Fino all’anno scorso usavo ogni tanto Evernote come sistema per scrivere appunti a seconda di dove mi trovavo. Poi si sa come vanno le cose: un po’ scrivo meno, un po’ scelgo altri mezzi, un po’ mi scocciava l’implementazione web, e così l’ho lasciato decadere.
Ieri mattina stavo cercando degli appunti che ero certo di avere buttato giù lo scorso autunno e non riuscivo a trovare: mi è venuto in mente che forse erano su Evernote, ho preso il furbofono e ho lanciato l’app. Vedo per un attimo il file e poi mi appare uno splash screen che mi segnalava che come valued customer mi avvisavano sin d’ora che tra 29 giorni la versione gratuita avrebbe permesso di sincronizzare solo due device, e io ne avevo quattro. Dico ok, e mi viene chiesto immediatamente di scegliere i due dispositivi. Dei quattro, uno era il vecchio tablet, uno quello nuovo, uno il furbofono e il quarto un PC, dove evidentemente mi era capitato di aprire una volta la versione app. Nema problema: ho indicato come device il PC e il tablet, sono stato disconnesso e ho tolto l’app. Solo dopo tutto questo giro mi è arrivata una mail che segnalava questo cambio di policy.
Io non ho nessun problema ad accettare che Evernote cerchi di fare dei soldi col suo prodotto e quindi spinga gli utenti a fare un piano a pagamento. Mi sarebbe sembrato più logico mettere un limite sulla quantità o dimensione dei documenti, ma non sono io a decidere. Però non mi era mai capitato di venire a sapere della cosa in questo modo: una mail non la si nega a nessuno, no? Il problema non si pone, comunque: la prossima settimana sarò al PC, controllo quanta roba mi serve ancora, la salvo ed elimino l’account. Se non lo stavo usando da mesi direi che non mi serve :) (per dire, io continuo a scrivere sul mio palmare e trasferire i dati con una SD. Quello sì che lo uso sempre)
Braccialetti in silicone
È da un mese o due che mi ritrovo nello spam del blog una quantità abnorme di spam che pubblicizza un sito che vende braccialetti in silicone. La cosa che non capisco è perché lo spammatore non si è ancora accorto che il programma che usa contiene tante frasi fatte separate da una barra | e che non deve spedire tutto il pacchetto di frasi ogni volta. Ma quei programmi non arrivano con un manuale di istruzioni?
mi crolla un mito
Gli anzyani come me si ricorderanno di Fantastico 1987, quello con Celentano già sulla strada di essere il Re degli ignoranti che era stato inopinatamente messo a condurre la trasmissione regina del palinsesto RAI e che, al momento di spiegare il funzionamento del giochino abbinato alla trasmissione, si impappina; al che il funzionario RAI Bruno Gambarotta si alza, esclama “no, non è così!”, e rispiega tutto, guadagnandosi sul campo la qualifica di coconduttore e iniziando una nuova carriera dall’altra parte delle telecamere.
Ieri sulla Stampa Gambarotta ha rievocato l’episodio, rivelando che era stato distaccato appositamente a Roma per sei mesi (era appena riuscito a tornarsene a Torino) e soprattutto che Celentano gli aveva annunciato la sera prima che avrebbe fatto tutto quel teatrino (immagino perché non aveva voglia di studiarsi quel regolamento). Io sono un ingenuo, ma ci sono rimasto male :(
_La matematica da Pitagora a Newton_ (libro)
Questo testo (Lucio Lombardo Radice, La matematica da Pitagora a Newton, Editori Riuniti 2015 [1971], pag. 128, € 12,50, ISBN 9788864731636) ha quasi mezzo secolo. Eppure a mio parere è ancora una pietra miliare, e lo stile di Lombardo Radice è ineguagliabile, anche con tutti i suoi vezzi: da buon comunista, quando per esempio racconta del atto che gli Elementi di Euclide hanno avuto tantissime traduzioni, nella particolare classifica oltre alla Bibbia aggiunge le opere di Lenin…
Non si tratta né di un trattatello di storia della matematica né di un manualetto scolastico: a Lombardo Radice premeva molto più mostrare come la matematica sia (anche) opera dell’uomo e quindi non ci sia nulla di assoluto ma solo un insieme di regole scelte perché sono coerenti e utili. Credo che se gli studenti comprendessero questo concetto riuscirebbero molto meglio a barcamenarsi tra definizioni e teoremi.
Bongiorno e femminicidio
Oggi sulla Stampa (cartacea) c’è un articolo con un’intervista all’avvocato (o avvocata, scelga lei) Giulia Bongiorno che si lamenta perché il rito abbreviato “può consentire uno sconto del terzo della pena anche a chi ha ucciso una donna. È inconcepibile”. Bisogna dunque “istituire l’aggravante al delitto di genere in modo da punire i femminicidio l’ergastolo”. Termina ricordando che l’attenuante del delitto d’onore è stata abolita solo nel 1991; “direi che è arrivato il tempo di istituire l’aggravante d’onore per quegli uomini che non riescono ad accettare il rifiuto”.
