Ricordate la discussione all’Europarlamento sulla riforma del copyright, e l’emendamento proposto dal deputato francese Cavada che avrebbe eliminato in tutta Europa il diritto di panorama? Dopo la visita di ieri di Tsipras (che non dovrebbe aver modificato nulla) oggi c’è stata la votazione finale. Risultati:
The negative text by Cavada was dropped by 502 to 40.
The positive text by Schaake didn’t pass by 228 to 303.
The report as a whole was accepted with 445 to 65 with 32 abstentions.
L’emendamento di Schaake puntava a inserire esplicitamente il diritto di panorama nella legislazione europea, e quindi man mano in quelle nazionali. Insomma, il risultato finale è un nulla di fatto: non c’è un testo né che lo permette né che lo vieta, e ogni nazione farà quello che le pare. (Le voci che ho sentito per l’Italia sembrano portare a un minimo alleggerimento della normativa attuale, che non renderà più illegale postare una foto del Colosseo su Facebook ma non permetterà comunque che un italiano la carichi su Wikimedia Commons).
Poteva andare meglio, ma poteva anche andare molto peggio. Quel 40% di eurodeputati che hanno votato a favore dell’emendamento liberale sono un segnale incoraggiante. D’altra parte, pensateci un attimo: conoscete qualcuno, o qualche società, che si faccia i soldi con le immagini di monumenti pubblicate volontariamente in rete dai loro autori? Il punto è semplicemente questo. Pieno rispetto del copyright, intendiamoci, ma libertà di decidere che il proprio lavoro può essere usato da tutti!
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Il Piano Solo è il primo presunto golpe del dopoguerra italiano, e ha assunto un ruolo quasi mitologico nella storia contemporanea d’Italia. Mimmo Franzinelli ne traccia la storia – non solo del piano in sé ma anche della campagna condotta qualche anno dopo dall’Espresso, con Scalfari e Jannuzzi – in questo libro (Mimmo Franzinelli,