E così Tiscali News ha chiuso i battenti. Non che io lo seguissi, ma quando aprivo una casella di webmail Tiscali dove faccio arrivare le mail per siti che non mi interessano mi trovavo comunque questi clickbait (e un noioso video in basso a destra). Certo che nonostante tutto spero che l’archivio rimanga disponibile, come chiede l’Ordine dei giornalisti: sono comunque documenti storici, e mi pare brutto che vengano usati solo per addestrare i chatbot.
Contemporaneamente su un’altra casella email honeypot, quella di Libero, ho scoperto che “dopo tanti anni trascorsi insieme, è arrivato il momento di salutarci: la Community di Libero chiuderà il 9 giugno 2026”. Qui devo dire che non sapevo neppure che esistesse una community di Libero, pensavo che fossero cose morte quindici anni fa. In generale mi chiedo se tutto questo è un contraccolpo della bolla IA oppure semplicemente qualcuno si è accorto che il ritorno di questi strumenti era minimo.


Premessa: chi ha tirato fuori il titolo qui a sinistra è una merdaccia. Ma non è di questo che volevo parlare, bensì della 
Magari siete tra coloro che non capiscono quale sia il senso di mettere per scritto il testo di uno spettacolo teatrale, dove Newton si pone di fronte alla luce e cerca di svelarne i misteri. Però sono certo che apprezzerete il lavorone del mio amico Peppe Liberti, che in una delle postfazioni ci racconta “Newton parola per parola”: un glossario dei termini legati a Newton, visto non come semplice spiegazione del significato ma calato nella realtà del grandissimo scienziato. Tracce di tutto ciò si trovano naturalmente anche nel testo teatrale vero e proprio: un bellissimo esempio di come arte e scienza non devono essere per forza agli antipodi.