Dopo averci pensato un po’ su, ho forse capito perché Renzi abbia chiesto la fiducia anche alla Camera – dove in teoria i numeri li avrebbe tutti – per la Cirinnà.
Per quanto molto annacquata, la legge sulle unioni civili è l’unico provvedimento non legato all’economia che Renzi può riuscire a portare a casa, e se passasse anche solo un microemendamento e la legge dovesse tornare al Senato probabilmente non se ne farebbe nulla. Il PresConsMin è uno che la faccia ce la mette sempre, e ha un enorme bisogno di far vedere che ha fatto davvero qualcosa: da questo punto di vista le critiche di Gandolfini e il solito show pentastellato gli fanno solo comodo per ricompattare non tanto il partito quanto gli elettori PD in vista delle prossime amministrative.
Detto in altro modo: a me Renzi non piace, ma è l’unico vero politico (inteso come uno con una visione politica) che abbiamo avuto negli ultimi vent’anni.
conferenze per i matematici girelloni
Come dice Adam Atkinson, che mi ha segnalato queste due conferenze, «Lo so che TU non ti muovi, ma magari qualche tuo amico / collega / studente / lettore…»
Studenti no, tra i ventuno miei lettori magari c’è però qualcuno interessato.
MathsJam è la conferenza annuale britannica di matematica ricreativa; il suo organizzatore Colin Wright specifica che «This is effectively a private party being organised by me.»
RM17 è il quinto Recreational Mathematics Colloquium, e si terrà a Lisbona dal 28 al 31 gennaio 2017. Si definisce «a Show and Tell of bright pearls of Mathematics, with varied levels of sophistication, entertaining many audiences. Its main goal is to foster mathematical appreciation, an important step if we are to see improvements in the future generations.»
(no: come ben sa Adam, IO non mi muovo, sono troppo anzyano per queste cose…)
sono un pericoloso terrorista
Oggi in pausa pranzo ero in piazza Duomo, e mi sono detto “proviamo a passare dalla Porta Santa”. Non si può entrare in Duomo senza pagare il biglietto, ma una porta a sinistra è stata promossa a Porta Santa, immagino con l’ingresso a una minuscola parte della chiesa. Immagino, perché non sono potuto entrare. Nel mio marsupio avevo come al solito il coltellino svizzero, con il quale avrei potuto incidere le panche (come spiegatomi dai militari di guardia, a cui avevo detto “mica è una bomba”).
Tralasciamo banalità come il fatto che con le mie chiavi avrei potuto fare gli stessi danni. Immagino che a questo punto la stessa cosa capiti per i visitatori paganti del Duomo, e non è venuto in mente a nessuno di mettere un sistema di armadietti dove lasciare gli oggetti potenzialmente pericolosi, più o meno come fanno in tutte le banche. Grande idea, vero?
Spero che il buon Dio si accontenti del mio onesto tentativo :-)
l’effetto valanga di Facebook
La scorsa settimana era il mio compleanno. Io non amo che la gente mi faccia gli auguri “perché si devono fare”: quindi il mio giorno e mese di nascita su Facebook non sono pubblici. (Sono scritti sul mio sito, non è che siano segreti)
L’anno scorso mi sono trovato decine di auguri sulla mia bacheca Facebook, e finanche un messaggio di Facebook stessa che mi diceva “hai visto quanta gente ti fa gli auguri di buon compleanno?”. Quest’anno, seguendo xlthlx, ho impedito agli amici di scrivere sulla mia bacheca: potevano al massimo taggarmi. Il risultato è stato molto migliore: chi mi ha fatto gli auguri sono stati i pochi intimi.
Che significa tutto questo? Beh, immaginando che non sia capitato perché non ho cacciato soldi per Zuckerberg, e che lui non sia ancora riuscito a leggermi nella mente, posso immaginare che l’anno scorso, dopo che i primi miei amici avevano cominciato a rispondere “auguri anche da me!” al primo che aveva postato, l’ineffabile algoritmo ex-EdgeRank ha deciso di sua sponte che quel post era abbastanza importante da spuntare sulle bacheche di tutti i miei amici: da qui l’effetto valanga.
