Me lo aggiungo nel curriculum!
Immagino che molti dei miei ventun lettori siano abbastanza “diversamente giovani” da ricordarsi il meme dei punti esclamativi con inframmezzati degli 1 (!!!!11!!), nato ai primi tempi del Movimento 5 Stelle. C’è però sicuramente qualcuno che non lo aveva visto oppure non se lo ricordava, e così quando in un thread nel mio socialino di nicchia qualcuno aveva chiesto del significato della variante “!!undici!”. Essendo noi frequentatori di quel socialino delle brave persone, un altro utente ha fatto una ricerca con Google per fornire un link adatto, scoprendo che AI Overview… citava un mio post. Come ho scritto nel titolo, direi che posso metterlo nel mio curriculum, no?
La cosa strana è che quel post non si trova qui nel mio blog principale ma in uno di quelli secondari: è la copia di quello che avevo scritto in un altro blog ancora – non si butta mai via niente di quello che si scrive, al limite come in questo caso si lascia il refuso – e il link indicato è quello che appare da giugno, mentre prima l’URL era diverso: quello però è forse più logico, perché immagino la ricerca sia stata fatta sul momento. Resta comunque lo stupore.




È notizia di questi giorni (settembre 2026) che l’ONU ha approvato una risoluzione – che non ha nessun valore pratico, a dire il vero – per far sostituire la proiezione cartografica di Mercatore con quella denominata “Equal Earth”, che mantiene la proporzione tra le superfici dei continenti. Per la cronaca, la risoluzione è passata con 164 sì, sei astenuti e un voto contrario, quello degli USA che hanno affermato che la risoluzione era “superflua”. Ma qual è il problema che impedisce di avere una mappa perfetta? Gilberto Bini in questo agile libretto ce lo spiega da un punto di vista matematico, scomodando il grande Gauss: la Terra è intrinsecamente diversa da un piano, a differenza per esempio di un cilindro che è sì curvo ma non troppo. Bini fa una storia della cartografia e spiega perché certi tipi di mappe siano più utili in certi casi anche se in altri diventano scomode: è vero che per esempio la mappa di Mercatore dà un vantaggio visivo all’Occidente, e questa è la ragione per cui ha resistito così a lungo: ma per i navigatori del Seicento e del Settecento aveva il grande vantaggio di permettere loro di seguire la rotta nel modo più semplice possibile. La matematica della cartografia insomma non è solo politica ma anche pratica: leggere questo libro permette di capire che le mappe non sono solo esercizi di stile.