L’antiepidemia


Claudio Messora, aka Byoblu, ha scritto un articolo contro la legge sulla vaccinazione obbligatoria (qui la copia archiviata: qualcuno si era già preoccupato di farlo prima di me).
Non perdo nemmeno tempo a smontare l’articolo: uno che scrive una frase come quella che ho indicato qui in cima tanto non merita alcuna risposta, anche perché con ogni probabilità non sarebbe in grado di comprenderla.

i riferimenti di Rovazzi

È uscito un nuovo video di Fabio Rovazzi: “Volare (feat. Gianni Morandi)”. Non mi vergogno a dire che avevo sperato in una cover di “Nel blu, dipinto di blu”, vista la presenza del grande monghidorese (un abbraccio), e invece nulla da fare. Ma questo non è un vero problema. Il guaio è capitato quando ho letto questo articolo del Post che spiega chi sono tutte le “persone famose” presenti nel video.

Io sapevo che l’attuale moglie di Morandi si chiama Anna. So che J-Ax e Fedez sono rapper. Potevo associare la frase “mio capitano” a Javier Zanetti. Fine. Tutti gli altri nomi non mi dicono assolutamente nulla, e onestamente non me ne importa assolutamente nulla. È chiaro che sono irrimediabilmente vecchio.

_Biscotti e radici quadrate_ (libro)

A me piacerebbe sapere chi decide i titoli dei libri. La versione originale britannica di questo libro (Eugenia Cheng, Biscotti e radici quadrate : lezioni di matematica e di pasticceria [Cake Custard and Category Theory], Ponte alle Grazie 2016 [2015], pag. 390, € 20, ISBN 9788868332501, trad. Laura Serra) mette esplicitamente nel titolo un concetto matematico avanzato: la teoria delle categorie. Già nell’edizione americana si sono spaventati, e hanno scelto un titolo con un trito gioco di parole (“How to Bake a Pi”) con un sottotitolo (“The Mathematics of Mathematics”) che pur non parlando di teoria delle categorie ne dà una descrizione. In italiano qualcuno deve aver pensato che la matematica fa più paura di un film dell’orrore, e siamo così arrivati a “Biscotti e radici quadrate”, dove le radici quadrate non c’entrano assolutamente nulla.
Anche se la seconda parte di per sé parlerebbe della teoria delle categorie, abbiamo più che altro uno spot pubblicitario su quante belle cose ci si possono fare: la cosa ha senso, perché il campo è comunque troppo astratto per spiegarlo in un’opera divulgativa. Meglio la prima parte, che cerca di dare un approccio alla matematica diverso da quello scolastico guardando più a quello che vuole fare la matematica anziché quello che fa. Non è del resto un caso che Cheng abbia deciso di insegnare matematica astratta agli umanisti, né sono un caso le ricette di dolci all’inizio dei capitoli, ricette che servono appunto per mostrare analogie di solito nascoste agli studenti con le strutture matematiche. Laura Serra ha tradotto scorrevolmente un libro che a mio parere può essere letto da tutti senza troppi patemi.

altro che inflazione zero

Tre anni fa avevo scritto dell’aumento del 26,9% del prezzo del caffè alla macchinetta. Ieri c’è stato un altro aumento, da 33 a 36 centesimi che è un po’ più del 9%, e questa volta senza neppure la scusa dell’aumento dell’IVA (che ci sarà l’anno prossimo… e non penso questo aumento sia per portarsi avanti col lavoro).

Ma quello che è peggio è che tale aumento non è stato annunciato in nessun modo, se non con un adesivino a coprire i prezzi vecchi in una zona che non è guardata da nessuno. Magari speravano che la cosa passasse inosservata…

commodities

Paul McCartney sta per fare uscire un nuovo album e andrà ancora una volta in tour (almeno negli Stati Uniti, confesso di non sapere se ci saranno date italiane). Immagino che il biglietto non sia esattamente economico: ma la cosa che mi ha fatto pensare è che assieme al prezzo del biglietto ti regalano il CD con le nuove canzoni. Detto in altri termini, il disco è un business residuale, è da altre parti che si fanno i soldi.

