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matematto non praticante

C’è chi si pensa intelligente

Stasera ho trovato su Wikipedia una nuova voce, creata da tal utente “Fabiencoletti”. Titolo della voce “Brugnaro”. Testo della voce:

Il sostantivo maschile «brugnaro» è un improperio tipicamente veneziano, sinonimo di «goldon» (termine che proviene dal noto marchio di profilattici americani “Gold One”), cioè «stolto», «poco competente nelle interazioni sociali»1

1Boerio Giuseppe, Dizionario del dialetto veneziano, Cecchini, 1856..

Magari non sapete che l’attuale sindaco di Venezia è Luigi Brugnaro (io tendo a dimenticarlo). Magari lo sapete anche, e pensate “Toh, che coincidenza”. Non ci sarebbe nulla di strano: per esempio ne I rusteghi Carlo Goldoni fa dire a Felice la battuta «Mo questo el xe un gran codogno» e poi spiega «Codogno vuol dire un melcotogno, ma quì s’intende per uno sproposito, per una cosa malfatta.» Peccato che il Dizionario del dialetto veneziano sia liberamente consultabile, e non contenga affatto quel lemma.

Caro Fabiencoletti, c’è una categoria di persone che mi sta ancora più sulle palle di quelli che inseriscono nozioni false su Wikipedia. E sono quelli che pensano di essere così furbi da aggiungere una fonte esistente ma che dice tutt’altro per far sì che gli altri pensino che quanto scritto sia vero.

P.S.: la voce è rimasta in linea 19 minuti. Non l’ho nemmeno cancellata io, perché mentre facevo le mie ricerchine un altro sysop ha tagliato la testa al toro :-)

_Il piano Solo_ (libro)

9788804642060Il Piano Solo è il primo presunto golpe del dopoguerra italiano, e ha assunto un ruolo quasi mitologico nella storia contemporanea d’Italia. Mimmo Franzinelli ne traccia la storia – non solo del piano in sé ma anche della campagna condotta qualche anno dopo dall’Espresso, con Scalfari e Jannuzzi – in questo libro (Mimmo Franzinelli, Il Piano Solo : I Servizi segreti, il centrosinistra e il golpe del 1964, Oscar Mondadori 2014 [2010], pag. 403, € 11, ISBN 9788804642060). Franzinelli ha una parola buona per tutti, a partire da Segni che nella sua ricostruzione è il vero golpista, andando al tentennante Moro che fa il centro-sinistra (col trattino) ma è sempre attento a seguire i dettami del suo partito; non parliamo di Merzagora che si era anche dimesso da presidente del Senato ma non avendo ratificato le dimissioni si ritrovò a fare il capo dello Stato reggente a causa dell’ictus di Segni. Paradossalmente chi ne esce meglio è proprio il generale de Lorenzo, che in fin dei conti esegue gli ordini pensando più che altro al Piano come un modo per condizionare il nuovo centro-sinistra che come un vero golpe. Chi ha la mia età, e quindi era appena nato nel 1964, nota quanti politici erano ancora in circolazione venti-trent’anni dopo; tutti avranno poi una sensazione di déjà vu (il primo governo Moro cade sui finanziamenti alle scuole private; il Piano Solo per Genova dice stare fuori città, arrivando dalla Serravalle e quindi fermandosi a Bolzaneto, e occupare una scuola). Franzinelli inserisce anche il testo di molti documenti al tempo segreti e riservati oltre a dare un’utile riassunto dela vita dei personaggi principali; una risorsa indispensabile. Una pecca: in questa seconda edizione, la prima è del 2010, Franzinelli ha aggiunto un’introduzione dove passa rapidamente in rassegna i nuovi documenti desecretati e forniti negli anni, dando per esempio un giudizio complessivamente migliore di Moro. Però sarebbe stato almeno opportuno indicare le date di morte di Andreotti e Colombo: costava poco, no?

Biblioteca Braidense

Stavo cercando un libro che non è presente nel circuito bibliotecario milanese (Sormani e biblioteche di quartiere), e Virginia mi ha consigliato di andare alla Braidense. Così, dopo quindici anni che vivo a Milano, mercoledì ho preso la bicicletta, sono andato a Brera e ho cercato questa biblioteca. Entrandoci mi è venuta la sindrome di Stendhal: è un posto semplicemente favoloso, quello che uno si immaginerebbe in una biblioteca dell’Ottocento – o forse addirittura del Settecento. Saloni altissimi e decorati, con tutte le pareti piene di libri; le vetrine in mezzo alla sala; il soggettario nei cassetti in legno. Poi ho scoperto che per entrare non posso avere con me uno zaino (va bene) ma neppure il mio marsupio, che è grande ma non è che possa contenere libri; quindi sono ridisceso, ho messo tutta la roba nell’apposito armadietto, e sono risalito. Ah: nel foglietto di ingresso è stato coscienziosamente aggiunto il numero dell’armadietto, sia mai che rubassi la chiave. Anche il prestito mi è stato impossibile: per essere ammessi al prestito non c’è da pagare nulla, ma bisogna avere una foto.

