Sto perdendo colpi

Prima che nascessero i gemelli, con Anna ci divertivamo a cercare di indovinare i personaggi raffigurati nelle chiese antiche controllando i simboli disegnati accanto ad essi. Per fare qualche esempio facile, se il santo ha delle chiavi è Pietro, se una spada è Paolo (a meno che non sia sopra un drago, nel qual caso è Giorgio), e così via.
Domenica, non avendo con noi i settenni, siamo andati a vedere san Maurizio al Monastero Maggiore, dove ho scoperto che oltre a Bernardino c’è stata una pletora di Luini pittori, un po’ come i Bernoulli matematici. Già ho fatto una confusione tra Visitazione e Annunciazione, di cui mi vergogno immensamente. Ma a un certo punto ci siamo trovati una lunetta con san Maurizio e san Sigismondo, e io ho detto “beh, Maurizio è quello che ha in mano la chiesa, mi pare ovvio” al che un volontario del Touring mi ha corretto, dicendo che Maurizio era quello di destra. Riguardandolo la cosa era assolutamente ovvia, perché era vestito da militare quale lui era (occhei, non era negher, ma si sa che il politically correct era già di moda nel 1500). Per la cronaca, ho poi scoperto su Wikipedia che Sigismondo avrebbe fatto costruire il monastero dedicato a San Maurizio dove secondo la tradizione la legione Tebea era stata massacrata; ergo aveva più senso fosse lui ad avere la chiesa in mano e non il santo eponimo.
Già che c’eravamo, abbiamo chiesto come distinguere sant’Ambrogio da san Gregorio Magno nella lunetta precedente, e anche qui la risposta col senno di poi era ovvia: Gregorio in qualità di papa era vestito di bianco. Insomma, bocciato in iconografia cattolica :-(

Ora mi tocca (quasi) difendere Raggi

aska-raggi Stamattina (ma forse avevano già cominciato ieri sera) mi sono trovato gente che commentava su Facebook questo tweet: «Virginia Raggi: “Domani scuole chiuse a Roma dopo la scossa” (ma erano già chiuse per il ponte)» berciando che le scuole erano già chiuse per il ponte e che la sindaca si svegliasse.

Bene. Il calendario scolastico è fissato su base regionale. Qui trovate l’orario per il Lazio, dove come potete notare non v’è traccia di una festività il 31 ottobre. Del resto, sono alcuni anni che i singoli istituti possono scegliere autonomamente di fare vacanza alcuni giorni, come specificato in questa nota del MIUR: «Le istituzioni scolastiche autonome possono, sulla base del calendario scolastico della propria Regione, deliberare di anticipare o posticipare la data di inizio delle lezioni o di individuare altri giorni di sospensione delle attività didattiche garantendo, comunque, l’effettuazione di almeno 200 giorni di lezione.» Ciò significa che probabilmente moltissime scuole hanno fatto il ponte, ma non è dato di sapere se sono state tutte (in altre regioni so di scuole aperte oggi), e quindi giustamente Raggi ha dovuto emettere un’ordinanza.

Il punto però è che quel tweet non è stato scritto dal solito webete, ma da Askanews che è un’agenzia di stampa. Ora, è vero che leggendo il post relativo, che ha come titolo «Raggi: “Domani scuole chiuse a Roma dopo la scossa” (in maggioranza Istituti già prevista chiusura per il ponte)», in fondo al testo troviamo scritto «Nella maggioranza delle scuole della Capitale (non in tutte), pubbliche e parificate, era già stata decisa da tempo la chiusura per il ponte. Pertanto la misura decisa dalla sindaca avrà un impatto limitato sulle famiglie e sui ragazzi.» (il grassetto è loro) e quindi si può immaginare che l’informazione fosse neutrale. Ma vivaddio, sul tweet hai poco spazio, devi metterti ad aggiungere un inciso che tra l’altro è anche sbagliato? Come minimo è un concorso di colpa, tanto più grave se fatto da parte di chi sulle notizie ci lavora.

Quizzino della domenica: ri-copia

Prendete una parola come “dodo”, l’uccello ormai estinto: come vedete è composto da due parti uguali, do-do. Passando alle parole di sei lettere composte da due parti uguali, abbiamo “areare”, che il De Mauro registra come variante popolare di “aerare”. Con otto lettere abbiamo sicuramente un cognome, Sciascia; abbiamo termini come “beriberi” che però sono formate unendo due copie della stessa parola (in questo caso il singalese “beri”) e quindi usarli è un po’ barare, o come tanto tempo fa disse Stefano Bartezzaghi “sono record in altura e in favore di vento”. Riuscite a trovare una parola di otto lettere composta da due parti uguali e il cui record sia omologabile?

(un aiutino lo trovate sul mio sito, alla pagina http://xmau.com/quizzini/p215.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì.)

Oltre ai morti e ai feriti

Nella vicenda del cavalcavia crollato sulla statale 36 non ci sono solo i morti e i feriti da ricordare. Io penso al cantoniere che aveva segnalato il pericolo e a cui è stato detto di aspettare qualcuno più in alto che andasse a vedere e firmasse l’ordine di chiusura della strada. Formalmente il cantoniere non ha alcuna colpa, anzi. Ma se io fossi al posto suo non riuscirei a togliermi dalla testa l’idea che avrei dovuto fare di testa mia. Dev’essere una sensazione terribile.