MP3: a pensare male…

Magari avete letto articoli come questo di Repubblica, che spiega come al Fraunhofer Institute abbiano sentenziato che l’mp3 è un formato ormai morto. E magari non siete troppo sicuri che il formato continuerà a esistere, come viene spiegato in questi articoli. Bene, vi posso dare un’ottima notizia.

Il formato mp3 (o per essere più precisi il codec audio MPEG layer 3, vale a dire le funzioni di codifica e decodifica di un file audio in formato compresso ma decente) non è libero, ma parecchi degli algoritmi che lo compongono sono stati brevettati, tanto che un qualunque dispositivo che legga gli mp3 deve pagare due euro e mezzo di royalties… al Fraunhofer Institute. Purtroppo per loro, la tutela dei brevetti viene assicurata per un periodo molto minore del copyright per testi e musica; come si può leggere direttamente dal sito del Fraunhofer, il brevetto principale è scaduto il 23 aprile scorso; restano ancora due brevetti, probabilmente minori e che si potevano aggirare, che scadono entro la fine dell’anno. Questo significa che non occorre più fare come Audacity (editor audio) che distribuiva il software senza codec mp3, e diceva “se proprio volete aggiungerlo (wink, wink) ci pare che in questo sito ce ne sia uno. Noi non sappiamo nulla, però.”

Una cosa è vera: rispetto anche solo a dieci anni fa, ci sono codec migliori e soprattutto esistono anche formati lossless che permettono di non perdere qualità sonora, e d’altra parte la quantità di memoria disponibile anche in un telefonino permette di scialare e usare un po’ più di spazio per conservare i file in questi formati. E chissà, magari Fraunhofer ha nuovi brevetti per questi formati. Ma vista l’enorme quantità di file mp3 in giro e la possibilità di avere software libero per crearli e riprodurli immagino che il formato continuerà a essere usato per chissà quanto tempo. Pensate solo al gif per le immagini – un altro formato ai tempi brevettato. Ora esiste png che comprime di più, e non ci vorrebbe molto per aggiungere l’unica caratteristica che gli manca che è quella di fare immagini animate. Eppure le gif continuano a imperversare…

_Il mistero del suono senza numero_ (libro)

Forse ricorderete che Flavio Ubaldini aveva pubblicato per la collana #Altramatematica di 40K due ebook che raccontavano la scoperta dell’armonia e dell’irrazionalità della radice quadrata di due da parte dei pitagorici. Ora il materiale, opportunamente ampliato, è diventato un libro di carta (Flavio Ubaldini, Il mistero del suono senza numero : Pitagora e la musica dell’Universo, Scienza Espress 2017, pag. 144, € 14, ISBN 9788896973349) per i tipi di Scienza Express, così anche chi ama l’odore delle pagine può finalmente essere contento.

Leggendo il racconto, oltre che divertirvi, potrete farvi un’idea di come funziona il metodo scientifico: si formula un’ipotesi e si fanno esperimenti per vedere se essa regge alla prova dei fatti. Meglio ancora, potrete scoprire il Vero Problema dello scienziato: cosa deve fare se scopre che il punto fondante della propria teoria si dimostra errato? La risposta non è affatto scontata, come leggerete, come sarà una sorpresa scoprire qual è il suono senza numero – e accorgersi che in effetti è davvero così.

Venderanno anche le pentole?

Mi era arrivato questo messaggio ieri pomeriggio (“Restano solo 50 posti!”), me n’è arrivato un altro adesso.
D’accordo che a Torino devono mostrare di essere più bravi di Milano, ma la cosa mi sembra più simile a quelle gite per vendere le pentole che andavano tanto di moda vent’anni fa.

(ah: ci sono anche due euro di sconto sul biglietto del Salone, ma il ritorno non è previsto. Sapevàtelo)