati?”». Ma non preoccupatevi: c’è anche spazio per diverse curiosità inerenti alla risonanza e non solo!

L’estate ha fatto sparire Piotr Rezierovich Silverbrahms, così i Rudi Mathematici stavolta sono presentati da Alice Twain, che fa notare come «siamo in estate e si sa, che d’estate la matematica si fa in spiaggia e non sui computer». Citazione da Stephen Smale? Ad ogni modo, lasciamole la parola.
«Il PM del mese, che non manca quasi mai, stavolta è su pezzi di cerchi quadrabili, un miracolo di impaginazione di formule che senz’altro sono qui e là da correggere ma nessuno si è preso la briga. C’è poi un gioco, che nessuno ha ancora commentato, ma non si sa mai che qualcuno lo stia effettivamente giocando in spiaggia con i bastoncini dei gelati e tra qualche giorno si decida a scriverci; un Quick & Dirty con i quadrati, di quelli che fanno divertire tanto, ed in effetti… Infine la soluzione al problema del mese, uno dei migliori esempi del nostro modo caotico di proporre i problemi così che le soluzioni sono tutte diverse perché risolvono ognuna un problema diverso.»

Annarita Ruberto ci porta due contributi. Matematica in Egitto e in Mesopotamia, la segnalazione (ragionata) di un documento di Annette Imhausen, e Gregorio Ricci Curbastro, il gentiluomo padre della teoria dei tensori, una biografia del grande e per molto tempo misconosciuto matematico.

Dai Madd:Maths!, come al solito, c’è materiale per tutti i gusti, estivi o no che siano. Per la rubrica Madd-Spot abbiamo Errare è umano, perseverare è matematico; quanti sono i modi in cui è possibile “sbagliare”, mentre si fa matematica? Errori utili, errori impegnativi, errori belli, … Ce ne parla Emiliano Cristiani. Per L’Alfabeto della matematica, Corrado Mascia ci parla di un teorema matematico strettamente legato all’entropia: H come H-teorema. Stefano Pisani intervista il due volte medaglia d’oro Dario Ascari: Le Olimpiadi di Matematica stimolano la creatività. Nell’Angolo arguto abbiamo Il punto di vista di una giovane ricercatrice, ovvero tante considerazioni e nessuna conclusione: un “monologo interiore” di Alessia Violin, dottoranda nel settore della Ricerca Operativa, tra dubbi, entusiasmi, algoritmi e pause caffè creative. (E fidatevi: le pause caffè sono importantissime per la matematica!)

Zar ha pensato bene di essere estivo, e ci presenta Codici PIN di quattro cifre che potreste voler utilizzare.. Inutile dire che il primo codice è 0042. Continua poi con «la recensione di un libro di fisica (che quindi non c’entra nulla col carnevale della matematica, perché si sa che i fisici sono un po’ così), che però sottolinea una parte multidisciplinare, e cioè il capitolo “a cosa serve la ricerca pura?”, che ha a che fare anche con la matematica, e parla di una classica domanda universale da studenti: “proooof, ma a cosa ci serve questa roba nella vita reale?”». Il libro è “Particelle familiari” di Marco Delmastro, e come dicevo sopra noi matematici siamo così buoni che parliamo anche di fisica.

Annalisa Santi nel suo Matetango ci racconta di Meteo, matematica e…….farfalle: post «in tema con “Matematica estiva” anche se in questi giorni sembrerebbe quasi un paradosso visto che il tema presumerebbe l’esistenza della matematica e dell’estate. …..ma l’estate quest’anno pare proprio non arrivare mai!»

Da Zibaldone scientifico abbiamo tre contributi. Due vertono sui solidi più o meno regolari: I (noti) solidi platonici e I solidi ignoti (sui solidi archimedei); più storico – numerico invece Tartaglia, sull’omonimo matematico o se preferite sulle barzellette “politically scorrect”.

Gianluigi Filippelli ha post da due blog: in quello “calabrese”, Stipaturi, presenta due news. RoboCup Junior 2014: l’ITIS Monaco campione del mondo racconta di come la scuola superiore di Cosenza vince una delle categorie della RoboCup 2014 e sfrutta l’occasione per riscoprire un po’ di informazioni sulla logica fuzzy. Giuseppe Marino: il matematico calabrese più influente al mondo spiega che secondo la Reuters, che ha stilato un’apposita lista, uno dei matematici italiani più influenti al mondo è Giuseppe Marino dell’Università della Calabria. Su DropSea troviamo invece Matematica automobilistica: curve di Bézier e metodo della continuazione, due applicazioni della matematica analitica del XX secolo al mondo delle automobili; Dimostrazioni senza parole: differenze tra cubi, dove il titolo dice già tutto (e poi se la dimostrazione è senza parole che si può scrivere?); La curva di Carroll, per la serie dei Rompicapi di Alice, parla di una curva proposta (scoperta?) da Carroll in uno dei suoi tantissimi rompicapi.

