Millelire online

Vi ricordate i Millelire? Erano stati un’idea di Marcello Baraghini: libriccini di 32 pagine (più raramente 64), senza copertina vera e propria, con testi fuori diritti (o quasi…), venduti per l’appunto a mille lire. Trovate qualche notizia anche su Wikipedia. Il grande problema di quei libri, a parte ovviamente la fragilità, fu la difficoltà nella distribuzione: la percentuale per i distributori era la stessa che per gli altri testi.

Che succede ora? Che – come mi ha fatto scoprire la mia amica Paperdoll – Baraghini ha pensato bene di lasciare disponibile la versione pdf scansionata di molti di questi libretti, continuando la sua battaglia contro il copyright. Ho apprezzato molto questa idea… anche se mi chiedo se non sia ancora legata al Novecento. Ora mi aspetterei una crociata con testi in formato epub (non certo quello proprietario di Amazon…), che sarebbero più semplici da creare e diffondere. Voi che ne pensate?

Bispensiero

Titolo notizia sull’intranet aziendale:
Sarà agevolata la fruizione dei permessi retribuiti 2016, non ancora goduti, attraverso una specifica pianificazione

Testo della notizia:
​Tutti i colleghi saranno a breve coinvolti in una pianificazione che prevede la completa fruizione, a partire dal 1° luglio ed entro il prossimo 31 dicembre, dei Permessi retribuiti annuali spettanti per il 2016 e non ancora goduti: Permessi in sostituzione delle festività religiose soppresse; Permessi retribuiti individuali; Permessi per riduzione dell’ orario di lavoro.

Traduzione:
Siamo costretti a prendere i permessi di ex festività, anziché lasciarli nel monteore per due anni e poi farceli pagare. Ma naturalmente questa è una agevolazione.

Nota:
Il CCNL per la precisione afferma:

In caso di esigenze connesse a situazioni di difficoltà aziendale di carattere economico e/o produttivo, l’Azienda, previo esame con le RSU nel corso del quale saranno illustrate nel dettaglio le ragioni che rendono necessario il ricorso a tale istituto, potrà disporre la fruizione di detti permessi residui.

Osservate come non sia nemmeno richiesto un accordo con il sindacato, ma semplicemente di fare un esame congiunto. Peccato che si siano dimenticati anche di convocarli. Comunque non preoccupatevi: le condizioni economiche non sono così critiche da eliminare gli MBO per i dirigenti.

Libreriamo

La scorsa settimana Mitì Vigliero ha scritto sul suo profilo Twitter a proposito del sito Libreriamo, che aveva preso alcuni dei suoi articoli e li aveva ricopiati aggiungendo in calce la scritta ©RIPRODUZIONE RISERVATA. No, non c’era scritto da nessuna parte che gli articoli erano di Mitì. A questo punto la gente ha cominciato a scoprire altri articoli tra il copincollato e lo scopiazzato, tutti senza alcuna indicazione dell’autore originale. Come racconta BookBlister, dopo qualche tentativo di nascondere sotto il tappeto le critiche alla fine Libreriamo ha ceduto, cancellando alcuni articoli e indicando la fonte di altri. Tutto bene? No.

Nell’epoca della riproducibilità a costo zero, la proprietà intellettuale assume un’importanza molto maggiore, anche se c’è sempre chi dice “che ci vuole a scrivere due cazzatine?” (Se non ci vuole nulla puoi anche scriverle senza copiarle, no?) Non è necessariamente un problema di soldi: uno può anche decidere di lasciare liberamente disponibili i propri lavori e può anche accettare che siano degli altri a guadagnarci, ma vuole comunque che siano riconosciuti. Inoltre è troppo facile far finta di nulla finché non c’è qualcuno che si arrabbia, sperando di farla franca il più possibile. Comunque per quanto mi riguarda ho deciso che il valore aggiunto di Libreriamo è sufficientemente vicino a zero da evitarlo e cercare le fonti originali.

Le nuove politiche Amazon

Amazon è sempre stata un’azienda pronta a curare la spedizione rapida dei propri prodotti: tante volte mi è capitato di vedere una spedizione suddivisa in due parti perché qualcosa non era ancora pronto (e immagino per evitare che io annullassi tutto l’ordine). Ma le cose stanno cambiando.

L’anno scorso ha iniziato a portare a 20 euro il costo di Amazon Prime (che io non ho): la cosa ha un suo senso. Quest’anno ha portato da 19 a 29 euro l’ordine minimo per cui non si pagano le spese di spedizione: la cosa ha un suo senso. Però io domenica sera ho fatto un ordine (di 65 euro) con quattro prodotti, ordine che secondo il sito verrà spedito solo giovedì. Beh, direte voi, dovranno farsi arrivare la roba (c’è un solo libro, stavolta). Improbabile, visto che se uno clicca su tutti e quattro i prodotti campeggia la scritta “Disponibilità immediata”. In pratica viene rallentata esplicitamente la confezione per convincerti a provare Amazon Prime.

