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matematto non praticante

l’ennesimo referendum elettorale

Io penso tutto il male possibile della proposta Passigli di referendum sulla legge elettorale. Non che pensi un gran bene, o anche solo un infimo bene, del Porcellum; però mi sono davvero rotto le scatole di vedere questi tentativi di pecettare qua e là una legge elettorale pessima per tirare fuori chissà quale favoloso risultato.
Non parliamo poi di chi ha la faccia tosta di dire che in questo modo si pungolano i partiti di sinistra a darsi da fare per scriverla loro, una legge elettorale buona. A parte la banale osservazione che la sinistra mi pare un po’ troppo minoranza per riuscire a farla passare, e che Berlusconi è così convinto che comunque lui vincerà da non dare certo loro sponda, siete davvero convinti che al PD il Porcellum faccia così schifo? E magari siete anche convinti delle scie chimiche e che è stato George W. Bush a buttare giù le Torri Gemelle per poter dare un impulso all’economia statunitense?
Insomma, per me l’unico referendum decente è quello il cui testo è

«Volete voi che sia abrogata la Legge 21 dicembre 2005, n. 270, intitolata “Modifiche alle norme per l’elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica”»?

Lo so, cancellando del tutto il Porcellum si tornerebbe automaticamente al Mattarellum che non è certo il massimo. Però almeno sapremmo quello che ci tocca… senza contare – per chi è ancora convinto che il nostro parlamento voglia fare una legge elettorale – che si lascerebbe loro le mani libere per scegliere il modello, maggioritario o proporzionale che sia.

Brunetta e la relatività

Come racconta Gramellini a proposito di Renato Brunetta: «Non è vero, come affermerà più tardi in un videomessaggio, che se ne sia andato dopo aver ricevuto insulti e per la sensazione di essere rimasto vittima di un agguato mediatico. Dal filmato emerge chiaramente che le urla “buffone, buffone” sono successive alla sua fuga ingloriosa».
Vorrei però spezzare una lancia in favore del mininistro. È possibile non tanto un hysteron proteron, quanto che per lui in effetti i due eventi avessero un ordine temporale diverso da quello che tutti gli altri, compresa la ripresa video, hanno visto. Come la relatività ristretta insegna, infatti, per gli osservatori che si muovono uno relativamente all’altro i coni degli eventi non sono affatto identici; non è pertanto possibile attribuire univocamente un’etichetta “prima” e “dopo” a una coppia di eventi, e la cosa è tanto più probabile quanto maggiore è la velocità relativa degli osservatori.
Non ci credete? Pensateci un po’: un altro risultato della teoria della relatività ristretta è che un oggetto che rispetto a noi si muove molto velocemente appare più corto…

Carnevale della Matematica #38: GOTO MaddMaths!

Vi siete accorti che ieri era il 14, vero? E non siete andati a caccia del Carnevale della matematica? Beh, se avevate altro cui pensare vi invito a passare dai MaddMaths! (il punto esclamativo non è un fattoriale…), che per la prima volta hanno ospitato il Carnevale con il tema “la matematica nella vita quotidiana”.
Il bello di avere nuovi ospitanti per il Carnevale è che naturalmente mettono del loro nella preparazione: e in questo caso, parlando di matematici seri (mica come me) che si occupano di matematica applicata, l’interesse è ancora maggiore.
Purtroppo a luglio vi dovrete accontentare di una vecchia cariatide come il sottoscritto, che per mancanza di altri volontari si dedicherà a raccogliere i contributi e presentarveli insieme alla Marsigliese. Tema? Beh, ci avviciniamo alle ferie… diciamo “giochi matematici”, anche se come al solito il tema serve solo a chi non ha idea di cosa scrivere e magari riesce a lavorare meglio con una traccia.

Ciclopedia (libro)

[copertina] Si fa presto a dire bicicletta. Detto in altro modo, se siete di quelli che pensano che tutte le biciclette siano più o meno la stessa cosa – fondamentalmente qualcosa che può andare bene per fare un giretto ai giardinetti, ma che rompono solo le scatole in città – questo libro (Michael Embacher, Ciclopedia – icone e design della bicicletta [Cyclepedia: A Tour of Iconic Bicycle Designs], L’Ippocampo 2011 [2011], pag. 224, € 25, ISBN 978-88-96968-32-1, trad. Fabio Zucchella) vi stupirà. Ho visto biciclette di tutti i tipi e marche, da una BMW a una Bridgestone, dalle bici pieghevoli a un triciclo, da una bici di plastica a una in magnesio – non accendetevi una sigaretta vicino, da una bici con la gomma posteriore chiodata (!) a una a trazione integrale (!!), dalla bicicletta che sta in una valigia quando piegata, valigia che poi viene portata come rimorchio alla bicicletta a forma di valigia. Insomma un secolo di biciclette, tutte dalla collezione di Embacher che comprende esemplari da tutto il mondo; per ciascuna bicicletta c’è un paragrafo di storia e varie foto, dalla vista d’insieme ai particolari più importanti. Bello il design del libro, con sul fianco della pagina il tipo di uso della bicicletta raffigurata; peccato per la traduzione che non mi è sempre sembrata così chiara e scorrevole e per la rilegatura (made in China, per la cronaca) che vale davvero poco.