Probabilmente sapete poi che molti di noi pazzoidi matematici abbiamo scritto degli ebook (per gli amici, “librini”) nella collana di 40k Altramatematica, che è tutto meno che roba pesante: non è insomma strano che tra i contributi “estivi”di questo mese se ne parli. Così Dionisoo, in Matematica sotto l’ombrellone, racconta della collana in genere e del suo “La Musica dei numeri”, mentre Paolo Alessandrini recensisce in La narrativa di “Altramatematica” i due librini di narrativa (matematica, sì…) usciti fino ad oggi, cioè “Partiton”, “Racconti matematici”, mentre Il calendario, la matematica e il Giorno del Giudizio che invece recensisce “Di 28 ce n’è 1”. Sì, siamo autoreferenziali, cosa che in matematica è assolutamente accettata, a meno di paradossi!

Come abitudine, termino con i miei post: non preoccupatevi, non sono molti. Sulle Notiziole abbiamo Statistiche per fare bella figura, una serie di valori statistici infilati in un articolo ma che non hanno in pratica nessun senso, e due recensioni: Kangourou dell’informatica 2013, i testi dell’edizione 2013 dei giochi di informatica per le scuole, e Chaotic Fishponds and Mirror Universes, un testo di Richard Elwes dove l’interconnessione della matematica si nota anche nella divulgazione. Sul Post, invece, c’è una pillola, La tua matematica preferita?, dove chiedo quali sono i temi matematici che vi piacerebbe vedere trattati in cinque minuti, e tre post: Numeri primi illegali, dove presento un esempio piuttosto divertent che mostra come le leggi che regolano la crittografia siano sempre difficili da far applicare al 100%; Divulgare è barare?, che era partito dicendo che non è facile trovare la giusta via tra semplificazione e correttezza e nei commenti ha preso tutta un’altra strada; Non solo Fields!, dove parlo degli altri premi assegnati dall’IMU.

Ricordo infine che il 14 settembre la settantasettesima edizione del Carnevale (nome in codice “all’alba melodioso”) sarà tenuta da Mr. Palomar e avrà come tema Matematica mostruosa, spaventosa, vertiginosa. Buona matematica!

mancate sinergie

Stasera, mentre rientravo a casa, ho visto due auto dei vigili ferme su viale Marche: una all’angolo con viale Zara e l’altra a quello con via Veglia. Non so bene che facessero, era un po’ tardi (18:05) per verificare l’eventuale esondazione odierna del Seveso, e comunque non ce n’erano su via Murat.
Però, già che tanto erano lì, non potevano mettersi a multare quelli che anche stasera parcheggiavano sulla pista ciclabile? (moto che la usavano non ce n’erano tante, ma non si sa mai). Ah, no: a dire il vero una delle auto era parcheggiata in un posto che tecnicamente non era pista ciclabile ma avrebbe comunque costretto il malcapitato velocipedista a scartarla andando verso il centro dell’incrocio. Insomma, non sarebbe sembrato serio da parte loro.

Sogni

Stamattina (verso le sei, quindi ormai avevo digerito il digeribile) ho sognato che c’era una specie di ritrovo condominiale come veglia funebre di qualcuno (ma in stile irlandese, niente lamenti). Poi sono uscito, ho preso un bus da cui però sono sceso due fermate oltre la mia e mi sono reincamminato verso strada. A questo punto c’è stato un sogno ricorrente (non solo mio): ho cominciato a volare, o meglio a camminare una decina di centimetri sopra il suolo – il che andava anche bene, perché non so come era pieno di neve.
Fin qua nulla di strano: la cosa più divertente è stata però che nel sogno ho pensato “toh, faccio quello che faccio spesso nei sogni. Però questa volta è diverso, essendo io sveglio” :-)

Robin Williams

Per me Robin Williams è sempre stato Mork, il buffo alieno protagonista della serie di telefilm Mork e Mindy. (Occhei, ai tempi magari ero più interessato a Mindy, ma soprassediamo). Ovviamente so bene tutti i film che ha fatto in seguito, ma non essendo un amante del cinema non garantisco di averne visti nemmeno la metà (e per quanto lui fosse stato bravo, L’attimo fuggente è un po’ una palla, diciamocelo).

