Il gioco di oggi in realtà sono due, perché a Fragger si aggiunge il nuovo livello Fragger Bonus Blast. In entrambi i casi bisogna lanciare delle granate per ammazzare i soldatini (che poi mi sembrano più che altro delle sagome, sicuramente sono poco mobili :-) ) La cosa può essere utile in questi giorni, soprattutto se non si può ammazzare fisicamente qualcuno vicino a noi…
(via Passion for Puzzles)
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Offerta speciale
Nel caso non lo sapeste, fino al 15 settembre la MAA vende a prezzo scontato (39,95$ invece che 69,95$) il CD che contiene tutta la raccolta della rubrica Mathematical Games di Martin Gardner, o meglio la collezione dei quindici libri tratti dalla rubrica. I PDF sono tutti indicizzati, il tutto è insomma molto comodo (io comprai il CD appena uscito…)
Sì, è vero che cercando bene nei bassifondi della rete si trova una versione non esattamente ufficiale, però a volte è anche bello avere The Real Version!
andiam, andiam, andiamo a ricontar!
Ma Cota trema davvero, ora che il Tar ha approvato un riconteggio parziale? Mah, ho dei dubbi.
Tralasciando che il Consiglio di Stato potrebbe annullare la sentenza del Tar – si sa che noi italiani, proprio come cerchiamo sempre più pareri medici, vogliamo anche più sentenze contraddittorie – resta un punto fondamentale. È indubbiamente vero che il trucchetto di presentare una lista facendo finta di essere ancora associati a un partito nel consiglio regionale uscente è una bastardata da sanzionare (e soprattutto se non ci fossero queste leggine probabilmente si risparmierebbe molta carta e non si avrebbero decine e decine di listucce personali). È anche probabilmente vero che molti dei 15000 voti andati alle due liste di Scanderebech e di Forza Consumatori non hanno anche il voto esplicito a Cota e quindi potrebbero essere annullati; ma non ci vuole molto a tirare fuori le controdeduzioni e dire che per quanto ne sappiamo noi gli elettori non hanno messo la doppia croce perché tanto sapevano di votare per Cota con il voto alla lista, e quindi siamo pari e patta.
Resta fuori il vero ricorso, quello sulla lista faidatè (nel senso che tutte le firme degli ignari candidati sono taroccate dall’ossimoroso capolista Giovine) della lista Pensionati; ma lì c’è una denuncia alla magistratura, e i tempi si allungheranno ancora di più. Insomma, cari ex-corregionali, Cota ve lo terrete per tutti e cinque gli anni, mi sa.
allora, ‘sta gravità?
Ieri Federico Rampini ha pubblicato un articolo su Repubblica dall’eloquente titolo: “Newton si è sbagliato – la gravità non esiste“. Ci avevo anche fatto una vignetta su, ma magari due parole in più non guastano.
Innanzitutto possiamo sapere che Rampini legge il New York Times, ma a differenza di altri giornalisti delle redazioni online dei quotidiani sa tradurre. Non credo abbia anche letto l’articolo di Verlinde su arXiv, ma non l’ho letto nemmeno io quindi siamo pari. Quello che posso dire io, che fisico non sono, è che frasi come «Newton’s law of gravitation is shown to arise naturally and unavoidably in a theory in which space is emergent through a holographic scenario.» e «Gravity is explained as an entropic force caused by changes in the information associated with the positions of material bodies.» non spiegano assolutamente nulla, e fanno tanto hard SF.
Sì, possiamo dire che la gravità è una forza anentropica; per come la vedo io, almeno, il fatto che due corpi si attraggono fa diminuire l’entropia totale, visto che il numero di configurazioni in cui i due corpi sono uniti è minore di quello in cui possono essere ovunque. Ma a questo punto abbiamo solo una descrizione diversa dela forza di gravità, e non sono mica riuscito a capire la differenza tra una descrizione e l’altra. Però sono certo di due cose: la prima è che qualcuno che di queste cose ci capisce davvero spiegherà il tutto, e la seconda è che articoli come questo possono apparire solo in estate.
