L’obbligo dei vaccini

Io sono oramai abituato a vedere complottisti ovunque, e non ci faccio più nemmeno troppo caso: mi limito a dividerli in chi ci è e in chi ci fa. Non ho la capacità di rispondere ai secondi, che tipicamente hanno una conoscenza della retorica molto superiore alla mia, e non ho interesse di rispondere ai primi perché so che non ci guadagnerei nulla, come spiega la nota massima “non metterti a discutere con un imbecille: lui ti porta al suo livello e poi vince perché più esperto”.

Confesso però di essere rimasto perplesso davanti all’attuale crociata contro la nuova legge che rende obbligatori i vaccini. Trovo antivaccinisti insospettabili, e non riesco proprio a capire quale sia il loro ragionamento logico che li porta a fare questa scelta. So che non è la bufala dei vaccini che causano autismo. Forse è la richiesta di decidere da soli cosa sia meglio per i propri figli, cosa che andrebbe benissimo se non fosse per il piccolo fatto che non lo si decide solo per loro: come scrissi sul Post e poi ampliai in Matematica in pausa pranzo, i vaccini non possono dare una copertura al 100% e si basano su un equilibrio tra il minimizzare le possibili reazioni dei vaccinati e la probabilità di trovare il batterio o il virus in giro, e questa probabilità dipende dalla quantità di persone vaccinate.

Qualcuno saprebbe spiegarmi meglio? Astenersi pappagalli e perditempo.

15 comments

  1. Anche io non riesco a capire la questione e neanche il modo con cui viene affrontata. Vedo che mancano le osservazioni critiche che sarebbe corretto fare (es. se i progettisti di architetture di rete tollerassero le percentuali di rischio che sono normali in campo medico l’intero cloud mondiale sarebbe perso ogni 24h) e invece si sentono delle cretinate totalmente illogiche (es. la speculazione delle case farmaceutiche che vendono i vaccini… detto da chi crede in omeopatia e fiori di Bach…).
    Credo che i punti siano: – adorazione della pseudoscienza – disastro dell’attuale istruzione obbligatoria (e bambinizzazione forzata degli studenti) – necessità mediatica del nemico della settimana e reazioni conseguenti – tempo di concentrazione troppo limitato per impostare correttamente il ragionamento su problemi non banali.
    Insomma i vaccini sono solo uno dei tanti temi, con però direi una specificità nazional-pizzaiola che non riesco, pure questa, a capire.

  2. Secondo me tutto ruota attorno alla fiducia che si ha nelle istituzioni. Se non la si ha qualunque cosa ti obblighino a fare, compreso respirare, mangiare, bere e defecare, per te è un sopruso.
    Del resto da un lato c’e’ una battaglia di civiltà a favore della libertà di cura e del fatto che uno possa disporre liberamente della propria vita fino all’atto estremo dell’interromperla e dall’altro c’e’ quello di darti una “cura” per di più preventiva che devi prendere quando nemmeno sei malato.
    Effettivamente c’e’ da aggiungere che per le menti più semplici il concetto di immunità di gregge oltrepassa il comprensibile.

  3. la sensazione che ho è che sia emersa l’idea che ci sono dei gran bei soldi da fare ad aggrapparsi a queste associazioni di disagiati.

  4. Alberto Angela sabato scorso (20/05/2017 – 21:10) ha spiegato con gran dovizia di particolari tutta la faccenda dei vaccini. “Nemici invisibili.” E così, con il titolo, ha già risposto a tutte le nostre domande: gli antivaccinisti pensano “non si vedono, quindi non esistono”.

    Ha iniziato ricordando che oggi le epidemie sono tutt’altro che scomparse, in particolare nei paesi a rischio in quanto non possono permettersi i vaccini, e ha parlato di come era già facile 700 anni fa per le malattie viaggiare, trasmettersi in tutto il mondo, figurarsi oggi che abbiamo aerei e quant’altro.

    Ma è tutto inutile: l’unica cosa che gli antivaccinisti hanno sentito, in tre ore di Ulisse, è “Pasteur ha mentito alla comunità medica, falsificando l’autopsia della persona morta dopo aver preso il vaccino”. Che poi non è vero, ma che importa.

    • In gran parte condivisibile, se non per la solita vaccata scientista “Non vorrei sembrare arido, ma qualche ora in meno di latino/greco/arte/religione/musica e qualche ora di spiegazione del metodo scientifico secondo me non sarebbe una tragedia. Insegnare come funziona il fottuto metodo scientifico che ci ha fatto arrivare a far atterrare un fottuto robot su una fottuta cometa, no?”. Come se il latino/greco/arte/religione/musica fossero meno utili (anche la propria lingua è utile, così come la bellezza e la propria salvezza) della scienza.

