Osservatorio spam

Anche sotto ferragosto lo spam sul blog non molla, forse perché all’estero non sono così fanatici dell’Assunzione della Beata Vergine Maria. Gli amici de braccialetti di silicone che non hanno ancora capito come si usano i programmi per spammare a destra e a manca ci sono sempre; segnalo però la new entry sulle terapie “dimmostrate clinicamente” per evitare la dialisi. Siate i primi a saperlo.

_Cartesio : La magia dei numeri e del moto_ (libro)

In questo libro (William R. Shea, Cartesio : La magia dei numeri e del moto [The Magic of Numbers and Motion], Bollati Boringhieri 2014 [1991], pag. 432, € 16, ISBN 9788833925257, trad. Nicoletta Sciaccaluga) William Shea racconta con dovizia di particolari (decine e decine di pagine di note) il pensiero cartesiano sulla fisica: matematica e filosofia insomma non appaiono se non come digressioni ancillarie, importanti – Cartesio ribadisce che il suo pensiero è univoco, e non si può eliminarne una parte lasciando in piedi il resto – ma che restano appunto digressioni. Seguiamo così i primi anni con gli studi dai gesuiti e le prime sue scoperte, come la legge della rifrazione, e i vari testi e lettere prodotti negli anni. Dalla lettura si scopre come Cartesio fosse un bel furbone, pronto a pensare solo al suo vantaggio e a condire con tante belle parole ed esempi dei ragionamenti che non erano sempre così precisi quanto lui voleva far credere. Non si deve sminuire il suo apporto, intendiamoci: è stato fondamentale nell’allontanarsi dalla scolastica, per esempio. Però bisogna prendere con le pinze quello che dice! La traduzione di Nicoletta Sciaccaluga è scorrevole e per quello che io riesco a capire corretta.

_Scienza e conoscenza_

Stamattina Anna ed io abbiamo visto questa “rivista trimestrale di scienza indipendente” in edicola, vicino alle riviste di scienza “dipendente”. Per serendipity mi è capitato di vedere un link della rivista postato su Facebook da un mio contatto, così sono andato a cercare in rete e ho scoperto che è arrivata al numero 61. E poi dite che è colpa di Internet.

_Turing : La nascita dell’intelligenza artificiale_ (libro)

Nella collana del Corriere sui grandi scienziati, questo libro (Mattia Monga, Turing, Corriere della Sera – Grandangolo Scienza 2017, pag. 253, € 6.90) è dedicato ad Alan Turing, e fortunatamente curato da un informatico come Mattia Monga. La figura di Turing è infatti abbastanza nota anche al grande pubblico, per via del progetto Enigma e del test di Turing, oltre che per il suo suicidio; il guaio è che però la sua storia rimane solo romanzata e non ne emerge il suo ruolo fondamentale nella nascita di una scienza – l’informatica – che è una strana fusione tra pensiero teorico e applicazioni pratiche, proprio come era la figura di Turing. Tutto questo è raccontato nelle pagine centrali del testo, mentre la parte finale comprende alcune pagine originali delle sue opere con i commenti relativi. Insomma, un utile strumento per avvicinarsi non tanto ai concetti dell’informatica quanto alla sua filosofia di base.

L’utilità dei bagnini

Ieri eravamo in spiaggia, io e Anna sulle sdraio e il duo sugli scogli del frangiflutti, a una trentina di metri dalla spiaggia. Per un po’ se ne sono stati a disturbare un povero pescatore, poi sono scesi più in basso. A un certo punto sento degli alti lai con una voce che riconosco: era Jacopo che strillava come un ossesso perché era scivolato e si era ferito al torace (nulla di profondo, solo tanta scena come si vede dalla foto). Io non sarei stato di nessun aiuto, ammesso che fossi riuscito a nuotare fino a là, così Anna è andata a prenderlo e a convincerlo a rientrare nonostante il dolore dell’acqua salata sulla ferita: dopo un po’ si è scocciata, è ripartita e il giovyne l’ha seguita mesto a ruota. (Non preoccupatevi, oggi era di nuovo in acqua).

