Ricordate il mio post dell’anno scorso sull’ottobre fausto? Una delle solite catene di sant’Antonio ci informava che «Questo Ottobre [2010, nd.mau.] ha 5 venerdì, 5 sabato e 5 domenica tutto in un mese. Succede solo 1 volta ogni 823 anni.» Non era per nulla vero che capiti una volta ogni 823 anni, ma era vero che l’ottobre 2010 aveva 5 venerdì, 5 sabato e 5 domenica.
Bene. Un’altra catena di sant’Antonio arrivatami l’altro giorno mi informa che «Il mese di Ottobre di questo anno, avrà 5 domeniche, 5 lunedì e 5 sabati, questo assolo succede ogni 823 anni.». In effetti ottore 2011 avrà 5 domeniche, 5 lunedì e 5 sabati, non si può negarlo. Però, benedetti preveggenti di grandi future fortune, una preghiera: capisco non riuscire a fare i conti statistici, ma almeno decidersi in quali casi ottobre è un mese fausto?
Blog di scienza: amici, nemici o fonti?
Ieri pomeriggio ho fatto una scappata al master di giornalismo della Statale di Milano, invitato da lei a raccontare ai masterizzandi cosa significa avere un blog di scienza. Non preoccupatevi, non ero solo, ma assieme ad altri due loschi figuri: lui (che era formalmente il docente della lezione) e lui.
Che ho fatto? Ho parcheggiato la mia bici in posizione sopraelevata: ho scoperto quanti sono i sottoscrittori al feed di queste notiziole (circa 800, più immagino quelli che usano il feed bis e quello dei riassunti), e che c’è stato un picco di visite al mio sito in occasione della nascita di Cecilia e Jacopo; mi sono accorto di non sapere nemmeno qual è l’url del mio blog sul Post (aiutino: bisogna terminarlo con una barra); ho visto una lavagna interattiva; spero di non aver disturbato la vita dei masteristi (ma com’è che sono sempre i maschi a fare domande, e mai le femmine), ma soprattutto ho finalmente visto di persona i due loschi figuri.
Ah, ma volevate sapere il mio giudizio sull’affermazione del titolo? La risposta è “boh”, ma sono i giornalisti che dovrebbero in effetti rispondere…
Piazza Fontana. Noi sapevamo (libro)
L’Italia repubblicana ha una lunga tradizione di stragi, soprattutto compiute da terroristi di destra, rimaste senza colpevoli; piazza Fontana è probabilmente la più famosa, con non so quanti processi che alla fine si sono tutti conclusi con un nulla di fatto. Dopo più di quarant’anni molti protagonisti sono oramai morti o spariti; e i pochi rimasti non sono certo facilmente raggiungibili. Tre giovani giornalisti nati nei primi anni ’80 e quindi ben dopo la strage si sono recati addirittura in Sudafrica a intervistare l’ormai quasi novantenne generale Gian Adelio Maletti, numero due del Sid nei primi anni ’70 e condannato per i depistaggi dei servizi segreti italiani. La parte principale del libro (Andrea Sceresini, Nicola Palma, Maria Elena Scandaliato, Piazza Fontana. Noi sapevamo, Aliberti “Yahoopolis” 2010, pag. 297, € 17, ISBN 978-88-7424-593-2) è l’intervista a Maletti: la mia sensazione è che il generale abbia giocato come un gatto con tre topolini, raccontando spizzichi e bocconi della “sua” verità mischiati a “rivelazioni” parziali e chissà quanto vere; quella sull’assassinio di Kennedy (no, non c’entra un tubo con Piazza Fontana) è probabilmente la migliore. Il tutto togliendosi un po’ di sassolini dalle scarpe. Un libro inutile, insomma? Tutt’altro. I tre giornalisti si sono infatti preparati molto accuratamente sui fatti e sulle ricostruzioni giudiziarie, e così viene presentata una panoramica delle cose che sono state appurate, e delle ipotesi che non potranno mai venire dimostrate. La presenza immanente in tutto il libro (occhei, ogni capitolo inizia con una sua citazione…) è quella di Andreotti, che a dire di Maletti sa tutto e lo sapeva già allora; per il resto, sono utilissimi la cronologia in appendice e il glossario dei nomi rilevanti. Leggetevelo, se siete interessati alla storia contemporanea italiana!
questi hacker cattivoni!
