#telospiegamau

Lo so, a dicembre vi ho già spammato sin troppo con la collana di ebook Altramatematica, quella con il mio Matematica e infinito. Però, se ricordate bene, ho anche accennato al fatto che io sono informalmente il curatore della collana, il che significa che sono sempre alla caccia di qualche internauta che sappia scrivere, sappia scrivere di matematica, e soprattutto sappia scrivere di matematica in maniera pop. Posso così anticiparvi che domani verrà pubblicato un nuovo ebook… rosa. Ma non c’entrano gli Harmony né la Gazzetta dello sport: provate a indovinare di chi si parla!
Tornando alla collana #40kmate, è stata finalmente ufficialmente attivata la pagina #telospiegamau. (c’era già da prima, ma non lo sapeva quasi nessuno). A che serve? Semplice. Qualcuno ha comprato questi librini e non ha capito qualcosa? Bene (o male): significa che non siamo stati capaci di spiegare abbastanza bene le cose. Avete capito così bene che vi sono venute in mente altre idee correlate? Benissimo. In entrambi i casi potete provare a chiedere lumi attraverso questa pagina: se ne sono in grado, vi risponderò direttamente lì. Insomma, che l’ebook può anche ampliarsi “esternamente”. È vero che quella di #40kmate è “matematica pop”, e l’idea è che si possano leggere i libri senza pensare che si stia facendo matematica: ma se uno vuole comunque farla non lo sgridiamo mica!
Un’unica avvertenza: non chiedetemi di verificare nuove dimostrazioni di vecchi e nuovi teoremi. Con ogni probabilità non ne sarei capace, e quindi non inizio neppure a verificarle.

Ha capito tutto (come sempre)

Ieri a Sesto San Giovanni è successa una tragedia. Una madre di tre gemelli è stata ammazzata da un furgone che nel fare retromarcia all’interno di un condominio ha schiantato una ringhiera ed è caduto sulla rampa dei box dove la poveretta stava salendo con la bicicletta. L’operaio che stava spostando il furgone non aveva neppure la patente, per la cronaca.
Ovviamente c’è chi non perde l’occasione di farsi notare: citando da Repubblica, «Sulla vicenda interviene Viviana Beccalossi, assessore al Territorio della Regione Lombardia, per dire che “l’introduzione del reato di omicidio stradale non può più neppure di un giorno.”» (manca un “essere rimandata”, immagino, ma quello non è colpa dell’assessore Beccalossi bensì di chi ha composto l’articolo). Qualcuno avrebbe il coraggio di spiegare all’assessore Beccalossi che quello non è un caso di omicidio stradale per l’ottima ragione che il furgone era su territorio privato e non su una strada, tanto che l’autista è indagato per omicidio colposo ma non per guida senza patente? (Sì, già l’idea di proporre il reato di “omicidio stradale” è una perfetta idiozia, ma tant’è)

Povia potrebbe essere intelligente

Giuseppe Povia è un noto maître à penser italiano, invidiatoci da tutto il mondo. Le sue esternazioni musicali sono ben note, ma ciò che è davvero interessante è leggere il suo pensiero sui Grandi Problemi che Attanagliano il Mondo. Ieri, per esempio, ha comunicato urbi et orbi il suo pensiero riguardo ai terremoti, affermando che la terra «è anche popolata da 7 miliardi di persone che si muovono e questa potrebbe essere un’altra causa» dei terremoti, appunto.
La frase ha già fatto il giro dell’internet, ma nessuno tra quelli che ho letto ha posto l’accento su un fatto all’apparenza minuscolo ma a mio parere ancora più pericoloso. Povia non ha mica espresso certezze, ci mancherebbe altro! Lui ha detto che i sette miliardi di persone che si muovono potrebbero essere la causa dei terremoti. Detto in altro modo: Povia si arroga il diritto di poter fare un’affermazione senza nemmeno iniziare a valutare la sua validità; questo ovviamente perché impedirglielo sarebbe una violazione della sua libertà.
Ora, io ho già molti dubbi quando la gente tira fuori possibili cause (come il freaking fracking, rimanendo nel campo dei terremoti) dove la confutazione non è banalissima perché occorre avere a disposizione un certo insieme di dati. Ma in casi come questo non ci vuole molto a fare due conti spannometrici: se non ho sbagliato i conti, l’umanità pesa 4*10^11 kg e la terra 1,5*10^24 kg. (Nota: ho poi controllato, e qui si dice che ho sbagliato di un fattore 4 il peso della Terra. Poco male) Quindi la massa di un uomo rispetto a tutta l’umanità è proporzionalmente maggiore della massa dell’umanità rispetto a quella della terra. Poi certo, si possono fare conti più corretti: ringrazio Lele Forzani per avermi recuperato il link a What If? che ricordavo nebulosamente di avere visto. Ma ripeto: i conti li si poteva fare a mente, e senza avere chissà quali conoscenze. (D’accordo, potrei sopravvalutare le conoscenze di Povia. Mi scuso) Mettersi a scrivere “potrebbe succedere così” è proprio come il “è un caso? noi pensiamo di no” che è il leit motiv di Voyager, che in Italia passa per “trasmissione scientifica”.
Quando all’inizio del diciassettesimo secolo Galileo diede inizio al metodo scientifico, rivoluzionò la scienza spiegando che Aristotele aveva perfettamente ragione nel cercare teoricamente i modelli per spiegare come funziona il mondo, ma poi i modelli dovevano essere messi in pratica, e non ci si poteva fidare semplicemente di un ragionamento che filava bene. Ora la ruota ha compiuto un giro completo: l’argumentum ab auctoritate non solo è tornato in auge, ma l’autorità si misura col numero di follower. D’altra parte, se così tanta gente ha fiducia in te, un qualunque tuo pensiero ha implicitamente un valore, no?

