Quasi viventi (libro)

Ventuno parole, una per lettera dell’alfabeto, per descrivere quallo che è nato con l’avvento dei social media: una forma di vita “quasi vivente”, come recita il titolo. Ventuno brevi saggi, tutti con la loro bella bibliografia, dove si trattano diverse declinazioni dell’interazione tra umani e software. In media il volume è interessante, anche se la qualità come sempre in questi casi varia. Ho trovato belli il pezzo di David Weinberger sulla conoscenza e sulle due crisi epistemologiche arrivate con Internet e le intelligenze artificiali, quello su emoticon ed emoji (che hanno etimologie diverse!) di Gabriele Marino, quello sulle fake news di Anna Maria Lorusso, le curiosità sulla nuvole di John Durham Peters, i quorum di Francesco Raniolo, la traccia di Stefano Oliva e la zoonosi di Felice Cimatti. Una lettura interessante, insomma.

(Felice Cimatti e Angela Maiello (eds.), Quasi viventi : Il mondo digitale dalla A alla Z, Codice Edizioni 2024, pag. 272, € 19, ISBN 9791254501078 – se acquistate il libro dal link qualche centesimo va a me)

Sono una personalità pubblica

"Maurizio Codogno - personalità pubblica"
L’altro giorno mi è capitato di cercare con Google qualcosa sul mio sito (a volte mi è più facile…) e ho visto sulla colonna di destra l’immagine che vedete in cima a questo post. Cliccandoci su si arriva a questa pagina. (Non so se voi vedete “scrittore” oppure “scrivano” come succede a me e vedete qui sotto: in inglese è banalmente “writer”.)
"scrivano"
Non credo di essere una personalità pubblica, ma tant’è. Se Google nella Sua infinita saggezza ha deciso così, chi sono io per obiettare? Però a questo punto ho cliccato sui puntini e selezionato “rivendica scheda informativa”. Peccato che io sia finito su una pagina che dice “Un altro utente gestisce già Maurizio Codogno su Google – Contatta un rappresentante di Maurizio Codogno per maggiori informazioni”.
Ciò non è bello: io non ho nessuna idea di chi possa essere un mio rappresentante. A questo punto ho cercato di diventare un utente verificato: non che la cosa cambi molto, se non per avere un’approvazione più veloce delle modifiche (e magari mettere una mia foto migliore, ma tanto non ne ho…) Mi chiedono di fare un selfie con un mio documento (cancellando i numeri di serie!) e di dare esempi di cose che gestisco. Faccio, spedisco, e il giorno dopo mi arriva una risposta

Un saluto da Google,
Grazie per aver inviato le informazioni per la verifica su Google.
Al momento non possiamo approvare la tua richiesta di verifica per i seguenti motivi:
1 : non siamo riusciti a verificare la presenza di una corrispondenza tra te e il link della scheda informativa che hai inviato. Il motivo potrebbe essere uno dei seguenti:
* La scheda informativa non esiste al momento degli accertamenti.
* La scheda informativa contiene il tuo nome o un nome simile, ma non avevamo informazioni sufficienti per poter stabilire che tu fossi, o rappresentassi, questa persona o entità. Se questa scheda informativa contiene informazioni sia su di te sia su altre entità, contattaci.

Riscrivo (sempre in inglese, non so perché abbiano mandato una risposta in italiano quando avevo scritto in inglese) e finalmente Ameenullah mi risponde “After investigation we found that you are the verified owner of the knowledge panel “Maurizio Codogno””. Ma tanto Abhishek aveva detto “We understand your concern and please be informed that even after claiming a knowledge panel, you may still see the “Claim this knowledge panel” option and after clicking, it may show the message “Someone is already managing the account”. However, be rest assured that you are the verified owner of the knowledge panel with the same email address you are contacting.” Insomma si direbbe quasi che io sia il gestore della scheda ma Google non voglia farcelo sapere.

Posso dire che dopo tutto questo giro non ho ancora capito a che cappero serva tutta questa roba?

