Quizzino della domenica: riscaldamento globale

Il 2014, il 2015 e il 2016 sono tutti stati anni in cui si è battuto il record della temperatura media più calda per il nostro pianeta. Supponete che le registrazioni della temperatura media siano cominciate nel 1916: qual è la probabilità che una fluttuazione statistica delle temperature abbia prodotto questi tre record consecutivi?

(un aiutino lo trovate sul mio sito, alla pagina http://xmau.com/quizzini/p251.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì. Problema tratto da FiveThirtyEight)

_Storie che contano_ (libro)

Occhei, la matematica non vi piace. È un vostro diritto, e ci mancherebbe altro. In questo caso vi do una buona notizia: nonostante lo pseudonimo degli autori, qui (Rudi Mathematici, Storie che contano, Codice 2017, pag. 164, € 16, ISBN 9788875786724) potete lasciare perdere tutta la parte matematica (che non è nemmeno poi tanta…) del testo, e divertirvi lo stesso. Troverete dialoghi immaginari tra matematici e non, ambientati tra l’Arabia dei primi secoli dopo l’Egira e una ventina d’anni fa: sì, tecnicamente i racconti servirebbero per ambientare i problemi proposti al lettore, ma è chiaro che è tutto un trucco, perché come nei gialli di Ellery Queen l’unico modo per capire che bisognerebbe dare la risposta è accorgersi che ci sono tre asterischi *** prima che la risposta in questione sia spiattellata al lettore distratto, dissattento o disnumerico. Oggettivamente non viene nemmeno voglia di fermarsi, prendere carta, penna ed eventualmente foglio elettronico per fare i conti: è molto più divertente vedere subito come va a finire. Poi se proprio siete pedanti i racconti hanno un’appendice dove i Rudi Mathematici spiegano cosa c’è di vero e cosa di inventato nelle loro ambientazioni: insomma potete persino farvi una cultura da sfoggiare in società. Che volete di più dalla vita?
(P.S.: a maggio il libro è anche in edicola, allegato a Le Scienze. Magari vi conviene prenderlo così, ma non dite che ve l’ho detto)

Statistiche del sito per aprile 2017

Il sito continua a perdere accessi: i 22.122 visitatori unici con 47311 visite e le 91.165 pagine accedute sono i dati peggiori dall’inizio dell’anno. Per quanto riguarda i post, i due più visti non sono di aprile, come potete vedere:

Scrivere dall’oltretomba: 1614 visite
Quanti giorni ha la quaresima?: 759 visite
Vite bruciacchiate: 739 visite
Quizzino della domenica: i libri più venduti: 592 visite
Codice 1000: 418 visite

Un mese moscio, insomma.

Carmelo Zuccaro

Guardate, io posso anche accettare come ipotesi di lavoro che ci siano collusioni tra alcuni scafisti e alcune ONG che girano per il Mediterraneo. Il lavoro dei procuratori dovrebbe essere verificare ipotesi di reato e poi eventualmente rinviare a giudizio se ci sono fondati sospetti.
Ma se prendi le tue informazioni da Internet e non hai uno straccio di prova, perché mai ti metti a sbandierare ai quattro venti le tue idee – chiamarle ipotesi è davvero troppo – anziché fare indagini riservate e uscirtene fuori quando hai in mano qualcosa? Speri che l’intelligenza collettiva della Rete ti tiri fuori le prove, #ovviamentegratis?

Il Javascript di Facebook

Mentre salvavo su archive.is una copia dello status Facebook del senatore Bartolomeo Pepe per usarlo nel post di ieri, ho dato un’occhiata alla lista dei file scaricati per arrivare al risultato finale. C’erano diversi javascript di centinaia di KB ciascuno: immagino che in totale gli islandesi si siano dovuti scaricare svariati megabyte di programmi (che poi vengono eseguiti in locale, ricordo). È vero che probabilmente quando usa Facebook non deve sempre ricaricare tutto, ma comincio a capire perché da telefonino (e senza app, che ciuccia ancora di più…) ci vada sempre una vita prima di riuscire a vdere qualcosa. Ragione di più per usarlo il meno possibile :-)

Bartolomeo Pepe e le percentuali

Ieri notte il senatore Bartolomeo Pepe ha pubblicato su Facebook questo post (qui una copia, non si sa mai nella vita: a quanto pare già il post originale era diverso.) Nel post il senatore Pepe scrive

Quando si parla dell’effetto gregge al 95% di vaccinati
Significa vaccinare bambini a tre mesi ma anche i loro professori,le maestre, collaboratori scolastici, segretari, gli applicati di segreteria, gli addetti alla mensa e i genitori e chiunque metta piede una scuola … rifornitori di merendine e bibite compresi?? E degli autisti dei bus,dei macchinisti,dei fuochisti e di tutta la gente presente alle fermate degli autobus,delle stazioni.. delle metropolitane .. e dei pendolari ?
Ma siete sicuri?

