
Come dicevo ieri, sabato sera sono andato a teatro a vedere Big Data B∧B, scritto e interpretato da Laura Curino con la collaborazione di Beatrice Marzorati e la consulenza dell’unità META del Politecnico di Milano. Curino è bravissima nel rappresentare la tipica persona che si trova davanti a un mondo gestito dagli algoritmi, e strappa spesso le risate. Quello che però – da persona che con gli algoritmi ha a che fare da sempre anche a livello basso – mi è parso è che il testo fosse sbilanciato verso il timore degli algoritmi, anche perché la parte positiva era affidata a Marzorati che proprio perché spalla di Curino veniva in un certo senso sminuita. Non ho poi idea se il tipico pubblico da sabato sera del Piccolo abbia colto tutto questo, o più generalmente la quantità di informazioni che sono state mandate. Certo che vedere i dati come “acciughe” era davvero divertente!
(Ah, sono poi andato a verificare: Curino è nata a Torino. Ma non avevo dubbi, dopo aver sentito un “essere capace a” che io devo stare sempre attento a non pronunciare…)


Libro di grande formato e pieno di figure, il suo target sono indubbiamente i ragazzi della scuola media che potranno sbizzarrirsi nel trovare le soluzioni ai problemi non eccessivamente complicati. Da questo punto di vista ha indubbiamente raggiunto il suo scopo: lo prova il fatto che mia figlia dodicenne, dopo aver visto la copia che avevo preso in prestito in biblioteca, mi ha chiesto di comprarglielo. Anche la traduzione di Micol Bertolazzi è valida, e pensata appunto per i ragazzi. Il libro non è di facilissima reperibilità, ma secondo me vale la pena di cercarlo se avete figli di quell’età.