[Disclaimer: Ho ricevuto il libro grazie al programma Early Reviewer di LibraryThing]
Seconda raccolta di “SF di guerra”, dopo quella che avevo ricevuto il mese precedente. Non so se è perché avevo qualche idea in più sui mondi creati dagli autori – anche in questo caso molte storie hanno un’ambientazione ben precisa – o perché la qualità era migliore: diciamo che l’ho trovato generalmente un po’ meglio del primo. Una riga per ciascuno dei racconti:
▪ MOTHER OF PEACE, James Chambers: idea carina, anche se qualche punto non mi pare troppo chiaro. 4/5
▪ CYBERMARINE, Bud Sparhawk: l’ultima frase è un colpo basso. 5/5
▪ BLANKETS, Jeff Young: ho capito il motivo del titolo solo alla fine del racconto :( 5/5
▪ SHEEPDOG, Mike McPhail: possono essere potenziati quanto si vuole, ma i gatti restano sempre gatti. 4/5
▪ SPLINTER, Andy Remic: l’idea era interessante, ma ho trovato il racconto troppo dispersivo. 2/5
▪ A THING OF BEAUTY, Charles E. Gannon: un po’ forzato, ma comunque carino. 4/5
▪ ALONE AND AFAR, Peter Prellwitz: divertente, a parte l’illogicità della matematica. 5/5
▪ HUNGER, Jeffrey Lyman: inaspettato, anche se non so quanto la storia regga. 4/5
▪ TRUE COLORS, Danielle Ackley-McPhail: non molto interessante. 3/5
▪ DEVIL DANCERS, Robert E. Waters: mischiare battaglie spaziali e guerrieri Apache per me non funziona. 2/5
▪ THE OATH, James Daniel Ross: mi sono completamente perso, e comunque è un racconto di guerra senza nessun vero accenno SF. 1/5
▪ THE CHILDREN’S CRUSADE, Patrick Thomas: parte debole, ma si riprende alla fine. 3/5
▪ A MEAL FIT FOR GOD, C.J. Henderson: l’avevo già letto. 3/5
▪ DAWN’S LAST LIGHT, John G. Hemry: carino, ma avrei preferito un finale diverso. 4/5
▪ DELAYING ACTION, David Sherman : come nell’altra raccolta, la storia bonus semplicemente non funziona. N/A
Mike McPhail (ed.), By Other Means (reissued), eSpec Books 2025, pag. 238, € 12,32, ISBN 9781956463859 – come Affiliato Amazon, se acquistate il libro dal link Bezos mi dà qualche centesimo dei suoi utili
Voto: 3/5

Questo racconto molto lungo (o romanzo parecchio breve, scegliete voi) parte da un assunto piuttosto difficile da credere: l’anno dopo avere conseguito la maturità classica, i compagni di classe si ritrovano a pranzo e decidono di fare una sorta di lotteria: ogni anno ciascuno di loro conferirà a una cassa comune una certa somma di denaro che verrà investita, e gli ultimi tre sopravvissuti la riceveranno. Quella che sembra inizialmente una trovata goliardica di quando si è giovani e si pensa di essere immortali diventa sempre più ingombrante, e le dinamiche all’interno della classe esplodono piuttosto rapidamente, anche se non posso spiegarle qui per evitare spoiler. Posso solo aggiungere che la storia parte nel passato e termina nel futuro, e che a mio parere il punto centrale è la morte di Gene Hackman, che scommetto essere stata l’idea da cui Mari è partito per scrivere la storia. È interessante vedere come il protagonista cambi man mano che si procede nella storia: in definitiva, se siete disposti ad accettare una suspension of disbelief, la lettura è indubbiamente piacevole.