Leggo sul Corsera che Wanda Montanelli porta in tribunale l’Italia dei Valori per «danni esistenziali»: per «la mancata gratificazione di un ruolo istituzionale», la mancata «evoluzione della carriera politica», il danno «alla serenità, al tempo perso e alla cinestesi lavorativa» (tutti i virgolettati sono del giornalista).
A parte le tristi risate che mi sono fatto al pensiero di una “mancata evoluzione della carriera politica”, risate tristi perché io sono ancora convinto che la carriera politica sono gli elettori che dovrebbero avallarla, e a parte che non so cosa sia la cinestesi lavorativa e nemmeno il De Mauro mi sa dire qualcosa al riguardo, vorrei aggiungere i miei due eurocent. La signora Wanda Montanelli è da anni che mi straccia i cosiddetti con i suoi comunicati stampa – rigorosamente in allegato – che mi arrivano sulla vecchia casella tin.it, senza ovviamente che io li abbia mai chiesti e senza nemmeno una possibilità di eliminarmi dalla sua mailing list. Non dico il milione di euro che la signora Wanda Montanelli ha chiesto a Di Pietro, ma qualche migliaio di euro glieli potrei chiedere?
come nobilitare maggiormente l’uomo
Come potete leggere su Repubblica – oppure qua se preferite l’inglese e volete trovare i puntatori ai comunicati dell’UE – i ministri del lavoro dell’Unione Europea hanno fatto un bellissimo accordo, parole loro. Sì, i lavoratori interinali avranno il diritto alla stessa paga degli assunti fin dal primo giorno e gli stessi diritti in caso di malattia, anche se dopo tre mesi; ma la cosa che salta più all’occhio è il nuovo tetto di ore lavorative in una settimana. Anzi no, peggio ancora: il tetto rimane a 48 ore, ma come per le case è possibile costruire un soppalco, e arrivare a 60 ore la settimana. (Non guardate il limite di 65 ore: è nei casi di lavoro a chiamata in cui anche l’attesa conta come lavoro, il che significa che comunque sei a disposizione ma non stai faticando). Visto che gli euroburocrati sono buoni, hanno aggiunto che non puoi iniziare a farti un mazzo tanto dal primo giorno; che l’iperstraordinario deve essere su base prettamente volontaria; che non puoi essere mobbato se ti rifiuti di farlo. Come? qualcuno sta dicendo che il secondo e il terzo punto sono in contraddizione? Allora non hanno bene capito come funzionano le cose nelle piccole imprese.
Sessanta ore significano dodici ore al giorno dal lunedì al venerdì, o se preferite dieci ore al giorno dal lunedì al sabato: più o meno quello che si faceva nel 1908. Quel che è peggio, è che l’arretramento viene sbandierato come grande conquista, un po’ come il taglio di tasse sugli straordinari che fa tanto bene alle aziende ma è spacciato come la mecca per l’operaio o l’impiegatuccio che finalmente – se il capo glielo consente – potrà restare inchiodato al pezzo per avere lo stesso potere di acquisto di dieci anni fa.
Prepariamoci, che non è finita qui.
Il ruolo del sindacato
Ho saputo che il 4 luglio sciopereremo dal giornale.
Il Divo (film)
Sabato sera sono riuscito a portare Anna al cinema. Mi sono messo d’impegno, andando persino a comprare i biglietti in anticipo conoscendo la coda all’Anteo e i nostri tempi tecnici per muoverci (e ho fatto bene: due ore e mezzo prima dell’inizio dello spettacolo, c’era già mezza sala prenotata). Il film scelto è stato l’ultima fatica di Paolo Sorrentino, Il Divo, sul periodo della vita di Giulio Andreotti tra il suo settimo governo e l’inizio dei processi di Palermo e Perugia contro di lui.
Personalmente ho deciso che non mi piace la regia di Sorrentino, con tutto il suo stile personale di affastellare le immagini in un ordine che si riesce a capire solo alla fine. Devo però dire che sono rimasto sveglio per tutti i 110 minuti del film, e chi mi conosce sa che è un risultato davvero buono. Nulla ovviamente che non si conosca, anche se ho fatto un po’ di fatica a ricostruire quel periodo della nostra storia. Nulla ovviamente che non sia apparso su documenti ufficiali, per evitare anche solo la possibilità di una querela. Attori sicuramente bravi, anche se non ho capito il cameo di Fanny Ardant: qualche volta Toni Servillo è forse andato troppo sulla macchietta, come nei dietrofront robotici, ma il passo, la postura e l’espressione del volto erano proprio sue. Alcune scene riuscitissime – l’arrivo della corrente andreottiana. Altre un po’ dubbie – la passeggiata notturna con scorta mi sembra un po’ esagerata, dai miei ricordi personali del periodo. Altre che proprio non mi sono piaciute, come il fantasma di Aldo Moro che ritornava a intervalli regolari a tormentarlo; a questo punto come “orologio interno” al film bastavano gli analgesici contro le emicranie…
Quello che forse esce maggiormente fuori dal film è la solitudine di Andreotti, l’altra faccia del suo cinismo e del suo voler essere sempre superiore a tutto. La scena in cui la moglie gli rinfaccia la sua mediocrità (“tu non sei colto, sai solo quattro cose e hai la battuta pronta”) e lui risponde appunto con una battuta è forse la quintessenza del film. In definitiva, vale comunque la pena di vederlo.
