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Come si fattorizzano i numeri RSA

Uno dei metodi più noti di crittografia a chiave pubblica, RSA, si basa sul fatto che è difficile trovare i due fattori primi di un numero molto grande. Per dimostrare che in effetti i loro algoritmi sono robusti, nel 1991 gli RSA Laboratories hanno indetto una gara nella quale bisognava  trovare quali erano i due numeri primi che moltiplicati tra loro davano i numeri da loro presentati. La gara è stata ufficialmente chiusa nel 2007, ma comunque gli appassionati hanno continuato a lavorarci su. Era dal 2020 (subito prima del lockdown, nel caso qualcuno volesse fare delle battutine) che non c’erano nuove fattorizzazioni, ma a settembre 2026 ne sono state pubblicate due di nuove: RSA-260, un numero di 260 cifre, e RSA-896, un numero di 896 bit cioè 270 cifre. Come è stato possibile?

Per il caso di RSA-260 Alan Woodward ha scritto una spiegazione (relativamente) semplice della matematica che sta dietro la fattorizzazione di un numero N così grande. Usare il metodo banale (dividere N per tutti i numeri primi fino alla radice quadrata di N, e fermarsi quando il resto è zero) è impraticabile. L’idea che al momento funziona meglio è un’altra: cercare due numeri X e Y tali che X²−Y² sia un multiplo di N. Prendiamo per esempio N=91, un numero che tutti sanno non essere primo. Se X=20 e Y=6, abbiamo X²−Y² = 400−36 = 364 = 4·91. Ora, sappiamo che X²−Y² = (X+Y)(X−Y). Se non siamo così sfortunati per cui uno dei due fattori è un multiplo di N, sappiamo che i suoi due fattori primi sono uno da una parte e uno dall’altra; ci basta quindi trovare il massimo comun divisore tra X−Y e N. Nel nostro caso abbiamo 14 e 91; l’MCD è 7, che è uno dei fattori di 91. Ovviamente avremmo potuto fare la stessa cosa con X+Y, nel qual caso avremmo trovato 13. Questa è la prima idea alla base del General Number Field Sieve, GNFS per gli amici.

Tutto bellissimo, ma come troviamo X e Y? Qui arriva la seconda idea. Un numero si dice essere “facile” se è il prodotto di numeri primi piccoli. Per esempio 300 è 2·2·3·5·5, e 2, 3, 5 sono primi piccoli. Invece 1372081 è un numero primo, e quindi di primi piccoli nella sua fattorizzazione non ce ne sono. Il GNFS setaccia i numeri dell’ordine di N per trovare quelli che sono prodotti di primi piccoli e si salva la loro fattorizzazione; un crivello (sieve) che non è quello di Eratostene ma è pur sempre un crivello. Una volta che abbiamo tante fattorizzazioni, è relativamente semplice costruire dei quadrati perfetti: basta provare a moltiplicare coppie di candidati per avere un risultato dove tutti i primi appaiono un numero pari di volte. Lavorare con primi piccoli rende più semplice fare questi accoppiamenti, tutto qua. Tutto qua si fa per dire, perché comunque anche questo accoppiamento equivale a una moltiplicazione di matrici sparse di elementi 0 e 1. (“sparse” perché di 1 ce ne sono pochi.) Proprio il tipo di operazioni che fanno gli LLM, tra l’altro. In realtà non si usano gli interi ma gli anelli Z[r], dove r è la radice di un polinomio irriducibile, che cioè non ha radici intere; in questo modo si riducono molto i candidati possibili e quindi si velocizza la computazione.

Naturalmente “velocizzare” è sempre relativo: Eric Lu, che ha fattorizzato RSA-260 con la sua startup Cognition, ha detto che l’operazione è costata 13,5 anni di GPU, per un costo teorico di 400000 dollari. In realtà ha usato tempo morto dei computer di Cognition, quindi il costo è teorico. Inolte ha usato un assistente software IA, Devin, per accelerare le operazioni. La stima di Lu è che si potrebbe dimezzare il costo senza grandi modifiche, e il costo per craccare RSA-1024 sarebbe intorno ai 30 milioni di dollari. Considerando che le chiavi a 1024 bit sono state deprecate nel 2013; la lunghezza minima di chiave suggerita è 2048 bit, e anche il GNFS non può fare molto. Si potranno fare miglioramenti? Non si sa, ma così ad occhio non credo che l’IA possa aiutare in questo campo, se non appunto a migliorare il software attuale.

