Facebook, e farti gli affari tuoi?


Senti qua, Zuckkoso. I miei post su Facebook sono tutti pubblici. Il default è così, e non cambio mai la visibilità per un singolo post, per la banale ragione che se penso che qualcosa di quello che scrivo non sia per tutti allora non lo scrivo. Dovresti essere felice di ciò, visto che i default di visibilità sono stati resi sempre più pubblici; ma magari ti sei fatto una brutta fama e devi fare finta di avere a cuore la prìvasi degli utenti (ha, ha, ha). Insomma, capirei se tu mi scrivessi “guarda che i tuoi post possono essere visti anche dai nazisti del Vimercatese: ne sei proprio così convinto?”. Ma secondo te me ne frega qualcosa se un nazista del Vimercatese mette un like a un mio post? Non ti viene in mente che anche lui ogni tanto può sbagliare?

(Ecco, magari potrei arrabbiarmi se un nazista del Vimercatese condivide un mio post e gli fa dire l’opposto di quello che penso io: ma le condivisioni me le segnali già nel colonnino di destra, e questo mi basta e avanza)

_Conclave_ (libro)

Dai tempi di Fatherland il nome di Robert Harris è associato a thriller scritti con una estrema cura dei particolari. In questo caso (Robert Harris, Conclave [Conclave], Mondadori 2016 [2016], pag. 268, € 12,50, ISBN 978880466511, trad. Annamaria Raffo, link Amazon) ci si sposta in un fantafuturo nel quale il papa (che ricorda sin troppo Francesco…) è improvvisamente morto, e si tiene un conclave in un momento piuttosto difficile per il cattolicesimo. È abbastanza chiaro sin dall’inizio chi verrà eletto, e non è impossibile capire il colpo di scena dell’ultimo minuto; ma il libro non è un giallo e quindi questo non è così importante. Molto più interessante leggere degli intrighi intessuti dai vari papabili: il decano Lomeli che è la voce narrante della storia, il camerlengo quebeccaro Tremblay, il nigeriano Adeyemi, il segretario di Stato Bellini e il tradizionalista patriarca di Venezia Tedesco… ognuno con i propri scheletri nell’armadio. Gli intrighi non mi stupiscono; più difficile almeno per me credere alla quantità di informazioni che giunge dentro il conclave.
Un’ultima cosa: non posso perdonare alla traduttrice Annamaria Raffo (e naturalmente ai redattori: ma esiste ancora quella figura?) di aver fatto diventare “prefazione” la preghiera che precede il Santo (e Preghiera universale la Preghiera dei fedeli al di fuori del Venerdì Santo). Hai un libro con rituali cattolici da cima a fondo e non controlli qual è il termine italiano corrispondente a quello inglese?

Rosatellum (bis) vuol dire fiducia

Premetto: secondo me il Rosatellum bis è una schifezza. L’idea iniziale era buona, la realizzazione attuale no. Detto ciò, definire anticostituzionale il ricorso alla fiducia per evitare gli emendamenti ai primi tre articoli mi pare eccessivo: certo però che c’è qualcosa che non va, se un disegno di legge che accorpa non so quante proposte (il primo firmatario formalmente è il pentastellato Toninelli) e sulla carta ha una maggioranza trasversale che lo supporta con PD, Forza Italia e Lega deve ricorrere alla fiducia per avere una qualche speranza di passare (alla Camera, per di più). Ma forse il problema è un altro: in questo modo si evita di dover votare non so quanti emendamenti. Ma se il problema è questo, non è che forse bisognerebbe tornare a discutere – nella prossima legislatura, ormai – sul regolamento delle Camere e trovare un compromesso tra il diritto di modificare una legge e quello di fare proposte sensate. Non credo però capiterà :-(

Ho (auto)pubblicato _Matematica in relax 2_!

Sei anni fa avevo pubblicato il mio primo libro, Matematica in relax. Per festeggiare la sua uscita in edicola, e considerato che non ho più bisogno di cercare un editore a tutti i costi perché le mie medagliette ce le ho già, ho compilato un’altra raccolta di problemini matematici “facili” (davvero, e c’è anche un aiutino se sembrano troppo difficili) e me li sono autopubblicati su su Amazon: i link sono http://amzn.to/2wKsrXM su Amazon.it e http://amzn.to/2wK7iNH su amazon.co.uk, ma il libro è acquistabile anche su amazon.com / amazon.de / amazon.fr / amazon.es, naturalmente sempre in italiano :-)

Ho fissato il prezzo di copertina a 8 euro; ma per festeggiare la pubblicazione e favorire gli amici che mi leggono fino a venerdì lo vendo a prezzo di costo, vale a dire 5,20 euro (per l’Italia; a seconda della nazione il prezzo anche in euro è leggermente diverso, a causa delle diverse aliquote IVA). Per i fanatici dell’epub, occorrerà aspettare ancora un paio di mesi, mi spiace.

