Leggo da Silvia Bencivelli che tra i tanti enti inutili che dovrebbero essere tagliati dalla spending review montiana ci dovrebbe essere (il condizionale è d’obbligo, qui le cose cambiano da un’ora all’altra) l’INdAM, cioè l’Istituto Nazionale di Alta Matematica. Mi sa che non sia nemmeno la prima volta che se ne parli, anche se non ne ho mai scritto qui sul blog.
Ora, la vecchia barzelletta che racconta la differenza tra un fisico sperimentale, un matematico e un filosofo non è forse così vicina alla realtà, ma se quanto Bencivelli scrive è vero i risparmi che si otterrebbero accorpando l’INdAM al CNR sarebbero dell’ordine di 20.000 (ventimila) euro l’anno, forse 30.000 (trentamila) su un bilancio di vari milioni in finanziamenti nazionali ed europei. Certo, un centesimo risparmiato è un centesimo guadagnato. Certo, per quanto ne sappiamo il governo taglierà anche questi finanziamenti: a che serve la matematica quando abbiamo i compiuters? Ma il tutto mi fa pensare che gli esperti abbiano fatto la loro ponderata scelta guardando i nomi e selezionando quelli più buffi.
(non conoscete la barzelletta? la differenza è che il fisico sperimentale per lavorare ha bisogno di carta, penna, una scrivania con un cestino e un miliardo di euro per costruire un acceleratore di particelle. Il matematico ha bisogno di carta, penna, una scrivania con un cestino. Il filosofo ha bisogno di carta, penna e una scrivania…)
Spending review e ospedali
Stavo guardando sul Corsera la lista degli ospedali che dovrebbero venir chiusi. Ho notato che a Milano non ce n’è nessuno, mentre a Torino ce ne sono ben quattro. Di due non so che dire. Per l’Oftalmico, posso immaginare che abbia senso accorparlo con qualche altro ospedale: tra l’altro è in una posizione piuttosto chiusa, ma in pieno centro di Torino a pochi passi dalla stazione di Porta Susa. Magari ci fanno anche dei soldi su a buttarlo giù e costruirci non si sa bene cosa.
Ma l’Amedeo di Savoia è un ospedale specifico per le malattie infettive, messo in una posizione strana (in mezzo a un’ansa della Dora, il che ha un senso per il tipo di ospedale che è), dove non si può costruire per rischi di esondazione. Insomma, spostare i malati mi pare complicato, farci soldi pure: qual è la logica dietro tutto questo?
Bossone di Higgs
Non ho seguito la conferenza stampa al CERN in cui – se non ho capito male – i fisici hanno affermato che hanno fatto un po’ di conti e i risultati degli esperimenti sono molto altamente compatibili (tipo, c’è una probabilità su un milione di sbagliare) con l’esistenza del bosone di Higgs, particella da non confondersi col Bossone di Higgs, una particella indipendentista che appare in unico colore (verde) e interagisce solo con le altre particelle esotiche, cercando di annichilarle.
Però l’idea di parlare dell’esistenza di una particella che non si fa vedere è interessante: potrebbe essere riciclata per definire i tagli alla spesa pubblica.
Il Comune NON risponde
Ricordate questo mio post sul bilancio previsionale del Comune di Milano? Quello che non avevo scritto nel post è che avevo scritto al Comune, tramite l’apposito modulo web che già ho usato in passato, per chiedere se fosse possibile visionare il bilancio.
Ieri leggendo vb ho scoperto che no, non si può fare: a quanto sembra fintantoché il bilancio non è approvato è un segreto di stato. Tutto quello che si può sapere sono le notizie filtrate dai consiglieri comunali (in questo caso l’ex-eterno vicesindaco DeCorato) che rischiano non si sa bene quali sanzioni per aver incautamente diffuso queste informazioni. Amen.
Quello che però proprio non va è che il Comune non si sia affatto degnato di rispondermi. Avessero scritto “ci dispiace, ma non si può ancora visionare il bilancio” uno se ne sarebbe magari fatto una ragione… ma a quanto pare il silenzio è d’oro, e chissà se riesce anche a migliorare il bilancio comunale!
l’altro 55%
A quanto leggo, ieri sera ci sono stati 23 milioni di persone (immagino maggiorenni) a vedere la finale del campionato europeo di calcio. Quindi ci sono stati 28 milioni di italiani che la partita non l’hanno guardata, il 55% dei maggiorenni. Nel mucchio mettete anche Anna e io, che più o meno al fischio iniziale abbiamo portato i bimbi a giocare ai giardinetti: non una grande idea, considerate le zanzare e il fatto che Jacopo se l’è fatta addosso, ma tant’è. Verso le 22:30, tornati a casa e messi a dormire i bimbi, il mio commento è stato “dev’esserci stata una scoppola, visto che è tutto silente”. In effetti…
Insomma, mettiamo le cose nella giusta prospettiva :-)
Quizzino della domenica: calamite
Un gioco dei miei bimbi è la pesca magnetica. Ci sono venti figurine di pesci con un pezzetto di ferro al loro centro e vari punteggi, e quattro canne da pesca con un magnete all’estremità della lenza. Ogni giocatore pesca con la canna un pesce, e chi ottiene più punti vince. A me più del gioco interessavano le canne: per come erano fatte, appariva solo un lato del magnete, e quindi poteva darsi che due canne si attraessero oppure si respingessero a seconda che la polarità del lato del magnete fosse positiva o negativa.
