Legittimo impedimento nucleare
La vita, per il nostro PresConsMin, è sempre una dura battaglia. Non bastava il doversi esporre in prima persona nelle elezioni comunali di Milano (tanto gli toccava già di passare da quelle parti a visitare i brigatist… pardon, i magistrati; tanto valeva unire l’utile al poco dilettevole). Non bastava l’aver chiesto al ministro tastierista di spostare il più in là possibile i referendum, sperando che tutti si dimenticassero della loro esistenza. Macché: quei senzadio di giapponesi si sono fatti venire terremoto e tsunami per riuscire a far sì che la centrale di Fukushima si nuclearizzasse, così gli italiani si sarebbero mossi in massa per votare ai referendum, il quorum sarebbe stato raggiunto e il legittimo impedimento (oggetto di uno dei referendum) spazzato via.
A questo punto, a mali estremi estremi rimedi: hanno dovuto perdere i lucrosi guadagni già messi in conto e bloccare l’iter per costruire centrali nucleari. In questo modo il referendum cadrà, gli italiani andranno al mare e tutto sarà salvo. Una vergogna, vero?