 

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io, io 2026

Ebbene sì, c’ero anch’io

Ieri sera, tornato dalle prove del coro, Anna mi dice che Cecilia ha ricevuto su WhatsApp reel di Instagram e messaggi che dicevano che l’indomani ci sarebbe stato casino alle scuole. Cerco di capire cosa è successo, e mi faccio l’idea che è tutta una strategia per impaurire la gente. Diciamo che al limite mi preoccuperei per cosa succederà venerdì e nel weekend, ma in settimana no.

Stamattina quando suona la sveglia Anna mi dice “Allora accompagni a scuola Cecilia?”. Che dovevo rispondere? Vabbè, era chiaro che il mio fattivo contributo nel caso ci fossero davvero stati disordini sarebbe stato fare immediatamente dietrofront, ma tant’è.

Arrivati davanti alla scuola, come del resto preannunciato dalle compagne di Cecilia e in seguito anche segnalato sul giornale,  ci siamo trovati un picchetto. Tanti studenti fuori dai cancelli chiusi, una ragazza con un megafono che diceva qualcosa di incomprensibile: una volta i megafoni li facevano meglio. Zero polizia, anche nelle vie vicine. Sono poi arrivate due compagne di Cecilia, che mi ha fatto amabilmente capire che potevo togliermi dai piedi, cosa che appunto ho fatto. Alle 9 ha poi scritto che sono entrati in classe, ma erano in quattro: insomma tutto secondo copione.

L’unica cosa che mi chiedo è da dove sono partiti tutti i messaggi, considerando che da quanto ho capito non erano limitati alla scuola di Cecilia.

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io, io 2026, milano

Bivaccinato anche quest’anno

Mercoledì scorso mi sono ricordato che era possibile vaccinarsi per influenza e Covid – io sono un soggetto fragile, lo potevo fare gratuitamente già prima di arrivare a 60 anni – e così ho preso il PC e sono andato a prenotare. Eccovi la mia relazione, a bullet come se io fossi un LLM.

  • Trovare il sito corretto: migliorabile. Almeno nella stagione delle vaccinazioni mi sarei aspettato un link direttamente dalla home page del fascicolo sanitario, e invece ho dovuto scavare un po’ e capire che il link alle vaccinazioni per chi andava all’estero valeva anche per chi all’estero non ci andava.
  • Disponibilità: ottima. Avrei già potuto vaccinarmi il giorno dopo, ho scelto di farlo venerdì perché tanto ero a casa. C’erano anche farmacie vicino a casa, ma ho preferito andare a Villa Marelli che è un presidio distaccato del Niguarda.
  • Organizzazione di Villa Marelli: pessima. Avevo un appuntamento per le 8.15; ho poi visto che ne facevano quattro l’ora. Hanno cominciato a chiamare alle 8.35, nonostante il primo turno fosse alle 8, e io sono passato alle 9.10. Del resto c’era solo una coppia di incaricati, quindi eravamo tutti in fila.
  • Burocrazia interna: pessima. Ho scoperto che secondo loro io avevo residenza dove in effetti sto ma domicilio nel vecchio indirizzo che ho lasciato quasi 17 anni fa. Almeno metà delle domande è stata relativa a cose che dovrebbero già sapere, e non esiste il modo di scaricarsi a priori l’elenco delle domande così quando uno arriva può già dire cosa è cambiato.
  • Vaccinazione vera e propria: forse l’ho patita un po’ più del solito come fastidio. Sicuramente non ho avuto febbre, ma indolenzimento che poi nei due giorni successivi si è spostata tra collo e spalle probabilmente perché dormivo male.

