Ho ritrovato dei pennarelli da whiteboard che ho comprato lo scorso millennio. Li ho provati: funzionano ancora perfettamente. Dovevo immaginarlo: sono marca Unix :-)
quali sono le differenze?
Premessa: questo post parte da quanto ho sentito stamattina al GR di Popolare Network, quindi potrei avere preso una fonte molto di parte.
Nel documento di programmazione economica e finanziaria sono previsti tagli alla spesa per gli enti locali di dieci miliardi di euro, altrimenti si dovrà alzare l’IVA come promesso a Bruxelles. Ma Renzi afferma “niente nuove tasse”.
La fiaccolata all’Aquila per ricordare il terremoto di sei anni fa è stata per la prima volta senza partecipazione del governo. Ma Renzi afferma “è perché noi agiamo”.
Entrando nel merito, sono anni che non capisco perché il governo centrale taglia i trasferimenti agli enti locali senza permettere loro di imporre nuove tasse, o meglio ancora perché prima non si decide qual è la parte delle tasse che va agli enti locali e non la si scorpora subito, così non ci sono più trasferimenti da fare. E non capisco perché il governo deve andare alla fiaccolata per ricordare che c’è stato un terremoto. Ma il punto non è questo. Il punto è che quattro anni fa avrei potuto scrivere le stesse cose, solo sostituendo al nome di Renzi quello di Berlusconi. Stessi identici slogan. Non mi importa se sono di destra di sinistra di sopra o di sotto; mi importa che non vedo nessuna differenza…
gioco per Pasquetta: Kuku Kube
Non so se questo gioco sia adatto ai daltonici (magari sì, sono cose che non conosco bene).
In Kuku Kube lo scopo è semplice: trovare il quadratino di colore diverso. Il problema è che la partita dura un minuto esatto, che il numero totale di quadrati cresce fino ad arrivare a 100, e soprattutto che la differenza di colore è sempre meno netta. Io ci ho provato tre volte, sono arrivato a 28, e ho deciso che il gioco non fa per me :-)
_Risolvere i problemi difficili_ (libro)
La collana Chiavi di lettura di Zanichelli presenta sempre delle ottime opere, leggere ma che danno un’idea di alcuni campi della scienza. Questo libretto (Tommaso Castellani, Risolvere i problemi difficili : Sudoku, commessi viaggiatori e altre storie Zanichelli 2013, pag. 160, € 12,90, ISBN 9788808173867) parte con esempi di due giochi non dico banali ma sicuramente piuttosto noti, come la Torre di Hanoi e il sudoku, e spiega il motivo per cui in matematica sono considerati “difficili”, introducendo il lettore ai temi fondamentali della teoria della complessità che poi vengono spiegati in modo più astratto. Ma la parte senza dubbio più interessante è quella della fisica dei sistemi complessi e a quella dei sistemi difficili, che vengono trattate nella seconda parte del testo. Il punto fondamentale dei sistemi complessi è che generalmente siamo interessati a scoprire cosa succede (e quando succede…) una transizione di fase, vale a dire un passaggio improvviso e a priori inaspettato da una situazione a un’altra. Quello che Castellani ci spiega è che in questi casi si ha tipicamente un’esplosione della quantità di calcolo necessaria a un algoritmo per trovare una soluzione (gli informatici parlano di algoritmi NP-completi); ma quel che è più curioso è che può valer la pena studiare non tanto il “cosa” quanto il “quando”, cioè scoprire per quali valori di un parametro descrittivo delle equazioni si arriva alla transizione di fase, per avere nuove idee su questi comportamenti. I temi sono naturalmente solo sfiorati, ma permettono comunque al lettore curioso di farsi un’idea di un campo della fisica contemporanea che non raggiunge le prime pagine dei giornali ma è nondimeno importantissimo.