Ora passi per gli auguri di buon compleanno. Ma pensate solo al potere che ha Facebook per farci conoscere o nascondere le cose, e soprattutto farci divenire dei pecoroni in massa. Altro che la televisione.
Il M5S che non ci sarebbe
Oggi sta girando in rete questo articolo che afferma che il MoVimento 5 Stelle non parteciperà alle elezioni comunali del mese prossimo a San Benedetto del Tronto, così come in altri 1116 comuni sui 1368 che andranno al voto.
Dando per buoni questi dati, e pur riconoscendo che San Benedetto non è l’ultimo paesino, c’è qualcosa che non mi torna. Credo che se facessimo i conti col PD o con Forza Italia o con la Lega (ora che si presenta in tutta Italia) non otterremmo risultati così diversi: nei comuni piccoli – e in Italia ce ne sono davvero tanti – i candidati tendono a presentarsi nelle liste civiche, e non come emanazioni di partiti nazionali anche se diffusi come nel caso di M5S. E allora perché tutto questo cancan?
Quizzino della domenica: attraversare un fiume
Due ragazzi vogliono attraversare un fiume e andare sull’altra riva, ma hanno solo a disposizione una barchetta che può portare una sola persona. Non c’è nessuno nei paraggi su entrambe le sponde del fiume, e loro non sanno nuotare: eppure riescono entrambi ad attraversarlo. Come hanno fatto?
(un aiutino lo trovate sul mio sito, alla pagina http://xmau.com/quizzini/p200.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì. Problema classico, vedi anche Tanya Khovanova).
_Uncommon Mathematical Excursions_ (libro)
Ci sono temi matematici che sono seri, non necessariamente complicati, ma che per una ragione o per l’altra non si studiano mai a scuola e nemmeno all’università. Questo libro (Dan Kalman, Uncommon Mathematical Excursions : Polynomia and Related Reams, MAA 2009, pag. 279, $61.95, ISBN 9780883853412) ne raccoglie qualcuno, come per esempio la teoria sulle funzioni simmetriche e la risoluzione delle equazioni di terzo e quarto grado rivista alla loro luce. L’idea è insomma di riprendere questi temi e rileggerli con il senno di poi: astorico ma utile. Il testo è indubbiamente a livello universitario, e non tutti i temi trattati hanno lo stesso appeal: per esempio la parte sui moltiplicatori di Lagrange e il loro significato geometrico l’ho saltata a piè pari, mentre mi è piaciuta molto la parte sul calcolo infinitesimale senza infinitesimi e l’ultimo capitolo che parla dei “miracoli dell’analisi matematica”, che permette con relativamente poca fatica di ottenere risultati validi per il mondo reale e che sarebbero difficili se non impossibili da ottenere con tecniche finite. Ma se qualcuno è curioso e vuole capire meglio alcune tecniche che a scuola si insegnano a macchinetta il testo risulterà assai utile.
Solomon Golomb
Domenica primo maggio è morto Solomon Golomb. Sono abbastanza certo che molti dei miei ventun lettori l’avevano sentito nominare, essendo stato citato molte volte nei libri di Martin Gardner. La sua idea più nota è stata quella dei pentamini, i dodici pezzi distinti che si possono formare unendo cinque quadratini per i lati. Essendo Golomb anche un oculato amministratore, il termine “Pentomino” è stato tra l’altro da lui registrato negli USA. Ma Golomb ha anche ideato i righelli di Golomb, che servono per misurare distanze intere con il minor numero di tacche disegnate su di essi – e se vi sembra una cosa inutile, provate a costruire un array di ricevitori di onde radio che testino frequenze multiple di una frequenza data, cercando di risparmiare sui ricevitori.
Trovate altre notizie su di lui sul sito della John Hopkins University.