La struttura è quella del libro precedente: 99 problemini che non solo non richiedono matematica avanzata (nemmeno nel senso di cose che si fanno al liceo, nella stragrande maggioranza dei casi), ma nemmeno carta e penna, per essere risolti. Ciascun problema ha un aiutino che – spesso – dovrebbe aiutare ad avvicinarsi alla risposta; la risposta è comunque presente, ed è seguita da un post scriptum che spiega qual è la matematica dietro il problema. Detto questo, lo stile dei problemi è spesso molto poco serio, con citazioni a iosa nascoste; una caccia al tesoro interna, insomma. So già che non ci guadagnerò praticamente nulla, ma è così importante?

Gli aumenti striscianti

Avete visto tutti come le compagnie telefoniche ma non solo, con il banale espediente di far pagare ogni 4 settimane e non ogni mese, siano riuscite a inventarsi un “tredicesimo mese” e guadagnare più dell’8% in più facendo finta di nulla. Ma non è l’unico caso!

Venerdì, mentre facevo la spesa, ho visto con la coda dell’occhio un tabellone pubblicitario Esselunga. Mi fermo a guardarlo e scopro che dal 16 ottobre cambierà il modo in cui i punti Fìdaty possono essere cambiati in sconto. Finora, a parte comprare i regali delle collezioni, c’era sempre la possibilità di togliere 1000 punti e avere uno sconto di 10 euro; in pratica un punto valeva un centesimo. D’ora in poi, invece, i punti potranno essere tolti solo 3000 alla volta e lo sconto sarà di 27 euro, vale a dire l’equivalente di 0,9 centesimi per un punto. Piccole cose, ma piuttosto scoccianti.

I sedicenti referendum sull’autonomia lombarda e veneta

Come sicuramente tutti i lombardi sanno, non foss’altro che per la quantità assurda di poster seipertré e affissioni sui mezzi pubblici, il 22 ottobre i cittadini lombardi voteranno per un “referendum sull’autonomia”. Anche i cittadini veneti hanno un referendum simile. I veneti sono più stringati e generici, e sulla scheda hanno scritto “Vuoi che alla regione del Veneto siano attribuite ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia?” (potevano fare di peggio, vedi la legge regionale, mentre i lumbard sono molto più precisini e specificano tutto:

“Volete voi che la Regione Lombardia, in considerazione della sua specialità, nel quadro dell’unità nazionale, intraprenda le iniziative istituzionali necessarie per richiedere allo Stato l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, con le relative risorse, ai sensi e per gli effetti di cui all’articolo 116, terzo comma, della Costituzione e con riferimento a ogni materia legislativa per cui tale procedimento sia ammesso in base all’articolo richiamato?”

Entrambi i referendum sono consultivi, a dire il vero; la differenza è che in Veneto perché il governo regionale si attivi occorre che il referendum, oltre che la maggioranza dei voti, sia stato anche votato dalla maggioranza degli elettori mentre in Lombardia prendono molto sul serio la parola “consultivo” e quindi non esiste alcun quorum. Se votasse una sola persona ed essa fosse favorevole la Regione si impegnerebbe. Tutto molto interessante. Peccato che di per sé non servisse nemmeno chiedere il parere dei cittadini ma la Regione avrebbe potuto attivarsi direttamente, come per esempio ha fatto l’Emilia-Romagna (occhei, quelli lì ora hanno altri problemi). Per la cronaca, il terzo comma dell’articolo 116 della Costituzione afferma

Ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, concernenti le materie di cui al terzo comma dell’articolo 117 e le materie indicate dal secondo comma del medesimo articolo alle lettere l), limitatamente all’organizzazione della giustizia di pace, n) e s), possono essere attribuite ad altre Regioni, con legge dello Stato, su iniziativa della Regione interessata, sentiti gli enti locali, nel rispetto dei principi di cui all’articolo 119. La legge è approvata dalle Camere a maggioranza assoluta dei componenti, sulla base di intesa fra lo Stato e la Regione interessata.

Lasciamo perdere che avere un'”istruzione lombarda” mi preoccuperebbe assai, e lasciamo anche perdere i 23 milioni di euro per i tablet “lasciati in comodato d’uso alle scuole”, che per me sarebbero già ragioni sufficienti. Io andrò a votare al referendum e voterò NO proprio perché l’unico risultato di questa consultazione sarà di far sprecare un (bel) po’ di soldi alla Regione, e a questo punto voglio partecipare anch’io sprecando un po’ del mio tempo. Certo, potrei votare scheda bianca; ma se proprio devo perdere tempo tanto vale che mi diverta un poco.

Quizzino della domenica: ettagoni

Non ci vuole molto a tassellare un piano usando triangoli equilateri, quadrati o esagoni regolari. Se passiamo ai pentagoni, con quelli regolari non si può tassellare il piano; ma se ci accontentiamo di pentagoni equilateri, quindi con gli angoli diversi, si può costruire una tassellazione come quella in figura qui sotto. È possibile tassellare il piano con ettagoni equilateri?

(un aiutino lo trovate sul mio sito, alla pagina http://xmau.com/quizzini/p277.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì. Problema e immagini da Puzzling Stack Exchange)