In tutto questo è brillato il ruolo del bagnino. Non dico che sarebbe dovuto andare lì, in fin dei conti c’era mia moglie. Ma magari chiedere se c’era bisogno di qualcosa, una volta che sente le urla di qualcuno, magari sì (la sua postazione era alla nostra stessa distanza). Invece niente di niente. A che diavolo servono allora?

Numeroni!

Su Repubblica di oggi Andrea Bonanni parla di come la crescita del Pil italiano superiore alle attese non basti, e fin qui anche noi possiamo essere d’accordo. Quello su cui io ho dei forti dubbi è uno dei punti del suo ragionamento, che riporto qui (grassetto mio):

Con grande intelligenza politica, il ministro Padoan ha già concordato a giugno con la Commissione uno “sconto” sulla prossima manovra, che la riduce dallo 0,6 allo 0,3 per cento del Pil. Questo accordo, verosimilmente, sarà mantenuto. Va da sé però che lo 0,3 per cento di un Pil aumentato rappresenta una cifra superiore a quella che era stata preventivata a giugno.

Mamma mia! Chissà quanti soldi in più dovranno essere recuperati! Proviamo a fare un conto spannometrico? Il Pil italiano è 2000 miliardi (un po’ meno, in realtà). Passare dall’1% all’1,5% di crescita del Pil significa avere 10 miliardi in più. Lo 0,3% di questi 10 miliardi sono 30 milioni. Questi sono i tanti soldi di cui Bonanni si preoccupa: una cifra che viene banalmente naecosta accrescendo appena il gettito previsto da qualche imposta.

Però volete mettere il pericolo percepito?

Buche delle lettere

Chiavari (GE). Dovevo spedire una cartolina (per il frenf.it). Il tabaccaio dove lunedì ho comprato cartolina e francobollo non ha una buca delle lettere vicino, e fin qui nulla di troppo male: andrò in posta.
Oggi pomeriggio passo dall’ufficio postale in Rupinaro, giustamente chiuso essendo pomeriggio. Quello che non è così giusto è che sui muri dell’ufficio non ci sia nessuna buca delle lettere.
Capisco che si fa più soldi a vendere la quaunque, e che il servizio postale è coooosì antiquato: ma non gli pare di esagerare?

_Renascence_ (ebook)

(disclaimer: ho ricevuto questo libro via LibraryThing Early Reviewers)

L’idea alla base del libro (Leigh Goodison, Renascence, Sheffield Publications 2017, pag. 243, € 0,99) è interessante, anche se non troppo originale: la Terra sta morendo, e alcuni giovani sono inviati nello spazio per trovare sostanze che potranno essere usare per far rinascere il pianeta. Peccato che il risultato sia deludente.

La sospensione dell’incredulità che occorre per leggere il titolo è molto alta, partendo dai viaggi galattici che dovrebbero avvenire tra pochi anni e arrivando all’invalidamento della teoria della relatività. Ma in fin dei conti questa è fantascienza e non ho nessun problema ad accettare queste premesse, se la storia funziona. Questo purtroppo non è il caso. I primi capitoli sembrano scritti per dei bambini che non sanno nulla; d’accordo preparare lo sfondo del libro, ma è molto meglio aggiungere man mano i particolari nel corso del testo anziché fare una specie di testo da sussidiario. L’OWL, il consiglio che regge quello che è rimasto il pianeta, è necessario per la trama ma rimane una specie di deus ex machina; si accenna ad alcune possibili liti interne (sempre necessarie alla trama) in maniera inconcludente. Il personaggio di Lucian è inutile, ma viene ogni tanto rievovato. Reynard è presentato in vari modi diversi, con un cambio netto da un capitolo all’altro e senza nessuna spiegazione – almeno che io abbia capito – di quali siano le sue vere motivazioni. L’unico personaggio con un minimo di spessore è la protagonista Zeta. Il risultato finale è che ho trovato davvero difficile seguire la storia, perché non sono mai riuscito a farmi un’idea di dove l’autrice voleva arrivare.