In sede abbiamo uno sportello bancomat. Dieci minuti fa sono sceso con un collega per prendere un caffè, e poi gli ho detto “accompagnami al bancomat”. Ho messo la carta, ho smadonnato perché continuavo a toccare il touch screen, finalmente sono riuscito a prelevare, ho ritirato la carta e me ne sono andato. Prima di arrivare all’ascensore mi sono ricordato che non avevo preso anche i soldi. Sono corso indietro nel mentre il bancomat si rimangiava le banconote e mi scriveva beffardo “transazione annullata per timeout – contattare il proprio istituto”.
Fortunatamente il bancomat è interno, e quindi so per certo che nessuno mi ha preso quei soldi: sfortunatamente non so quanto ci vorrà perché me li riaccreditino.
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Quizzino della domenica: Somme e prodotti
In un problemino che viene a volte dato ai bambini delle elementari si chiede di trovare due numeri (interi positivi, ma questo per i bimbi è la norma) la cui somma e il cui prodotto siano uguali. In genere non ci vuole molto prima che qualcuno si accorga che 2+2 è uguale a 2×2; entrambe le operazioni danno 4.
Voi siete più grandi, quindi il problema che vi lascio questa volta è un po’ più difficile. Invece che 2, prendiamo un numero a caso, 42: siete capaci a trovare 42 numeri interi positivi la cui somma sia uguale al loro prodotto?
(un aiutino lo trovate sul mio sito, alla pagina http://xmau.com/quizzini/p135.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì. Problema adattato da Bernardo Recamán Santos, Rompicapo che passione.
_L'(n+1)esimo libro della fantascienza_ (ebook)
Del libro (Marco Manicardi (ed.), L'(n+1)esimo libro della fantascienza, Barabba edizioni 2013, pag. 622, gratis) ne avevo già parlato sul mio blog. Però non l’avevo ancora recensito, per l’ottima ragione che dovevo ancora leggerlo… Ora che sono arrivato al fondo delle 622 pagine, posso dire qualcosa in più.
Partiamo innanzitutto con le dolenti note. Il libro è una raccolta senza alcun filo conduttore (tranne il NO FANTASY) e quindi di una varietà estrema, sia di tema (e fin qui va bene) che di lunghezza (dalle dieci righe alle 45 cartelle, e va un po’ meno bene). Inoltre non ha visto nessun editor, il che significa che molte delle idee sarebbero da ripulire per diventare più allettanti per i lettori, e altre sarebbero probabilmente da cassare del tutto. Ciò detto, a mio parere il libro si può leggere tranquillamente, esercitando al più il diritto del lettore a non terminare una storia che non gli piace. Su Google Drive ho lasciato una microrecensione di tutti i racconti: è molto personale, ma qualche idea ve la può dare.
Infine, come scrissi a suo tempo, la raccolta contiene ben quattro miei racconti. I due col nome di Turing nel titolo li potete tranquillamente saltare, sono divertissement molto brevi (nemmeno una pagina); Questione di margini è indubbiamente per matematici, e forse potreste non capire l’idea dietro il racconto, mentre Telecomando quantistico è quello più mainstream. Sapevàtelo.
Zuzzurro
Andrea Brambilla è sempre stato per tutti Zuzzurro, il commissario in trench. Non importa che abbia fatto non so quanto teatro con Nino Formicola (“Gaspare”), oltre a tutte le altre cose. Ma in fin dei conti quello non era nemmeno chissà che tragedia, diciamo che era un marchio di fabbrica. La cosa bella del duo è che erano tra i pochi a fare comicità basata sul nonsense: nonsense verbale, dal tormentone “ce l’ho qui la brioche!” alle improbabili associazioni mentali sparate a tutta velocità per giungere alla risposta da lui voluta. Ma anche nonsense “fisico”, coi suoi passaggi davanti alla telecamera e la sua aria persa in chissà cosa. Rispetto a tanti altri “comici” mi è sempre sembrato una persona piacevole di suo, il che non è facile (pensiamo a uno indubbiamente bravo come Teocoli, ma che ha un caratteraccio…)
Non so quanti sapessero che era anche un autore, né quanti abbiano mai sentito parlare della trasmissione televisiva Dido Menica, trasmessa in tardissima serata su RaiUno e credo l’unico caso nel palinsesto della rete ammiraglia Rai dove tra il pubblico si vedevano donne tette al vento (si fa per dire, avevano al massimo la prima). No, il regista non indugiava :-)
Che la terra ti sia lieve.
Allagamenti
Test: emisfero destro o sinistro?
Il test che impazza quest’oggi arriva nientemeno che da un’agenzia pubblicitaria tedesca, la Sommer&Sommer. Scopo? Valutare se l’emisfero cerebrale predominante è quello sinistro (razionalità) oppure quello destro (creatività).
In realtà alcune delle domande che vengono fatte mirano più che altro a scoprire se sei mancino dentro oppure no, e mi sa che io, in qualità di ambisinistro, abbia confuso le acque; inoltre la prima parte del test – quella con la silhouette della ballerina che piroetta – potrebbe dare dei problemi a qualcuno. Io per esempio posso farle cambiare direzione, ma solo concentrandomi: non so se per voi valga lo stesso.
Ad ogni modo, il mio risultato finale sembra un po’ strano, con una leggera predominanza dell’emisfero destro. Visto che la matematica non è poi così razionale come sembra?
(ps: non accetto commenti del tipo “no, sei tu che fai sballare tutto”. Questo lo sapevo anche senza fare il test)
buon compleanno, Martin!
Oggi cadrebbe il novantanovesimo compleanno di Martin Gardner. Vi lascio questo articolo (in inglese) per ricordarlo.
pericolosi concorrenti
Quando avevo velocemente visto questo post di Mantellini, ero convinto che stesse scherzando. Poi invece il prof. Liberti mi ha fatto notare che c’era – orrore! – un link al sito di Franco Abruzzo. Insomma, il Cdr del Corriere della Sera (il primo quotidiano italiano, almeno a mia conoscenza) si è lamentato con la direzione del quotidiano perché c’era un «link al sito <linkiesta> visibile ieri sulla homepage del Corriere.it». Il Cdr scrive:
Ci sembra una iniziativa incomprensibile, specie in un momento in cui stiamo discutendo, con tutte le difficoltà che conosci, su come rendere più redditizio il nostro di sito. Ti chiediamo, dunque, di interrompere questoperazione che ha disorientato la redazione e che per altro è stata assunta senza neanche informare il Cdr, come invece è previsto dal Contratto.
Devo dire che sarei davvero curioso di sapere cosa prevede quel Contratto, e che quello “stupore” mi ha fatto sorridere – ma questo è immagino colpa del mio essere di un’altra generazione, quel sottile strato tra i nativi analogici e i nativi digitali che si erano creati un ecosistema.
Ma la parte più interessante, almeno per me, è la conseguenza logica del loro comunicato: evidentemente sono convinti che Linkiesta.it si posiziona nella stessa categoria del sito web del Corriere, e quindi un link “alla concorrenza” farà perdere accessi e soldi. Direi che insomma è della loro percezione del sito che forse dovrebbero «continuare a discutere»…
Aggiornamento: (praticamente immediato, la fregatura di cliccare troppo presto su “pubblica”) a quanto pare, la vera questione è che il Corriere avrebbe fatto un accordo con Linkiesta per lasciare un box di quest’ultimo in mezzo a tutte le altre notizie del quotidiano. Comprenderei allora la logica del comunicato, ma mi chiedo chi diavolo abbia scritto il comunicato stesso, parlando a nuora perché suocera capisca…