Ma non c’è solo questo. Nell’ordine c’è un solo libro (roba di lavoro per Anna) perché gli altri due che ha chiesto non erano acquistabili direttamente da Amazon. Stiamo parlando di due libri di Franco Angeli, che poi ho comprato su IBS (a questo punto facendo fare una fattura) senza nessun problema. Che sta succedendo?

Aggiornamento: (8 giugno 10:30) stamattina – i dati non erano cambiati, la spedizione era sempre indicata per domani – ho provato a cancellare dall’ordine il Lego Quad, che mi serve per venerdì sera. Risultato? Amazon mi comunica che l’ordine è pronto, e in effetti la pagina ora dice “spedizione oggi”…
Aggiornamento: (8 giugno 11:30) Mi è arrivata la mail di spedizione inviata. Il tracciamento dice però che alle 09:23 il pacco era a Piacenza.

Facebook, Messenger, Android

Io ho tolto da un pezzo l’app di Facebook dal mio furbofono, guadagnandone molto in termini di durata della batteria. Questo significa che se sono in giro accedo a Facebook usando il browser: c’è qualche problema con i BOFH del proxy aziendale (hanno deciso che l’acceleratore h.facebook.com è compromesso e me l’hanno anche ripetuto per iscritto, quindi ogni poco il sito è irraggiungibile) ma con qualche trucchetto sfango anche quello (basta partire dalla pagina delle notifiche che non viene accelerata).

Ora però le cose cambieranno: come già del resto succede nell’app, anche da web mobile Zuckerberg disabiliterà l’accesso ai messaggi personali, intimandoti di usare l’apposita app, cioè Messenger. Messenger che si direbbe spinta più di Google+, il che è tutto detto.

Cambieranno? Beh, sì. Io mi rifiuto di installare Messenger. Pertanto non leggerò i messaggi privati su Facebook finché non sarò davanti a un desktop. Avrò insomma un’estate più tranquilla.

Il voto nei nove municipi milanesi

Anche a Milano, come già da un po’ a Roma, le circoscrizioni subcomunali da quest’anno si chiamano municipi. Sono sempre nove, dovrebbero avere qualche problema in più, e hanno un premio di maggioranza stile Italicum: se la coalizione vincente supera il 40% si becca il premio.
La sostanziale parità tra Parisi e Sala si mostra anche nei municipi: a quanto parrebbe, sette potrebbero andare al centro-sinistra (tra cui quello di Milano centro, storicamente più a destra…) mentre il Municipio 2 e il 7 andranno al centro-destra. Uso il condizionale, perché per esempio nel municipio 4 Sala ha preso ben trenta voti più di Parisi (25.623 contro 25.493) e nel mio Municipio 9 (che storicamente era quello comunista…) il vantaggio è di 71 voti (27.257 contro 27.181). In realtà guardando il voto locale i distacchi sono maggiori, ma il punto resta sostanzialmente lo stesso. Chi l’avrebbe mai detto anche solo una settimana fa?

Aggiornamento: (h16) a quanto pare i dati indicati ora sono completamente diversi e il centrodestra avrebbe vinto anche quei due municipi oltre che nel 5.

Italia alla rovescia?

Stavo guardando l’affluenza alle amministrative alle 19. Quello che mi stupisce è che nelle città del nord la percentuale sia bassa persino a Bologna, col 46%: a Milano si è al 42%, a Torino il 41%. In compenso al centro-sud, dove un tempo le percentuali erano più basse, troviamo Cosenza e Crotone al 54% e Latina al 53%. Chissà cosa è cambiato.

Quizzino della domenica: lontano dal 6

Come sapete, tutti i numeri primi tranne 2 e 3 sono a distanza 1 da un multiplo di 6: sono cioè della forma 6n±1. (Ho sempre sognato di poter usare ± in un testo…) Ma il viceversa non vale: 35 è uguale a 6×6−1, ma non è primo essendo il risultato di 5×7.
Qual è il più piccolo multiplo di 6 tale per cui entrambi i suoi vicini non sono primi? La risposta non è 36, perché 35 è un numero composto ma 37 è primo. Lo si può calcolare a mente, o almeno io ci sono riuscito.
(un aiutino lo trovate sul mio sito, alla pagina http://xmau.com/quizzini/p203.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì. Problema di Tim Ricchuiti, da Twitter).