Per i meno mattinieri

Essendoché oggi è il π day, c’è la possibilità che io parli del pi greco fuori dalla matematica a Radio3 Rai nella trasmissione Primo movimento (9:30). Parlo di possibilità perché ho sentito il conduttore mercoledì scorso ma poi non si è più appalesato…

Aggiornamento: (16:30) invece a quanto pare sarà stanotte, dopo la Manon Lescaut, quindi intorno alle 23:30.

Aggiornamento: (15 marzo) Il podcast è qui.

Solo per i mattinieri

Domattina, in un orario non meglio identificato tra le 7:10 e le 7:30, racconterò a Snooze (trasmissione di Radio Popolare con Disma Pestalozza e Alessandro Braga) qualcosa sulla vertenza Tim, cercando di non dire nulla per cui io possa essere citato a giudizio. Immagino ci sarà poi anche il podcast.

Un dubbio (quasi) esistenziale

Leggendo le violenze di sabato al corteo contro Salvini, che poi sono fotocopia di tanti altri casi – l’unica differenza stavolta è che c’era un legaiolo… – mi chiedo se quelli che vanno a picchiare, che tanto mi sa siano più o meno sempre gli stessi, lo facciano perché si divertono a farlo e sono abbastanza sgamati da togliersi quando i celerini rispondono, oppure sono dei poveri minus habens eterodiretti (in questo caso bastano due o tre persone, massimo cinque, per aizzarne duecento: non ci vuole molto quando c’è la massa)

Come avete notato, non penso affatto che sia stato Salvini ad assoldarli: non gli serve, è abbastanza furbo da sapere che c’è qualcun altro che fa il lavoro per lui.

Quizzino della domenica: finché la barca va

Ormai dovreste essere esperti di problemi nei quali è necessario attraversare un fiume con una barca che non può portare tutti contemporaneamente. Stavolta i viandanti sono i sei fratelli Fibonacci, e la barca ne può portare al massimo tre per volta. Chiaramente i fratelli hanno abilità rematorie diverse, e se sono da soli impiegano rispettivamente 1, 2, 3, 5, 8 e 13 minuti per attraversare il fiume. Se però sono in due, ci mettono un minuto in meno del tempo che sarebbe necessario al più lento della coppia, mentre se salgono in tre il tempo è quello del passeggero mediano (quindi se fossero 1, 5 e 8 ci metterebbero 5 minuti). Qual è il minimo tempo in cui il sestetto riuscirà ad attraversare il fiume?

(un aiutino lo trovate sul mio sito, alla pagina http://xmau.com/quizzini/p239.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì. Problema tratto da Varsity Math)

_Leggere, scrivere, argomentare_ (libro)

Questo libro (Luca Serianni, Leggere, scrivere, argomentare : Prove ragionate di scrittura, Laterza 2015 [2013], pag. 213, € 10, ISBN 9788858119310) non è un manuale vero e proprio, nonostante quello che potrebbe sembrare a prima vista. Possiamo definirlo più correttamente una sorta di eserciziario a uso degli insegnanti delle scuole superiori, visto che per ciascun brano proposto vengono date alcune possibilità di lavori da assegnare agli studenti e si segnala per quali scuole ed età è più adatto. Questo però non significa che il libro sia inutile per gli altri; Serianni infatti, con la sua prosa come sempre molto chiara, fa precedere gli esercizi da un’analisi molto accurata dello stile dei vari testi. Chiunque voglia scrivere qualcosa in più di uno status di poche decine di caratteri, insomma, può trarre utili consigli su come scrivere in maniera efficace, pur seguendo il proprio stile; e anche se non scriviamo nulla di pubblico ma ci limitiamo a leggere possiamo usare il libro per imparare a capire meglio gli editoriali e riconoscere tutto quello che “è nascosto in bella vista”, vale a dire la struttura del testo e come il giornalista ci porta alla sua tesi.

Facebook e le fake news

Avrete sicuramente letto che in questi giorni Facebook ha cominciato a testare la funzionalità di “segnalazione bufale”, che tanto clamore aveva suscitato all’atto del suo annuncio. Per il momento a quanto pare funziona solo per gli americani: almeno a me la pagina relativa di help mi dice “ciccia”. Leggendo però quanto scritto da Gizmodo concordo con loro: Zuckerberg ha fatto il miglior compromesso possibile. In pratica l’avviso è sulla singola notizia, e non su tutto il sito, e soprattutto si limita a indicare che la notizia è “disputed”, cioè controversa, e aggiungere le fonti che la indicano come tale. Devo dire che mi ha lasciato molto perplesso il fatto che tutto questo sia fatto da esseri umani: ero convinto che si potesse automatizzare praticamente tutto, anche considerato il fatto che se non erro la lista dei siti che sono stati scelti per controllare le notizie non è poi infinita. Tutt’al più mi sarei aspettato che oltre un certo numero di segnalazioni da parte degli utenti il sistema partisse per conto suo, e tutt’al più l’omino della situazione desse l’ok finale; ma leggendo il Post direi che non è così. Se questo non è possibile, vuol dire che i sistemi intelligenti non sono ancora poi così intelligenti nemmeno in un campo relativamente ben delimitato come questo; e tra l’altro i tempi di segnalazione si allungano parecchio.

Perché compromesso? Beh, semplice. Chi sceglie le terze parti che contestano un articolo è sempre Facebook, e così siti come RT possono criticare la cosa anche a ragione. Forse aggiungere anche la lista dei siti che ritengono reale la notizia aiuterebbe, perché almeno a prima vista ci sarebbe un certo qual equilibrio, ma qui si ritorna alla casella 1. Io non voglio che ci sia qualcuno che mi dica “questo è vero e quest’altro è falso”. Ma d’altra parte non ho nemmeno il tempo di informarmi su tutto a livello tale da riuscire a capire quando una notizia falsa-ma-ben-fatta è appunto falsa. È vero che almeno il 95% delle bufale su Facebook sono fatte così male che non ci vuole molto ad accorgersene, ma non è detto che in futuro sarà sempre così. Il risultato pratico è che dopo un po’ io comincio a ritenere un sito “affidabile”, il che è una cosa pericolosissima. Tanto per fare un esempio pratico, io spero di essere abbastanza affidabile quando si parla di matematica, ma sono totalmente inaffidabile se si passa alla fisica. Lo stesso capita per i siti: basta spostarsi appena un attimo dal loro core business, e prendono cantonate tanto quanto noi. Insomma bisogna continuare ad azionare il cervello (e probabilmente studiare un po’ di retorica per accorgersi dei trucchi usati nei testi, ma quello è in effetto più complicato). Vedere solo scritto “X e Y contestano la notizia Z” rischia di far passare automaticamente il concetto “Z è falso”, il tutto sotto il benevolente cappello di Facebook. Non è proprio possibile far fare un po’ di alfabetizzazione informatica, oltre a queste segnalazioni?

P.S.: Ho chiesto a un mio amico americano di copincollarmi il testo della pagina di help: ecco il risultato.

You may see that certain news stories are marked as disputed on Facebook. News stories that are reported as fake by people on Facebook may be reviewed by independent third-party fact-checkers. These fact-checkers will be signatories of the non-partisan Poynter Code of Principles. A story may be marked as disputed if these fact-checkers find the story to be fake.
To see why a news story was marked as disputed on Facebook:
Hover and click underneath the disputed story.
Click About Disputed Stories, or go directly to the independent fact-checking website.