Non sono capace a fare chissà quali analisi sociologiche sulla possibilità di cadere in depressione per qualcuno che per mestiere fa ridere la gente: resta semplicemente la tristezza, perché è come se i sorrisi che mi faceva fare fossero stati persi da lui. (E non rompete con la storia che gli davano tanti soldi per farci sorridere: si danno tanti soldi a tante persone che ci fanno solo piangere)

quizzino della domenica: che filosofo greco antico sei?

Il quiz di oggi, via Friendfeed, è Which ancient Greek philosopher are you?: dieci domande che dovrebbero tirarti fuori un risultato tra Socrate, Platone, Aristotele, Zenone… e Talete, che poi è stato il mio risultato: il giudizio in stile oroscopo è stato

You got Thales! Profoundly intelligent and ahead of your time, you face obstacles with a persistent and logical approach. You could argue your way out of anything with clear and concise logic, and you have a strongly scientific mind that pierces through the fog to find the heart of any complex situation. Your wit and nerve will take you very, very far.

Buon divertimento!

_I cavalieri del congiuntivo_ (libro)

[copertina]Erik Orsenna ha scritto una serie di libri per ragazzi dove racconta in maniera molto romanzata le bellezze della grammatica – e anche le possibili bruttezze, a dirla tutta. Questo libro (Erik Orsenna, I cavalieri del congiuntivo [Les chevaliers du subjonctif], Salani 2004 [2004], pag. 163, € 11, ISBN 978-88-8451-466-0, trad. Francesco Bruno) è il secondo della saga, dopo “La Grammatica è una canzone dolce” che non ho letto, il che significa che ho avuto qualche problema di comprensione: non basta certo una pagina di “riassunto della puntata precedente” per potersi immergere completamente nell’opera.
Il libro non è certo un capolavoro assoluto, e non so come possa essere considerato dal presumibile target di lettori, cioè i dodici-quattordicenni: però almeno per quanto mi riguarda sono state due ore (scarse) di piacevole lettura, tra le storie relative ai vari tipi di forme verbali personificate – e per fortuna italiano e francese sono lingue piuttosto simili, non oso pensare a cosa possa essere la traduzione in inglese. Dal punto di vista didattico direi che è un ottimo modo per farsi un’idea della diversità dei vari modi verbali; il cameo finale di Jorge Luis mi ha poi strappato un sorriso. Nota di plauso per la traduzione di Francesco Bruno: è vero che francese e italiano hanno una struttura grammaticale simile, ma questo non significa mica che si possa fare una traduzione letterale. Il fatto che non ci si accorga che il libro sia francese è assolutamente positivo!
Nota finale: spero nessuno si offenda se dico che le illustrazioni di Fabian Negrin mi hanno lasciato freddo.

Lettere al direttore e modelli dei trasporti

In questi giorni sono da mia mamma a Usseglio, e viste le mille attrattive del luogo capita che per fare qualcosa io mi compri La Stampa, il quotidiano torinese in grossa crisi di vendite e che ha appena alzato il prezzo di pubblicazione a un euro e mezzo. Oggi la pagina delle lettere al giornale era completamente dedicata ai commenti dei lettori su questo aumento: a prima vista c’era una perfetta alternanza tra pareri positivi (nel senso di “capisco la necessità”, non certo di “che bello!”) e negativi. Leggendo più attentamente, però, si poteva notare come le lettere a favore erano molto più argomentate di quelle contrarie; un lettore disattento avrebbe avuto l’impressione (subconscia, per giunta) che la bilancia pendesse dal lato dell’accettazione del fatto.

Le pagine locali poi sono state occupate per due giorni di fila dallo studio del Politecnico per rifare la rete di trasporti pubblici torinese. Premessa per chi non vive da quelle parti: il comune è in crisi nera e cerca di raschiare il fondo del barile, se non addirittura svendere il barile stesso. Leggendo la presentazione dello studio, si notano idee sensate in assoluto, come studiare la rete tenendo conto che a differenza dell’ultima ristrutturazione del 1982 ora c’è una metropolitana e ridefinire le fermate per ridurle e aumentare così la velocità commerciale; idee discutibili, come tagliare pesanemente il numero di linee complementari e non fare più entrare in centro le linee intercomunali ma farle terminare presso le linne di forza; idee pericolose, come ridurre la frequenza delle linee secondarie a una corsa ogni 20 minuti e farle terminare alle 21. Bene: queste ultime idee erano ben nascoste negli articoli di ieri e oggi si è persino citato un non meglio identificato studio comparato con città di tutto il mondo per dimostrare che a Torino si viaggia nel lusso. Il tutto naturalmente senza alcuna discussone sui coefficienti di riempimento dei mezzi pubblici, tanto per fare un esempio.

Diciamocelo, insomma: la Busiarda sta effettivamente cercando di aggiornarsi, e le bugie di oggi sono molto più sottili di quelle di un tempo…