      • E’ la solita storia. Da quando la cattedra non è più di “medicina e filosofia” ma solo di “medicina” lo studio e la produzione ottimale dello Zyklon B, dell’iniezione letale per il condannato a morte o dell’arma contro le manifestazioni di piazza sono solo problemi che un medico ben istruito può risolvere in modo da garantire il risultato più gradito al committente.

        Comunque sembra che l’idea della fiducia nelle istituzioni come origine del problema vaccini sia una buona pista per spiegare la specificità nazional-pizzaiola che resta uno dei grandi nodi di incomprensibilità della vicenda vaccini. (Intanto aspetto fiducioso che le istituzioni belghe distribuiscano anche agli expat le pilloline di iodio da prendersi comodamente in caso di incidente alle centrali nucleari locali o vicine e ho fiducia che non saranno troppo amare).

        • Però la facoltà è ancora di “medicina e chirurgia”: non oso immaginare i bubbosi complessi dei chirurghi nel non essere considerati pienamente medici!

          Le istituzioni belghe sono al momento troppo indaffarate a rendere accettabile la scelta di sopprimere le “persone improduttive”, senza mettere troppo l’accento sul lato economico, che pare brutto…
          Sull’amaro non sottilizzerei: il caro vecchio cianuro non ha mai deluso nessuno, eppure lascia un sapore decisamente acre, oltre all’odore di mandorle amare, che ai più piace.

  5. se il problema è davvero la fiducia in chi ci governa scesa ai minimi termini, mi sa che la copertura vaccinale è l’ultimo problema – via, facciamo uno degli ultimi.

    • Il problema della fiducia esiste eccome, ma non contro il governo, ma contro la tecnica e la scienza stessa, o meglio, contro chi le implementa.

      E’ un poco come le Olimpiadi: che uno corra per sport non ci crede più nessuno, si corre per i soldi. Allo stesso modo scienziati e tecnici non fanno quello che fanno per la scoperta, ma per soldi. In campo farmaceutico ci sono infiniti esempi di questo tipo, tipo quelli che comprano ditte che fano medicinali rari e dopo alzano i prezzi in maniera del tutto artificiale per lucrarci sopra. Alla fine passa (non completamente a capocchia bisogna riconoscerlo) il concetto “mi vogliono solo fottere i soldi”.

      La frase più corretta in questo caso è “mi vogliono anche fottere i soldi” ma anche migliorare la salute comune, cosa che trovo giusta e condivisibile.

  6. Io a volte non riesco a replicare con validi argomenti.
    A volte per mia ignoranza: mi è stato fatto presente che c’erano vaccini contenenti mercurio che venivano continuati ad usare nonostante fossero stati ritirati dal mercato. Poi ho visto che non era proprio così, per vari motivi, ma al momento della discussione era una storia che non conoscevo e quindi non sapevo cosa dire.

    A volte invece perché i dubbi non sono così assurdi: perché rendere obbligatori i vaccini per malattie tutto sommato innocue (e.g. varicella) oppure molto geolocalizzate (meningite C)? Sono un costo per lo stato e, come qualsiasi altro medicinale, possono avere effetti collaterali anche gravi (molto improbabile, ma pur sempre possibile).

    Ovviamente non so dire se le complicazioni della varicella siano più gravi/più frequenti delle complicazioni da vaccino…

    E poi c’è sempre quello che dice Layos: se ci sono state leggerezze da un lato, non vedo perché non ce ne possano essere dall’altro.

    • @Fabio: in questi casi la risposta non può che essere “fonti?” Alla peggio, se tu non hai fonti per le tue affermazioni, il discorso muore lì, il che non è detto sia un male.
      Per quanto riguarda la varicella, le complicazioni si direbbero per gli adulti: l’idea del vaccino è quello di debellare il virus, che si trasmette solo tra umani.

  7. Ma il problema non è logico, è emotivo. L’essere umano non è in grado di valutare in modo obiettivo i rischi, specie quelli piccoli e remoti. Non a caso nessuno ha paura di prendere l’auto e molti hanno paura dell’aereo. Lo spiega bene Schneier in Beyond Fear. Poi c’è il problema della perdita del controllo (altri che si prendono cura della mia salute) e la fiducia ai minimi termini delle varie istituzioni coinvolte (politici, medici, eccetera). Non è poi così difficile diventare antivaccinisti.