È di nuovo il 2005?

Mi è appena arrivato un messaggio dal form di questo sito. Il testo (dove ho cancellato i nomi) è questo:

Mi chiamo X, sono la responsabile delle relazioni esterne di YZ SEO. Vorrei avere informazioni riguardo ai prezzi per la pubblicazione di guest post o per l’inserimento di un link in un articolo già esistente su xmau.com.

Tutti i nostri articoli saranno personalizzati per garantire che siano pertinenti ai temi del tuo sito. L’articolo può riguardare contenuti generali, casinò, forex, criptovalute o marketing digitale. Per i nostri clienti del settore del gioco d’azzardo, il tema può essere legato al gioco o a un argomento di carattere generale.

Rimango in attesa di una tua risposta.

Vent’anni fa avrei potuto ricevere messaggi di questo tipo, ora sono rimasto basito che ci sia ancora qualcuno che pensi di cercare un blog per queste cose. Il tutto ovviamente senza avere nemmeno aperto il mio sito se non per cercare il modulo del form: dalla home page si arriva banalmente a una pagina dove scrivo esplicitamente che quello che scrivo è quello che mi piace e non voglio pubblicità, figuriamoci redazionali…

Amazon blocca il salvataggio via USB

l'avviso di Amazon Chi non ha mai preso un ebook su Amazon? Anche chi come me non ha un Kindle l’ha fatto spesso. Ho controllato: nella mia biblioteca Kindle ho 103 titoli. Fino ad ora non c’erano molti problemi: uno si scaricava il libro, se lo convertiva in epub e se lo leggeva sul suo device.

Era illegale? Sì. Gli ebook non sono acquistati ma presi in licenza, e chi te li licenzia può farci di tutto, compreso cancellarteli (si spera restituendo i soldi) o aggiornandoli automaticamente (magari con le versioni bowdlerizzate, come nel caso dei libri di Roald Dahl); tu invece non puoi usare un programma per togliere il DRM, il blocco digitale dei contenuti. Ma è anche vero che almeno nell’Unione Europea abbiamo il diritto di farci una copia di backup (che poi non puoi craccare, d’accordo). Non sto nemmeno parlando del meme di Internet “If buying isn’t owning, piracy isn’t stealing”. Parlo di libri pagati e tenuti per sé, magari perché Amazon ha un’esclusiva e non permette di mettere in vendita altrove un certo testo.

Bene: avete ancora pochi giorni per scaricarvi i vostri-ma-non-davvero-vostri libri: dal 26 febbraio Amazon eliminerà questa possibilità. Potrete solo inviare i libri al vostro Kindle (o si spera all’app Kindle sul vostro PC: la cosa non mi è chiarissima, anche se leggendo qui direi di sì, ma so che se non sarà possibile Anna passerà a IBS). Per non sapere né leggere né scrivere ho scaricato i 383 libri che ha comprato Anna, adesso devo partire con i miei…

Il rapporto superaureo

Un paio di mesi fa avevo parlato del rapporto argenteo, che evidentemente vale un po’ meno di quello aureo, nel senso che è meno piacevole all’occhio. Ma ci sono altri numeri simili? Certo che sì! Oggi per esempio vi parlerò del rapporto superaureo (supergolden ratio in inglese). Come il rapporto aureo è la radice (positiva) dell’equazione $x^2 = x + 1$, il rapporto superaureo è la radice (unica reale) dell’equazione $x^3 = x^2 + 1$, ed è indicata con la lettera greca ψ (psi). Equivalentemente, ψ è il rapporto $\frac{a+b}{a}$ tale per cui $\left( \frac{a+b}{a} \right)^{2} = \frac{a}{b}$. Le prime cifre decimali di ψ sono 1,465571231876768…, e vale l’uguaglianza $\psi^{2} \left( \psi – 1 \right) = 1$.
rettangoli superaurei
Il rettangolo qui in figura ha area ψ; e i tre rettangoli blu, rosso e giallo hanno area rispettivamente $\frac{1}{\psi}, \frac{1}{\psi}^3, \frac{1}{\psi}^5$ (quello verde ha la stessa area di quello rosso, per la cronaca). Come vedete, a differenza del rapporto aureo si salta di due potenze per volta.
Anche il rapporto superaureo ha molte caratteristiche interessanti, che però vi racconterò la prossima settimana :-).

