Ho dei forti dubbi che questo libro (Giuseppe Bruzzaniti e Ugo Bruzzo, A cosa serve la matematica, Vallardi 2017 [2009], pag. 268, € 12,90, ISBN 9788869874567, link Amazon ) mantenga le promesse della collana, che si intitola “Finalmente ho capito!”. Non che il contenuto sia malfatto; ci sono anche dei punti che a mio parere sono ottimi, come il premettere alle frasi dei grandi matematici che terminano i capitoli un minimo di spiegazione al contorno. Inoltre la derivazione delle proprietà della funzione esponenziale a partire da quella del logaritmo (naturale) mi pare un approccio davvero interessante, e fattibile anche alle superiori (certi punti di analisi matematica mi paiono invece un po’ troppo). Quella che invece trovo poco pratica è la parte di domande e risposte tipo FAQ – ma io direi quasi nello stile del Catechismo di Pio X – che apre i vari capitoli: lo studente a mio parere non capisce ma si trova semplicemente invischiato in un ragionamento non suo. Probabilmente il libro funziona meglio come un manuale per ripassare rapidamente i vari concetti matematici e avere uno sguardo d’insieme alle varie branche e a come sono nate, oltre che vedere effettivamente nell’ultimo capitolo alcune applicazioni matematiche: ma da qui a usarlo per capire la matematica ce ne vuole eccome.
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Tariffe corte
Anche oggi qualcuno al governo tuona contro la furbata dell’accorciamento a 28 giorni della fatturazione delle aziende telefoniche e no. La mia impressione è che sia tutto cine per far vedere che “il governo è vicino alla ggggente”, ma non gliene importi niente a nessuno.
La soluzione sarebbe infatti semplicissima: una leggina di un articolo che affermi che in caso di variazione della durata di fatturazione il costo annuo per l’utente non possa aumentare. In parole povere, prima aumenti dell’8,3% la bolletta mensile, poi se proprio ti dà fastidio una fatturazione mensile passi alle quattro settimane. Notate come io non vieti affatto di aumentare il costo: semplicemente voglio che sia fatto in modo visibile. È davvero così complicato?
parolescritte
Guardando i referral verso il mio sito web, ho scoperto l’esistenza di parolescritte.it, creato da Michele Giordano. La parte che mi piace di gran lunga di più del sito è naturalmente quella delle interrogazioni, dove gli amanti della linguistica computazionale possono scoprire tante belle cose. Per esempio, in Fantamatematica il 73,1% delle parole distinte che ho usato (nella pagina c’è un refuso e viene detto “ripetute”) fanno parte del Vocabolario minimo, mentre Primo Levi in L’ultimo Natale di guerra ha il 71,1%. Visto che non scrivo poi così difficile?
alla conquista del mondo, parte 2
quelle volte che
Non entro nel merito della questione “ma tutte queste star e starlette non potevano dirlo prima, di essere state toccate/molestate/stuprate da Weinstein”? Non essendo mai – per fortuna – stato oggetto di atti di questo tipo, non ho idea di cosa avrei potuto e/o voluto fare.
Una cosa però la voglio dire. Una volta che altre hanno preso il coraggio a quattro mani e deciso di rendere noto a tutti il comportamento del produttore, invece che accodarsi al carro dei lapidatori trovo molto più serio stare zitti con i giornalisti e andare in questura a denunciare cosa accadde loro. Né si fa una figura così bella nel lanciare sassi e nascondere la mano… pardon, non indicare chi altri ha compiuto certe azioni. Non stai facendo un favore alle altre donne, a cui non può importare di meno di sapere che anche chi è famoso ha avuto lo stesso tipo di “attenzioni”, ma ti fai solo pubblicità.
Percezioni
Sabato c’è stato un attentato a Mogadiscio, con centinaia di morti. Repubblica non ne ha traccia in homepage. (Il Corriere sì, con articolo di Marta Serafini un po’ in basso ma ben visibile; La Stampa sì, anche se con un trafiletto; Il Fatto quotidiano sì, più o meno come il Corriere; Il Giornale ha una fotina; Libero niente ma è chiaro che è fuori target).
Ora, la Somalia è stata assieme all’Eritrea l’unica vera colonia italiana (in Libia c’erano più che altro avamposti, e l’Etiopia è meglio dimenticarla). Ci sono stati legami per decenni anche dopo la seconda guerra mondiale, con scuole italiane e simili; ricordo che dal 1949 al 1960 la Somalia è stata sotto amministrazione fiduciaria italiana. Eppure nemmeno questo basta per avere l’onore (dubbio) di una notizia sul secondo quotidiano italiano. Vuol dire parecchio su cosa viene percepito essere importante.
Quizzino della domenica: il quinto elemento
Scegliete cinque numeri nello schema qui sotto, uno per ciascuna riga e colonna, in modo che il maggiore di questi numeri sia il più piccolo possibile. Evidentemente, visto che 2 e 3 sono sulla stessa colonna, il numero maggiore sarà almeno 6; ma quanto può essere piccolo in pratica?
![[2-13-16-11-23; 15-1-9-7-10; 14-12-21-24-8; 3-25-22-18-4; 20-19-6-5-17]](https://i0.wp.com/xmau.com/wp/notiziole/wp-content/uploads/sites/6/2017/10/q278a.png?resize=302%2C302)
(un aiutino lo trovate sul mio sito, alla pagina http://xmau.com/quizzini/p278.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì. Problema di Charles W. Trigg, via Futility Closet)