La probabilità di poter opportunamente far attrarre le canne a due a due è maggiore, uguale o minore del 50%? Si suppone che si cerchi di fare il migliore accoppiamento.
(un aiutino lo trovate sul mio sito, alla pagina http://xmau.com/quizzini/p041.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì.)
_Algorithmic Puzzles_ (libro)
Molti problemi matematici possono anche essere considerati “problemi informatici”. In definitiva, risolvere il problema significa trovare un algoritmo tale che anche lo stupido computer possa risolverlo. In questo libro (Anany Levitin e Maria Levitin, Algorithmic Puzzles, Oxford University Press, pag. 257, Lst 13,99, ISBN 9780199740444) ci sono per l’appunto centocinquanta problemi di questo tipo. Gli autori in un certo senso barano, perché a volte ci sono anche dimostrazioni di impossibilità in alcuni casi e quelle non sono certo algoritmiche; ma non importa. Quello che importa è che ci sono i problemi, ci sono le soluzioni, ci sono le spiegazioni delle tecniche adottate per risolverli (mi ero dimenticato: la prima sezione del libro contiene un tutorial con alcuni problemi risolti e l’elenco di tecniche classiche per risolvere questi problemi, dal divide-et-impera al togli-uno). Il tutto con un taglio più informatico che strettamente matematico, il che forse potrebbe risultare più interessante per alcuni.
Tutti i problemi hanno sempre una spiegazione che rimanda alle tecniche usate nella loro risoluzione, oltre che – per quanto possa essere possibile in un campo come quello dei giochi matematici in cui spesso ci si passavano le cose in maniera carbonara – l’indicazione di dove il problema è stato presentato per la prima volta, magari in forma leggermente diversa.
Un’opera altamente consigliabile per gli appassionati di matematica e di informatica, insomma!
Cara Michela…
Io non sono un guru. Non sono un influencer. Non sono neppure una figura così nota nel mondo digitale, se non in qualche nicchia di vecchietti miei quasi coetanei. In compenso sono un noto rompicoglioni se qualcuno fa qualcosa che non va.
Pertanto, cara Michela Gastone di N-p-N Agency, ti scrivo qua pubblicamente una cosa. Non so chi tu sia, né a dire il vero me ne può importare più di tanto. Non avevo mai sentito parlare della tua agenzia, che a quanto leggo è nata alla fine del 2011 come «divisione di NetPayNet incentrata sul mondo della comunicazione digitale, del web marketing e dei social media». Se però l’idea di agenzia è andare a cercare uno a uno i blogger (perché ci vuole anche del lavoro, intendiamoci: per scrivermi, occorre andare a trovare la pagina con l’apposito modulo e compilare i campi) e scrivere loro un messaggio “personalizzato!” dal testo – nel mio caso –
il WWF ha bisogno anche del tuo aiuto.
E' in corso la nuova campagna Millenium club per il Major Donors Recruitment e per realizzare, di conseguenza, importanti progetti in difesa della biodiversità.
La tua attività di blogger è fondamentale per il WWF, perché permette all'Associazione di comunicare allesterno mostrando il suo lavoro attraverso gli occhi dei suoi sostenitori.
seguito da copincolla di un comunicato stampa e con la chiusa
Sperando che la campagna possa trovare un po' di visibilità anche nel Tuo blog, Ti ringrazio per l'attenzione e, in attesa di riscontro, resto a disposizione per qualsiasi ulteriore informazione.
ti assicuro che non stai affatto facendo bene il tuo lavoro, e il WWF non dovrebbe affatto essere contento. Non esiste il concetto “i blog / i blogger”, e quello credo dovrebbe essere chiaro anche a chi non si è laureato in scienze della comunicazione. Esistono tanti tipi di blogger. Ci sono quelli che non si fanno problemi a fare delle marchette, e in genere non chiedono nemmeno molto: il buonanima di Fabio Metitieri aveva celiato sull’unità di pagamento pratica, i tramezzini. Ci sono i blogger che le marchette le fanno anche gratis, se qualcosa li ispira: in fin dei conti scrivono per loro diletto e per quei quindici secondi di web-fama che chiunque potrà avere, e se un tema gli piace non vedono perché non parlarne. A me è capitato di farlo, non mi faccio mica troppi problemi. Ma i veri rompicoglioni come me non hanno nessuna voglia di essere tirati per la giacchetta. Se qualcuno mi chiede gentilmente – e magari mostrando che non mi ha semplicemente preso da una lista – se sono interessato al tema X io posso decidere sì o no, ma in ogni caso gli risponderò; sto giusto per declinare cortesemente un altro invito che mi è arrivato oggi. Ma se qualcuno arriva pensando di darmi tutta la pappa fatta e che io anzi gioisca per la Grande Opportunità Concessami… beh, quello che si trova è un post come questo.
In fin dei conti, quel minimo di autorevolezza che io ho per i miei ventun lettori da dove pensi che arrivi?