obituary

Francesco Guccini

Non posso dire di essere mai stato un fan di Guccini. Per dire, saprei cantare Dio è morto oppure Il vecchio e il bambino, ma non La locomotiva, e non parliamo dei brani dei decenni successivi, o dei suoi libri. Però ammiravo la sua cultura e il suo modo di porsi, con idee nette ma non urlate. Qualche giorno fa avevo sognato di ascoltare un servizio su un necrologio, ma avendo acceso la radio dopo l’inizio non ero riuscito subito a capire di chi si trattasse. Solo dopo un po’ mi ero accorto che parlavano di Guccini… Credo sia la prima volta che mi è successa una cosa del genere.

recensioni

Spider-Man: Brand New Day (film)

locandina Io sono fermo ai supereroi Marvel degli anni ’60, massimo ’70. Ho qualche idea del casino che ha fatto Marvel in questi decenni, a partire dal multiverso che permette di fare reboot a iosa, e della quantità di supereroi e supercattivi che è stata aggiunta. Aggiungete il fatto che non ho visto i tre film precedenti di questa linea temporale, e potete immaginare quanto io abbia capito della trama di Spider-Man: Brand New Day, anche considerato che le troppe scene di combattimento presenti dovrebbero avere l’avviso “sconsigliata la visione a chi è a rischio di epilessia”. Ho così scoperto solo dopo la visione che Frank è il Punitore (io pensavo fosse già apparso negli episodi precedenti, anche perché non conoscevo il personaggio) e poi solo per caso che Jean Grey faceva già parte dell’universo Marvel (e di nuovo non la conoscevo). Almeno sapevo già che zia May non aveva nulla a che fare con la zia May originale, quindi mi sono risparmiato questo colpo.

Diciamo che mezz’ora di film in meno sarebbe stata utile; inoltre ho avuto dei forti problemi con la suspension of disbelief. Guardate: io non ho nessun problema a immaginare che un ragazzo morso da un ragno radioattivo ottenga dei superpoteri e riesca nel contempo a crearsi un’IA che lo aiuti. Ma non accetto che possa parlare al telefono con l’ispettrice di polizia senza che a nessuno venga in mente di triangolare la sua posizione e scoprire la sua identità…

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Il lemma di Star Trek

Uno dei teoremi di geometria euclidea più utilizzati è quello che afferma che in un cerchio l’angolo al centro è il doppio dell’angolo alla circonferenza corrispondente: nella figura qui a fianco, l’angolo BOC è il doppio dell’angolo BAC.

Il teorema non ha un nome specifico: al più lo si può chiamare Euclide III.20, dal numero della proposizione degli Elementi che lo dimostra. Arthur Baragar, nel suo libro del 2001 A Survey of Classical and Modern Geometries, propose di chiamarlo “Lemma di Star Trek”, visto che il disegno ricorda il logo della Flotta Stellare. È vero che quel logo ha i lati un po’ curvi, ma chi siamo noi per non vedere la somiglianza con questa figura?

(fonte)

ia 2026, IA e informatica

OpenAI GPT-5.6 e ARC-AGI-3

Alberto Romero è rimasto impressionato del 7,8% di successi di GPT-5.6 nel test ARC-AGI-3. Questi test nascono per vedere se gli LLM riescono a risolvere problemi pensati apposta per essere facili da risolvere per gli umani ma non per le IA. Bisogna innanzitutto riconoscere che – sperando che le aziende non barino e non inseriscano delle clausole speciali per risolvere quegli specifici problemi – il progresso c’è stato eccome: sia ARC-AGI-1 che ARC-AGI-2 sono ormai inutili perché anche le IA sfiorano il 100% di successo. Ma con ARC-AGI-3 il record precedente era 1,5% di Opus 4.8, e GPT-5.5 aveva raggiunto lo 0,43%. Ma il vero punto pare essere che GPT-5.6 pare essere bravo nell’orientarsi in situazioni sconosciute: qualcosa che noi facciamo sempre senza nemmeno pensarci su, come quando prendiamo un oggetto mai visto e intuiamo come si deve usare, ma non era mai stato notato in un’IA.