Ora, non so quale sia il titolo di studio del senatore Pepe. Sono ragionevolmente certo che in passato le schede sui siti istituzionali riportassero tale informazione, ma non trovo nulla: né è dato sapere qualcosa dal suo sito personale perché http://www.bartolomeopepe.it/ punta a http://www.terra-libera.org/ che mi dice “This domain has expired. If you owned this domain, contact your domain registration service provider for further assistance. If you need help identifying your provider, visit http://tucowsdomain.com”. Non è un grande problema; al più il problema che vedo è che afferma di essere un “Consulente tecnico I.S.D.E. (medici per l’ambiente)”; ma anche qua Gigerenzer ci insegna che i medici (e a fortiori i consulenti tecnici) hanno dei problemi con i concetti matematici di probabilità e percentuali. Nell’improbabile ipotesi che il senatore Pepe legga queste mie notiziole, provo a spiegare qual è la fallacia nel suo ragionamento, sperando di non scrivere cose troppo complicate.

È vero che se vogliamo avere il 95% di vaccinati non basta vaccinare i bambini. Su questo siamo tutti d’accordo, e non capisco perché il senatore Pepe abbia tolto la frase sul fatto che i bambini e i ragazzi sono solo il 14% della popolazione. Potremmo obiettare che il traguardo è per il futuro e se non cominciamo subito non potremo mai arrivarci, ma il senatore Pepe è più o meno mio coetaneo e quindi magari non è interessato a cosa succederà tra 70 anni. Guardiamo ora al passato: è chiaro che molti dei vaccini che usiamo oggi sono relativamente recenti, e quindi non possiamo dire “siamo in una situazione di stato stazionario: la popolazione è già vaccinata al 95% e dobbiamo limitarci a continuare a mantenere questa percentuale con i nuovi nati”. Per esempio quando ero bambino io non esisteva un vaccino contro il morbillo, o se esisteva non veniva somministrato. Avete trovato la fallacia, ora? No?

Il punto è che l’immunità di gregge non richiede il 95% di vaccinati ma il 95% di immunizzati. Il vaccino è un modo per immunizzarsi (di solito: tralasciamo per semplicità i casi in cui non fa nessun effetto, che però sono molto pochi) ma non è l’unico modo: ci si immunizza anche ammalandosi dalla malattia e guarendo (occhei, tecnicamente se uno muore non prende più la malattia, ma credo conveniate che non sono casi che ci interessano molto). Per fare un esempio personale, io ho contratto il morbillo a quasi sette anni, mentre ero in ospedale in una camera asettica perché mi ero preso una polineurite che ha rischiato di ammazzarmi e mi ha lasciato mezzo cecato. Nella camera vicino alla mia c’era un bambino immunodepresso con il morbillo: i camici che i parenti usavano per entrare erano promiscui e il risultato è stato questo. A parte i giudizi su come venivano gestite le Molinette nel 1970, il risultato è che io sono appunto immune dal morbillo, e come me tanti altri.

In pratica la fallacia del senatore Pepe sta nel modello errato che ha scelto: è possibile, forse probabile, che per arrivare oggi al 95% di immuni occorrerebbe vaccinare anche degli adulti, ma né io né credo il senatore abbiamo dati precisi; inoltre i conti fatti con il primo punto toccato, cioè il tempo necessario per arrivare alla soglia dell’immunità di gregge, sono comunque da rifare. In definitiva, mai usare la matematica senza sapere che si sta facendo.

Il concertone

Da quanto ho capito, lo scopo principale del Concertone del Primo Maggio è permettere ai commentatori di Facebook di lamentarsi di quanto sia brutto, e ai metacommentatori di lamentarsi perché la gente continua a guardarlo se è così brutto. Quest’anno devo dire che si è raggiunto un livello ulteriore, con l’ufficio stampa di Edoardo Bennato che si è lamentato (sempre su Facebook, non so se anche altrove) perché la Rai ha inopinatamente tagliato l’ultimo dei quattro brani della sua performance per mandare in onda la pubblicità.

Io non entro in queste dinamiche: non avendo mai seguito il Concertone non saprei decantarne i pregi e stigmatizzarne i difetti, né la cosa appunto mi cambia la vita. Però una curiosità mi resta: che ci azzecca la musica, bella o brutta che sia, con la Festa dei Lavoratori?