_Islam_ (libro)

9788842083658Non mi è mai stato facile comprendere la logica dietro all’islam. Dopo aver letto questo libro (Giovanni Filoramo (ed.), Islam, Laterza 2008, pag. 434, € 14, ISBN 9788842083658) ho almeno in parte capito il perché. Noi continuiamo a sentire parlare dell’islam come un unicum, cosa che è lontanissima dalla realtà. C’è la differenza di base tra sunniti e sciiti, dove questi ultimi – a parte la venerazione per i primi successori di Maometto – hanno un clero e quindi una struttura che manca ai primi (da cui la difficoltà di trovare interlocutori almeno in Europa); ci sono le due risposte alla crisi ottocentesca, quella wahabita fondamentalista e quella radicale dai fratelli musulmani in giù, che sono diversissime: in Arabia una donna non può uscire da sola, per i radicali deve essere coperta dallo hijab ma può tranquillamente essere medico o architetto; ci sono le soluzioni europee (purtroppo datate, anche solo vent’anni qui contano) su una possibile dimensione individualista dei musulmani in Europa, non avendo un’autorità statale; c’è l’idea di unità armoniosa del mondo, ma ci sono feroci dispute sulla posibilità o meno di interpretazione della sharia, cosa che era data per assodata nel primo millennio; e naturalmente c’è la grande dicotomia tra islamismo e arabismo. Peccato che almeno la versione che ho letto io non abbia un aggiornamento ai movimenti del XXI secolo, il che aiuterebbe ancora di più a comprendere il mondo attuale.

Lutero oggi

Sarà divertente leggere cosa Magister e amici diranno delle ultime esternazioni di papa Francesco, a partire da “Io credo che le intenzioni di Martin Lutero non fossero sbagliate: era un riformatore”.
Però la cosa divertente è che se il Lutero dei primi anni del Cinquecento, prima insomma dello scisma, fosse improvvisamente trasportato al giorno d’oggi ed entrasse in una chiesa cattolica e in una luterana, riconoscerebbe forse come “sua” la prima. Certo, poi le situazioni si incancrenirono e il risultato lo si vede – anche se in realtà i luterani, rispetto alle altre chiese evangeliche, sono teologicamente meno lontani. Il fatto è che gli orticelli sono sempre più comodi da gestire, e quindi non credo proprio che all’atto pratico a queste frasi seguirà qualcosa. Ma secondo me Domineddio apprezzerà lo stesso :-)

Addio Vodafone

Martedì mi sono improvvisamente ricordato che non avevo ricaricato la mia sim Vodafone. Dovevano essere passati almeno 12 mesi, perché il numero è indicato come non attivo. Peccato, perché la sim aveva sicuramente più di trenta euro. Certo, potrei spendere 8 euro (o sono 10?) per farmi riattivare la scheda, e probabilmente altri cinque di ricarica. Ma mi sono fermato a pensare – avere letto qualche libro di Matteo Motterlini mi ha aiutato – e ho fatto due conti. Quel numero non lo uso da anni. L’ultima volta che mi è capitato di farci qualcosa è stato in effetti poco più di un anno fa, quando mi sono ritrovato tra i piedi Vodafone Exclusive senza ovviamente che l’avessi chiesto. Quindi, con la scusa di non perdere i trenta e fischia euro, continuavo a mettercene cinque l’anno. Non sono tanti soldi, vero, però il principio è totalmente irrazionale. Ergo, chi per puro caso avesse ancora quel numero (un 348-xxx-xxxx) può tranquillamente buttarlo via.

P.S. Presumo che lo stesso succeda con Tim, Wind e Tre. Non sto insomma facendone un problema di singolo operatore telefonico. Diciamo che è proprio il sistema ad essere bacato.

_Uno spirito puro_ (ebook)

9788892565579Nei miei anni trascorsi in Normale, la figura di Ennio De Giorgi era un mito. Non perché fosse uno di quei professori algidi e lontani da chiunque, tutt’altro: erano proprio le sue conoscenze incredibili. Si diceva che i suoi studenti lo usassero come un oracolo. Gli raccontavano una congettura: se dopo un minuto non aveva trovato un controesempio allora era presumibilmente vera e si poteva andare a caccia della dimostrazione. Ma questa sua biografia (Andrea Parlangeli, Uno spirito puro : Ennio De Giorgi, genio della matematica, pag. 388, € 2,99, ISBN 9788892565579), a parte un po’ troppa agiografia soprattutto nel racconto della sua infanzia, mostra altre cose. Conoscevo il suo cattolicesimo e l’impegno per Amnesty International, ma per esempio non avrei mai immaginato che avesse tenuto corsi per fare ottenere agli operai la licenza media, né che mentre i suoi colleghi ricevevano laute prebende dal Ministero per tenere corsi all’università di Mogadiscio lui invece andava ad Asmara, in Eritrea, con solo un rimborso spese. L’apparato di note è enorme e ho molto apprezzato lo sforzo fatto da Parlangeli per verificare le affermazioni spesso rammentate da memorie inevitabilmente labili: sarebbero stato molto apprezzabili però gli iperlink nella mia versione epub.