Come possono cambiare le percentuali

Last Updated on: 2026-06-23

Leonardo Dorini ha citato su Twitter un articolo del Sole-24 Ore su come i britannici pensano alla Brexit dopo dieci anni. Al tempo, l’abbandono del Regno Unito all’Unione Europea vinse con il 52% di sì; ora i sondaggi dicono che il 52% dei sudditi di Carlo III preferirebbero tornare in Europa, contro un 31% di contrari e un 17% di indecisi. Ma la parte più interessante del sondaggio è che parrebbe che il 75% di chi ha votato non ha cambiato idea. In realtà non trovo da nessuna parte quel dato; ma quello che è vero è che se ci si limita a vedere le risposte di chi ha meno di 28 anni, e quindi non aveva potuto votare a suo tempo, c’è un rapporto di sette a uno a favore dell’Europa; e viceversa sei milioni di votanti sono morti in questi anni, e possiamo appunto stimare quanti hanno cambiato idea.

Quello che trovo interessante in questa analisi non è tanto il valore ottenuto per i flussi di voto, quanto la necessità di tenere sempre a mente che le condizioni al contorno sono fondamentali. Si sa che si nasce incendiari e si muore pompieri; ma non è detto che viviamo in un ambiente dove il graduale raffreddamento dei bollenti spiriti (e un flusso in uscita confrontabile con quello in entrata) permette di accettare l’ipotesi di una stabilità del sistema. È facile dimenticarsene, in un mondo dove i sondaggi vengono fatti ogni due settimane o giù di lì; ma se ce ne dimentichiamo non possiamo poi dare la colpa alla matematica.

2 commenti su “Come possono cambiare le percentuali”

  1. Direi che i sondaggi hanno abbondantemente dimostrato la loro inattendibilità nel tempo, dipendendo dal committente e dal campione (quest’ultimo orientato dal committente).

    Riprendo però l’articolo del Sole che hai citato:

    «Tutti i sondaggi indicano da tempo che una netta maggioranza ritiene che Brexit sia stato un errore»

    Tutti! Ne indica uno solo, ma tutti! Come non fidarsi dei giornalisti nostrani?

    «Il percorso di riavvicinamento è più che mai auspicabile»

    Si può credere nel tentativo di terzietà di un giornalista che dichiari ciò, senza giri di parole?

    «tutti sanno che i sondaggi vedono in testa Reform e che quindi Nigel Farage, l’architetto di Brexit, potrebbe approdare a Downing Street e disfare tutto».

    Quindi allo stesso tempo c’è una maggioranza assoluta di votanti (a sondaggi) che vorrebbe ritornare in Europa e una maggioranza relativa che vorrebbe Farage al governo: quanto è relativa questa maggioranza, visto che le due tesi sono divergenti?

    1. Come hai notato, sono come sempre andato a cercare la fonte originale. Per le due maggioranze relative, probabilmente un 30% di voti a Garage basterà per dargli una maggioranza di parlamentari, quindi lì non vedo problemi di scarsa coerenza.

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