L’obbligo dei vaccini

Io sono oramai abituato a vedere complottisti ovunque, e non ci faccio più nemmeno troppo caso: mi limito a dividerli in chi ci è e in chi ci fa. Non ho la capacità di rispondere ai secondi, che tipicamente hanno una conoscenza della retorica molto superiore alla mia, e non ho interesse di rispondere ai primi perché so che non ci guadagnerei nulla, come spiega la nota massima “non metterti a discutere con un imbecille: lui ti porta al suo livello e poi vince perché più esperto”.

Confesso però di essere rimasto perplesso davanti all’attuale crociata contro la nuova legge che rende obbligatori i vaccini. Trovo antivaccinisti insospettabili, e non riesco proprio a capire quale sia il loro ragionamento logico che li porta a fare questa scelta. So che non è la bufala dei vaccini che causano autismo. Forse è la richiesta di decidere da soli cosa sia meglio per i propri figli, cosa che andrebbe benissimo se non fosse per il piccolo fatto che non lo si decide solo per loro: come scrissi sul Post e poi ampliai in Matematica in pausa pranzo, i vaccini non possono dare una copertura al 100% e si basano su un equilibrio tra il minimizzare le possibili reazioni dei vaccinati e la probabilità di trovare il batterio o il virus in giro, e questa probabilità dipende dalla quantità di persone vaccinate.

Qualcuno saprebbe spiegarmi meglio? Astenersi pappagalli e perditempo.

_Richard – Missione Africa_ (film)

Tanto per cambiare, un film di animazione. Questo Richard – Missione Africa è una coproduzione tedesco-belga-lussemburghese(!)-norvegese(!!), girato in inglese (Richard the Stork è il titolo originale) e uscito senza alcun clamore almeno in Italia. La storia è piuttosto standard: un passero i cui genitori sono stati mangiati prima che lui nascesse viene allevato da una cicogna e si crede quindi cicogna. Solo che quando lo stormo deve migrare in Africa lui viene lasciato nel nord della Germania, e quindi decide di raggiungere gli altri, aiutato da un gufo pigmeo e un parrocchetto ciascuno con i suoi problemi.
Alcune scene sono abbastanza inutili, come il passaggio a Sanremo per un improbabile Festival autunnale e lo sketch con il corvo siculo Corvoleone; in compenso la running gag dei piccioni connessi sui fili della corrente è fenomenale. La grafica mi lascia sempre a bocca aperta, soprattutto poi in questo caso in cui per ovvie ragioni di trama ci sono molte viste dall’alto, “a volo d’uccello”. Diciamo che se avete bambini potete tranquillamente farglielo vedere.

Come sfruttare una buona idea

Su Twitter è apparsa questa immagine di Krsto Lazarevic‏ che mostra fianco a fianco un poster del 1938 che pubblicizzava il Winterhilftwerk nazista e un manifesto elettorale croato di quest’anno, con il commento “come vedete, non hanno nulla in comune”. In effetti, il ragazzo a sinistra non ha la camicia bruna e i suoi capelli sono più scuri; inoltre il disegno pare più sciatto.

Io sono una personcina malfidata; soprattutto in caso di reductio ad Hitlerum preferisco cercare conferme indipendenti: in questo caso è stato piuttosto facile. Il manifesto nazista è di Max Reimer, e lo potete vedere nel sito del Lebendiges Museum Online tedesco. Per quanto riguarda l’immagine croata, l’ho trovata sul sito del partito HSP (copia archiviata), e da quel poco che Google Translate mi fa capire è il poster di un candidato di Korčula (Curzola per i nostalgici) alle elezioni locali croate nella regione del sud. In effetti la chiesa lì disegnata mi pare tanto quella della cittadina nota almeno ai croati come patria natia di Marco Polo.

D’altra parte, “Dio / Patria / Famiglia” sono sempre un bel terzetto, no?

