ricettazione?

Indipendentemente dal mio giudizio su di loro, Maurizio Belpietro e Gianluigi Nuzzi sono giornalisti. Posso lamentarmi del fatto che invece che acquistare direttamente le intercettazioni illegali nel caso Coop abbiano detto alla buonanima del Caprotti di assumere i tipi, ma non mi pare che la condanna per ricettazione abbia un senso. Oppure sono io che non ho capito e il problema è proprio il doppio passaggio, anziché l’acquisto diretto? Qualcuno ne sa di più?

Chi di conversioni di unità di misura ferisce…

Mentre stavo cercando dei riferimenti per il nuovo libro che sto scrivendo, mi sono imbattuto in questo vecchio articolo del Sole-24 Ore che racconta del fallimento della missione Mars Climate Orbiter, che precipitò sul suolo marziano perché “i dati erano inseriti in unità inglesi, mentre il software utilizzava le unià metriche”.

La cosa che mi ha fatto divertire è il trafiletto che accompagna l’articolo, uno di quei classici riempitivi che servono a divertire il lettore e di cui anch’io faccio uso smodato. Il trafiletto in questione raccontava dei problemi con le unità di misura per gli anglosassoni che non usano il sistema metrico decimale e faceva un esempio di conversione:

Nel sistema americano un miglio vale 5,28 piedi, e un piede equivale a 12 pollici.
A quanti pollici cubici equivalgono allora un miglio quadrato?

Notate nulla di sbagliato? Dovrebbe esservi immediatamente ovvio che un miglio è un po’ più di 5,28 piedi. Quello che con ogni probabilità è successo è che lo stagista della redazione online che doveva riempire la pagina era andato a cercare un esempio in inglese e l’ha rapidamente tradotto in italiano. Solo che gli inglesi scambiano il punto con la virgola; il separatore delle migliaia è per loro una virgola, mentre quello tra unità e decimali il punto. È così successo che i 5280 piedi per miglio erano scritti 5,280, numero che lo stagista ha coscienziosamente copiato carattere per carattere salvo eliminare lo zero finale che tanto nei conti è irrilevante. Simpatico, no?

Quizzino della domenica: o moto o ciclista

In una bella giornata di sole, un ciclista comincia a fare una lunga salita alla velocità costante di 18 Km/h. Un minuto dopo la sua partenza, comincia un rally motociclistico. Le moto partono ogni minuto, percorrono la stessa strada del ciclista alla stessa velocità e a una velocità uguale per tutte. Il ciclista arriva in cima assieme a una moto, e immediatamente scende per la strada da cui è salito, a velocità doppia rispetto alla salita (36 Km/h, insomma), arrivando al punto di partenza proprio mentre l’ultimo motociclista parte. Curiosamente, il numero di motociclisti da cui il ciclista è stato raggiunto in salita è uguale al numero di motociclisti che ha incrociato in discesa (compreso l’ultimo). Qual è la velocità dei motociclisti?


(un aiutino lo trovate sul mio sito, alla pagina http://xmau.com/quizzini/p307.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì. Problema da Mind Your Decisions; immagine da OpenClipArt)

_Il grande gioco dei numeri_ (libro)

In questo libro (Federico Peiretti, Il grande gioco dei numeri : Enigmi e rompicapi per divertirsi con la matematica, Longanesi 2013, pag. 221, € 14,90, ISBN 9788830437494, link Amazon) Federico Peiretti sceglie di fare un discorso più frammentato – cosa dal mio punto di vista positiva – per raccontare di problemi vari basati sulla matematica. I problemi però non sono la parte principale del libro, perché Peiretti racconta anche il contesto storico e culturale dietro ad essi, come anche l’interesse dei grandi matematici verso la matematica ricreativa. Il bello sono appunto i racconti narrati da Peiretti, che sono propedeutici alla risoluzione dei problemi: non nel senso che ti spiegano come trovare la soluzione, ma perché ti spiegano come nascono. Credo che questo sia il modo migliore per far capire come la matematica sia qualcosa di vicino a noi, non una torre d’avorio.

il sito BUTAC sequestrato

Non so se conoscete il sito butac.it di Michelangelo Coltelli, dove il nome “Butac” è un acronimo di “bufale un tanto al chilo”. Insomma è un posto dove puoi avere un po’ di informazioni in più su quello che leggete in giro per il web e altrove. Non è il mio favorito, è una questione di stile, ma è comunque un posto che è sempre utile controllare.
Beh, non in questo momento, visto che il sito è stato posto sotto sequestro. Secondo Paolo Attivissimo, tutto dipende da una querela per diffamazione per un articolo del 2015 dal nome “loncologo-olistico-e-lautoguarigione”. Un PM brindisino ha deciso di non chiedere di far togliere l’articolo in attesa del giudizio, ma di sigillare tutto il sito.
Immagino che sia stata fatta anche la stessa richiesta ad archive.org, dove mentre sto scrivendo l’articolo è presente: per ovvie ragioni non posso mettere il link. Come capita sempre più spesso, i tribunali servono più a chi vuole far tacere qualcuno che a decidere chi ha ragione nel merito o nel metodo.

Che succederà in Telecom?

Ogni giorno esce fuori qualcosa di nuovo nella telenovela Telecom (o Tim, se preferite). Cassa Depositi e Prestiti ha annunciato di volere acquistare il 5% delle azioni, evidentemente perché è certa che ci sarà la separazione tra rete di accesso e resto dell’azienda e vuole avere un piede dentro. Oggi Vivendi ha presentato la sua lista di candidati per l’assemblea del 4 maggio (ma ci sarà?), rimettendo la maggior parte di quelli che si sono dimessi per far saltare l’assemblea del 24 aprile (che però magari ci sarà lo stesso, visto che i sindaci hanno puntato il piedino). Nel mezzo io e altri 35.000 – chi finirebbe nella parte di accesso è un po’ più tranquillo – facciamo i vasi di coccio.

Lasciando perdere i casi personali, il problema praticamente ventennale… è che in Telecom non esiste un piano industriale. L’unico tentativo era stato quello di convergenza fisso-mobile proposto da Tronchetti Provera dopo aver fatto cedere gli immobili a Pirelli RE. Il piano ai tempi era perfettamente sensato: peccato che per farlo, invece che fondere Telecom e Tim e quindi formare un’azienda relativamente sana, MTP abbia scelto di comprare Tim facendo fare ulteriori debiti a Telecom (e ottenendo una bella plusvalenza personale, ça va sans dire). Vivendi afferma di avere un piano, ma io confesso di non essere ancora riuscito a capirlo: e soprattutto, rispetto ai precedenti soci di maggioranza relativa, ritiene di poter fare il bello e il cattivo tempo sulle scelte aziendali, cosa che ha fatto improvvisamente svegliare lo stato italiano che prima se ne stava a far finta di niente se non addirittura a remare contro (citofonare Renzi).

Che succederà ora, come scrivevo nel titolo? Boh, non chiedetelo certo a me…

spam dell’altro mondo


Sì, mi arriverebbe un po’ fredda, ma la consegna è gratuita anche per me?
(notate che questo spam mi è arrivato alla casella press di Wikimedia Italia, quindi un .it. Tanto che gliene importa di fare un filtraggio?)