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matematto non praticante

Il mistero della discesa infinita (libro)

copertina Rispetto al suo precedente Il mistero del suono senza numero direi che Ubaldini è sicuramente migliorato: la storia dietro la parte filosofica e matematica scorre molto meglio, probabilmente perché, come scrive nell’introduzione, «I personaggi storici o i cui nomi compaiono in documenti storici sono trasfigurati dallo sguardo del narratore.» Il libro è in un certo senso il seguito del precedente Il mistero del suono senza numero, come si vede nella parte finale che a mio parere è l’unica che non è riuscita molto bene: sono molto più interessanti i tentativi di Zenone di superare il maestro Parmenide e trovare finalmente una risposta ai paradossi, a partire da quello di Achille e della tartaruga, che hanno fatto ammattire per millenni i matematici e i filosofi.
È un libro per tutti, non essendoci molta matematica nel senso delle formule: consiglio pertanto la lettura a tutti coloro che si sono chiesti almento una volta “ma come faccio a dimostrare che Achille raggiunge effettivamente la tartaruga, allora?” Non troveranno la risposta, ma capiranno perché essa è così elusiva.

(Flavio Ubaldini, Il mistero della discesa infinita : Zenone e gli atomi della discordia, Scienza Express 2022, pag. 176, € 16, ISBN 9791280068583)
Voto: 5/5

Mai ridurre la burocrazia

Domani saranno pubblicati (online) gli esiti degli esami di terza media dei ragazzi; lunedì posso andare a recuperarli fisicamente. Tralasciamo che per Cecilia che andrà a un liceo artistico statale i documenti dovrebbero arrivare automaticamente alla scuola; tanto Jacopo andrà dai salesiani e quindi devo per forza prenderli.

Logica vorrebbe che i documenti siano dati tutti insieme: e invece – a parte la fascia 13-14 di lunedì che eviterò come la peste – gli orari sono sfalsati. La logica di tutto questo mi sfugge.

La Cassazione scolastica

Dopo che l’indignazione popolare è cresciuta per la promozione con 9 in condotta di due studenti che avevano sparato in volto a una loro professoressa con una pistola ad aria compressa, è stato convocato in tutta fretta un nuovo consiglio di classe che ha abbassato i loro voti a 6 e 7. Così il ministro Valditara (e il ministro Salvini che c’entra sempre in queste cose) sono contenti, perché hanno mostrato al popolo indignato che loro sì che stanno attenti.

Non ho letto abbastanza della vicenda per discuterne con cognizione di causa, e quindi mi limito a segnalare due cose. La prima è che quel voto in condotta è assolutamente irrilevante. A differenza del passato, l’unico voto in condotta che ha un effetto è il 5, che boccia lo studente; non c’è più da dover portare tutte le materie a settembre con un 6, ed essendo i ragazzi al second’anno non sono toccati nemmeno i crediti scolastici per la maturità. La seconda cosa è di metodo. Non ha alcun senso far ripetere uno scrutinio “perché l’ha detto il ministro”. Quello che Valditara avrebbe dovuto fare era aprire un’indagine sul motivo per cui il consiglio di classe avesse preso la decisione di dare 9 ai due studenti. Ma è anche vero che in questo modo anche gli insegnanti, pur delegittimati, se ne escono puliti senza alcuna indagine.

Risultato finale, insomma? Tanti clic ai media, e nulla di concreto.

cosa ci sarà di comune?

Se vi ricordate, l’altra settimana avevo accennato che conosco bene la collana A Very Short Introduction: in effetti in questi giorni sto leggendo il volume sulla trigonometria. Goodreads, nella sua infinita saggezza, ha deciso che potrei quindi essere interessato alla VSI sul mormonismo. Quale sia la logica mi sfugge…

Troppe giornate mondiali dei Beatles

all you need is love Domenica il mio amico Ugo mi scrive dicendo “ma oggi è la giornata mondiale dei Beatles! Lo dice Bing!” (Per la precisione, citava questo post, e il 25 giugno sarebbe stato scelto in quanto è l’anniversario della prima trasmissione in mondovisione, dove i Beatles cantarono All You Need Is Love). Io guardo Google e trovo che la Giornata mondiale dei Beatles sarebbe il 16 gennaio, ma soprattutto che «Questa data è stata approvata dall’UNESCO nel 2001». (Il 16 gennaio 1957 apriva i battenti il Cavern Club, dove però i Beatles non suonavano ancora per la banale ragione che non esistevano, oltre alla prosaica ragione che all’inizio al Cavern si faceva jazz).

La cosa mi puzzava troppo, e ho fatto un rapido controllo: ovviamente era una bufala partita nel 2012, ma l’Unesco non solo dovette smentirla su Twitter ma anche scriverne sulla sua newsletter. Ma poi perché ci vuole una giornata mondiale sui Beatles? Tutti i giorni vanno bene per ascoltarli!

fake dates

Se vi ricordate, dovrei fare una visita nefrologica ma la prima data utile che avevo trovato era il 23 febbraio 2024 (al Bassini, nemmeno in città). Stamattina ho fatto l’usuale controllo ed erano spuntate delle nuove disponibilità al San Paolo: è vero che ci metto meno tempo ad andare a Cinisello, ma visto che erano per inizio luglio sembrava comunque interessante. Provo a spostare la prenotazione: niente da fare. Telefono al numero verde, e scopro che quelle date sono farlocche e in realtà non esistono.

Un altro grande successo della parte informatica della sanità lombarda.

Macché angolo morto

Ogni mese o giù di lì a Milano un ciclista viene ammazzato da un camion. L’ultimo incidente (la vittima era una mia coetanea…) è stato la scorsa settimana dietro il mio ufficio. I commenti tipicamente vanno da “È colpa dell’angolo morto che non permette di vedere arrivare la bici” a “È colpa dei ciclisti che si infilano dove non dovrebbero”.

Lo so, un caso non fa scuola. Però stamattina Anna e io eravamo andati (a piedi, non in bicicletta) a fare spese e stavamo attraversando via Galvani al semaforo di via Melchiorre Gioia. Siamo partiti col verde, e a metà carreggiata mi sono trovato un furgone – non una betoniera, nessun angolo morto – che ha inchiodato a dieci centimetri dal sottoscritto, che con una borsa in mano e uno zaino in spalla non stava certo buttandosi in mezzo alla strada. Mancava ancora un po’ che l’autista si incazzasse con me, e pare che alla fine abbia anche fatto benignamente il gesto di lasciarmi passare (dopo che ero passato, ovviamente). Insomma, più che le telecamere per evitare gli angoli morti mi sa che bisogna cominciare a togliere patenti.