Sigismondo Polcastro, chi era costui?

Magari vi è capitato di leggere questo articolo di Le Scienze (o la sua versione originale su Nature, trovate il link in fondo alla traduzione italiana) che racconta di come alcuni ricercatori abbiano preso la base dati del Mathematical Genealogy Project, che raccoglie le informazioni sui dottori di ricerca con i loro “ascendenti” (i relatori delle loro tesi) e “discendenti” (coloro a cui hanno fatto da relatori). Da quei dati emerge che ci sono ventiquattro famiglie principali, indicabili con un capostipite, e che la principale di queste famiglie discende da tal Sigismondo Polcastro, che aveva la cattedra di medicina. Una ricerca su Google trova sorprendentemente pochissime notizie su Polcastro: a parte MGP, l’unica fonte sembra essere l’ottimo Dizionario Biografico Treccani. Com’è possibile che una persona così importante sia virtualmente sconosciuta?

Semplice. Andiamo a vedere la pagina di Polcastro nel MGP. Si vede che ha avuto (mentre sto scrivendo) 105367 discendenti ma un solo diretto studente (noto), Pietro Roccabonella. Non mi è ben chiaro come mai la statistica presentata nell’articolo di partenza parli di soli 56000 discendenti: probabilmente l’analisi statistica ha eliminato rami non direttamente legati alla matematica, visto che per dire troviamo nella base dati il Poliziano. Roccabonella ha avuto a sua volta due studenti, Niccolò Leoniceno e Pietro Pomponazzi, che a loro volta sono entrambi stati relatori di Giovanni Battista della Monte, e così via, un po’ come alla Fiera dell’est. Proseguendo tra l’altro con Theodor Zwinger, John Craig, Gilbert Jacchaeus, Johann Andreas Segner (con una tesi Dissertationem chimicam penetrationem salis alcali in interstitia salis acidi per experimenta demonstrantem; Dissertatio inauguralis medica de principum militiam sequentium tuenda valetudine, che vi fa capire come di matematica non ce ne fosse molta) si arriva a un certo punto a Carl Friedrich Gauß, che onestamente mi pare più il vero capostipite della famiglia. Per curiosità, Eulero arriva invece da Mersenn, che però è anche un antecedente di Leibniz, che invece lì è indicato come capostipite: insomma, ribadisco di non aver capito come sia stata fatta la suddivisione ma posso essere abbastanza sicuro che si vive tranquillamente anche senza conoscere Polcastro!

Quizzino della domenica: Cavalieri e Furfanti

Quest’estate sono stato in vacanza alle Isole Smullyane, un arcipelago al largo delle coste dell’Inesistan popolato dalle tribù dei Cavalieri, che dicono sempre il vero, e dei Furfanti, che mentono sempre. Un giorno ho incontrato un terzetto di persone, ho chiesto loro quanti fossero i cavalieri. Uno di loro (A) mi ha risposto, ma non sono riuscito a capire cosa ha detto. Il secondo (B) ha commentato “Ha detto che c’è un solo cavaliere”, e subito il terzo (C) l’ha rimbeccato: “Non è vero, sei un bugiardo!” Chi è cavaliere e chi furfante tra B e C?

(un aiutino lo trovate sul mio sito, alla pagina http://xmau.com/quizzini/p211.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì. Problema tratto dal libro di Raymond Smullyan The Chess Mysteries of Sherlock Holmes).

Ancora sulla satira

Stamattina mi è venuta in mente una cosa, riguardo alla famigerata vignetta di Charlie Hebdo sul terremoto ad Amatrice. Se avesse avuto come titolo “Séisme à l’italienne: après spaghetti amatriciana” l’avrei capita. (Apprezzata o no sarebbe stata un’altra cosa, ma come avevo scritto non è quello il punto). Io non avrei nemmeno aggiunto “Séisme à l’italienne”, ma non voglio togliere l’analisi della vignetta ai quattro o cinque che si sono affrettati ad andare controcorrente e spiegare al mondo perché quella era satira.

Ma come ho commentato su Facebook, per quanto mi riguarda se il 99,5% della gente non ha capito allora hai fatto satira male: per farla bene occorre che non la capisca il 95% delle persone (tra cui magari io, non sto dicendo di essere più bravo degli altri a cogliere un qualunque aspetto). Infine se non la capisce solo il 20% della gente allora non è satira :-)

_Math Mutation Classics_ (libro)

9781484218921 Erik Seligman lavora in Intel nel campo della VLSI, come matematico teorico prestato all’ingegneria ed ha anche scritto un libro sull’argomento, ma è più noto – almeno nel mondo anglosassone – per un suo podcast di argomento matematico, Math Mutation. Questo libro (Erik Seligman, Math Mutation Classics : Exploring Interesting, Fun and Weird Corners of Mathematics, Apress 2016, pag. 213, $19.99, ISBN 9781484218921) raccoglie il testo di molte puntate del podcast, rivisto per rimetterlo in forma più organica. Un lavoraccio, ve lo garantisco, che però è stato fatto in maniera davvero accurata. Ma a parte la resa editoriale, il libro è venuto fuori molto bene. Molti dei temi trattati in una paginetta o due sono quelli classici, ma il punto di vista da cui sono trattati è fresco – fin troppo, potrebbe dire qualcuno che non sopporta il tipo di umorismo di Seligman – oltre che molto personale. Inoltre la bibliografia è molto accurata, e dà un’idea di dove continuare a cercare materiale di questo tipo (Wikipedia fa la parte del leone, ma la cosa dovrebbe essere nota…) Mi sa che dovrei vincere la mia ritrosia nell’ascoltare podcast e la mia incapacità di comprendere l’inglese parlato e cominciare a sentirli!