In definitiva l’esperienza, come ormai si dice, deve essere parecchio migliorata se si vuole puntare a una maggior percentuale di vaccinati.

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admin

Statistiche del sito per settembre 2026

Mi ripeto: le statistiche di traffico non hanno più senso. A seconda di quale crawler arriva, i dati cambiano completamente. Ad ogni modo, ecco il riassunto:

Visitatori unici 109.119 (-38812)
Numero di visite 180.774 (-26576)
Pagine accedute 322.491 (-83867)
Hits 510.448 (-84139)
Banda usata 8,31 GB (-2,29 GB)

Giorno con meno visite domenica 13 (2850), massimo mercoledì 23 (13436), media 6025. La Top 5:

  1. Consegna con Voc: 1704 visite
  2. Call center sanitari invasivi: 787 visite
  3. E se Pangram dicesse che i miei testi sono generati dall’IA?: 7178 visite
  4. Codice bianco all’Ikea: 689 visite
  5. Tasse sulle tasse: 648 visite

Otto altri post sopra le 500 visite. Per la prima volta “Romanaccio” si è fermato sotto (499 visite): in compenso qualche bot si è cimentato con i miei quizzini, e ce ne sono cinque sopra soglia.

Query Google: abbiamo 1872 (-43) clic da mobile, 727 (+233) da desktop e 48 (-5) da tablet. inque giorni sopra i 100 clic, massimo lunedì 28 con 168. Le prime 10 query, con tra parentesi le impressions:

114 (553) codice bianco ikea
58 (196) insulti romani
43 (762) voc corriere
40 (398) 02 78655540
36 (600) consegna con voc
34 (39) notiziole di mau
34 (38) notiziole mau
32 (295) voc spedizioni
32 (81) insulti romaneschi
29 (264) insulti in romano

ia 2026, IA e informatica

La piaggeria degli LLM

grafico sui voti dati da un LLM a una serie di poemi (generati sempre da LLM). Se gli si dice che sono umani dà un voto un po' più alto.Adam Kucharski ha fatto un esperimento peculiare: ha chiesto a ChatGPT-5.5 Instant di generare dieci poemi, di qualità variabile da 1 a 10 (qualsiasi cosa voglia dire “qualità di un poema generato da un LLM”; ma possiamo immaginare che ci sia un certo qual ordinamento). A questo punto ha preso i poemi generati e ha chiesto sempre a ChatGPT-5.5 Instant di valutare la qualità, sempre tra 1 e 10; ma nel prompt ha detto a volte che il poema era generato da un umano e altre volte che era generato da un LLM. Mediando su tre voti per poema, per ridurre l’influsso della casualità, i risultati sono mostrati nel grafico qui a destra. Come si può vedere, se si diceva al chatbot che l’opera era umana il voto era in media un punto superiore. Notate che Kucharski non ha detto che erano stati scritti da lui, il che avrebbe potuto far pensare a un po’ di tipica piaggeria: la differenza è proprio tra testi che si afferma essere genericamente umani. Che poi non lo fossero è ovviamente irrilevante.

C’è però un’altra cosa che Kucharski non ha scritto ma che salta subito agli occhi: l’IA ha compresso i giudizi che ha dato, evitando di dare un voto 1 oppure 10. La cosa non mi stupisce per nulla. Già il fatto che il modello scelga la risposta più probabile tende a lasciare da parte i valori estremi, non foss’altro che perché non è detto che scelga sempre il percorso estremo. Ma credo che nella programmazione ci sia anche qualcosa che sterzi i risultati verso un’aurea mediocritas che come negli oroscopi male non fa mai…

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giochi, giochi 2026

Quizzino della domenica: Arbelo

822 – geometria

L’arbelo, da una parola greca che indicava il coltello usato dai calzolai, è una figura delimitata da tre semicerchi: nella figura qui sotto l’arbelo è la parte colorata in verde. Supponete che il rapporto tra il cerchio piccolo e quello grande lasciati in bianco nella figura sia x; qual è allora il rapporto tra l’aria dell’arbelo e quella del semicerchio rosso?