Così sono ripassato oggi, sempre a pranzo, sempre con una temperatura che non è adatta alla vita umana, e con una foto del formato indicato nel mio foglietto. L’impiegato mi ha guardato e mi ha fatto “non ce l’ha un po’ più grande?” Eh sì, perché la tessera (rigorosamente cartacea, e rigorosamente scritta a mano) della biblioteca prevede uno spazio foto di dimensioni quadruple (entrambi i lati doppi). La foto più grande ce l’avevo con me, anche se ovviamente l’avevo lasciata nel marsupio che avevo lasciato nell’armadietto: nuovo giro e finalmente ho potuto prendere in mano il libro che cercavo.

Ah: in mezzo a tutta questa burocrazia asburgica mi preme segnalare che la richiesta di prestito l’avevo comodamente fatta la mattina dal mio pc, usando l’OPAC locale della biblioteca per trovare i dati e indicando che sarei passato in giornata a ritirarlo. Questo per rimarcare come la fruibilità pratica è ottima (sempre che uno sia in grado di farsi gli scaloni per salire al piano della biblioteca), anche se occorre prima prendere le misure!

Non dite che non vi ho avvisati

Se va tutto bene, dopodomani su Tuttolibri (l’inserto della Stampa) ci sarà una recensione del libro di Douglas Hofstadter ed Emmanuel Sander Superfici ed essenze scritta dal sottoscritto. No, non mi hanno pagato per scriverla :-)

Aggiornamento: e invece no, vediamo se sarà sabato 11 luglio…

Efficienza postale

(sperando di non andare contro la privacy dei citati…)

Fabio, uno dei miei tanti contatti, quasi vent’anni fa aveva incontrato a Trieste Douglas Hofstadter e gli aveva regalato una copia del librettino di Giuseppe Varaldo All’alba Shahrazad andrà ammazzata: libro che dev’essere piaciuto moltissimo a Doug, tanto che in una occasione seguente lui ne regalò una copia anche a me con una dedica monovocalica in “o”.

Bene: ieri Fabio mi ha scritto dicendo che sabato scorso ha ricevuto per posta da Bloomington, Indiana una copia del libro Le Ton Beau de Marot, con la seguente dedica:

“Per Fabio con i miei ricordi affettuosi di una bellissima serata triestina, e con grazie incontabili per “Sharazad” … da Douglas Hofstadter giugno, 1997″

Vorrei far notare l’efficienza delle Poste che non hanno pensato di lasciar passare il weekend per la consegna.

Lauti guadagni

Come sapete, ho scritto due ebook per la collana Altramatematica. (Faccio anche il curatore della collana, ma quello è gratis et amore dei). Bene, sono lieto di annunciare urbi et orbi che ho appena ricevuto un bonifico di 202,89 euro per diritti d’autore, sui quali naturalmente pagherò il 43% di aliquota marginale.

Prima che qualcuno mi fraintenda: non mi sto per nulla lamentando. Ho scelto di fare queste cose (seguire la collana e scrivere i librini) perché ritengo che portare al mondo un po’ di “matematica pop” sia utile: se anche solo qualcuno si avvicinerà alla scienza per suo mezzo, ci guadagniamo tutti. Io ho un lavoro noioso ma che a fine mese mi dà lo stipendio, e quindi mi permette di fare le cose che mi piacciono senza doverci necessariamente guadagnare: allo stesso tempo ritengo corretto che – per puro principio – ci sia una rimunerazione esplicita, per quanto bassa.

Voi che ne pensate?

EDIT: mi fanno notare che la mia aliquota marginale è del 41% e non del 43% (che si ha con un reddito superiore a 75.000 euro lordi, figuriamoci se arrivo fin lì)

δημοκρατία

Non ho studiato abbastanza per stabilire quant’è la percentuale di ragione e quella di torto tra Tsipras e la Troika. Tanto per aggiungere dati, segnalo questo post su OneMoreBlog (e il Biraghi è sin troppo di sinistra per i miei gusti…).
Però una cosa la posso dire. Pensare di preparare in nove giorni un referendum non è democrazia, ma populismo. O siete davvero convinti che i greci – ma sarebbe lo stesso per noi italiani o qualunque altra nazione – possano avere il tempo di prendere una decisione informata?

EcOttimismo

Massimo mi ha risparmiato la fatica di scrivere il pippone sulla smentita-non-smentita di Umberto Eco, e non posso che ringraziarlo.

L’unica cosa che aggiungo è che non vedo come Eco possa pensare che i giornali (che almeno nella parte online guadagnano con il boxino morboso, non certo con il saggio critico) dovrebbero spendere soldi per pagare collaboratori che smentiscano le bufale sulle quali spesso vivono… oltre che naturalmente chiedermi chi sarebbero gli esperti in questione :-)

Poi sono ragionevolmente certo che buona parte delle bufale si possano scoprire anche senza essere esperti di teoria delle stringhe, teoria delle catastrofi e guerra dei trent’anni: il fatto che in genere le bufale su Wikipedia abbiano vita breve ne è una prova. (Sì, ci saranno sempre le eccezioni. Ma ci sono anche esperti che sbagliano l’attribuzione di un dipinto o di una scultura, se per questo). Ma mi sa questo sia troppo avanti per Eco.