Immagine di OmegaFallon, da Wikimedia Commons.

MATEMATICA – Lezione 54: Matematica e sport

copertina Un tempo sport e matematica sembravano due temi del tutto scorrelati. Poi si è scoperto come le statistiche possono essere usate per ottenere risultati migliori, come mostrato nel film Moneyball, uscito in italiano con L’arte di vincere, dove si vede come un allenatore è riuscito a ribaltare la striscia negativa di una squadra di baseball. Ma c’è molta più matematica all’interno dello sport, come Paolo Alessandrini ci mostra in questo libro. Oltre a curiosità come il fatto che i gironi all’italiana non sono stati creati in Italia e che il punteggio ELO degli scacchi si chiama così perché ideato da uno il cui cognome era Elo, Alessandrini racconta di come la teoria dei grafi aiuti a formare calendari in maniera ottimale e a capire come ottenere una classifica. Tutto questo non è un semplice esercizio di stile: chi segue i tornei di scacchi vede tali tecniche messe in pratica, e quest’anno il calendario della fase iniziale di Champions League, con partite apparentemente a caso, nasce proprio seguendo le teorie matematiche che permettono di scegliere un sottografo ottimale.
Alessandrini ha anche curato i giochi matematici, sempre basati sullo sport. Il matematico raccontato da Veronica Giuffré è Andrew Wiles, colui che ha dimostrato l’Ultimo teorema di Fermat nonostante le mille difficoltà.

Paolo Alessandrini, Matematica – Lezione 54: Matematica e sport, allegato a Gazzetta dello Sport e Corriere della Sera, €6.99 più il prezzo del giornale.

Bilancini e teatrini

Per prima cosa, quando si parla del patteggiamento di Sinner converrebbe per prima cosa leggere la stampa estera e non quella italica. Come è finita la storia? Sinner si prende la colpa di non aver controllato che faceva il suo team. La WADA riconosce che Sinner non si era dopato. Ma visto che nessuno può perdere la faccia, si è arrivati a tre mesi di squalifica, dove per i tre quarti del tempo il tennista altoatesino non potrà nemmeno allenarsi in strutture federali o in luoghi aperti al pubblico. Il tutto calcolato in modo che possa partecipare non solo al Roland Garros ma anche agli Internazionali di Roma. (Tanto la terra non è il suo campo preferito, quindi non si sa come ci sarebbe arrivato in ogni caso).

Ovviamente questo è il risultato di una questione fumosa, dove nessuna delle parti aveva la certezza di vincere il giudizio di appello: una situazione che capita più spesso di quanto si possa pensare. Chi aveva più da salvare la faccia era comunque la WADA, che non poteva assolutamente permettersi una sconfitta in tribunale. Peccato che comunque la sua credibilità sia crollata: dopo anni di stop molto più lunghi in casi simili adesso ha calato le braghe, e promesso che nel 2027 (!) non considererà più come doping queste dosi minimali. Dal mio punto di vista di persona che il tennis non lo guarda, mi sento di concordare con Sandro Donati: È tutto un teatrino.

Quizzino della domenica: Cerchio inscritto II

735 – geometria

Un trapezio rettangolo ha le basi lunghe rispettivamente 7 e 3, e in esso è possibile inscrivere un cerchio tangente a tutti e quattro i suoi lati. Quanto misura il raggio di questo cerchio?

la figura

(trovate un aiutino sul mio sito, alla pagina https://xmau.com/quizzini/p735.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì. Problema da Mind Your Decisions.)