Postilla: Anna mi ha fatto notare come l’opera sia stata cofinanziata… dai francesi. Lei afferma che è per farci un dispetto: io non so, anche perché mi chiedo cosa possa capirci uno straniero nonostante il “glossario italiano” iniziale.
spam aziendale
Per “spam aziendale” intendo quello che mi arriva all’indirizzo email aziendale. In effetti, sembra proprio che gli spammatori non si parlino tra loro, o meglio che non si scambino le loro liste di indirizzi. Le mail della solita “Italian Spam Organization” ad esempio arrivano solo ad Anna e non a me; e i messaggi che tagliano il firewall aziendale non li vedo affatto sulle altre mie caselle di posta, mentre Ugo mi ha comunicato che arrivano anche a lui.
Nel weekend ho ricevuto, a parte i soliti viii di cui ho già parlato, qualche copia di due messaggi. Il primo è di un sito con gratta-e-vinci, scritto in itagliese: l’inizio del messaggio è infatti ScratchCards sta dando via 5 euro alla graffiatura e la Vittoria fino ad un massimo di 200.000 euro!. Sapere che “Tutti i vostri sogni sono un giusto una graffiatura via, non attendono alcun più lungo, cominciano graffiare ora.” in effetti non ha prezzo. Il secondo si direbbe un sistema di riciclo di denaro sporco, scritto quasi in italiano perfetto (peccato per il “la chiediamo di compilare il modulo”, che sembra quasi dialettale) che inizia pomposamente con Attualmente stiamo accettando i resumes per le seguenti posizioni: Amministratore delegato per i pagamenti on line. È proprio vedo che un posto di amministratore delegato non lo si nega a nessuno, un po’ come un posto di allenatore della nazionale.
Mi resta appunto il dubbio di come mai ci sia questa diversità di tipi di messaggi a seconda dell’indirizzo… ma mi sa che me lo dovrò tenere.
_Matematica, miracoli e paradossi_ (libro)
(se vuoi una mia recensione più seria di questo libro, va’ su Galileo!)
Magari della storia dei postulati di Euclide o della diagonale cantoriana ne avete sentito parlare fin troppo, e vi siete scocciati. Fate però un’eccezione e prendetevi questo libretto (Stefano Leonesi e Carlo Toffalori, Matematica, miracoli e paradossi, Bruno Mondadori – Matematica e dintorni 2007, pag. 192, € 19, ISBN 978-88-424-2093-4). Mica per altro, ma ad esempio è stato il primo libro dove ho finalmente trovato scritto come abbia fatto Riemann a inventare la sua geometria ellittica, quando con la geometria euclidea si poteva dimostrare che non era possibile che non ci fossero parallele a una retta data (per i curiosi, la risposta è “basta modificare anche il secondo postulato”. Tanto, a questo punto…) Come ho detto, i temi trattati sono abbastanza noti a chi è abituato a questi argomenti: si parla anche di logica, con i problemi sui fondamenti e la teoria degli insiemi, e si passa al programma di Hilbert per mettere tutta la matematica in bella copia, arrivando a quel guastafeste di Gödel con i suoi teoremi di completezza e di incompletezza; si finisce con un capitolo sulla computabilità. La trattazione però è molto interessante, riuscendo a coniugare la correttezza matematica con uno stile piacevole senza scadere nel lezioso e nel pedante: cosa niente affatto scontata, soprattutto quando si parla di matematica. In definitva, un utile ripasso per chi queste cose crede di saperle, e un buon approccio per chi invece vuole saperne qualcosa.
il centuplo quaggiù (sull’eternità non si sa)
La variante della truffa nigeriana dove ti arriva una mail con l’annuncio “hai vinto una barca di soldi” è piuttosto nota, e mi è arrivata dalle aziende più disparate, a partire da Microsoft per finire alla Coca-Cola. Ma questa volta credo che si sia superato ogni record.
Il mittente è Chiesa Cattolica Italiana <info@chiesacattolica.it>, e il testo – sfortunatamente in inglese, non dico ci sarebbe voluto il latino ma l’italiano sì – inizia con
We the entire members of Chiesa Cattolica Italiana hereby notify you as the winner of $650,000.00 US (Six hundred and fifty thousand US dollars only. You are advice to contact immediately you received this mail for Further instruction on how you are to claim your donation prize.
Le frasi sono un po’ tagliate nell’originale, si vede che l’anonimo autore segue il mio sistema di scrivere le notiziole applicando solo il 10% della propria attenzione; pertanto non so esattamente perché avrei vinto tutti questi dollari, né perché la Chiesa Cattolica Italiana paghi in dollari e non in euro. Devo dire che “entire members of Chiesa Cattolica Italiana” ha un suono impressionante, anche se la mia prima traduzione è “membri non castrati”. Degna di nota è anche la firma del mittente: Executive Rev .Sis Rose Eduardo. Non sono un grande esperto di sigle ecclesiali, ma “Sis” mi suona così tanto “Sister” che mi chiedo da quando abbiano iniziato a fare ordinazioni femminili…
La politica dello “speriamo che schiatti”
Ieri SilvioB. ha chiesto un bicchier d’acqua per il caldo eccessivo – si vede che non era qui a Milano – e subito Repubblica ha preparato una galleria fotografica – dove non si vede nulla, a dire il vero – intitolandola “lieve malore per Berlusconi”.
A me pare tanto che cose come queste mostrino quale sia la strategia politica attuale della sinistra-ombra: aspettare che SilvioB. muoia – o almeno si prenda un ictus un po’ più forte di quello che ha avuto Bossi – perché così miracolosamente tutta l’alleanza a destra si romperà in mille pezzi e loro potranno uscire dal governo ombra per ritornare al governo vero. Un programma molto interessante, vero? Eppure a me non pare di avere sentito nessun’altra idea arrivare dall’opposizione. Viene quasi da augurare lunga vita al nostro PresDelCons: almeno lì sappiamo il male che ci arriverà.