Charlie Hebdo e il terremoto ad Amatrice

CharlieHebdo1 Quando ho visto la vignetta fatta da Charlie Hebdo sul terremoto italiano, il mio commento è stato semplicemente “bah”. Io evito generalmente di fare vignette su questi temi, ma è una mia scelta personale. L’unica cosa che posso dire guardandola è che è “lame”, come direbbero gli anglofoni, perché si limita a prendere lo stereotipo “les italiens = pasta” e appiccicarlo sopra il terremoto, senza nemmeno cercare di trovare qualche punto in comune. Da lì ad affermare che la vignetta è blasfema, però, ce ne va parecchio.

CharlieHebdo2 Però a quanto pare a CH se la sono presa abbastanza, e così hanno appena pubblicato quest’altra vignetta. (Per i non francofoni: ci dovrebbe essere scritto “Italiani, non è Charlie Hebdo che ha costruito le vostre case: è stata la mafia!). A questo punto il mio giudizio cambia: sono degli imbecilli fatti e finiti. Le case ad Amatrice ed Accumoli erano state costruite secoli fa, presumibilmente dopo l’ultimo disastroso terremoto, quando la mafia non aveva certo varcato i confini siciliani. E anche la scuola crollata non era stata risistemata dalla mafia: al limite, politici corrotti e costruttori ladri. Detto in altro modo, se avessero scritto “ve le siete costruite voi” avrei detto di nuovo “bah”, magari pensando con cattiveria “peccato che la Francia non sia una zona sismica”; così mi pare semplicemente che devono mostrare di essere tanto arguti, il che prova che sono imbecilli.

Non che questo significhi che io pensi che non possano pubblicare tali vignette, figuriamoci: mi limito a giudicarli. Non mi incazzo nemmeno :-)

Eleonora Bottaro

Non riesco a pensare che si sarebbe dovuta fare a forza la chemioterapia ad Eleonora Bottaro. Certo, quando si ammalò di leucemia era minorenne, ma per quanto un diciassettenne possa essere stupido – ricordo ancora com’ero io a quell’età – ha comunque una capacità di comprendere le cose, e non vorrei costringere mai nessuno a fare qualcosa che non vuole.
Però, se la sua lettera che è spuntata fuori è vera – e non ho nessun motivo di credere che non lo sia – c’è qualcosa che non va. Mi sarei aspettato un testo in cui avesse scritto che non se la sentiva di fare cure pesantissime senza grandi speranze di farcela, non una frase come «Sulla base delle mie conoscenze sono più i morti dopo la chemioterapia rispetto a quanti al giorno d’oggi sono ancora in vita.», che non significa assolutamente nulla.
Quello che mi chiedo è insomma da dove arrivassero le sue conoscenze, e se davvero erano sufficienti per prendere una decisione. Spero proprio di sì, perché altrimenti la cosa sarebbe davvero triste.

Problemi di target?

Chi mi legge regolarmente sa che il mio rapporto con LinkedIn è complicato (nel senso che sono iscritto ma non lo uso). Ogni tanto mi arriva qualche messaggio da loro, che mi segnala che qualcuno non meglio identificato ha guardato il mio profilo, vecchio tra l’altro di qualche anno; io cancello il messaggio e amen.
L’altro giorno però mi veniva segnalato che c’era anche un messaggio che mi aspettava. Tornato a casa davanti al pc mi sono connesso, e ho scoperto che il messaggio era di Suzanne, Senior Marketing Manager di LinkedIn, che mi segnalava che

«In an effort to help hiring managers and recruiters get the most out of their LinkedIn account, I wanted to share The Insider’s Guide: Top Free and Paid Hiring Tools on LinkedIn.»

Ho così scoperto che – almeno fino a quando non mi sono disiscritto – LinkedIn poteva mandarmi «a promotional message from a marketing or hiring partner and was sent to you based on your browsing activity or non-personal information such as job title, primary industry, or region» e di questi messaggi me ne avrebbe al più mandato uno ogni 60 giorni. La cosa di principio non mi infastidiva. Però mi è rimasto un dubbio: cosa diavolo ho fatto per essere considerato un “hiring manager / recruiter”?

Fertility Day

Ieri ho visto un po’ di gente che commentava (tipicamente lamentandosene) la campagna governativa per il Fertility Day. Non ho commentato, perché l’unica cosa intelligente che mi era venuta in mente è che invece che usare un nome inglese e qualche immagine da pubblicità sulla carta stampata sarebbe stato molto meglio che il governo stanziasse fondi per rendere la vita più semplice a chi i figli li fa, e questo era stato già detto da tanti.

Stamattina ho però scoperto che questo #fertilityday non è stato ieri, ma sarà il 22 settembre. Ma allora perché hanno rotto le palle ieri? Hanno inventato l’anteprima web?