La legge elettorale proposta da YouTrend

Quando stamattina ho visto che YouTrend ha preparato una proposta di legge elettorale (occhei, l’ha proposta due settimane fa, ma non è che io sia sempre sul pezzo) mi sono detto “sarà la solita schifezza”. Poi sono andato a leggerla e mi sono dovuto ricredere.

Nella loro proposta, in entrambe le camere si vota metà con il maggioritario e metà con il proporzionale: 309 collegi alla Camera e 154 al Senato. I primi sono anche stati presentati, i secondi che io sappia no. La scheda sarebbe unica, simile a quella delle elezioni del sindaco nei grandi comuni: in ogni collegio sono indicati i candidati all’uninominale, con le liste collegate, e quelli al proporzionale. Non esiste nessun concetto di scorporo: l’unico “passaggio di voti” si ha se si indica solo una preferenza di lista nel qual caso il candidato uninominale corrispondente prende il voto, mentre non è vero il viceversa (un voto solo a un candidato uninominale non viene assegnato a nessuna lista); è anche possibile il voto disgiunto. Nella parte uninominale vince chi prende più voti, non c’è il doppio turno; in quella proporzionale si ha un proporzionale puro su base nazionale alla Camera (metodo Hare, quindi quozienti interi e i seggi non assegnati vanno a chi ha i resti più alti) e su base regionale al Senato (Hare modificato, perché occorre aver avuto almeno un seggio come quoziente per accedere alla ripartizione dei resti).

La “dimenticanza” che io vedo nella proposta è il non avere esplicitato l’impossibilità di candidarsi in più collegi nella parte proporzionale (e magari anche in un maggioritario, giusto per fare l’en plein). Per il resto, mi pare un buon compromesso per tenere insieme una rappresentanza popolare con un’attenzione al territorio. Che il tutto funzioni in pratica in un contesto fondamentalmente tripolare non lo so, ma tanto non è che le altre alternative siano così migliori… a meno naturalmente che non si scelga il modello “enorme premio maggioritario a chi arriva primo”. Voi che ne pensate?

_Behind the Mask_ (ebook)

[Ho ricevuto il libro con il programma Early Reviewers di LibraryThing]

L’idea alla base di questa antologia di racconti è semplice: cosa fanno i supereroi (e i supercattivi…) quando non stanno facendo il loro lavoro? Potreste dire che già dai tempi dei supereroi Marvel – L’Uomo Ragno è il primo che mi viene in mente – si parla anche della loro vita normale, ma almeno per come la vedo io quello è solo lo sfondo per far risaltare meglio le loro avventure. In questa antologia (Tricia Reeks e Kyle Richardson (ed.) Behind the Mask : A Superhero Anthology, Meerkat Press 2017, pag. 290, € 5,99, ASIN: B01MDMXV6F) i superpoteri sono lo sfondo, e possiamo leggere racconti sui problemi di andare a fare la spesa senza essere riconosciuti, di avere l’Alzheimer, o anche di scoprire come e perché i supereroi non ci sono più e sono rimasti intrappolati nei fumetti.

Tra i venti racconti non me ne sono per nulla piaciuti solo due, il che è un grande risultato per un’antologia. Quelli che mi sono piaciuti di più sono Destroy the City with Me Tonight (Kate Marshall), Pedestal (Seanan McGuire), As I Fall Asleep (Aimee Ogden), Inheritance (Michael Milne), Quintessential Justice (Patrick Flanagan), Salt City Blue (Chris Large), The smoke means it’s working (Sarah Pinkster), The beard of truth (Matt Mikalatos), Over an Embattled City (Adam R. Shannon). In definitiva, un libro da leggere (se vi piacciono i supereroi, ovvio!)

Quizzino della domenica: famiglia media

L’età media dei componenti di una famiglia (padre, madre, e alcuni figli) è di 20 anni. Se non contiamo il padre, che ha 40 anni, l’età media scende a 15 anni. Quanti sono i figli in quella famiglia?