Vabbè, lo sappiamo tutti che Bongiorno deve fare pubblicità alla onlus che ha fondato con Michelle Hunziker, e tutto fa brodo. Se quelle frasi le avesse dette la sua socia, non avrei nemmeno perso tempo a commentarle. Ma mi fa specie che una penalista di grido faccia finta di dimenticarsi che un quarto di secolo prima della sua abolizione il testo del delitto d’onore era stato dichiarato incostituzionale e quindi l’articolo era applicato anche se la vittima era di sesso maschile; e che faccia finta di non essersi accorta che in un omicidio tra ex amanti non è affatto detto che i due siano di sesso diverso.
Detto in altri termini:che cappero c’entra il genere in tutto questo? E non venitemi a dire che è perché la donna è più debole, perché sareste voi i sessista. D’altra parte, se il problema fosse solo quello basterebbe che la proponenda legge parlasse genericamente di partner più debole. Peccato che allora non si potrebbe più alzare alti lai contro “il femminicidio”…
Strani sondaggi
In questi giorni io e i bimbi siamo a Usseglio da mia mamma. Ieri mattina Google Rewards mi ha detto che c’era un sondaggio per me, di quelli geolocalizzati. Mi era già capitato di farne qualcuno, tipicamente dopo essere andato in posti tipo Ikea o Mediaworld. Stavolta però tra i posti indicati, alcuni se non ho visto male di altre valli, c’era anche l’albergo bar Rocciamelone dove in effetti passo spesso. (Mi pareva di aver tolto il WiFi dal telefonino, ma evidentemente non era così).
Rispondo, mi chiede se volevo dare un giudizio (certo che sì…) e alla fine mi accreditano la bellezza di 48 centesimi, mezzo caffè. Nel pomeriggio salgo come al solito a prendere il caffè e chiedo al figlio del proprietario se avevano fatto una campagna pubblicitaria con Google. No, mi risponde, abbiamo solo una pagina Facebook oltre al sito.
La domanda a questo punto sorge spontanea. Perché la Grande G dovrebbe dare soldi (briciole, occhei, ma comunque soldi) per chiedere informazioni sui locali? Che ci guadagna poi?
Musulmani in chiesa
Qui in montagna seguo poco Internet e guardo più la carta stampata: pertanto non so quale sia stato il risultato francese della proposta ai musulmani di appalesarsi domenica scorsa nelle chiese. La Stampa almeno aveva pagine e pagine su cosa era successo da noi, e soprattutto a Torino.
Premetto che certe iniziative, tipo la finta comunione con la distribuzione di pane agli ospiti, mi sono sembrate completamente fuori luogo, anche se animate dalle migliori intenzioni. E non so quanti musulmani signori nessuno hanno partecipato: le cronache parlano naturalmente degli esponenti che sono già da molto per il dialogo. (occhei, tra i signori nessuno c’era il mio amico Yagoub come da documentazione fotografica su Repubblica Torino)
Però credo che l’iniziativa sia stata una buona cosa. Io non penso esista l’islamismo moderato, proprio come non penso esista il cristianesimo moderato. Del resto, entrambe le religioni – oltre a sostenere di essere l’unica Vera Religione – tendono naturalmente al proselitismo, a differenza per esempio dell’ebraismo. Il punto è che la maggior parte della gente non pensa più che il proselitismo si ottenga con la forza, quanto piuttosto con l’esempio. E pur non essendo affatto un sincretista, ritengo che imparare a conoscersi sia davvero un enorme passo in avanti. Non devi rinnegare la tua religione, ma prendere atto che gli altri non sono diavoli. Ci penserà poi Dio o Allah a dare giudizi; se poi dopo la morte non c’è nulla le cose non cambieranno, se ci sarà YHWH o il FSM non cambieranno lo stesso, anche se in modo diverso.
Insomma, è stato bello vedere tutti mettere la faccia. Meno bello è stato vedere le critiche da parte di sedicenti Veri Cattolici e di prelati, ma Roma non è stata costruita in un giorno.
_Mental Gymnastics_ (libro)
Questa raccolta di problemi matematici (Dick Hess, Mental Gymnastics : Recreational Mathematics Puzzles, Dover Publications 2011, pag. 160, $6,95, ISBN 9780486480541) è di tipo molto variegato: la frase “most [puzzles] require a bit of perseverance” è, diciamo, un understatement: alcuni dei problemi secondo me si possono solo risolvere al computer. Ho apprezzato la scelta di accorpare i problemi dello stesso tipo in sezioni e il tentativo di indicare la fonte di tutti e 123 i problemi. (Tentativo perché spesso la fonte è sconosciuta: i problemi matematici nascono per generazione spontanea, mi sa). Aggiungete il fatto che Dover come sempre fa libri dal prezzo assolutamente irrisorio – nemmeno 7 dollari… – e capite che il testo non può mancare nella biblioteca di un amante dei giochi matematici.