Musica bidimensionale

Domenica ho cantato – con un centinaio di altri coristi e una ventina di orchestrali – il Requiem di Mozart K626. Considerando che la prima prova con l’orchestra l’avevamo fatta venerdì, ed era persino aperta al pubblico (siamo pazzi) bisogna dire che siamo stati davvero bravi, ma non è di quello che volevo parlare.
Mentre cantavo, barcamenandomi tra il controllare il direttore e il leggere la parte che come sempre non mi ricordavo a memoria, mi sono accorto che c’è una differenza enorme tra quando ascolto un brano di musica classica (non solo da un disco, ma anche dal vivo) e quando lo canto. È una sensazione difficile da spiegare a parole: in pratica, mentre l’ascolto per così dire passivo è monodimensionale (la musica fluisce nel tempo) quando canto l’ascolto diventa bidimensionale: sento le varie parti molto distintamente pur nel loro amalgama, come se io mi trovassi all’interno di un puzzle, o forse di una costruzione fatta con i Lego, e attaccassi insieme tutti i vari pezzi.
È una cosa che capita solo a me, o qualcuno ha provato un’esperienza simile?

Virgillito, sarai contento!

Ricordate il racconto di Daniele Virgillito, su come si sia vantato di aver fregato giornali e televisioni inserendo su Wikipedia citazioni false? Bene. Oggi è morto Claudio Abbado (requiescat in pace), e abbiamo subito avuto l’aggiunta di questa citazione, seguita subito da questa (anche reiterata dopo che era stata eliminata). Dopo che la voce è stata semiprotetta in modo da fermare momentaneamente gli utenti anonimi, si è continuato con questa.
Il problema per Wikipedia non c’è stato; non siamo così stupidi, e le citazioni sono state eliminate in un minuto o due. Ma sicuramente ora Virgillito potrà fregiarsi del titolo di “trendsetter”, e Wired Italia di essere sempre all’avanguardia nel parlare delle nuove tendenze in rete. Complimenti a tutti.

(non) quizzino della domenica

Perché oggi non c’è il quizzino della domenica? semplicemente perché ho il sospetto che la spinta propulsiva si sia esaurita, e quindi mi sono stancato di cercare quizzini e metterli su :-)
Ora dovrei rimettere in sesto il materiale (avevo anche fatto una bozza del volume 2, ma posso anche fare il 3!)

perché no?

Sono uno di quelli (pochi, a quanto pare: o sicuramente pochi ad esprimerlo pubblicamente) che non trova affatto strano che Matteo Renzi abbia invitato Silvio Berlusconi nella sede PD del Nazareno per discutere sulla possibile futura legge elettorale.
Certo, Berlusconi è un pregiudicato, e per truffa ai danni dello stato. Certo, io con Berlusconi non andrei mai a prendere un caffè. Ma la legge elettorale di uno stato è qualcosa che dovrebbe essere decisa da una maggioranza quanto più ampia possibile, e volenti o nolenti un elettore su 5 vota comunque per Forza Italia (o credete che il Nuovo Centro Destra abbia chissà quale forza?). Basta solo ricordarsi che discutere non significa accettare supinamente, ma Renzi non mi pare il tipo.

_Kangourou dell’informatica 2012_ (libro)

[copertina] I giochi Kangourou, che come avrete capito dal nome sono di origine francese, sono delle competizioni a squadre dedicate ai giovani studenti, che con la scusa dei giochi scoprono i rudimenti delle scienze (ma non solo… nel Quadrathlon c’è anche lo slalom gigante: mens sana in corpore sano)
Questo libretto (AA.VV., Kangourou dell’informatica 2012, Edizioni Kangourou 2012, pag. 64, € 6, ISBN 9788889249307) raccoglie i quesiti dei giochi Kangourou dell’informatica, dati nell’edizione italiana 2012. I problemi possono essere ritenuti più o meno carini, oltre che più o meno difficili; ma tanto ci sono le soluzioni, quindi non ci si deve preoccupare più di tanto. Quello che mi è davvero piaciuto è la parte successiva alle soluzioni. Il grande guaio dell’informatica è che non è facile riuscire a metterla a fuoco, soprattutto in maniera comprensibile a un ragazzo. Bene, dopo la soluzione di ogni problema c’è la sezione “Anche questa è informatica!” dove il problema pratico è messo in relazione con i temi informatici teorici sottostanti. Questa parte chiaramente non serve tanto al ragazzo quanto ai suoi insegnanti, che presumibilmente queste cose le sanno già ma in questo modo hanno già pronta una traccia per spiegare agli studenti cosa ci sta dietro. La sezione “Approfondimenti” invece è utile per tutti, visto che dà ulteriori informazioni non necessariamente legate all’informatica.
Secondo me, insomma, potete farvi una cultura anche se non siete informatici… senza contare che il testo del libretto è liberamente disponibile.