Anna ha comprato un libro per lavoro (L’arte di cambiare : Pratiche di leadership orizzontale per la business transformation di Adriaan Bekman, edizioni GueriniNext). Fin dall’inizio si è trovata davanti a una prosa francamente incomprensibile: ecco per esempio la terza frase dell’Introduzione.
Ma non siamo per niente disponibili a osservare in chiave critica al modo di lavorare che abbiamo in queste persistenti questioni di cambiamento.
(Immagino che sia il modo di lavorare, ma non ci giurerei). Siamo andati a guardare il colophon per scoprire chi era il traduttore… e non l’abbiamo trovato. C’è solo la sibillina frase “Revisione di traduzione: Alessandra Scala e Flavio Fabiani”; quest’ultimo ha poi anche scritto la prefazione.
Tralasciamo un attimo la qualità di tale “revisione”: se è pur vero che anche il grande Omero ogni tanto sonnecchiava, si spera che nessuno entri in catalessi a metà della prima pagina. La mia curiosità è un’altra. Chi è stato allora a tradurre? Anna ha suggerito “Google Translate”, e potrei anche essere d’accordo con lei. Un’altra possibilità che mi è venuta in mente è che il testo sia stato direttamente tradotto da Beckham, il che perlomeno spiegherebbe la mancanza del nome del traduttore che deve essere presente per legge. Se qualcuno che parla neerlandese conferma che il verbo osservare regge il dativo, l’ipotesi acquisterebbe forza. Avete altre idee?


In questo libro (William R. Shea,
Stamattina Anna ed io abbiamo visto questa “rivista trimestrale di scienza indipendente” in edicola, vicino alle riviste di scienza “dipendente”. Per serendipity mi è capitato di vedere un link della rivista postato su Facebook da un mio contatto, così sono andato a cercare in rete e ho scoperto che è arrivata al
Nella collana del Corriere sui grandi scienziati, questo libro (Mattia Monga, Turing, Corriere della Sera – Grandangolo Scienza 2017, pag. 253, € 6.90) è dedicato ad Alan Turing, e fortunatamente curato da un informatico come Mattia Monga. La figura di Turing è infatti abbastanza nota anche al grande pubblico, per via del progetto Enigma e del test di Turing, oltre che per il suo suicidio; il guaio è che però la sua storia rimane solo romanzata e non ne emerge il suo ruolo fondamentale nella nascita di una scienza – l’informatica – che è una strana fusione tra pensiero teorico e applicazioni pratiche, proprio come era la figura di Turing. Tutto questo è raccontato nelle pagine centrali del testo, mentre la parte finale comprende alcune pagine originali delle sue opere con i commenti relativi. Insomma, un utile strumento per avvicinarsi non tanto ai concetti dell’informatica quanto alla sua filosofia di base.