un arbelo in un semicerchio e un altro semicerchio nel semicerchio rimanente
(trovate un aiutino sul mio sito, alla pagina https://xmau.com/quizzini/p822.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì. Problema da Proof Positive.)

rec 2026, recensioni

The Future of Graphic Design (ebook)

[Disclaimer: Ho ricevuto il libro grazie al programma Early Reviewer di LibraryThing]
Leggendo il libro ho avuto la netta impressione che fosse scritto usando molto pesantemente l’IA. I brevi testi nelle singole pagine hanno una prosa generica che potrebbe essere tranquillamente applicata a concetti qualunque, quello che io chiamo “effetto oroscopo”. Le immagini del libro sono naturalmente creato con l’IA, ma dato che quella è la tesi del libro non ci trovo nulla di male. Ma prendiamo per esempio il concetto del Green-T. leggendo il libro scoprite che l’IA può aiutare a fare bellissimi progetti, che Adobe Firefly ha dei problemi con il testo nelle immagini (pagina 97), ma l’autore non indica quali sono le caratteristiche belle e brutte dei porgetti mostrati: come si può imparare qualcosa semplicemente guardando le immagini? Un altro esempio è il workflow di pagina 120. È corretto, o almeno penso che lo sia, ma non dà esempi di cosa fare in pratica. Il portfolio con i progetti creati da Soubra mostra che sa fare tante belle cose; ma ancora una volta non spiega nemmeno in una piccola parte perché ha fatto le scelte che ci presenta. Alla fine c’era qualcosa che corrispondeva a quello che mi aspettavo dal libro: ma ero ormai a pagina 183, un po’ troppo tardi.

Nader Soubra, The Future of Graphic Design, 2026, pag. 234, € 2,9, ASIN B0H423Z7S3 – come Affiliato Amazon, se acquistate il libro dal link Bezos mi dà qualche centesimo dei suoi utili
Voto: 2/5

pipponi, pipponi 2026

Paolo Giordano e il luddismo anti-IA

Paolo Giordano ha deciso: scriverà il suo nuovo romanzo su un computer non connesso alla rete, salverà il tutto su una chiavetta USB e lo consegnerà così alla sua agente, che dovrà fare lo stesso con la casa editrice. Per il momento ha tolto dall’altro computer tutte le “migliorie IA”, compreso il filtro che catalogava le mail che arrivano (ma vivaddio, non puoi filtrare mailing list e simili con un indirizzo email specializzato?) Il tutto perché non si fida delle IA che gli prendono tutto quello che scrive (presumbilmente vero) per farne chissà cosa. Le fa da controcanto Chiara Valerio, che dice di avere imparato a a non guardare il riassunto IA di Google quando lei fa una ricerca. (Anche qui, vivaddio, basta aggiungere un nuovo motore di ricerca che appende alla stringa di ricerca il codice magico &udm=14 e il riassunto IA sparisce automaticamente).

Vi dirò: non riesco proprio a capire queste prese di posizione. Un tassonomista come me capisce perfettamente il concetto di avere tutte le versioni del proprio manoscritto: in genere non lo faccio ma solo perché sono pigro. Posso anche capire il non voler mettere nel cloud il proprio testo, per la serie “non si sa mai”; ma credo che se un agente IA riesce a penetrare nei nostri hard disk i manoscritti sono l’ultimo dei problemi, considerando quello che teniamo. Ma quello che mi chiedo è se uno scrittore è preoccupato perché un’IA potrebbe pubblicare prima di lui un libro con le idee che ha faticosamente raccolto; perché se il problema è semplicemente non volere che l’intelligenza artificiale si appropri delle idee, credo che tutti concordino che il giorno dopo che un libro è uscito questo accade, legalmente oppure no. E poi, sia Giordano che Valerio hanno una formazione scientifica, con un curriculum anche maggiore del mio: se loro hanno queste idee, cosa devono fare gli umanisti? Andare in una comunità amish?

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