(un aiutino lo trovate sul mio sito, alla pagina http://xmau.com/quizzini/p250.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì. Problema tratto da Mind Your Decisions)

_Kon-Tiki and I_ (libro)

Quello del Kon-Tiki è stato un progetto per dimostrare la possibilità tecnica di raggiungere le isole della Polinesia partendo dalle coste del Perù con una zattera, sfruttando le correnti oceaniche: un “mostra e dimostra” all’ennesima potenza. Erik Hesselberg è stato uno dei marinai della spedizione, e ha scritto questo libro (Erik Hesselberg, Kon-Tiki and I ,Harcourt Brace 1994 [1951, 1970], pag. 71, ISBN 9780153022555), in un inglese molto semplice e quindi adatto per i bambini. Devo confessare che nonostante i simpatici disegni dell’autore io non sono riuscito a trattenere i miei settemezzenni leggendogli e traducendogli in tempo reale il libro: è un peccato, perché credo che proprio perché è una storia vera sia qualcosa di importante. Ad ogni modo anche i grandi lo possono trovare una lettura piacevole.

vento

I terrazzi di casa nostra sono regolarmente spazzati dal vento anche quando non sembra essercene: figuriamoci in giornate come oggi dove il vento si sente già per strada. Per evitare che le piante ci caschino sempre per terra, abbiamo preso del filo ritorto di quello usato nelle barche a vela e ho legato le piante più grandi, bloccando il filo con un fermo. (Per i vasi nel balcone della cucina ho direttamente bucato il vaso che tanto è di plastica per assicurarmi che il tutto tenesse).
Stasera l’acero è stato sbattuto giù dal vento. L’ho risollevato e ho guardato il filo: era spaccato. Lo rimetterò doppio, ma ho come il sospetto che ci sia comunque qualcosa che non va.

Chi legge ancora ebook?

Leggo dalla BBC che il mercato degli ebook nel Regno Unito è calato del 3%, a 538 milioni di sterline (per dire, in Italia nel 2015 il fatturato degli ebook è stato 51 milioni di euro…); il tutto mentre il mercato complessivo (interno) è cresciuto del 6% a tre miliardi e mezzo di sterline.

Sarà davvero un’inversione di tendenza, oppure c’è finalmente stato un taglio nei prezzi degli ebook che in certi casi erano praticamente gli stessi dell’edizione cartacea?

geolocalizzazione molto precisa

Da un po’ di tempo i distributori automatici del caffè e delle merendine nella sede del nostro ufficio hanno un adesivo con un QR code e il logo dell’Agenzia delle entrate. Stamattina ho provato a scansionare il codice e mi è apparso un link a ivaservizi.agenziaentrate.gov.it. Fin qua nulla di male. Quello che è un po’ più interessante è che nel link, “Dettaglio Stato Fiscalizzazione Dispositivo”, sono anche indicate le coordinate di geolocalizzazione:

Latitudine: 45.4777477
Longitudine: 9.1936843

(dove sia il mio ufficio non è un segreto, quindi posso lasciare i dati espliciti).
Facendo un po’ di conti spannometrici, un grado di latitudine corrisponde a circa 111 km. (Alla nostra latitudine, un grado di longitudine sono meno di 80 Km). Avere sette cifre decimali significa una precisione di circa un centimetro. Evidentemente vogliono controllare se qualcuno scuote il distributore che non ha fatto cascare le patatine. Peccato manchi la terza dimensione, per vedere se il pavimento ha ceduto e il distributore è finito al piano di sotto…

Alitalia (tanto per cambiare)

Non ho seguito abbastanza la vicenda Alitalia per sapere perché i dipendenti abbiano votato contro la proposta di accordo. O meglio: capisco che l’accordo fosse molto penalizzante, ma non credo che l’alternativa sarà così migliore, soprattutto perché gli scioperi favoriscono Alitalia. Quello che fa specie è che in teoria questa sarebbe la “parte sana” dell’azienda, dopo il taglio del 2008, quando Silvio B. è riuscito a fare la peggior porcata della sua carriera politica senza nemmeno essere al governo in quel momento. Spero solo che chi ha votato no non aspetti l’ennesimo aiuto di Stato.

L’unica cosa che mi preoccupa è che dopo anni e anni in cui non ho avuto bisogno di volare, tra un mese dovrei andare in Calabria. Sarà meglio che cerchi un biglietto del treno?