Quizzino della domenica: buste

Come sapete, le banconote in euro sono da 5, 10, 20, 50, 100, 200, 500 euro. Immaginate di mettere delle banconote in dieci buste chiuse, in modo che (a) non sia necessario aprire nessuna busta per pagare una qualunque cifra (multipla di 5, ovviamente…) da 5 a 5000 euro, basta selezionare un giusto insieme di buste; e (b) si usi il numero minore possibile di banconote. Quante banconote ci vogliono come minimo? E in quanti modi essenzialmente diversi può essere raggiunto questo minimo?

(un aiutino lo trovate sul mio sito, alla pagina http://xmau.com/quizzini/p253.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì)

L’antiepidemia


Claudio Messora, aka Byoblu, ha scritto un articolo contro la legge sulla vaccinazione obbligatoria (qui la copia archiviata: qualcuno si era già preoccupato di farlo prima di me).
Non perdo nemmeno tempo a smontare l’articolo: uno che scrive una frase come quella che ho indicato qui in cima tanto non merita alcuna risposta, anche perché con ogni probabilità non sarebbe in grado di comprenderla.

i riferimenti di Rovazzi

È uscito un nuovo video di Fabio Rovazzi: “Volare (feat. Gianni Morandi)”. Non mi vergogno a dire che avevo sperato in una cover di “Nel blu, dipinto di blu”, vista la presenza del grande monghidorese (un abbraccio), e invece nulla da fare. Ma questo non è un vero problema. Il guaio è capitato quando ho letto questo articolo del Post che spiega chi sono tutte le “persone famose” presenti nel video.

Io sapevo che l’attuale moglie di Morandi si chiama Anna. So che J-Ax e Fedez sono rapper. Potevo associare la frase “mio capitano” a Javier Zanetti. Fine. Tutti gli altri nomi non mi dicono assolutamente nulla, e onestamente non me ne importa assolutamente nulla. È chiaro che sono irrimediabilmente vecchio.

_Biscotti e radici quadrate_ (libro)

A me piacerebbe sapere chi decide i titoli dei libri. La versione originale britannica di questo libro (Eugenia Cheng, Biscotti e radici quadrate : lezioni di matematica e di pasticceria [Cake Custard and Category Theory], Ponte alle Grazie 2016 [2015], pag. 390, € 20, ISBN 9788868332501, trad. Laura Serra) mette esplicitamente nel titolo un concetto matematico avanzato: la teoria delle categorie. Già nell’edizione americana si sono spaventati, e hanno scelto un titolo con un trito gioco di parole (“How to Bake a Pi”) con un sottotitolo (“The Mathematics of Mathematics”) che pur non parlando di teoria delle categorie ne dà una descrizione. In italiano qualcuno deve aver pensato che la matematica fa più paura di un film dell’orrore, e siamo così arrivati a “Biscotti e radici quadrate”, dove le radici quadrate non c’entrano assolutamente nulla.
Anche se la seconda parte di per sé parlerebbe della teoria delle categorie, abbiamo più che altro uno spot pubblicitario su quante belle cose ci si possono fare: la cosa ha senso, perché il campo è comunque troppo astratto per spiegarlo in un’opera divulgativa. Meglio la prima parte, che cerca di dare un approccio alla matematica diverso da quello scolastico guardando più a quello che vuole fare la matematica anziché quello che fa. Non è del resto un caso che Cheng abbia deciso di insegnare matematica astratta agli umanisti, né sono un caso le ricette di dolci all’inizio dei capitoli, ricette che servono appunto per mostrare analogie di solito nascoste agli studenti con le strutture matematiche. Laura Serra ha tradotto scorrevolmente un libro che a mio parere può essere letto da tutti senza troppi patemi.

altro che inflazione zero

Tre anni fa avevo scritto dell’aumento del 26,9% del prezzo del caffè alla macchinetta. Ieri c’è stato un altro aumento, da 33 a 36 centesimi che è un po’ più del 9%, e questa volta senza neppure la scusa dell’aumento dell’IVA (che ci sarà l’anno prossimo… e non penso questo aumento sia per portarsi avanti col lavoro).

Ma quello che è peggio è che tale aumento non è stato annunciato in nessun modo, se non con un adesivino a coprire i prezzi vecchi in una zona che non è guardata da nessuno. Magari speravano che la cosa passasse inosservata…