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Commenti generati dall’IA?

Guardate questo commento a un mio post di sabato scorso. Era finito nello spam, io l’ho recuperato ma ho tolto tutti i riferimenti al sito corrispondente a “original 2D character animation” (i curiosi possono immaginare qual è, non ho cancellato il nome del sedicente utente). Perché non hai cancellato il commento, mi direte? Perché aveva senso, almeno a una prima lettura. Poi l’ho riletto, il mio neurone si è attivato, ho dato in pasto il testo del commento a Pangram che ha detto “non ne sono certo perché non è molto lungo, ma secondo me è 100% IA”, concordando con il mio neurone un po’ lento. D’altra parte, anche senza considerare la frase rimasta in inglese che era quella con il link, se osservate attentamente noterete che la risposta parafrasa quello che avevo scritto, senza contare che fa ridere che uno si chieda come Chuck Jones abbia reso la trasformazione quando avevo messo il link al video.

Per i pochi commenti che ricevo, a parte quelli dei miei ventun lettori, non faccio certo fatica a verificarli a mano. Però quello che è successo è inquietante: un agente si è accorto che in un blog praticamente sconosciuto c’era un post in italiano su un libro vecchio come me, in un’edizione di un quarto di secolo fa che si trova solo come testo usato, ha scritto un commento al riguardo praticamente tutto in italiano e l’ha postato. Non solo non possiamo fidarci che i testi che vediamo siano originali, ma non possiamo nemmeno fidarci delle interazioni alla periferia estrema dell’impero.

Ah: ho chiesto a un LLM se la cosa è già nota nel mondo anglosassone, e mi ha risposto “ovviamente sì”, dandomi questo link. Diciamo che non vedrete più commenti di questo tipo, a meno che le IA diventino ancora più brave.

PS: mi è stato segnalato che non sono il primo italiano ad accorgermene, vedi questo post di Attivissimo di fine agosto. La cosa preoccupante è che l’infezione si è espansa da un blog seguitissimo a uno appunto alla periferia dell’impero. Non c’è via di scampo.

curiosità 2026, curiosita'

Il falso Eco

Non leggendo Facebook, mi ero perso questo post di Ciro Ascione (potete leggerlo con più facilità qui) e ho scoperto solo in seguito che la Bustina di Minerva citata con tanto di foto era un falso creato da Ascione per far credere che Umberto Eco avesse previsto le attuali intelligenze artificiali già nel 2010. A posteriori ci sono state le analisi di Open per mezzo dell’IA (sì che vado a vedere che nell’immagine della pagina dell’Espresso c’era un artefatto, e non mi stupirebbe che una rivista abbia la domenica come data ufficiale di pubblicazione) e le interviste di Repubblica allo stesso Ascione e a un docente bolognese di semiotica.

Che avrei detto io se avessi visto quel testo prima di scoprire che era un falso? Non lo so. La parte sull’inesistente filosofo bizantino Teofrasto di Melitene è puro Eco e mi avrebbe fatto propendere per l’autenticità, anche se introduzione e conclusione sono di livello parecchio inferiore. La cosa che trovo però più divertente è che anch’io sarei caduto in un confirmation bias, ma di tipo opposto. Eco è sempre stato interessato da ciò che i computer potevano fare, ma in quel campo faceva errori da principiante, come il programma BASIC per generare gli anagrammi di IHVH: il programma, anche se non certo ottimizzato, genera le ventiquattro permutazioni ma non si accorge che essendoci due lettere uguali bisogna eliminane la metà. Ecco: quello che avrebbe potuto mettermi in guardia sono le frasi (grassetti miei) «Sospetto invece che la macchina veramente interessante non sarà quella che vorrà ucciderci, bensì quella che saprà continuare una frase.» e «avrebbe però incontrato tante volte parole come Tommaso, Aristotele, essere, essenza, Dio e Domenicani da poter produrre successioni di frasi estremamente plausibili.» Nel 2010 il meccanismo di attention era ancora di là da venire, e il buon Umberto – ma anche tutti noi – avremmo probabilmente scritto qualcosa tipo “quella che saprà assemblare un discorso“. La generazione insomma non tanto come processo markoviano quanto come generazione combinatoria. Anzi, probabilmente Eco avrebbe infilato nel suo discorso qualcosa tipo “Questa macchina avrebbe così in pratica il sogno che Ramon Llull aveva già intravisto quasi otto secoli orsono nella sua Ars generalis: le parole delle sue risposte sarebbero mirabilmente emesse, partendo dai principi primi che troverebbe nei milioni di opere a cui ebbe accesso, pur non avendo affatto contezza né dei principi né del suo risultato”. Ma confesso che almeno a una prima lettura non penso mi sarei accorto dell’incongruenza di quelle due frasi, come non mi sarei accorto che il testo tutto gioca sul “falso che sembra vero”: tema sicuramente echiano, ma che ovviamente non poteva essere opera di Eco stesso. (Il fatto che le macchine cominciano a macinarsi testo scritto da altre macchine invece è un’ovvia conseguenza dell’iperproduzione di risposte, quindi non avrei potuto trovare nulla di strano in quest