Non di sola guerra vive il lettore di un quotidiano, soprattutto di chi lo legge online a sbafo. Oh, intendiamoci: i quotidiani mica postano tutto online, si limitano alle notizie che ritengono dover o poter fornire senza che l’acquisto della copia cartacea ne sia inficiato. Quindi i colonnini morbosi continuano a resistere: magari, per adeguarci ai tempi grami, limitano le parti dei muliebri corpi mostrate direttamente.
Ciò non significa però che dei centimetri di pelle non si parli: la redazione online del Corsera, trincerandosi dietro il lavoro di gruppo e la citazione del «sito di gossip Usa Tmz», ci spiega come le star di Hollywood si lamentano perché in rete circolano le foto con le loro grazie completamente esposte. Ma attenzione! L’articolo termina con un sensazionale scoop: «In tutti questi casi l’Fbi, che non ha effettuato alcun arresto, sospetta che ci sia stata la complicità di un qualche amico della star di turno nel rendere accessibili le foto contenute nei telefonini.» Ma l’avreste detto? Questi ignoti cattivoni in realtà sono degli amici – piuttosto intimi, viste le foto che hanno fatto… – che poi vogliono far sì che tutto il mondo possa godere ancorché di seconda mano!
Ah, non c’è più religione…
altro che il Giurì!
Ricordate che il mese scorso – solo un mese e mezzo dopo la fine della campagna pubblicitaria – il il Giurì dell’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria la settimana scorsa decise che la pubblicità del Forum Nucleare era ingannevole? Ne avevo parlato a suo tempo.
Bene: la scorsa settimana iniziò per radio una campagna pubblicitaria di Fastweb, con una voce che cominciava a dire “Salve, sono il sarto di George Clooney”. Immagino che Clooney abbia fatto il testimonial Fastweb. Bene, da qualche giorno la pubblicità dice “Salve, sono il sarto della pubblicità Fastweb”. Diciamo che con ogni probabilità il procuratore del fidanzato della Canalis ha fatto spedire dai suoi avvocati qualche letterina, e l’azienda svizzera di telecomunicazioni ha immediatamente ottemperato. Proprio come il Giurì, vero?
gioco della domenica: Maze ‘n Math
In Maze ‘n Math bisogna muoversi con il cursore (per una volta solo con i tasti, niente mouse…) per cancellare tutti i numeri presenti. I numeri si cancellano passandoci sopra: ma il cursore ha un suo numero che interagisce con quello raggiunto. Se il numero sul cursore è minore di quello raggiunto, i due numeri vengono sommati; se è maggiore o uguale, vengono sottratti.
Avete 25 livelli: buone operazioni aritmetiche!
(via Passion for Puzzles)
Statistica (libro)
Negli ultimi decenni la statistica è diventata sempre più fondamentale, magari non tanto nella vita di tutti i giorni ma sicuramente negli articoli sui giornali e nelle imprese. La statistica resta però sempre un argomento ostico, sia perché c’è molta matematica sia perché non è immediato capire cosa sta dietro i modelli usati. Ho trovato questo libro (Carlo Alberto Carnevale Maffè e Teresa Carnevale Maffè, Statistica, Vallardi – Sintesi 1999 [1996], pag. 204, € 9.90, ISBN 978-88-8211-399-5) tra i remainders e l’ho preso per vedere se potesse essere utile, ovviamente non tanto come testo teorico ma come manuale pratico; però ne sono rimasto piuttosto deluso. Il libro dovrebbe nascere come testo di autoapprendimento, e segue abbastanza bene un percorso evolutivo, oltre ad avere numerosi esempi numerici; detto questo, passiamo alle pecche. Innanzitutto manca un indice analitico. Da un manuale di questo tipo non chiedo un glossario, perché basta andare alla pagina di presentazione di un concetto per leggerne la definizione, ma è davvero scomodo scorrere l’indice per trovare quello che serve. Inoltre trovo che ci siano troppe formule, spesso inutilizzabili per come sono messe nel testo; l’aggiunta di esempi legati ai fogli elettronici mi pare infine appiccicaticcia, e non dà nessun vantaggio pratico. Diciamo insomma che se uno sa già di quello che si parla può ricavarci qualcosa; ma mi sa che devo continuare la mia ricerca del buon manuale di statistica di base.
P.S.: Direi che questa è l’edizione che adesso è disponibile!