Il grande elenco telefonico della terra e pianeti limitrofi (Giove escluso) (libro)
Che dire di quest’opera prima (almeno come romanzo) di Gianluca Neri, che generalmente bazzica più su Internet, dai tempi di Cuore prima, del portale Clarence poi e oggi di Macchianera? Opera prima nata a sua detta una notte in cui non riusciva a dormire (come se dormisse di notte, lui che ha il fuso orario settato sulla West Coast)? Beh, nel bene e nel male il libro (Gianluca Neri, Il grande elenco telefonico della terra e pianeti limitrofi (Giove escluso), Bur 24/7 2010, pag. 290, € 9.50, ISBN 9788817037266) è un omaggio / plagio / riscrittura (cancellate le voci che non interessano) di Douglas Adams, e questo penso sia chiaro a tutti. Ma la telefonata lunga 42 capitoli che costituisce il libro, più che per gli spunti umoristici che pure non mancano – il modo con cui il protagonista si salva tra i capitoli 31 e 32 è il mio preferito – è più interessante per le cose serie che vengono esposte sotto la patina umoristica. D’altra parte, se non ricordo male il tutto iniziò ai tempi del caso Englaro… La parte più debole del libro? Come prevedibile, il finale. Non è nemmeno un anticlimax, purtroppo; come tanti nomi anche piu blasonati, si pensi a Stefano Benni, iniziare è facile, continuare abbastanza, terminare no. Io non ci provo nemmeno, a scrivere un libro!
fanno sbagliare i conti già ai piccoli
S. mi segnala un articolo a pagina 2 del numero odierno di Popotus (la parte di Avevnire dedicata ai ragazzi).
Come vedete, tra le 14 e le 24 ci sono ben dodici ore. Come, voi direte, ma 24-14 non fa 10? Beh, sì: ma forse, essendo appunto Popotus dedicato agli studenti, si considera l’ora di cinquanta minuti…
un ciclista in meno
Giusto un trafiletto sulla sezione milanese del Corsera per il ciclista tirato sotto da un fuoristrada (Repubblica preferisce farci sapere che Balotelli vuole iscriversi all’università, d’altra parte il posto di lavoro in regione se l’è già preso il Trota)
Ora, posso scommettere che il ciclista in questione girava alle 2:35 di notte senza nessuna luce e senza il giubbotto ad alta visibilità (sull’avere o no gli auricolari sospendo il giudizio), il che non è esattamente il massimo se uno vuole salvarsi la pelle ma non è certo una ragione sufficiente per essere ammazzato per davvero; ma c’è un’altra cosa che non mi torna. Quell’incrocio lo conosco fin troppo bene. Via Sassetti è stretta, e via Confalonieri pure. Mi piacerebbe sapere a che velocità andava il guidatore della Land Rover, perché anch’io ho spesso smadonnato contro i ciclisti invisibili (pur avendo un occhio allenato in quanto le strade cittadine in bicicletta le faccio) ma non sono mai andato a una velocità tale da ammazzarne nessuno…
offese?
Repubblica, probabilmente in combutta con la mia azienda – non si capisce cosa sia una “galleria fotografica” con le foto di un cartellone pubblicitario – ci fa sapere che «La pubblicità con Belen offende le donne», almeno secondo le femministe milanesi che «chiedono al Comune una moratoria cittadina sui cartelloni pubblicitari ritenuti osé». (nella didascalia si parla anche delle «rotondità provocanti delle testimonial della Tre», che però nella galleria non appaiono, si vede che i cinesi non hanno pagato abbastanza)
Sarà che il caldo e l’afa hanno azzerato del tutto la mia libido, ma quella foto del cartellone a me faceva semplicemente tornare in mente i cartelloni anni ’50: è vero che allora i costumi da bagno usavano parecchia stoffa in più e le signorine raffigurate erano indubbiamente più procaci, ma non mi è mai venuto in mente di riguardare il cartellone (né avevo riconosciuto Belen, ma questo probabilmente è un mio problema). Voi che ne pensate?