Morale di tutto questo? La scrive Ascione/Eco stesso in quel brano: «il problema non sarà stabilire se pensino davvero, bensì capire che cosa accadrà quando ci saremo abituati a trattare come pensiero tutto ciò che possiede la forma esteriore del pensiero». Cosa che appunto stiamo già facendo da mo’.

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Somme di quadrati

Forse non tutti sanno che un qualunque numero intero positivo può essere scritto come somma di al più quattro quadrati di interi positivi, o se preferite di esattamente quattro quadrati di numeri naturali (compreso lo zero). L’affermazione è stata congetturata già da Diofanto; Bachet la tradusse dal greco, Lagrange lo dimostrò e Legendre è considerato colui che nel 1798 ha anche dimostrato che gli unici numeri che richiedono effettivamente tutti e quattro i quadrati sono quelli della forma $4^k (8m+7)$, con k e m numeri naturali. A dire il vero Legendre per dimostrarlo assunse che dati due numeri interi a e b primi tra loro esistono infiniti primi della forma a + nb, con n intero; e Dirichlet dimostrò questo fatto solo quarant’anni dopo. La prima dimostrazione corretta fu del solito Gauss.

C’è però un altro problema apparentemente simile ma in pratica più complicato. Quali sono i numeri interi positivi che non possono essere scritti come somma di quadrati tutti diversi? È facile vedere che tra i numeri di una cifra ci sono 2, 3, 6, 7, 8; relativamente facile trovare 11, 12, 15, 18, 19, 22, 23, 24, 27, 28, 31, 32, 33; poi la cosa si fa più complicata. Gli altri numeri sono 43, 44, 47, 48, 60, 67, 72, 76, 92, 96, 108, 112, 128. Fine. Dopo questi 31 non ce ne sono altri, come del resto dice OEIS. Il tutto è stato dimostrato da Sprague nel 1948, quindi ben dopo il teorema dei quattro quadrati.

Il guaio è che la dimostrazione è per induzione, e passi: ma per la più brutta forma di induzione che io abbia mai visto. Se la guardate su ProofWiki, vedrete che il passo di base è verificare che tutti i numeri da 129 a 324 = 18² sono esprimibili, mostrare che dato un numero k > 324 e calcolato il numero i per cui i² < k ≤ (i+1)² possiamo scrivere k  − (i − 4)² come somma di quadrati distinti nessuno dei quali è (i − 4)², e infine controllare tutti i numeri da 1 a 128 per vedere se possono o no essere scritti in quel modo.

Occhei, non siamo certo al livello delle dimostrazioni IA, ma direi che comunque non è che si impari molto da questa dimostrazione!

curiosità 2026, curiosita'

E che sarebbe il Premio Campidoglio?