dopo i referendum

Vabbè, che io sbagli le previsioni è ormai assodato, inutile rimarcarlo :-) Che si può dire allora d’altro?
Secondo me il voto è stato indubbiamente politico ma non partitico. Questo a meno che voi pensiate che la maggioranza assoluta del corpo elettorale (non dei votanti) sia contro l’attuale governo, il che mi pare davvero un po’ esagerato. No, nemmeno il legittimo impedimento ha un senso così diretto antiberlusconiano; ovvio che molti l’abbiano votato con un tiè! mentale, compresi parecchi che sapevano perfettamente che dopo il passaggio della Corte Costituzionale non è che ci fosse più molto da togliere; ma per tanti altri quel quesito non importava poi molto, ed era semplicemente più veloce dover tracciare quattro SÌ.
Un semplice corollario a tutto questo: Berlusconi ha completamente perso la capacità di capire la gente, e probabilmente di stare ad ascoltare quelli dei suoi servi che non sono completamente subalterni e cercano ancora di dargli suggerimenti utili. Non so se i “poteri forti” l’avevano costretto a tentare il tutto per tutto pur di non affossare almeno il nucleare e le sue ricche commesse: se però fosse stato sveglio come un tempo, non avrebbe certo fatto rievocare Bettino Craxi e il suo invito di andare al mare. Fiutati i sondaggi, avrebbe detto qualcosa tipo “i referendum sono sempre espressione della volontà popolare; io andrò a votare ma lascerò scheda bianca, per non influire”. A questo punto ieri avrebbe potuto tranquillamente lavarsene le mani, invece che fare quelle brutte facce…
Tutto questo è poi capitato nonostante il diretto aiuto di Maroni. Non tanto per la stupida frase sul quorum presumibilmente raggiunto, frase pronunciata a urne aperte (e no, non è turbativa di voto. Se uno è così imbecille da decidere che non vale la pena andare a votare perché hanno già votato gli altri, peggio per lui). Ma per la scelta di non abbinare referendum e almeno secondo turno delle amministrative. A Milano ha votato il 15% in meno di due settimane fa e il 5% in meno della media nazionale; a Varese non si è nemmeno raggiunto il quorum. Resto dell’idea che bisognerebbe istituire per legge l’election day, valido anche per i referendum; sta poi all’elettore decidere se chiedere o no la scheda.
Cosa cambia? per quanto riguarda le leggi, mi sa poco. Per quanto riguarda il quadro politico di destra-contro-sinistra, anche poco. Quello che potrebbe davvero succedere è una lotta all’ultimo sangue all’interno del centrodestra, col tentativo di fare fuori Berlusconi prima di cadere a picco… e una lotta simmetrica all’interno del centrosinistra, perché è nel loro DNA.
P.S.: parliamo di importanza della rete? Gli unici posti dove ho visto parlare di voto distinto ai due referendum sull’acqua, con un SÌ alla scheda rossa e un NO alla gialla, sono stati quelli in rete. In pratica la scheda gialla è quella che ha avuto il minor numero di no. Qualcosa vorrà pur dire.

Talenti

[talenti]
Lascio decidere a voi: è più incredibile che Telecom Italia abbia iniziato a segnalare i “talenti interni” oppure che abbia un account su Facebook? :-)
(più seriamente: Telecom è molto grande; dentro c’è tutto e il contrario di tutto, e soprattutto è difficilissimo che si venga a sapere cosa si sta facendo di simile nei vari gruppi. Però è un annetto che Comunicazione Esterna sta faticosamente cercando di guardare anche all’interno dell’azienda: è un lavoraccio, ma qualcuno doveva pur iniziare a farlo)

gioco della domenica: I Love Carrot

Il gioco I Love Carrot, da Smart Kit, è a prima vista banale: il coniglio deve saltare da pietra a pietra per andare a mangiarsi la sua bella carota. Però, come dovreste ben sapere, esiste il principio di azione e reazione: quando il coniglio salta in avanti la pietra si sposta all’indietro fino a che non trova un ostacolo. Il risultato è molto meno banale di quanto sembri a prima vista: meglio meditare attentamente le mosse, visto che il gioco non prevede bonus per la rapidità di movimento bensì malus per tutte le volte in cui siete costretti a resettare lo schema.

Numeri: divagazioni, calcoli, giochi (libro)

[copertina] Liber omnis divisus est in partes tres. Insomma questo libro (Dario De Toffoli, Dario Zaccariotto, Margot De Rosa, Numeri: divagazioni, calcoli, giochi, Nuovi Equilibri 2008, pag. 246, € 20, ISBN 978-88-6222-052-1) è composto da tre parti notevolmente diverse tra di loro, pur avendo come filo conduttore il parlare di numeri (mannò!).
La prima parte, quella piu chiacchieristica su alcune proprietà di alcuni numeri – le “divagazioni”, insomma – è senza dubbio la peggiore, suggerirei quasi di lasciarla perdere perché non è che dia chissà quali informazioni. A me è invece piaciuta molto la seconda sezione, che spiega alcune tecniche di calcolo mentale; capisco che sarò in netta minoranza, ma magari qualcun altro potrebbe apprezzare la cosa ed esibirsi poi in virtuosismi di fronte agli amici. Infine la parte finale contiene tanti giochi “numerici” da fare con una matita, una gomma e tanta pazienza: come bonus c’è poi in quarta di copertina una variante dell’Hex da giocarsi con i dadi che però non ho avuto occasione di provare.
Fortunatamente dopo il primo capitolo che era la fiera del refuso la situazione per quanto riguarda gli errori di stampa è migliorata… Mi stavo davvero preoccupando.