Se effettivamente questo è il caso, confermo che siamo di fronte a un salto quantico: non so se possiamo già parlare di intelligenza artificiale generale (AGI, appunto), ma siamo sicuramente sulla buona strada. Però non ne sono molto convinto, vorrei prima vedere all’opera questi modelli. Poi vabbè, il costo per ottenere quel punteggio si stima essere intorno al 20000 dollari, ma quelle sono quisquilie!

giochi, giochi 2026

Quizzino della domenica: Un tavolino troppo piccolo

811 – geometria

Il mio amico Ugo mi ha fatto vedere un certo numero di piastrelle quadrate – piuttosto grandi, ma per comodità nei conti diciamo che sono di lato 1. Ne posa una sul tavolino quadrato di fronte a noi e mi dice che non posso aggiungerne un’altra senza sovrapporla alla prima e in modo che stia tutta sul tavolino. In effetti era proprio così, me ne sono accorto subito. La domanda è: quanto grande al più poteva essere il tavolino per far sì che Ugo potesse fare la sua affermazione? Se vedete la costruzione in figura, dove la piastrella messa da Ugo è quella rossa e alcuni possibili posizionamenti della mia piastrella sono indicati in celeste, un tavolino con lato 2 + (√2)/2 sarebbe sufficiente per far stare una (anzi, addirittura quattro) piastrelle. Ma Ugo potrebbe fare di meglio…


un quadrato con al centro una piastrella rossa inclinata di 45 gradi e ai lati altre quattro piastrelle celesti parallele ai lati del quadrato; le piastrelle celesti escono leggermente.

(trovate un aiutino sul mio sito, alla pagina https://xmau.com/quizzini/p811.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì. Problema da Fiddler on the Proof.)

rec 2026, recensioni

Magnifica Humanitas (ebook)

copertina La prima enciclica di papa Leone XIV è stata presentata come basata sull’intelligenza artificiale. In realtà non è affatto così: l’IA è sicuramente presente in molti punti, ma il vero scopo dell’enciclica è quello di aggiornare il mondo sullo stato della dottrina sociale nella Chiesa. D’altra parte non è un caso che Prevost abbia scelto come nome quello del suo predecessore che scrisse la Rerum Novarum.

Naturalmente l’IA ha una parte abbastanza importante, non foss’altro che perché sta diventando così pervasiva che non se ne può fare a meno; e il suo trattamento nell’enciclica è basato principalmente sul buonsenso, anche perché non si può certo pretendere né una visione filosofica né tanto meno tecnocratica. La visione teologica parte dalla doppia immagine di Babele, dove Dio punisce la hybris degli uomini, e la ricostruzione di Gerusalemme dopo l’esilio sotto la guida di Neemia, che riesce a convincere i reduci da Babilonia a collaborare tutti. È questa appunto la magnifica umanità che per Leone XIV dovrebbe essere l’obiettivo da porci.

Si sprecano ovviamente le citazioni ai predecessori e ai loro documenti; ma la parte che ho trovato più interessante è il mostrare come la Chiesa riconosca di avere sbagliato (per esempio sulla guerra giusta) e di vedere lo scorrere del tempo come un modo per capire meglio cosa è giusto fare.

Leone XIV, Magnifica Humanitas, Libreria Editrice Vaticana 2026, pag. 240, € 2,90, ISBN 9788826610931 – come Affiliato Amazon, se acquistate il libro dal link Bezos mi dà qualche centesimo dei suoi utili
Voto: 4/5

pipponi, pipponi 2026

Carte d’identità e scadenza nascosta

Leggo sul Post che finalmente è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto semplificazione che tra le altre cose avrebbe tolto la scadenza di validità alla carta di identità per gli ultrasettantenni. Sarebbe tutto bellissimo, considerando che dovrò rinnovare la carta d’identità proprio il giorno del mio settantesimo compleanno.

Poi vado a leggere il testo del decreto, e scopro che «Resta ferma la facoltà per l’interessato di chiedere il rinnovo della carta d’identità dopo dieci anni dal suo rilascio, ai fini della validità del certificato di autenticazione di cui all’articolo 1, comma 1, lettera g), del citato decreto del Ministro dell’interno 23 dicembre 2015.» Traduzione: se io voglio usare davvero la carta d’identità, e quindi autenticarmi in rete, non cambia assolutamente nulla: quando avrò ottant’anni, ammesso che io sia ancora vivo e sufficientemente capace di intendere e volere, dovrò rifarmi la coda in anagrafe, pagare, e aspettare la raccomandata con la mia nuova carta d’identità.

Attenzione: io capisco che il certificato digitale inserito nella carta abbia necessariamente una scadenza. Non capisco, ma mi adeguo, perché la CIE non abbia previsto la possibilità di aggiornare il certificato: ok, sarebbe sempre stato necessario fare l’operazione, ma non necessariamente spostarsi da casa. Quello che proprio non capisco è lo strombazzare la durata illimitata della carta, che all’atto pratico non è vera.

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