Leggo sul Post che il prolungamento della linea C della metropolitana è slittato di sei mesi. Nulla di strano, a Milano abbiamo avuto ritardi ben più lunghi. Ma a quanto pare il motivo di questo ritardo è dovuto al fatto che la stazione Fori Imperiali si chiama ora Colosseo. Cito la commissaria di Governo per la linea C e per i nuovi tram di Roma, Maria Lucia Conti: «Il cambio di nome della stazione da Fori Imperiali a Colosseo ha determinato la necessità di ricalibrare da zero il programma informatico di gestione delle vetture». Causando anche una spesa di 859.271 euro, aggiunge Repubblica.
Ora di scuse ne ho sentite tante, ma questa è davvero forte. D’accordo, esiste già una stazione Colosseo, ma non credo che il software di gestione di una linea si debba preoccupare di cosa fanno altre linee…



[Disclaimer: Ho ricevuto il libro grazie al programma Early Reviewer di LibraryThing] Il titolo spiega già tutto: il racconto è una rivisitazione in chiave fantascientifica della favola dei nuovi vestiti dell’imperatore. La storia però non funziona proprio. Non si capisce come mai il protagonista fosse da solo, né per quanto tempo lo sia stato (e questo significa molto nella trama); il ruolo della donna non è chiaro, e l’ultima pagina sembra incongrua. È vero che il racconto è breve, ma non è TROPPO breve, e ci sarebbe stato tutto lo spazio per svilupparlo un po’ di più.
Bisogna dire che i giudici italiani sono coerenti. Anche nella causa per l’uso non autorizzato dell’immagine del duca d’Este su un aceto balsamico, la corte d’appello di Bologna