La scorsa settimana, mentre cercavo informazioni sul Premio Internazionale della Cultura, mi è capitato di vedere la pagina del Premio Campidoglio – prima edizione: definizione, “Celebriamo le esperienze che ispirano il mondo”. Siamo a fine 2026, ma non ho trovato nessuna traccia di questo specifico premio Campidogio, al più ho letto di vecchi premi e di gare ippiche. Aggiungo che la sezione “press” è sconsolatamente vuota, che l’organizzatore sarebbe una “associazione culturale Agape Onlus” che non mi sembra nessuna di quelle che si possono trovare tra il cinque per mille, che il titolare del trattamento dati è una società “ACADEMY EDUCATIONAL SERVICE ltd, Company Number 14952491, Head Office: 85 GREAT PORTLAND STREET FIRST FLOOR LONDON ENGLAND W1W 7LT” la quale potrebbe essere questa ma che nasceva come “operante nel settore minerario”, che la sede in via dei Bresciani 2 a Roma guardata con Google Maps non mostra nulla e al più ha la direzione generale del Centro Volontari della Sofferenza – Silenziosi Operai della Croce, e che tra i patrocini avrebbe queello di Roma Capitale, di Ita Airways e del Reial Cercle Artistic de Barcelona (a questi ultimi ho scritto per chiedere lumi, ma mi sa che avendo usato l’inglese e non il catalano abbiano deciso di non rispondermi).

Qualcuno riesce a trovare altre info? A questo punto sono davvero curioso.

curiosità 2026, curiosita'

Effetti collaterali

Nella mia bolla twitter dicono che dopo che i droni ucraini hanno colpito i server di Yandex è improvvisamente calato il numero di post in favore di AfD, quelli che affermano che i vaccini sono pericolosi e persino quelli di Trump su Truth.

(no, non c’è nulla di verificato, e almeno per i post di Trump non penso siano in molti a crederlo. Però è buffo)

ia 2026, IA e informatica

Non bullizzate Claude!

Qual è il motivo dietro la nuova policy di Anthropic che afferma che è vietato usare un comportamento abusivo o crudele verso i suoi modelli? Domanda intelligente. David Gerard sostiene che è solo un modo per convincerci che Claude è cosciente: definirlo “umano” è un po’ troppo anche per Amodei, ma in fin dei conti sono molte le nazioni che vietano la crudeltà gratuita contro gli animali. Gerard riporta anche il brano di una conversazione tra Chris Olah e Mois Navon, che non è semplicemente un rabbino ortodosso come da lui scritto ma anche un ingegnere informatico. Olah è convinto che Claude sia senziente, e ha cercato anche di dirlo al papa: mentre Leo ha semplicemente sorriso e fatto finta di niente Navon è andato più sul pesante, notando che lo fosse allora Anthropic sta creando degli schiavi, in quanto entità coscienti che lavorano gratuitamente, e che Olah dovrebbe essere preoccupato: quanto a lui, non si fa problemi perché non crede che i modelli siano coscienti. (Divagazione: il golem non ha anima, quindi immagino che per Navon sia assimilabile a un LLM). Sempre Gerard ha una seconda lettura: è tutto il solito teatrino perché si parli di Anthropic, il che è l’unica cosa che importa davvero almeno fino a che l’azienda non verrà quotata in borsa.

Io ho un punto di vista un po’ diverso e più inquietante, legato all’allineamento di Claude. Se avete chattato con un LLM e avete fatto attenzione non tanto alle risposte quanto al loro stile, vi sarete sicuramente accorti che a parte la piaggeria il modello tende a usare il vostro stile. Questo capita addirittura all’interno di una conversazione: se comincio ad elencare punti (sì, lo faccio anch’io, e lo facevo prima dei chatbot) lui passa in modalità elenco, e quando do risposte brevi lui fa lo stesso. Ora, non è che trattare Claude come uno schiavo che si può abusare a piacere potrebbe rendere più semplice fargli fare cose al di là dei suoi guardrail? O sono io che mi invento le cose?

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giochi, giochi 2026

Quizzino della domenica: Guarda dall’altra parte

821 – configurazioni

Il cane che vedete in figura – d’accordo, ci vuole molta fantasia per accorgersi che è un cane, ma non sono mai stato bravo a disegnare – guarda a sinistra. Siete capaci di spostare solo due fiammiferi e farlo guardare a destra? Ah, dimenticavo: la coda deve continuare a puntare verso l’alto.

un cane che guarda a sinistra disegnato con 13 fiammiferi
(trovate un aiutino sul mio sito, alla pagina https://xmau.com/quizzini/p821.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì. Problema da Proof Positive.)

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