mi hai fatto piangere

Per quello che può valere la mia opinione, io sto con Alberto Biraghi, che nella vicenda di Angela Merkel e della ragazza palestinese piangente fa notare che la cancelliera ha scelto di seguire le regole ben conscia che da un lato se avesse detto “ghe pensi mi” avrebbe sicuramente migliorato la propria immagine, ma dall’altro avrebbe commesso un’ingiustizia nei confronti di tutti gli altri profughi che non sono sufficientemente telegenici da far parte del pubblico di una trasmissione televisiva.

17 comments

  1. “avrebbe sicuramente migliorato la propria immagine”

    In Germania??? Ma stai scherzando?? All’estero, in casa sarebbe stata una levata di scudi e l’avrebbero messa in croce (già c’è con Tsipras).
    Solo i tedeschi comunque fanno le genialate di invitare i futuri espulsi a presentersi davanti al cancelliere, per di più in tenera età. La ragazzina se lo porterà dietro tutta la vota. Due croci: una di essere palestinese, l’altra di aver incontrato la Merkel.

    • All’estero, ovvio. In Germania scommetto che non parlano nemmeno della storia.

      • Spiegel: danno la notizia senza commentare (me ne lavo le mani)
        Zeit: danno la notizia e (se capisco bene) sono d’accordo con la Merkel facendo notare che pur essendo nel giusto si rischia di perdere comunque (come per la grecia).

        (online, sui giornali non so).

        • Ah, dimenticavo: essendo la Germania stato egemone, della propria immagine all’estero se ne fotte, perdonami la franchezza. Impone la sua visione del mondo agli altri, mica cerca consenso. E’ un problema che non esiste se non in noi poveracci.

      • L’hanno data al telegiornale in prima serata. Il commento del giornalista era “ben gli sta” dal momento che non concede volentieri interviste con giornalisti indipendenti, preferisce fare teatrini preparati e questo era evidentemente praparato male. Qui naturalmente non si parla, per quello che ho notato, di quello che ha risposto. Non poteva rispondere altrimenti, se la regola è quella, quella è.

      • no, in germania ne parlano tantissimo (è estate anche qua).

        però nessuno incolpa la merkel di non aver detto “ghe pensi mi”, quanto di avere mostrato una volta ancora la sua scarsissima empatia. il punto è che in germania è appena stata approvata una nuova legge che da un lato concede il diritto di soggiorno con piú facilità (tra l’altro, con ogni probabilità la nuova legge si applicherà anche alla bambina palestinese in questione), dall’altro rende i rimpatri piú veloci. bastone e carota, ovviamente. si può discutere se la legge sia bilanciata o no, ma è davvero disumano il fatto che la merkel si sia concentrata sulla seconda parte, sul bastone (rimpatri piú veloci -> dissuasione -> i poveretti non devono tentare di venire in europa) proprio mentre rispondeva a quella bambina con quella storia.

        • non ci credo che i tedeschi si preoccupino dell’empatia della Merkel :-)

          • beh, certo. si chiama sindrome della botte piena e della moglie ubriaca.

  2. Esistono due tipi di “ghe pensi mi”: quello che dici tu (e sono d’accordo a considerarlo sbagliato) e quello con cui la Merkel si impegna a migliorare la situazione della ragazzina migliorando la condizione di tutti quelli come lei.
    La Merkel si dimostra estremamente egoista dicendo che non possono accoglierli tutti. In realtà possono a costo di rinunciare a qualcosa, ma non vogliono farlo.

    • @Fabio: presumibilmente possono accogliere tutti quelli *che ci sono adesso*, il che però non risolverebbe il problema esattamente come il prestito ponte alla Grecia non risolverà il loro problema.

      • Si, certo. Quelli che ci sono adesso. Che magari è gente che vive da anni in Germania e avrebbe enormi difficoltà a rifarsi una vita a “casa”. Per questa gente ci può stare un intervento ad personas, non credi?

        • il problema – che da quanto scrive CV è chiaro anche alla Merkel – è anche nella Grande Germania ci possono volere quattro anni per decidere se concedere o no asilo. L’unica soluzione logica che vedo è dire “se dopo X mesi non si è deciso, allora si fa Y”, dove Y può essere “restano” oppure “ritornano”. Ma in ogni caso si sta montando un caso globale sulle spalle di una singola persona.

  3. Per amore di verità, non hanno portato nessuno in nessuno studio. In Germania c’è in corso un’iniziativa che si chiama “Gut leben in Deutschland” (http://bit.ly/1JmAkkx la hp in inglese) in cui la cancelliera (e altri politici presumo) incontrano i cittadini su temi preventivamente scelti dai gruppi di cittadini. In questo incontro i temi scelti dai ragazzi della scuola coinvolta sono stati l’ecologia, l’inclusione/discriminazine e il diritto di asilo. Il video integrale dell’incontro dura 88 minuti e ci sono anche momenti buffi in cui si commenta l’abbigliamento della cancelliera, lei parla di cose personali ecc. L’incontro si svolge nella palestra della scuola ( si vedono i canestri sullo sfondo). La Merkel, sentita la vicenda della ragazzina, dice che situazioni come la sua, in cui per 4 anni nessuno decide sulla legittimità della richiesta di asilo, non devono più accadere e che è allo studio un procedimento per velocizzare questo tipo di richieste e che sarà anche possibile, una volta esaminate le richieste che qualcuna non verrà accettata e le persone dovranno tornare da dove sono venute. Le dice anche che i campi profughi del Libano così come l’Africa ecc sono pieni di persone in grave difficoltà e che accoglierli tutti è impossibile e che il ruolo della politica è anche agire a livello internazionale per fare in modo che nei paesi di origine venga ripristinata una situazione più vivibile. Lo sfogo emotivo della ragazzina lo vedo più legato all’esposizione, davanti alla telecamera e ad una persona importante, di aspetti molto personali della sua esistenza, non tanto al fatto che la Merkel dice che alcune richieste potranno non essere accettate. (detto fra di noi, la ragazza dopo soli 4 anni parla il tedesco in maniera spettacolare)

    • “Soli” 4 anni? I ragazzi imparano le lingue col metodo full immersion a velocità che noi poveri vecchi (ed ex ragazzi che hanno imparato dai libri) possiamo solo sognare.

      • Non mi pareva la parte rilevante del mio scritto comunque ribadisco che da zero a tedesco “akzentfrei” è una prestazione notevole considerando che è arrivata a 10 anni e che sicuramente vivere gran parte del tempo extrascolastico in una famiglia di lingua araba non è esattamente un full immersion.

  4. Il problema che nessuno ha sollevato (e nemmeno il Biraghi in fase presboconservatrice) è che la Merkel avrebbe il potere di “cambiare le regole”.

    Ma non lo fa.

    A preust

    Ntuniott

    • stai dicendo che la Merkel può convincere la maggioranza del Bundestag a cambiare le regole?