Qualcosa sul caso Roggero
Io non trovo nulla di strano che a Mario Roggero non abbiano dato l’ergastolo ma 14 anni e 9 mesi: nonostante non potesse portare la pistola per un patteggiamento ottenuto in precedenza posso immaginare che fosse in stato di choc e la prima cosa che ha fatto è stata rincorrere i ladri e sparare (e continuare a sparare) loro. Io non avrei fatto lo stesso, ma semplicemente perché non avrei mai avuto una pistola con me. Non trovo nemmeno nulla di strano che la gggente e i giornali di destra cavalchino l’onda e chiedano che sia graziato Barabba, pardon Roggero. Se fossi un tipo ingenuo, mi aspetterei la stessa levata di scudi a favore di Shu Zou e Liu Chongbing, ma magari la notiza dell’omicidio da loro commesso si è persa da qualche parte. Non trovo nemmeno strano che Matteo Salvini non conosca il contenuto della legge sulla legittima difesa da lui firmata, che non prevede che uno insegua i ladri e si faccia giustizia da solo.
Quello che personalmente mi preoccupa di più è il ministro Nordio, che dovrebbe essere uno di quelli bravi, che corre subito a dire di avere avviato un’istruttoria per concedere la grazia al gioielliere, al che Mattarella gli ha – nemmeno troppo gentilmente, doveva essere incazzato nero – dovuto ricordare che senza richiesta di grazia l’unico che può proporla è il PdR. Poi vabbè, se tutto quello che un omicida riesce a dire è “Mattarella ha graziato Minetti, si metta una mano sulla coscienza” in effetti si potrebbe pensare a un tentativo di passare per una persona incapace di intendere.


Stefano Tonietto è noto – o almeno io lo conosco – per le sue parodie letterarie. Anche in questo caso, a parte la cornice dove un sedicente editore Stelvio La Faina cerca di pubblicare testi evidentemente falsi, troviamo una serie di parodie; ma forse il fatto stesso che il volume sia per buona parte una raccolta di quanto pubblicato in precedenza, e quindi manchi di un’unità reale, lo rende molto debole. Per dire, ho saltato quasi tutto il Canzoniere di Laula, ho letto giusto le ultime tre poesie quando è arrivata la madre; Una nuova isola per Pantagruele è probabilmente troppo lungo, così come le ristesure del Pinocchio. Non mancano però brani interessanti: tra i falsi leopardiani, il dialogo tra Messalina, Agrippina e Ottavia non è male, così come quello tra il cacciatore di unicorni e la donzella, soprattutto per il twist finale inaspettato come anche in La pizzeria di Babele. Anche Si fa ma non si dice e Che avrebbe scritto Dante da vecchio sono ben fatti e divertenti. In definitiva un libro per i fan di Tonietto.