I giornali e il prestito elettronico
Ieri – e immagino non fosse un pesce d’aprile – mi è arrivata una comunicazione dal portale milanese di MLOL (Media Library On Line, il circuito bibliotecario elettronico) che segnalava come Il Sole – 24 Ore ha sospeso la distribuzione elettronica del giornale alle biblioteche. Le voci dicono che «La ragione di tale sospensione sembra essere la contrarietà dell’editore all’accesso remoto degli utenti della biblioteca alla risorsa». Contemporaneamente il gruppo RCS ha deciso di modificare i propri abbonamenti elettronici «inserendo vincoli non compatibili con le esigenze e gli standard che dovrebbero caratterizzare i servizi di una biblioteca pubblica.». In pratica, oltre a non ammettere più di una lettura contemporanea per licenza (il che non è nulla di strano), RCS ha messo un vincolo al numero massimo di utenti diversi che in tempi diversi fruiscono della risorsa. Pensate a un libro cartaceo sul quale venisse scritto “dopo il trentesimo prestito bisogna aspettare un anno per poter di nuovo usufruire del libro”…
Confesso che io manco sapevo che MLOL avesse anche i giornali nella sua offerta (lo uso solo per gli ebook), ma vedo che la cosa sembrava avere un certo qual successo, tanto che alcuni editori non apprezzano la perdita di lettori dovuta alle biblioteche. Bell’idea, vero?
Edicole
Lunedì io e Anna siamo passati in via Frisi, e lei mi fa: “Hai presente l’edicola? Beh, non c’è più!” Io stavo guidando e non potevo certo mettermi a guardare. Stamattina però sono passato in bicicletta e ho notato che in effetti l’edicola non c’era più. E intendo proprio fisicamente: non era infatti u negozio, ma un’edicola nel senso etimologico del termine, cioè un chioschetto sul marciapiede che in quel punto è piuttosto ampio. Avevano anche riasfaltato il marciapiede, insomma un lavoro fatto bene.
Sono anni ormai che almeno a Milano le edicole stanno chiudendo: tanto per dire, quella nel mezzanino della metropolitana a Maciachini è serrata da almeno un anno. Ma il processo è generale: questo articolo dell’anno scorso di Silvia Pieraccini afferma che in dieci anni in Italia si è passati da 40000 a 30000 edicole. D’altra parte la gente compra sempre meno quotidiani, e nonostante continui la proliferazione di riviste su tutti i temi immaginabili – e anche alcuni inimmaginabili.. – ho il sospetto che alla pubblicazione non corrisponda un’effettiva vendita, tranne che per gli album di figurine dei Cucciolotti. Quello che mi sto chiedendo è se la cosa (a parte chiaramente per gli edicolanti) è un bene o un male. Hanno senso le riviste cartacee? Esiste un modello di rivista elettronica che permetta agli autori di guadagnare qualcosa? Boh…
Quizzino della domenica: la calcolatrice rotta
Barbara, mentre giocava con la sua calcolatrice a scuola, l’ha lasciata cadere a terra, e ora è praticamente rotta del tutto: a parte il tasto C che azzera il risultato funzionano solo tre tasti, uno che somma cinque al valore attuale, uno che somma sette, e uno che calcola la radice quadrata del risultato. «Ecco! – dice il maestro – Visto cosa hai combinato? Ora hai una calcolatrice inutile: non riesci nemmeno a scrivere il numero due…» Subito Barbara: «Certo che invece ci posso riuscire: guardi qua…» Qual è il minimo numero di tasti che Barbara deve schiacciare per ottenere 2 partendo da 0?
(un aiutino lo trovate sul mio sito, alla pagina http://xmau.com/quizzini/p167.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì. Problema di Daniel Finkel, da Numberplay
Leggere attentamente le istruzioni
Mentre pulivo lo spam qui sul blog, mi sono trovato tre messaggi che iniziavano così:
{
{I have|I’ve} been {surfing|browsing} online more thgan {three|3|2|4} hours today, yet
I never fouind any interesting article like yours.
{It’s|It is} pretty worth enough for me. {In my opinion|Personally|In my
view}, if all {webmasters|site owners|website owners|web owners} and bloggers
mqde good content as you did, the {internet|net|web} will be {much
more|a lot more} useful than ever before.|
A parte il “fouind” e il “mqde” che dovrebbero essere un modo per verificare se il post è stato effettivamente postato, è ovvio che quel testo è nato per essere istanziato in modo diverso tra i vari blog e quindi sfuggire alle grinfie degli antispammer. Però se non lo istanzi non è che funzioni così bene…